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Discussione: Tempo di Quaresima : Messaggio del Papa, riflessioni e iniziative varie

  1. #11
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    Omelia del Santo Padre durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri (Basilica di S. Sabina, 25/02/09)
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
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  2. #12
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    in attesa della pubblicazione delle parole del Papa da parte della Sala Stampa, un articolo dell'OR sull'incontro di oggi con il Clero Romano:

    Durante l'incontro del Papa con i parroci e i sacerdoti di Roma

    Una denuncia ragionevole e ragionata
    delle cause della crisi economica



    È dovere della Chiesa la denuncia ragionevole e ragionata degli errori che hanno provocato l'attuale crisi economica. Lo ha affermato Benedetto XVI durante il tradizionale incontro di inizio Quaresima con i parroci e i sacerdoti della diocesi di Roma, svoltosi giovedì mattina 26 febbraio, nell'Aula della Benedizione. Questo dovere - ha sottolineato il Papa - fa parte da sempre della missione della Chiesa. E va esercitato con coraggio e concretezza, senza ricorrere a moralismi ma motivandolo con ragioni concrete e comprensibili a tutti.
    Il tema della crisi globale che investe oggi l'economia e la finanza è stato al centro di una delle otto domande rivolte al Pontefice dai preti romani durante l'incontro. Domande che hanno toccato altrettante questioni di attualità pastorale: dalla formazione dei presbiteri all'evangelizzazione dei lontani, dall'emergenza educativa all'azione caritativa, dal valore della liturgia al significato del ministero del vescovo di Roma, dalla Parola di Dio al concilio Vaticano ii.
    Sollecitato dal parroco di una comunità della periferia romana, Benedetto XVI ha accennato alla sua prossima enciclica sociale, proponendo una lettura sintetica della crisi fondata su due livelli di analisi. Il primo, quello macroeconomico, mette in luce i guasti di un sistema basato sull'idolatria del denaro e sull'egoismo, che oscurano nell'uomo ragione e volontà conducendolo su strade sbagliate. È qui che la voce della Chiesa è chiamata a farsi sentire - a livello nazionale e internazionale - per contribuire a correggere la direzione. E mostrare così la via della retta ragione illuminata dalla fede: in definitiva, la via della rinuncia a se stessi e dell'attenzione ai bisogni degli altri.
    Quanto al secondo livello, quello microeconomico, il Pontefice ha ricordato che i grandi progetti di riforma non possono realizzarsi compiutamente senza un cambiamento di rotta individuale. Se non ci sono i giusti - ha ammonito - non ci può essere neanche la giustizia. Da qui l'invito a intensificare il lavoro umile e quotidiano della conversione dei cuori: un lavoro - ha evidenziato il Papa - che coinvolge soprattutto le parrocchie. La cui attività, alla fine, non è limitata solo alla comunità locale ma si apre all'intera umanità.
    Tema, questo, ripreso anche nella risposta ad una domanda dedicata all'evangelizzazione di coloro che sono lontani dalla fede. I cristiani - ha raccomandato Benedetto XVI - devono essere oggi fermento di giustizia, di integrità morale, di carità, perché la società ha bisogno di persone che vivano non per se stesse ma per gli altri. Questo aspetto della testimonianza - ha aggiunto - va unito a quello della parola: è la prima, infatti, che dà credibilità alla seconda, rivelando che la fede non è una filosofia o un'utopia ma una realtà che fa vivere. A questa opera di evangelizzazione sono necessari perciò preti e catechisti formati culturalmente, ma soprattutto capaci di parlare all'uomo di oggi con la semplicità della verità. Per mostrargli che Dio, in realtà, non è un essere lontano ma una persona che parla e che agisce nella vita di ciascuno. Anche qui risulta prezioso il ruolo del parroco, il quale nel suo lavoro pastorale incontra gli uomini senza maschera, nelle situazioni di gioia e di sofferenza che appartengono alla vita quotidiana.
    Luogo privilegiato per fare esperienza della vicinanza di Dio è la liturgia. Il Papa l'ha presentata essenzialmente come una scuola per imparare l'arte di essere uomo e per sperimentare la familiarità di Cristo. In questo senso, la catechesi sacramentale è anche una catechesi esistenziale, perché mostra che la liturgia non è una realtà misteriosa e distante, ma è il cuore dell'essere cristiani e, allo stesso tempo, genera nel credente l'apertura all'altro e al mondo.
    L'Eucaristia, in particolare, va vissuta come segno e seme di carità. Il Pontefice lo ha ricordato spiegando il significato della missione del vescovo di Roma che è garanzia dell'universalità della Chiesa. Questa infatti - ha puntualizzato Benedetto XVI - non si identifica con nessuna cultura, perché trascende nazionalismi e frontiere per accogliere tutti i popoli nel rispetto delle ricchezze e delle peculiarità.
    La cultura è stata al centro anche della risposta del Papa a una domanda sull'emergenza educativa. Oggi - ha denunciato Benedetto XVI - si sanno tante cose, ma manca il cuore. Manca una visione comune del mondo, manca un orientamento etico che consenta all'uomo di non essere preda dell'arbitrio. Così, mentre la fede resta aperta a tutte le culture, ne costituisce anche il criterio di discernimento e il punto di orientamento.
    Il Pontefice ha infine riproposto il tema dell'annuncio della Parola di Dio - oggetto della recente assemblea generale del Sinodo dei Vescovi - indicando nell'atteggiamento di ascolto di Maria il modello per ogni credente.



