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Discussione: Le unità pastorali tra più parrocchie: esperienze, vantaggi e problemi

  1. #1
    Utente Senior
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    Le unità pastorali tra più parrocchie: esperienze, vantaggi e problemi

    La mia parrocchia sta per essere assorbita da una più grande per mancanza di presbiteri.
    Vivete anche voi questo tipo di situazione?
    E se si secondo voi nasceranno nuove vocazioni di laici per dare una mano ai preti?
    Io per esempio leggo in Chiesa e ho deciso d'intraprendere il cammino del lettorato.

  2. #2
    Utente Senior L'avatar di PaoloVI
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    In queste situazioni devo dire che è molto importante la figura del diacono laico molto utile al sacerdote.
    In Nomine Domini

  3. #3
    Collaboratore del forum "Preghiera" L'avatar di Phantom
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    Un paio di chiese nella mia città sono diventate unità pastorali, ma rispetto a Diocesi del Nord di cui ho sentito, qui ancora è un fenomeno isolato.

    Citazione Originariamente Scritto da PaoloVI Visualizza Messaggio
    In queste situazioni devo dire che è molto importante la figura del diacono laico molto utile al sacerdote.
    Però il Diacono è limitato, cosa fa se c'è da celebrare una Messa, Confessare, cresimare (molte volte vengono Sacerdoti da fuori perché il Vescovo non può dividersi) o amministrare l'Unzione degli Infermi?
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  4. #4
    Cronista di CR L'avatar di ITER PARA TUTUM
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    Citazione Originariamente Scritto da PaoloVI Visualizza Messaggio
    In queste situazioni devo dire che è molto importante la figura del diacono laico molto utile al sacerdote.
    Se è Diacono non è laico!
    E' in effetti una figura utilissima perchè pur non essendo Sacerdote può dare a questo una buona mano con compiti che comunque i semplici laici non possono svolgere.

  5. #5
    Cronista onorario di CR L'avatar di Jean Valjean
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    Citazione Originariamente Scritto da Phantom Visualizza Messaggio
    Però il Diacono è limitato, cosa fa se c'è da celebrare una Messa, Confessare, cresimare (molte volte vengono Sacerdoti da fuori perché il Vescovo non può dividersi) o amministrare l'Unzione degli Infermi?
    A parte celebrare i sacramenti, nella sua persona si possono concentrare tutte le prerogative di un sacerdote.

    Di solito quando c'è un unità pastorale c'è sempre anche un curato e quindi, per quanto riguarda la pastorale giovanile, almeno in generale, meglio un solo parroco con un curato, che due parroci in là cogli anni...
    Oremus pro Pontifice nostro Benedicto

  6. #6
    Iscritto L'avatar di Ghibli
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    Da noi questa è purtroppo una realtà ormai molto diffusa: mancano i Sacerdoti quindi unità pastorali a gogo.
    Però abbiamo un vescovo con gli attributi che sta riorganizzando ministri ordinati e istituiti per vari compiti.
    Di fatto secondo me l'unità pastorale porta più vantaggi che svantaggi: le chiese sono sempre (o quasi) piene, mentre fino a poco tempo fa erano semideserte, le comunità si integrano e possono camminare insieme e anche i vari gruppi parrocchiali come la Caritas riescono a vivere pienamente la loro missione.
    Coraggio fratelli: il piccolo resto sarà la luce del mondo.
    La ricerca della verità è più preziosa del suo possesso

  7. #7
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    Grazie al cielo, a Roma dove abito, non ci sono ancora. Tuttavia, nel paese dove trascorro le ferie da 30 anni, e' stata istituita un'unita' pastorale che ha accorpato tre parrocchie. Purtroppo ,secondo me, e' stato un fatto negativo perche' il numero delle Sante Messe e' drasticamente diminuito, e adesso, recarsi a Messa la domenica e' davvero un problema (tenendo conto che le chiese sono ubicate fuori del centro abitato, e le celebrazioni sono solo di prima mattina o tarda sera).

  8. #8
    CieRrino
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    Citazione Originariamente Scritto da Edo1974 Visualizza Messaggio
    La mia parrocchia sta per essere assorbita da una più grande per mancanza di presbiteri.
    Vivete anche voi questo tipo di situazione?
    E se si secondo voi nasceranno nuove vocazioni di laici per dare una mano ai preti?
    Io per esempio leggo in Chiesa e ho deciso d'intraprendere il cammino del lettorato.
    Se si sta costituende una unità pastorale, la tua parrocchia non sarà assorbita da un'altra ma, appunto, unita. La differenza è sostanziale. Le due parrocchie esisteranno ancora indipendentemente, ma saranno rette da un unico parroco che sarà parroco di entrambre le parrocchie.

