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Discussione: Visite dei Pontefici ad Ospedali e Istituti a carattere sociale o caritativo

  1. #21
    Iscritto L'avatar di Arciprete
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    Citazione Originariamente Scritto da ticanino86 Visualizza Messaggio
    è un bel gesto proprio perchè è un normale gesto evangelico !!!
    Ma visto che questi gesti evangelici non sono all'ordine del giorno nella società in cui viviamo è normale che un gesto del genere susciti scalpore.



    ...finché non siate rivestiti di potenza dall'alto...

  2. #22
    Iscritto L'avatar di Aquila
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    Che questo gesto suscita scalpore forse è eccessivo. Secondo me è significativo della particolare vicinanza del Papa che nonostante i suoi molti impegni, compie appunto un gesto carico di significatività.
    "Regina della pace, prega per noi"

  3. #23
    Veterano di CR L'avatar di SchiacciaBestie
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    Citazione Originariamente Scritto da Eliana Visualizza Messaggio
    ma perché tanto rumore per una cosa normale da parte del vicario di Cristo, lo ripeto.
    Forse perchè i mass-media grazie all'ignoranza del laicismo estremista travisa e strumentalizza spesso i suoi messaggi e operati ?
    Il dolore e la sofferenza avvicinano a Dio , non lo allontanano . Coraggio .

  4. #24
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Domenica il Papa pranza con i poveri assistiti dalla comunità di Sant'Egidio