    (©L'Osservatore Romano - 27 febbraio 2009)
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  3. #13
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    L'appello del Papa alla conversione fa breccia tra i fedeli


    Durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri


    L'appello alla conversione lanciato da Benedetto XVI questo mercoledì durante la Messa del Mercoledì delle Ceneri è penetrato tra le migliaia di fedeli riuniti nella Basilica di Santa Sabina per dare inizio al tempo di Quaresima.

    Altre centinaia di pellegrini che non hanno potuto entrare nella Basilica sono rimaste all'esterno partecipando alla cerimonia, trasmessa mediante maxischermi. Nonostante il freddo, il pomeriggio era assolato.

    Un'antica tradizione

    Anno dopo anno, il Papa celebra a Santa Sabina, sul colle dell'Aventino, la Messa con cui si dà inizio alla Quaresima. Fin dal V secolo, quando è stata costruita la Basilica, i cristiani si riunivano 40 giorni prima della Settimana Santa nella chiesa di Sant'Anastasia e andavano a piedi fino a Santa Sabina, facendo penitenza a piedi scalzi, chiedendo misericordia e proponendosi di praticare il digiuno e l'astinenza.

    “Così è nata la tradizione che il Papa celebri ogni anno il Mercoledì delle Ceneri in questa chiesa, con Papa Sisto V, nel 1587. Nel 1700 Papa Clemente VI ha interrotto questa tradizione, ripresa poi da Giovanni XXIII nel 1962”, ha spiegato a ZENIT il sacerdote domenicano fr. Francesco Ricci, rettore di Santa Sabina.

    Secondo padre Henry O'Shea OSB, segretario della Conferenza Benedettina, Giovanni XXIII decise che la processione iniziasse dalla chiesa di Sant'Anselmo, ubicata a pochi metri da Santa Sabina. “Ciò è dovuto alla devozione che aveva per questo santo e al fatto che stimava molto l'ordine benedettino”, ha riferito il sacerdote.

    Da allora, è tradizione che la cerimonia si svolga all'Aventino, partendo sempre da Sant'Anselmo. La Messa a Santa Sabina presieduta dal Papa è stata interrotta solo nel 2005, a causa dello stato di salute di Giovanni Paolo II, morto un mese e mezzo dopo.

    Pellegrini in tempo di Quaresima

    Fedeli di questa chiesa che vengono anno dopo anno, così come pellegrini giunti da altri luoghi, si sono riuniti questo mercoledì per iniziare la Quaresima con l'Eucaristia presieduta da Benedetto XVI.

    Tra i concelebranti c'erano 40 Vescovi nigeriani in visita a Roma per la conferenza sull'inculturazione del Vangelo in Africa in svolgimento presso l'Università Urbaniana.

    La giovane Sandra Manzo, proveniente da Miami, è giunta per la prima volta a Roma per festeggiare qui il suo compleanno e ha espresso la sua gioia per aver partecipato a questa liturgia con il Papa: “E' un'opportunità unica che si verifica una sola volta nella vita. E' stato bello essere stata in una chiesa relativamente piccola e aver visto il Papa così da vicino”.