    Io vivo l'esperienza della Comunità Pastorale da tre anni ormai, più gli anni dell'Unità Pastorale. In diocesi di Milano ormai quasi tutte le parrocchie sono unite in unità pastorale o comunità pastorale. Fa eccezione la città di Milano dove le unità pastorali sono molte meno.
    Da noi funziona così: l'Unità Pastorale è la prima aggregazione che viene fatta dal vescovo tra un numero variabile da due ad un massimo di cinque/sei parrocchie. In questa fase ogni parrocchia è ancora autonoma conservando i propri parroci, generalmente differenze. Anche i consigli pastorali rimangono differenti per le parrocchie. Si comincia tuttavia ad unificare molte attività. In primis la pastorale giovanile e quindi le attività degli oratori.
    Successivamente viene eretta la Comunità Pastorale vera e propria, che assume anche un nome che accomuni il territorio di tutte le parrocchie incluse. Con l'erezione delle Comunità Pastorale viene nominato un direttore della Comunità Pastorale che è anche parroco di tutte le parrocchie incluse (ossia è parroco della parrocchia A, parroco della parrocchia B, e direttore della comunità pastorale C formata da A+B spero sia chiaro ).
    Gli altri sacerdoti, che non siano il parroco, incardinati a vario titolo nella comunità pastorale (coadiutori, vicari, responsabili della pastorale giovanile, residenti con incarichi pastorali etc.) non sono più incardinati in una singola delle parrocchie ma nella Comunità Pastorale. Di fatto quindi tutte le attività pastorali sono svolte in comune dalle diverse parrocchie.

    Fin qui ho descritto quello che avviene nella mia diocesi. Per quanto riguarda invece l'esperienza della mia comunità pastorale, devo dire che si è rivelata molto positiva. Il numero dei sacerdoti e delle Messe non è cambiato. Addirittura direi che le attività e iniziative pastorali, catechistiche e devozionali sono aumentate. Sicuramente abbiamo la fortuna di avere un gran numero di laici impegnati in tutte queste iniziative e questo è un fattore determinante e indispensabile. Con questa nuova organizzazione le attività e gli impegni dei sacerdoti sono molto più razionalizzate (si pensi ad esempio alla difficoltà delle parrocchie con un solo sacerdote a seguire tutte le celebrazioni e gli impegni, cosa in questo caso è superata). Nel nostro caso particolare inoltre si è creato un forte spirito di comunione cittadina. Infatti la comunità raggruppa le tre parrocchie della città (e quindi coincide territorialmente con questa). Prima molto spesso i fedeli di una parrocchia non sapevano cosa succedeva nelle altre, quali iniziative erano proposte. Ora invece c'è una maggiore condivisione e partecipazione. Avendo anche la fortuna di avere un antico santuario cittadino che non è parrocchia, lì vengono organizzate molte attività comuni. In tal modo partecipano assieme tutti i fedeli della comunità senza che ci si senta "ospiti" di una parrocchia diversa.
    I due svantaggi principali che ho constatato, come semplice fedele, in questi tre anni sono la difficoltà di organizzare la pastorale giovanile unitaria (con tre oratori molto grandi e frequentati distanti tra loro) che comunque è portata avanti in modo davvero egregio grazie anche alla collaborazione di un "esercito" di volontari laici, e la perdita di un punto di riferimento fisso per quanto riguarda i sacerdoti. Infatti la possibilità dei sacerdoti di essere indifferentemente nelle tre parrocchie, fa si che, pur frequentanto sempre la stessa messa, non si trovi mai lo stesso prete. Inoltre, inevitabilemente, anche la presenza del parroco è limitata: se prima celebrava tre messe festive nella parrocchia, ora ne celebra una per ogni diversa parrocchia, quindi capita che per molte domeniche consecutive non lo si possa trovare. Queste difficoltà sono, in parte, superate dall'ottimo lavoro di "squadra" che portano avanti i sacerdoti della comunità, cercando il più possibile di uniformare l'attività pastorale, ma conservando le particolarità e gli usi di ogni parrocchia. Un lavoro certamente non facile, ma che, mi pare, stia dando ottimi risultati.

    Mi rendo conto che non tutte le situazioni possono essere così. Credo che la Comunità Pastorale da noi abbia successo poichè coincide di fatto con l'intero territorio cittadino. Più difficili i casi di città molto grandi che non posso unirsi in una sola comunità o, peggio, che debbono unirsi in comunità tra comuni diversi e magari anche distanti (si pensi alle zone montane dei laghi).

    Concludendo penso che le comunità pastorali siano ormai una necessità (finchè non si riuscirà in modo stabile e duraturo ad aumentare le vocazioni, e non succederà nel giro di pochi anni) e quindi è inutile lamentarsene ma bisogna cercare, da parte di tutti, laici e non, di organizzare, farle funzionare e viverle al meglio.

  9. #9
    CieRrino L'avatar di Miserere mei
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    Citazione Originariamente Scritto da Edo1974 Visualizza Messaggio
    La mia parrocchia sta per essere assorbita da una più grande per mancanza di presbiteri.
    Vivete anche voi questo tipo di situazione?
    E se si secondo voi nasceranno nuove vocazioni di laici per dare una mano ai preti?
    Io per esempio leggo in Chiesa e ho deciso d'intraprendere il cammino del lettorato.

    La mia parrocchia è stata addirittura assorbita da una più piccola!

    Ora quel prete si sobbarca il funzionamento di ben tre parrocchie.
    Nunc dimittis servum tuum, Domine, secundum verbum tuum in pace

  10. #10
    Collaboratore del forum "Preghiera" L'avatar di Phantom
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    Però scusate una cosa, non offendetevi perché non voglio offendere nessuno.
    Ma a volte vedo queste unità pastorali di 2, 3, 4 parrocchie insieme, e magari una parrocchia con 3 o 4 Sacerdoti lì insieme. Ma allora che senso ha? Mandateli in quelle chiese senza Clero anziché tenerli ammassati da una parte e le altre chiese vuote.
    Un po' come in certe chiese che concelebrano in 3 e lasciano i confessionali vuoti e magari ci sono fedeli che vorrebbero confessarsi...
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

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