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Discussione: Visite dei Pontefici ad Ospedali e Istituti a carattere sociale o caritativo

  1. #101
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    Comunicato della Sala Stampa: Papa Francesco visita la Fondazione Santa Lucia nel quadro dei “Venerdì della Misericordia”, 22.09.2017


    Oggi il Santo Padre è uscito dal Vaticano per una visita a sorpresa alla Fondazione Santa Lucia, un centro di eccellenza molto conosciuto a Roma, specializzato nella neuro-riabilitazione di pazienti con deficit di movimento e cognitivi, dove vengono trattate patologie derivanti da ictus, lesioni midollari, Parkinson e sclerosi multipla.

    Il Papa continua così l’esperienza dei “Venerdì della Misericordia”: gesti di vicinanza e di sostegno dedicati ai meno abbienti e ai meno fortunati, che hanno caratterizzato il Giubileo della Misericordia.

    Intorno alle ore 16, Papa Francesco ha attraversato i cancelli di via Ardeatina 306 ed è stato accolto con gioia dalle persone che in quel momento si trovavano nel parcheggio del complesso degli edifici ospedalieri.

    Subito dopo, il Santo Padre è stato raggiunto dalla Presidente dell’Associazione, la Dott.ssa Maria Adriana Amadio, e dal Direttore Generale, Dott. Edoardo Alesse, oltre che dallo staff che si univa al piccolo gruppo in visita al Centro.

    Particolarmente emozionante è stata la visita del Papa al reparto di riabilitazione dei bambini affetti da patologie neurologiche. Papa Francesco si è fermato ed ha scherzato con loro; ha scambiato poi alcune parole di conforto con i genitori che stavano assistendo alla riabilitazione motoria dei loro bambini, spesso faticosa e dolorosa. Il Santo Padre ha assistito con grande attenzione agli esercizi che consentono ai bambini di acquisire o recuperare la stabilità motoria.

    In seguito Papa Francesco ha visitato il reparto nel quale sono ospitati pazienti tra i 15 e 25 anni tetraplegici e paraplegici, alcuni dei quali a seguito di incidenti stradali, e la palestra dove le persone anziane stavano svolgendo attività per la riabilitazione motoria.

    Il Santo Padre ha incoraggiato tutti a svolgere gli esercizi fisici e ha sottolineato quanto sia importante sperare nel futuro e confidare nella ricerca scientifica che permette di fare grandi progressi in questo campo.

    Dopo la visita alla Cappellina presente nell’edificio, il Santo Padre è rientrato a Casa Santa Marta.

    [01375-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0625-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  2. Il seguente utente ringrazia Vox Populi per questo messaggio:

    Ultimitempi (23-09-2017)

  3. #102
    CierRino L'avatar di Ultimitempi
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    Sono state numerose le scene di commozione durante la visita tra i pazienti e i familiari. Lo stesso Papa è apparso più volte emozionato. Un nuovo "Venerdì della Misericordia" si è aggiunto così alla lista di quelli di cui Francesco è stato protagonista fin da tutto il corso dell'Anno Santo.

    https://www.avvenire.it/papa/pagine/papa-a-sorpresa-visita-centro-di-neuroriabilitazione-venerdi-della-misericordia
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  4. #103
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    VISITA A SORPRESA DEL PAPA PRESSO L'OSPEDALE PEDIATRICO BAMBINO GESU' A PALIDORO


    Papa Francesco si è recato in visita presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nella sede di Palidoro, sul litorale laziale. Il Pontefice ha visitato i diversi Reparti e ha salutato i bambini ricoverati e i genitori. La sede di Palidoro dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù nasce nel 1978 grazie ad un dono di Papa Paolo VI. In quell’anno, infatti, un "rescritto" dell'allora Pontefice affidava all'Ospedale la gestione della cessata attività della Pontificia Opera di Assistenza di Palidoro, specializzata nella cura degli esiti della poliomielite. Fu proprio Paolo VI a comprendere che la vocazione sanitaria della struttura poteva essere alimentata orientandola verso nuove direzioni.