    Sandra ha condiviso con ZENIT anche ciò che significa per lei questo tempo liturgico: “La Quaresima è un periodo di riflessione. Oggi ho chiesto a Dio molte cose personali, e spero che quest'anno sia per tutti tranquillo, pieno di pace e cambiamenti positivi non solo per il mio Paese, ma per molti altri che come il mio vivono questo tempo di transizione”.

    Da parte sua Alessandra, di Roma, che ogni anno il Mercoledì delle Ceneri va nella sua parrocchia, ha detto a ZENIT di essersi recata stavolta a Santa Sabina per ascoltare le parole del Santo Padre: “Questo Papa è una persona molto colta e molto attenta a quelli che sono i problemi della società di oggi. Parla dei veri valori che dovrebbero essere rispettati e seguiti. La Quaresima significa riconciliarci con il Signore”, ha affermato.

    Durante questo tempo liturgico, sostiene, i cattolici devono “riscoprire un modo di comportarsi migliore di quello che magari abbiamo messo in pratica durante la nostra vita”.

    Per David, che arriva da Valencia (Spagna) con la moglie e quattro figli (il più piccolo ancora in gestazione), aver partecipato alla Messa con il Pontefice è stato il modo migliore di iniziare la Quaresima: “Abbiamo letto il Messaggio per la Quaresima diffuso dal Papa in questi giorni e abbiamo detto: 'Perché non proviamo ad andare? Sappiamo che è difficile ma dobbiamo provarci'”.

    Questo padre di famiglia era commosso perché uscendo dalla chiesa il Papa ha benedetto i suoi figli e ha dato un bacio in fronte al suo secondo bambino, Simón. “E' stata una cosa che non ci aspettavamo. Sento che Dio ha voluto che vivessimo questo, ci ha condotti dal Papa e ci ha mostrato la via”.

    David si è sentito toccato dal Messaggio del Santo Padre per la Quaresima e dall'omelia pronunciata durante la Messa, in cui ha invitato in modo particolare i cattolici a convertirsi giorno per giorno e a lottare contro l'uomo vecchio.

    “Il messaggio del Papa è splendido – ha commentato –. Le sue parole sono state molto belle: convertire il proprio cuore. E' questo che chiedo a Dio”.


    fonte: zenit.org
    Ultima modifica di sion; 26-02-2009 alle 21:31

  4. #14
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    “Pausa pranzo”, momento di riflessione a Roma per la Quaresima


    Una iniziativa della Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio



    “Pausa pranzo”, si chiama così il momento di riflessione che la Basilica di San Marco Evangelista al Campidoglio ha avviato per la prima volta durante la Quaresima di quest'anno.

    Nel cuore pulsante di Roma, tra uffici, negozi e attività frenetiche, la parrocchia di San Marco offre un momento di riflessione a chi interrompe per la pausa pranzo il lavoro e vuole trascorrere qualche momento in meditazione.

    L'iniziativa prevede una celebrazione eucaristica dalle 13:30 fino alle 14:00, dal lunedì al venerdì, e che durerà per tutto il periodo della Quaresima.

    Un’occasione, quindi, per coloro che non hanno la possibilità di interrompere le attività lavorative durante la settimana ma che sentono il desiderio di prepararsi alla Pasqua.

    “Proprio questo vuole essere il nostro impegno – spiega mons. Angelo De Donatis, parroco della Basilica di San Marco Evangelista –: accompagnare alla Pasqua con riflessioni e preghiere i fedeli che ne sentono la necessità”.

    L’appuntamento, spiega monsignor De Donatis, sarà tutti i giorni alle 13:30 alla chiesa della Madonnella a Piazza Venezia con la celebrazione eucaristica e una riflessione, durante l’omelia, sul significato e il valore della Quaresima.

    “Il martedì, alle 13:00, per chi lo desiderasse - prosegue il prelato - abbiamo pensato anche ad una meditazione che rientra tra gli 'Incontri biblici' che teniamo ogni anno. Il primo incontro ci sarà martedì 3 marzo e avrà come tema: 'Essere chiamati, giustificati e salvati dalla grazia'”.

    Il 10 marzo, invece, la riflessione sarà incentrata sul tema “Abbracciare la croce di Gesù”; martedì 17 marzo, sul “Vivere nello Spirito Santo”; e per finire il 24 marzo ci sarà una meditazione sulla necessità di “Imparare a pregare incessantemente”.

