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Discussione: La comunità ecumenica di Taizé

  1. #11
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Anche la comunità di Bose ha questa indipendenza?
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  2. #12
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Commento interessante .. - http://www.pontifex.roma.it/index.ph...giuseppe-siri-

    Amare la promiscuità, tinteggiarsi di mondanità, discutere la legittima Autorità e Cristo che l’ha costituita, costituisce benemerenza progressista. Andare a Taizé invece che a Lourdes o a Roma costituisce progressismo, mentre si va ad uno dei più grandi equivoci religiosi del secolo. Animare gruppi «detti magari di spiritualità» (parola della quale si potrebbe dire come «montes a movendo, tanquam lucus a lucendo e canonicus a canendo»), nei quali ci si infischia soprattutto del parroco e del Vescovo e del Papa, costituisce una delle più soddisfacenti esercitazioni del progressismo. Invitare persone discusse, dubbie nella Fede, dubbie nella disciplina, permette l’acquisire il sorriso compiacente di quanti amano classificarsi progressisti. Soprattutto: chi parla più tra costoro di santità, di ascetica, di mortificazione, di dedizioni senza plausi sospetti? Chi accetta la povertà, quella alla quale ci lega il nostro dovere, non ostentata, ma praticata? Nella Diocesi di Genova si sono salvati Altari e Tabernacoli, ma si deve lavorare molto per riportare tutto e tutti al vero culto della SS. Eucarestia. Quanto si parla della santissima Vergine? Recentemente si sono dette pubblicamente delle bestemmie autentiche contro la santissima Madre del Signore e nostra e — che si sappia — nessuno di quelli che le hanno ascoltate ha reagito. Al posto delle Associazioni possono sorgere gruppi, che non impegnano nessuno, per parlare ai quali non occorre prepararsi, ma dei quali è sufficiente accarezzare le debolezze, magari ammannendo discussioni sul sesso. Dove è andato a finire per taluni il discorso sulla purezza e sulla modestia? Non se ne parla perché, orribile a dirsi, si ha ‘vergogna di Dio’ .Ecco il progressismo «pop», da pochi soldi, ma dalle molte colpe. Questo discorso non è affatto finito, perché si rivolge ad un fatto che tenta di mettere al posto del sacrificio, richiestoci da Dio, il nostro comodo, il nostro piacere, la nostra anarchica indipendenza. La via dell’inferno.ConclusioneAbbiamo parlato del «progressismo», non del «progresso». Il primo cammina a grandi passi, quando non c’è già arrivato, verso la eresia, lo scisma, l’apostasia, la scollatura di tutto. Il secondo va rispettato come è sempre stato rispettato, nelle sue leggi fisiologiche, che rinnovano l’organismo, ma non lo alterano, né lo distruggono. La parola «progresso» va difesa dalla contaminazione con la parola «progressismo». Questo è una accolta di perversioni, di errori e di viltà; quello è un segno di vita degli spiriti migliori. Ho scritto perché il clero sia illuminato. Le note sull’argomento continueranno.Il progressismo - del Cardinal Giuseppe Siri [Dalla «Rivista Diocesana Genovese», gennaio 1975, pp. 22-36]
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  3. #13
    Nuovo iscritto L'avatar di sicutdilexivos
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    Ditemi quello che volete ma a me non piace proprio .... Un mio amico che ci è stato al ritorno mi disse di aver assistito a ragazzi non cattolici che si comunicavano alla SS. Eucaristia ovviamente con il consenso del celebrante ! Questo credo vada ben oltre il dialogo e l' ecumenismo
    Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia

  4. #14
    CierRino d'oro L'avatar di Stefano79
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    Citazione Originariamente Scritto da sicutdilexivos Visualizza Messaggio
    Ditemi quello che volete ma a me non piace proprio .... Un mio amico che ci è stato al ritorno mi disse di aver assistito a ragazzi non cattolici che si comunicavano alla SS. Eucaristia ovviamente con il consenso del celebrante ! Questo credo vada ben oltre il dialogo e l' ecumenismo