    I numeri e le eccellenze
    Presso la sede di Palidoro è presente un Pronto Soccorso multispecialistico. Sono inoltre 122 posti letto per ricovero ordinario di cui 8 di rianimazione e 30 di reuroriabilitazione. Il presidio garantisce 7.200 ricoveri ordinarie 10.500 day hospital. A questi dati si devono aggiungere circa 360.000 prestazioni ambulatoriali e 21.200 accessi in Pronto Soccorso all'anno. Il 24% dei bambini assistiti a Palidoro proviene da fuori Regione.


    Approccio multispecialistico integrato
    L’attività pediatrica medica è basata su un approccio multispecialistico integrato, che garantisce assistenza specialistica individualizzata, coordinamento multidisciplinare e raccordo con le strutture del territorio. Un settore di elevata specializzazione riguarda l’aritmologia, che si occupa della diagnosi e della terapia delle aritmie cardiache e della sincope sia in bambini con cuore strutturalmente normale che con cardiopatie congenite. La diagnostica usata è di tipo non invasivo e invasivo.


    Attività chirurgica e neuroriabilitazione
    L’attività chirurgica include, oltre alla chirurgia pediatrica generale e specialistica, anche ambiti ad elevata specializzazione, quali la chirurgia della colonna vertebrale (scoliosi, cifosi, spondilolisi e spondilolistesi), la chirurgia bariatrica, la chirurgia per le patologie malformative complesse delle vie respiratorie. L’attività di neuroriabilitazione è infine rivolta a neonati, bambini e adolescenti affetti da malattie neurologiche invalidanti o da esiti delle stesse. La riabilitazione è fondata sui principi della medicina basata sull'evidenza e si avvale di tutte le tecniche multidisciplinari di intervento.


    fonte: Vatican News

  5. #104
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    Comunicato della Sala Stampa: Papa Francesco, nel quadro dei “Venerdì della Misericordia”, visita la “Casa di Leda”, una struttura protetta per mamme detenute con figli minori, 02.03.2018


    Questo pomeriggio, alle ore 16.00, accompagnato da Mons. Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, il Santo Padre Francesco è uscito dal Vaticano e si è recato, senza alcun preavviso per la circostanza, nel quartiere dell’Eur a Roma, dove si trova la Casa di Leda, una residenza confiscata alla criminalità organizzata che ora ospita una casa protetta per donne detenute con figli minori. Questo tipo di struttura è la prima ad essere allestita in Italia, ed al momento è unica nel suo genere. Il Responsabile dell’area, il Dott. Lillo Di Mauro, ha raccontato al Papa gli sforzi fatti per allestire la struttura, l’importanza di restituire alla società uno spazio riqualificato e al contempo sviluppare un progetto di civiltà e di grande umanità.

    "Santità, Padre caro, siamo gli invisibili". Con queste parole ha dato il benvenutoil Dott. Di Mauro: "Noi siamo alcuni delle migliaia di bambine e bambini figli di genitori reclusi nelle carceri italiane che viviamo con loro in carcere o andiamo a trovarli (...) Per difendere la dignità dei nostri genitori detenuti ci raccontano bugie facendoci credere di entrare in un collegio o in un posto di lavoro. Veniamo perquisiti, violentati nella nostra intimità dalle mani di adulti sconosciuti, che ci tolgono i peluche, i poveri giocattoli che sono i nostri amici per aprirli, controllarli, a volte ci tolgono anche le mutandine per assicurarsi che le nostre mamme non vi abbiano nascosto droghe". "Siamo fiori fragili", ha aggiunto il Responsabile della Casa di Leda, "nel deserto della burocrazia e delle misure di sicurezza, nell'indifferenza di adulti alienati dal brutto e dal violento lavoro. Per molti siamo statistiche: 4,500 bambini che hanno una mamma in carcere, circa 90 mila quelli che hanno un papà detenuto. Anche i nostri genitori a volte speculano su di noi". "Per non essere additati raccontiamo che nostro padre lavora in paesi fantastici e lontani e nostra madre è una regina. Per difenderci diventiamo aggressivi e intrattabili, ma non siamo cattivi, sono gli altri che ci vedono e ci vogliono così: "Siamo i figli dei detenuti".