    “La nostra parrocchia, si trova nel centro di Roma – conclude monsignor De Donatis – ed ha una speciale vocazione, cerca di venire incontro a chi, pur non vivendo nelle vicinanze, sente la necessità di approfondire la propria Fede. Ecco allora l’impegno a creare degli appuntamenti, dei momenti di riflessione aperti a tutti, in una fascia oraria non tradizionale e comoda anche per chi lavora”.


    fonte: zenit.org

  5. #15
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    Testo delle domande poste al Papa da alcuni Presbiteri di Roma con le relative risposte del Santo Padre durante l'incontro annuale di inizio Quaresima con il Clero Romano (26/02/09)
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  6. #16
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    28/02/2009 10.10.04
    Senza maschere: l’editoriale di padre Lombardi



    La Quaresima è un tempo favorevole per scrutare la verità di ciò che siamo: diceva Pascal che “il mondo si divide in due categorie di persone: i giusti, che si credono peccatori, e i peccatori, che si credono giusti”. E in questo tempo forte la Chiesa ci propone un cammino di conversione - al di là delle apparenze – per riscoprire l’essenziale della vita: l’amore di Dio e del prossimo. Ascoltiamo in proposito la riflessione di padre Federico Lombardi per Octava Dies, il settimanale informativo del Centro Televisivo Vaticano:

    Parlando ai parroci di Roma, il Papa ha detto che il compito del pastore di anime è speciale, perché gli uomini vengono a lui “senza maschere”, nella loro verità, senza essere nascosti o protetti dal ruolo che si riveste nella società. E ha insistito sul fatto che la fede può essere annunciata con efficacia agli uomini e alle donne di oggi se passa attraverso l’esperienza vissuta di chi la annuncia, e se viene annunciata nella sua semplicità essenziale, senza appesantirla troppo con considerazioni erudite.

    La Quaresima va vissuta in questo spirito. Tempo per presentarsi a Dio senza maschere, per cercare di rimettere il rapporto con Lui al centro della vita di ognuno di noi e per semplificare i nostri comportamenti e le nostre parole riportandoli a ciò che è veramente importante. Nel Mercoledì delle Ceneri il Papa ha detto: “Gesù è nel fondo del nostro cuore. La relazione con Lui è presente anche se parliamo, agiamo secondo i nostri doveri professionali... Questa relazione a volta a volta diventa anche preghiera esplicita”. Nel Messaggio per la Quaresima ci ha ricordato il valore del digiuno, ci ha invitato a riscoprirne le forme adatte nella nostra vita quotidiana come esercizio di liberazione dell’attaccamento a noi stessi, per aprirci all’amore di Dio e alla carità solidale verso gli altri.

    Un tempo, dunque, per ritrovare il giusto posto di Dio e l’attenzione agli altri con l’aiuto di semplici gesti concreti e quotidiani: preghiera, digiuno, elemosina. Un tempo per ritrovare così anche noi stessi e la nostra verità, senza maschere. Non perdiamo questa occasione!

    fonte: Radio Vaticana
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  7. #17
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  8. #18
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    CHE COS'E' LA QUARESIMA?

    ROMA, lunedì, 9 marzo 2009 (ZENIT.org).- Viviamo tempi in cui anche i fedeli che frequentano la Chiesa alla domenica non sanno più come rispondere ai mille problemi che la realtà quotidiana presenta. Soprattutto, tantissimi sono coloro che non conoscono le soluzioni che la Chiesa cattolica propone.

    Così, per conoscere meglio la bellezza e l’importanza della risposta della fede cristiana, ZENIT ha deciso di pubblicare a scadenza settimanale le schede catechetiche ideate, scritte e pubblicate da monsignor Raffaello Martinelli, Primicerio della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo in Roma.

    Le schede catechetiche che pubblichiamo si trovano anche nel sito www.sancarlo.pcn.net ed in forma già stampata all’interno della Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo in Via del Corso a Roma.



    * * *


    Che cos'e' la Quaresima?

    E' un periodo speciale dell'anno liturgico, in cui il popolo cristiano si prepara a celebrare il mistero della Pasqua.

    La Quaresima è tempo favorevole per sostare con Maria SS.ma e San Giovanni, il discepolo prediletto, accanto a Cristo che sulla Croce consuma per l'intera umanità il sacrificio della sua vita (cfr Gv 19,25).

    «Volgeranno lo sguardo a Colui che hanno trafitto» : è tempo propizio per guardare con fiducia al costato trafitto di Gesù, da cui sgorgarono «sangue e acqua» (Gv 19,34)!