    Aggiungi un posto a tavola per Benedetto XVI

    di Gianluca Biccini

    "Morte anagrafica": il freddo linguaggio burocratico descrive così la condizione dei senza dimora che non possono usufruire di servizi pubblici perché non hanno più la residenza, né i documenti di identità. Una condizione che determina la totale perdita dei diritti di cittadinanza, anche quando si tratta di italiani. Una risposta concreta a questo problema la fornisce da oltre vent'anni la mensa per i poveri della comunità di Sant'Egidio in via Dandolo, che Benedetto XVI visita domenica 27 dicembre.
    L'arrivo del Papa nel rione di Trastevere è previsto per le ore 13. Il vescovo di Roma pranzerà con duecento ospiti della struttura, offrendo un dolce natalizio e doni a una trentina di bambini. Un gesto di solidarietà nel clima del Natale per restituire la dignità di esseri umani ai tanti "fantasmi" che ogni giorno si aggirano per le strade della città, cercando di sopravvivere tra l'indifferenza dei più.
    Oggi sono 4.200 gli assistiti della mensa della Sant'Egidio che hanno riacquistato la cittadinanza attiva, ovvero una residenza, la possibilità di fruire dell'assistenza sociale e sanitaria, di esercitare il diritto di voto, di possedere documenti di identità. Su sollecitazione della Comunità inoltre l'amministrazione capitolina ha creato un indirizzo virtuale in ogni municipio cittadino, via Modesta Valenti, intitolato a un'anziana senza casa, morta alla Stazione Termini nel 1983. Lo sportello rilascia, tra l'altro, i documenti necessari per la domanda di asilo politico in Italia. Li chiedono soprattutto africani, che rappresentano la maggioranza dei profughi.
    Punto di riferimento per quanti a Roma sono senza un'abitazione o in condizioni di disagio - italiani, nomadi e stranieri immigrati - la struttura ha un ampio ingresso, che funziona anche da sala d'attesa, e due grandi stanzoni comunicanti per i pasti. Aperta nel 1988, ha accolto finora 158.000 persone di oltre 150 nazionalità. Centomila sono i pasti caldi serviti gratuitamente ogni anno: un migliaio al giorno. Membri di Sant'Egidio, amici, preti e seminaristi dei collegi internazionali di Roma, religiosi e consacrate insieme formano un esercito di mille volontari che servono alla mensa, ai quali d'estate si aggiungono gruppi di giovani provenienti da varie parti d'Italia. E poiché la Comunità non dimentica le persone più isolate, quelle disperse negli angoli remoti della capitale, oltre alla mensa di via Dandolo ci sono le cosiddette cene itineranti: piccoli gruppi si recano, la sera, nelle stazioni ferroviarie o nei luoghi dove i clochard trovano riparo notturno, per portare cibi e bevande calde, coperte e altri generi di conforto. Vengono così raggiunti 1.800 homeless in 110 punti diversi di Roma.
    Nella stagione invernale la presenza capillare di Sant'Egidio nelle strade e nelle piazze romane si intensifica a beneficio di quanti non sanno come difendersi dal freddo. Almeno diecimila coperte vengono distribuite ogni anno insieme con sacchi a pelo e indumenti pesanti.
    La mensa di Trastevere è anche un ponte di collegamento con un Centro di accoglienza a cui si rivolgono italiani indigenti e zingari, per ricevere consulenze legali e orientamento nella soluzione di problemi burocratici. Il centro distribuisce anche 250 tonnellate di cibo l'anno - 40.000 pacchi alimentari - oltre a indumenti, biancheria pulita e scarpe. Presso la struttura di accoglienza sono in funzione anche docce, lavanderia automatica, barbiere, podologo e un ambulatorio che oltre alle visite mediche dispensa gratuitamente farmaci e indicazioni sui servizi sanitari.
    Avendo un recapito, a via Dandolo 10, gli ospiti possono ricevere anche la posta: ogni anno arrivano diecimila lettere.
    Dal 1990 la Sant'Egidio pubblica annualmente la guida "Dove mangiare, dormire, lavarsi", che raccoglie gli indirizzi utili per le persone che vivono in strada. Questa sorta di "Michelin dei poveri" è uno strumento indispensabile per la sopravvivenza di chi è costretto a vivere di espedienti. Le sedicimila copie stampate ogni anno vengono distribuite per strada, nella mensa, in vari centri pubblici e privati.
    Al termine della sua visita il Papa si recherà anche al piano superiore della mensa, dove ha sede la Scuola di italiano per stranieri. Avviata nel 1982, ha avuto fino ad oggi trentacinquemila studenti. Riconosciuta dal Ministero dell'Istruzione italiano, negli ultimi anni ha accolto soprattutto allievi provenienti dall'Europa Orientale: Ucraina, Polonia, Romania, Moldavia e Bulgaria. Molti sono anche gli egiziani, i filippini e i brasiliani. Presso la scuola si svolge anche un corso di formazione professionale per mediatori interculturali, riconosciuto dalla Regione Lazio, che ogni anno sforna una cinquantina di diplomati. L'esperienza didattica maturata è confluita in un metodo di insegnamento spiegato nei tre volumi dal titolo L'Italiano per amico, giunto alla quindicesima ristampa.
    Preghiera, comunicazione del Vangelo e impegno quotidiano nel servizio ai più poveri, del resto, sono da oltre quarant'anni i tre pilastri su cui si fonda l'azione di Sant'Egidio. Nata a Roma nel 1968, per iniziativa di Andrea Riccardi, era composta agli albori da un gruppo di liceali: la comunità degli Atti degli Apostoli e Francesco d'Assisi, i modelli a cui guardare; la periferia romana, tra i poveri delle baracche, l'ambiente dove vivere un'esperienza ancora oggi valida. Tutto ebbe inizio con un doposcuola pomeridiano, la "scuola popolare" per i bambini, divenuta "scuola della pace" negli oltre 70 Paesi del mondo in cui è presente oggi la Comunità. I membri sono cinquantamila, ma ben più ampio è il numero di quanti gravitano attorno alle varie attività di servizio, come anche quello dei collaboratori stabili.
    L'attesa visita del Papa è stata preceduta da quella, compiuta mercoledì 23 dicembre, dal presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano nella sede della comunità. Erano presenti Riccardi e l'attuale presidente Marco Impagliazzo, il vescovo Vincenzo Paglia e il nunzio apostolico in Italia Giuseppe Bertello, il presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna e il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni.


    (©L'Osservatore Romano - 25 dicembre 2009)
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  5. #25
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    26/12/2009 15.02.58
    Vigilia e attesa per il pranzo del Papa con i poveri della mensa romana gestita dalla Comunità di Sant'Egidio



    Domani, Festa della Sacra Famiglia, il Papa visiterà la Comunità di Sant’Egidio, nella sede di via Dandolo 10, per pranzare con i poveri. Un evento che ha creato un clima di particolare gioia tra gli amici della Comunità di Sant’Egidio. Grandi i preparativi che stanno precedendo questa giornata. Ma cosa rappresenta questo incontro con il Papa per la Comunità di Sant’Egidio? Tiziana Campisi lo ha chiesto ad Alberto Quattrucci:

    R. - Il fatto che il Papa si sieda a mensa con i poveri e con gli amici dei poveri, che sono i membri di Sant’Egidio, significa per noi un grosso sostegno, un grosso incoraggiamento alla vita della Comunità, a quell’amicizia con i poveri che ogni anno vede seduti alla mensa dei giorni di Natale oltre 100 mila fra zingari, barboni, anziani, gente che vive per strada insieme a noi.