    Papa Francesco è stato accolto con grande stupore dalle mamme, dai loro piccoli e dal personale che in quel momento svolgevano il proprio servizio presso la struttura. La Casa è gestita dalla cooperativa sociale Cecilia Onlus dal marzo del 2017 ed ospita mamme detenute per reati minori a cui viene riconosciuta la capacità genitoriale e che possono quindi proseguire il periodo detentivo con i loro figli all’interno di questa casa-famiglia.

    Al momento vi abitano cinque giovani mamme, di età compresa tra i 25 e i 30 anni, alcune di etnia rom, un’egiziana e un’italiana, ognuna col proprio bambino. Accanto alle mamme detenute ci sono sempre gli operatori, gli educatori e i volontari dell’Associazione A Roma Insieme. Coinvolte nel progetto anche le realtà del P.I.D. Pronto Intervento Disagio Società Cooperativa Sociale Onlus e l’Associazione Ain Karim. Prestano servizio all’interno della struttura anche i cosiddetti “Messi alla prova”, imputati colpevoli di reati lievi che non prevedono detenzione e che possono emendare la pena svolgendo lavori utili per la collettività.

    Il Santo Padre ha avuto modo di scambiare alcune parole con le mamme e con i ragazzi in servizio presso la Casa; ha giocato con i bambini, offrendo loro in dono delle grandi uova di Pasqua, accolte con grande gioia dai bambini, che lo hanno invitato a fare merenda con loro. Le mamme hanno voluto lasciare al Papa un piccolo dono prodotto delle semplici attività e varie mansioni che svolgono all’interno della Casa, mentre gli raccontavano della opportunità che è stata data loro di crescere i propri figli, nonostante le tante difficoltà. La permanenza in questa struttura, infatti, consente alle mamme sia di accompagnare e di riprendere i bimbi a scuola, sia di svolgere attività utili all’apprendimento di un mestiere, in vista di un futuro reinserimento nel mondo del lavoro e nella società.

    Il Santo Padre, dopo aver lasciato alcuni doni alle giovani mamme, tra cui una pergamena firmata, a memoria della sua visita, alle ore 17.00 ha lasciato la Casa ed è tornato a Santa Marta, in Vaticano.

    [00345-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0165-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  6. Il seguente utente ringrazia Vox Populi per questo messaggio:

    P.Willigisius carm (02-03-2018)

  7. #105
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    Il Papa visita a sorpresa una fondazione per disabili gravi
    Il Papa ha incontrato gli ospiti della cooperativa sociale Osa, nel casale 4.5, a Roma, una realtà per dare un futuro a quei disabili gravi quando i genitori, per lo più anziani, non ci saranno più. Presentato a Francesco il progetto ‘Durante e dopo di noi" il quale ha invitato tutti a “credere nei sogni e nella bellezza della vita in comunione con il Signore"



    Rievocando nuovamente – come aveva fatto all’Angelus – la nascita ‘miracolosa’, da genitori anziani, di Giovanni Battista, Papa Francesco ieri pomeriggio ha incontrato a sorpresa gli ospiti della cooperativa sociale Osa, nel casale 4.5, a Roma. Una realtà che conta 3.700 soci lavoratori, tra infermieri, medici e assistenti che hanno in cura in Italia circa 50.000 persone in stato di bisogno. Dal 2006 per diverse migliaia, con problematiche di disabilità, le famiglie hanno chiesto di poter dare un futuro anche quando i genitori, per lo più anziani, non ci saranno più. E’ nato il progetto “Durante e dopo di noi” illustrato ieri al Papa che ha incoraggiato, anche nel corso di questa visita, ad avere la capacità di essere aperti alle sorprese di Dio. “Abbiamo deciso di destinare a loro un agriturismo sulla via Ardeatina – spiega Giuseppe Milanese, Presidente di Osa – dove ci sono appartamenti che ristruttureremo (26 ettari di terreno); si potrà anche realizzare una fattoria sociale e dar modo agli utenti di essere coinvolti nella gestione di un ristorante, proprio per reintegrarli il più possibile al lavoro”. Il racconto della visita nell’intervista di Antonella Palermo