    «La Quaresima sia per ogni cristiano una rinnovata esperienza dell'amore di Dio donatoci in Cristo, amore che ogni giorno dobbiamo a nostra volta ridonare al prossimo, soprattutto a chi più soffre ed è nel bisogno. Solo così potremo partecipare pienamente alla gioia della Pasqua» (Benedetto XVI, Messaggio per la Quaresima 2007).


    Perche' 40 giorni?

    La teologia e la spiritualità della Quaresima si sono costituite in riferimento ad avvenimenti dell'Antico e Nuovo Testamento.

    E' lo stesso numero 40, che richiama:

    i giorni del diluvio universale;

    gli anni trascorsi da Israele nel deserto;

    i giorni trascorsi da Mosè sul Sinai;

    i giorni trascorsi dal profeta Elia nel deserto prima di giungere all'incontro con Dio sull'Oreb;

    i giorni di penitenza degli abitanti di Ninive;

    i giorni del digiuno di Gesù nel deserto, ove alla fine viene tentato dal diavolo.

    Tutto ciò ha un valore didattico. La Quaresima è il tempo:

    della distruzione del male, come per gli uomini del diluvio;

    della prova e della grazia, come per Israele;

    della preghiera che dispone all'incontro con Dio, come per Mosè ed Elia;

    della penitenza e della espiazione in vista del giudizio divino, a imitazione dei 40 giorni di digiuno e di penitenza con i quali gli abitanti di Ninive placarono l'ira divina;

    del digiuno, finalizzato a mangiare il vero cibo, che è fare la volontà del Padre: «non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (così ha risposto Gesù a satana, al termine dei 40 giorni passati nel deserto).


    Quali sono i grandi temi quaresimali?

    Tre sono in particolare i temi, che ci vengono proposti dalla liturgia quaresimale:

    Il tema pasquale. Poiché la Quaresima è preparazione alle celebrazioni pasquali, il tema morte-vita assumono un'importanza primaria. Comincia fin dalla seconda domenica (la Trasfigurazione) e si fa più esplicito nelle ultime due settimane.

    Il tema battesimale. La Quaresima nella sua struttura fondamentale si formò attorno al sacramento del Battesimo amministrato agli adulti durante la veglia pasquale. I cristiani prendono maggior coscienza del proprio battesimo.

    Il tema penitenziale. Viene sviluppato soprattutto all'inizio della Quaresima (mercoledì delle ceneri e il vangelo delle tentazioni di Gesù della prima domenica). Nella Quaresima la Chiesa, sposa del Cristo che soffre e muore, vive più intensamente l'aspetto penitenziale.


    Quali le pratiche quaresimali?

    La Quaresima comporta un impegno ascetico, individuale e collettivo, le cui forma tradizionali sono:

    preghiera (Messa quotidiana soprattutto e Via Crucis)

    digiuno (l'insieme delle pratiche di mortificazione: cibo - parole - divertimenti): la mortificazione permette più disponibilità per il prossimo, più tempo per il volontariato e più denaro per la carità

    elemosina
    (aiuto verso il nostro prossimo più bisognoso di noi)

    In Quaresima la Chiesa ricorda che sono prescritti:

    digiuno e astinenza dalle carni: il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo;

    astinenza dalle carni: ogni Venerdì di Quaresima.

    La Chiesa raccomanda in particolare la pratica, in Quaresima, delle opere di misericordia corporali e spirituali:

    Le sette opere di misericordia corporale

    Dar da mangiare agli affamati.

    Dar da bere agli assetati.

    Vestire gli ignudi.

    Alloggiare i pellegrini

    Visitare gli infermi.

    Visitare i carcerati.

    Seppellire i morti.

    Le sette opere di misericordia spirituale

    Consigliare i dubbiosi.

    Insegnare agli ignoranti.

    Ammonire i peccatori.

    Consolare gli afflitti.

    Perdonare le offese.

    Sopportare pazientemente le persone moleste.

    Pregare Dio per i vivi e per i morti.

    Queste pratiche, «esprimono la conversione in rapporto a se stessi, in rapporto a Dio e in rapporto agli altri» (Catechismo della Chiesa Cattolica, 1434).


    Qual e' l'importanza del digiuno?

    (dal: Messaggio di Benedetto XVI, per la Quaresima 2009)

    Al giorno d'oggi, constata Benedetto XVI, il digiuno «pare aver perso un po' della sua valenza spirituale», perché spesso si riduce a una «misura terapeutica per la cura del proprio corpo».