    D. - Come vi siete preparati alla visita di Benedetto XVI?

    R. - Ci siamo preparati anzitutto annunciando l’evento, che è una gioia per tutti noi di Sant’Egidio ma anche una gioia per tanti poveri di vedere il Papa stare assieme a loro. Dunque, l’abbiamo comunicato a tanti. Poi, l’abbiamo preparato allestendo la mensa, preparando il pranzo di Natale come si rispetti in ogni grande famiglia: e la nostra famiglia è veramente grande, senza confini. Insomma, abbiamo preparato la festa in tutti i modi...

    D. - Come è nata l’idea di invitare Benedetto XVI a pranzo in una comunità di Sant’Egidio?

    R. - L’idea nasce dal senso del Natale, che è la festa della famiglia. Per noi, la famiglia sono le nostre famiglie ma c’è anche una grande famiglia, che è la famiglia di Gesù: la famiglia con tutti i poveri, con tutti coloro che hanno bisogno. E a questa mensa noi invitiamo tanti, di ogni livello, di ogni fascia sociale, tanti amici dei poveri… E allora, perché non invitare lui, il nostro vescovo di Roma, il Papa, che è grande amico dei poveri e lo ha ripetuto in tante occasioni, coinvolgendolo in una dimensione di testimonianza personale? Quindi, è un invito che nasce dal profondo del cuore di Sant’Egidio, e insieme dal gesto del pranzo di Natale che è la festa principale dell’anno dove si raccoglie tutta la famiglia.

    D. - Come ripartirà la Comunità di Sant’Egidio dopo la visita del Papa?

    R. - Ripartirà con una grande felicità, con una grande gioia, con un incoraggiamento in più: una gioia da comunicare a tanti e, in fondo, anche un esempio da comunicare a tanti, perché il sogno è quello di trovare sempre più compagni per i poveri, in ogni angolo del mondo. E poi ripartirà con il passo della pace: come ogni anno, il primo gennaio saremo in ogni città del mondo con la Giornata mondiale della pace. Cominceremo con manifestazioni, con momenti di preghiera, con momenti di assemblea sul tema della pace, sul messaggio del Papa di quest’anno. E’ un nuovo impegno: l’anno nuovo deve iniziare con il passo della pace.

    fonte: Radio Vaticana
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  6. #26
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    Papa Benedetto XVI
    in visita alla mensa per i poveri della Comunità di Sant'Egidio

    Le prime immagini DA: WWW.SANTEGIDIO.ORG
    Ultima modifica di donato; 27-12-2009 alle 17:32
    "Solo la carità salverà il mondo". San Luigi Orione.

  7. #27
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  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Eliana Visualizza Messaggio
    Vi sciocca se dico che non è un bel gesto, ma un gesto normale da parte di un cristiano normale?
    Perché ci sembra cosi meraviglioso di vedere il vicario di Cristo accostarci ai poveri, scusate. E' una cosa normale, e cio che non è normale, è che ci sembra una cosa incantevole.
    Poi il Papa in segreto sicuramente farà delle cose per i poveri, ma perché tanto rumore per una cosa normale da parte del vicario di Cristo, lo ripeto.
    Fondamentalmente non ti do torto, infatti tutta questa pubblicità, potrebbe sembrare organizzata. Tuttavia ci sono tante persone che aiutano i poveri. Nella mia parrocchia stiamo organizzando il cenone del 31 dic. per 40 poveri, tutto a spese nostre.
    Tu che fai parte dei cristiani normali, cosa fai il 31 dic.? Stai con chi ha bisogno, oppure vai a ballare?
    W il PAPA.

  9. #29
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    Una curiosità: i poveri presenti al pranzo del Papa erano poveri "selezionati" o poteva entrare il primo clochard che passava?
    Viva il Papa!

  10. #30
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    In prossimità, spero, del Santo dei Santi
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    Citazione Originariamente Scritto da Eliana Visualizza Messaggio
    Vi sciocca se dico che non è un bel gesto, ma un gesto normale da parte di un cristiano normale?
    Perché ci sembra cosi meraviglioso di vedere il vicario di Cristo accostarci ai poveri, scusate. E' una cosa normale, e cio che non è normale, è che ci sembra una cosa incantevole.
    Poi il Papa in segreto sicuramente farà delle cose per i poveri, ma perché tanto rumore per una cosa normale da parte del vicario di Cristo, lo ripeto.

    Per chi non lo sapesse : lo fa tutti gli anni. E prima di lui vi partecipava Giovanni Paolo II.
    Ma certa stampa cade ogni volta dalle nuvole....

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