    R. - Con lo stupore che è rimasto nei nostri ricordi, in una giornata che sia noi che i nostri assistiti e tutti i nostri amici non scorderanno mai. Lui è arrivato col suo solito fare che mette tutti a proprio agio, nonostante si tratti del Papa! Gli abbiamo esposto il progetto, ha ascoltato un paio di poesie scritte da un ragazzo che gli ha poi regalato un libro e poi ha salutato tutti uno per uno, parlando con familiari, gli assistiti, gli assistenti. E’ stato un momento di sprone. Il Papa ha rivolto a noi delle parole bellissime che contengono la voglia di continuare a sognare per poter ideare progetti e azioni che possano aiutare queste persone. Sono state due ore passate in un clima di una semplicità pazzesca.

    Sulla necessità di ‘rischiare’ il Papa ha avuto parole ben precise…

    R. - Sì, ci ha incoraggiato addirittura ad una forma di pazzia, ha detto: “Solo i pazzi e i sognatori riescono a cambiare il mondo”. Il Papa da sempre ci ha spronato a realizzare forme di cooperazione. Perché la cooperazione, cioè il lavorare insieme e creare quell’unità fra assistenti e fra loro e gli assistiti, è uno strumento spettacolare per realizzare sogni. Spesso le logiche dominanti sono solo quelle del profitto e non rendono neanche possibile immaginare cose come queste che, come il Papa ha detto “rischiano anche di andare in perdita. Poi però si rischia e si va oltre”.

    Il Papa ha anche aggiunto: “Rischiare è una parola che oggi non piace”…

    R. - Infatti! Oggi il nostro mestiere ci porta a rischiare ogni giorno perché convivere con le persone i momenti del loro bisogno nelle loro case significa sostanzialmente mettere ogni giorno la propria vita in discussione. Io ho studiato medicina per tanti anni, ho seguito anche la specializzazione in malattie infettive: noi medici spesso più comodamente abbiamo immaginato la sanità come limitata alle mura dell’ospedale. In questa esperienza noi siamo partiti con un ardire giovanile trent’anni fa! Iniziammo l’assistenza domiciliare alle persone con Aids nelle periferie di Roma proprio con quella pazzia, pragmatica però, perché osservavamo che quelle persone morivano in ospedale, morivano prima, stavano peggio, e soprattutto lo Stato spendeva di più. Insomma, a volte rischiare pragmaticamente significa vedere la realtà, osservarla e capire dove si può aiutare. La cooperazione nasce per questo, per rispondere a un bisogno al di fuori dei concetti di redditività, bensì con alla base un concetto di sostenibilità. E quando le cose poi si possono realizzare, allora si butta il cuore oltre l’ostacolo e si fanno.

    Ci può raccontare un aneddoto che vi accompagnerà dopo questo incontro speciale?

    R. - E’ un aneddoto simpatico: Ivan, un ragazzo assistito da noi che lavora nei nostri uffici, quando il Papa con il suo discorso stava finendo di dare un senso alle parole che disordinatamente io avevo provato a mettere in fila, ha urlato: “Alla grande!”. Ivan si è alzato e ha abbracciato il Papa. Il Papa allora ha detto: “Alla grande, hai proprio ragione” e ha abbracciato Ivan e subito dopo un altro ragazzo, Antonio. E tutto è diventato immediatamente più familiare, più vero, e anche il Papa ci ha ringraziato per la familiarità con cui questo incontro ‘normale’ è avvenuto.


    fonte: Vatican News
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  8. Il seguente utente ringrazia Vox Populi per questo messaggio:

    P.Willigisius carm (25-06-2018)

  9. #106
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    A parte la visita del Santo Padre che è sempre una gioia e un ammaestramento, constato che questa iniziativa id prendersi cura di disabili ,specie una volta che i genitori non ci sono più sia davvero encomiabile. Un avolta queste povere persone chissà che fine facevano? Non saprei neppure rispondere o azzardare una ipotesi. Almeno adesso, grazie alla buona volontà dei singoli,non certo dello Stato,questi nostri fratelli sono assistiti soprattutto con amore.

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