    Il digiuno, invece, per il credente ha una rilevante importanza, è ricco di numerosi significati e finalità:

    Dimensione personale:


    Con il digiuno,infatti, il credente intende sottomettersi umilmente a Dio, confidando nella sua bontà e misericordia».

    La pratica del digiuno contribuisce a «conferire unità alla persona, corpo ed anima, aiutandola ad evitare il peccato e a crescere nell'intimità con il Signore».

    «Privarsi del cibo materiale che nutre il corpo facilita un'interiore disposizione ad ascoltare Cristo e a nutrirsi della sua parola di salvezza».

    Con il digiuno e la preghiera, «permettiamo a Lui di venire a saziare la fame più profonda che sperimentiamo nel nostro intimo: la fame e sete di Dio».

    Tale pratica è «un'arma spirituale per lottare contro ogni eventuale attaccamento disordinato a noi stessi».

    Allo stesso modo, «aiuta il discepolo di Cristo a controllare gli appetiti della natura indebolita dalla colpa d'origine, i cui effetti negativi investono l'intera personalità umana».

    Dimensione sociale:

    Il Santo Padre sottolinea anche il significato sociale del digiuno, affermando che «ci aiuta a prendere coscienza della situazione in cui vivono tanti nostri fratelli».

    Quanto risparmiamo digiunando, possiamo destinarlo ad opere benefiche, caritative.

    Per questo, esorta le parrocchie «ad intensificare in Quaresima la pratica del digiuno personale e comunitario, coltivando altresì l'ascolto della Parola di Dio, la preghiera e l'elemosina».

    In definitiva, grazie al digiuno, la Quaresima è il tempo ideale «per allontanare tutto ciò che distrae lo spirito e per intensificare ciò che nutre l'anima aprendola all'amore di Dio e del prossimo».


    Circa l'elemosina:

    come fare l'elemosina?

    Ecco alcune indicazioni:

    deve essere nascosta. «Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra», dice Gesù, «perché la tua elemosina resti segreta» (Mt 6, 3-4);

    effettuarla:

    senza offendere l'altro;

    senza mettere in mostra noi stessi (vanagloria)

    con gioia: più gioia nel dare che nel ricevere (cfr At 20, 35)

    nel silenzio, lontano dai riflettori della società mediatica;

    non limitarsi a dare qualcosa di materiale (soldi, pane…), ma dare noi stessi: la nostra stima, il nostro rispetto, il nostro tempo, i nostri talenti (volontariato);

    offrire il dono materiale, quale segno del dono più grande che possiamo offrire agli altri: l'annuncio e la testimonianza di Cristo;

    ciò che dà valore all'elemosina è l'amore: si veda l'obolo della vedova del Vangelo (cfr. Mc 12,42-44).

    Quali le finalità dell'elemosina?

    Aiutare chi è maggiormente bisognoso

    condividere con gli altri quanto per bontà divina possediamo

    praticare la virtù della giustizia: prima e più che un atto di carità

    riconoscere nei poveri Cristo stesso

    imitare Cristo, che si è fatto povero per farci ricchi

    attuare un esercizio ascetico per noi:

    per liberarci dall'attaccamento ai beni terreni

    per purificarci interiormente

    affermare il principio che noi non siamo proprietari bensì amministratori dei beni che possediamo, donatici da Dio

    agire per la gloria di Dio

    praticarla non per filantropia ma per carità, amore: un gesto di comunione ecclesiale

    avvicinarci a Dio, avvicinandoci agli altri: strumento di autentica conversione e riconciliazione con Lui e con i fratelli.

    ottenere il perdono dei peccati. San Pietro cita tra i frutti spirituali dell'elemosina il perdono dei peccati. «La carità - egli scrive - copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4, 8).

    i frutti spirituali dell'elemosina il perdono dei peccati. «La carità - egli scrive - copre una moltitudine di peccati» (1 Pt 4, 8).




    © Innovative Media, Inc.

    fonte: http://www.zenit.org/article-17467?l=italian
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  9. #19
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    Link al testo della prima Predica di Quaresima tenuta questa mattina nella Cappella Redemptoris Mater del Palazzo Apostolico dal Predicatore della Casa Pontificia, Padre Raniero Cantalamessa, O.F.M. Capp., alla presenza del Papa e della Curia Romana..

    "Tutta la creazione geme e soffre
    nelle doglie del parto" (Rom 8, 22)

    Lo Spirito Santo, nella creazione e nella trasformazione del cosmo.

    http://www.zenit.org/article-17513?l=italian
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  10. #20
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    Si può parlare ancora di Quaresima? Digiunare per dieta o per fede? Perché molti con facilità mettono in pratica i consigli del medico e considerano sorpassate le concezioni religiose in materia? Si può ancora parlare di Quaresima e di penitenza per l’uomo di oggi? Se il digiuno lo propone il prete, è una imposizione. Se è il dietologo a proporlo è legge sacrosanta da osservare quotidianamente con scrupolosità e con controlli periodici.
    Se una donna prepara una bistecca, tutti sbuffano: uffa... la solita carne! Se la Chiesa dice è venerdì di quaresima: c'è astinenza dalla carne; magari ti viene voglia di bistecca!

    Forse è importante domandarsi: ma cosa c'è dietro questa proposta di sacrificio, di mortificazione?
    La donna o la persona in genere che va dal dietologo lo fa per essere più donna, quasi più realizzata e fa (udite!) dei sacrifici per questo.
    La madre Chiesa che propone un cammino di penitenza, ha lo stesso scopo: rendere una creatura umana più forte, più bella interiormente, più realizzata, il più simile possibile a un risorto: a Gesù risorto.
    Se un uomo vuole vivere con dignità, è immerso necessariamente nella lotta con il dominio dei suoi istinti. È impegnato nella possibile distruzione delle sue negatività e nel rafforzamento delle sue energie migliori per essere felicemente uomo libero e non schiavo.
    La penitenza è l'io che comanda, è l'uomo buono che è in ognuno, che ha preso in mano la vita e la vuole condurre sul cammino della felicità. La penitenza è la voglia e la decisione di costruirsi, ad ogni costo, una personalità umana che sappia scegliere in continuità il bene ed evitare il male.
    La penitenza è saper dire di no!

    Alle tentazioni che mi portano a diventare un uomo poco uomo (sesso, potere, denaro, egoismo, indifferenza all’anima e a Dio, ecc…) e scegliere positivamente un modo di vivere equilibrato e sano, da vero uomo.
    La penitenza è quindi una scelta positiva di vita.
    Certo è importante rivedere il nostro modo passivo di subire la penitenza.
    “Io voglio”: ecco la parola vera dell’uomo libero, che molti di noi non sanno più vivere e dire.

    Il fumo vuole, il sesso vuole. Il lavoro, il potere vogliono.
    Non so togliermi il fumo, non so togliermi da una sessualità superficiale, non riesco ad uscire dalla rete del lavoro, non ho tempo…
    “Io sono schiavo” ecco la verità e forse ci sto bene. La penitenza è liberta e liberazione dalle schiavitù interiori (peccato!), perché io voglio essere un uomo (aspetto umano) e voglio somigliare a Gesù Cristo Uomo perfetto nel quale realizzo le mie possibilità umane.

    Ecco la Quaresima:
    Un tempo particolare (40 giorni e poi Pasqua) che mi viene donato per impegnarmi a crescere nella mia umanità, nella mia interiorità, nel mio spirito.
    Ci vuole innanzitutto un cambiamento deciso (metànoia, la chiamano i greci = cambiamento del modo di pensare e di vivere), una conversione, un modo deciso di rottura di un comportamento.

    La Quaresima inizia e vale soltanto per chi lo vuole. E’ inutile continuare il discorso se tu non vuoi cambiare in meglio te stesso.
    Bisogna riconoscere che si è un po’ buoni, ma anche sbagliati e bisognosi di vita nuova.

    E’ necessario conoscere questa vita nuova che è Gesù Cristo dandosi del tempo per una familiarità più quotidiana con la Parola di Dio (leggendosi il Vangelo, andando a Messa…) e decidere in che cosa io devo cambiarmi.
    “E’ difficile?” allora prega Dio che può renderti uomo (Quaresima è tempo di preghiera! Quaresima è: decidersi per una soluzione).
    E allora: buona Quaresima!
    Se no! Buon carnevale per chi pensa che la vita sia tutto un carnevale e che le maschere possono durare sempre. Però mi permetto di dire a questi amici che io voglio fare la QUARESIMA, sperando che mi costi tanto, ma tanto quanto costa la mia vita. E non credo di essere meno furbo… anzi…
    Don Giosy Cento

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