    Infatti nell'articolo citato il card. Siri mette in guardia da certe esperienze. Almeno andarci con senso critico, questo si'.
    "E' morto fra Tommaso d'Aquino, figlio mio in Cristo, luce della Chiesa"

  5. #15
    Nuovo iscritto L'avatar di sicutdilexivos
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    Citazione Originariamente Scritto da Stefano79 Visualizza Messaggio
    Infatti nell'articolo citato il card. Siri mette in guardia da certe esperienze. Almeno andarci con senso critico, questo si'.
    Si infatti il mio commento è scaturito dopo aver letto il tuo post del Card. Siri
    Te per orbem terrarum sancta confitetur Ecclesia

  6. #16
    Partecipante a CR L'avatar di Panzer Kardinal
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    Ditemi quello che volete ma a me non piace proprio .... Un mio amico che ci è stato al ritorno mi disse di aver assistito a ragazzi non cattolici che si comunicavano alla SS. Eucaristia ovviamente con il consenso del celebrante ! Questo credo vada ben oltre il dialogo e l' ecumenismo

    Questi sono i rischi di un ecumenismo troppo "spinto"!
    Anzi c'è da precisare che tante volte , l'ecumenismo , viene confuso con l'irenismo , irenismo tanto criticato anche dal concilio vaticano II nella Unitatis reditengratio:
    Niente è piu alieno dall'ecumenismo , quanto quel falso irenismo , dal quale ne viene a soffrire la purezza della dottrina cattolica e ne viene oscurato il senso genuino e preciso.
    Quaerite primum regnum Dei

  7. #17
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    A dire il vero l'Eucaristia a Taizè è un argomento scottante. Il fondatore della comunità si comunicò per mano sia di Giovanni Paolo II sia di Joseph Ratzinger (non ancora papa) e ciò fece intendere che Frère Roger si fosse convertito ma non lo dicesse per non influenzare la comunità ecumenica da lui fondata. In anni recenti, però, S. E. Kasper disse che in realtà egli non si era mai convertito. Le ipotesi sono due: o Kasper ha detto una menzogna a fini ecumenici (cioè per non portare avanti l'idea che l'ecumenismo approdi necessariamente alla conversione al riconoscimento del Vero Corpo e Vero Sangue di NSGC e mantenere dialoghi pacifici -e piatti- con le altre realtà cristiane) o chi ha comunicato Frère Roger ha fatto una concessione alla dottrina. Non so cosa pensare, francamente.
    Posso solo dire una cosa. Il mio parroco è progressista, non in modo spinto ma lo è. Per lui, però, tutto si fonda sul SS. Sacramento e mi risulterebbe difficile immaginarlo senza la Sua venerazione. Non riesco, pertanto, a immaginarmi una comunità che si dica cristiana senza Cristo fatto carne. Chiamatemi devozionalista tridentino, ma mi pare che sia fortemente riduttivo stare senza SS. al centro della propria esperienza religiosa per uno che si dica cattolico.
    Non licet bovi quod licet Iovi

  8. #18
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Anche la comunità di Bose ha questa indipendenza?
    Ho appena spiegato la differenza fra le due comunità...

    Citazione Originariamente Scritto da sicutdilexivos Visualizza Messaggio
    Ditemi quello che volete ma a me non piace proprio .... Un mio amico che ci è stato al ritorno mi disse di aver assistito a ragazzi non cattolici che si comunicavano alla SS. Eucaristia ovviamente con il consenso del celebrante ! Questo credo vada ben oltre il dialogo e l' ecumenismo
    Io ci sono stato una volta sola e mi ricordo che alla domenica la Messa era cattolica e celebrata solo da sacerdoti cattolici. Ovviamente tutti potevano partecipare.

    Per quanto riguarda il momento dell'Eucaristia, il celebrante specificava più volte che la potevano ricevere solo i fedeli cattolici.
    I non cattolici potevano rimanere in preghiera oppure ricevere in un'altra sezione della chiesa il pane benedetto con il quale si faceva "memoria" dell'ultima cena.

    Effettivamente non è piacevole vedere le due file di persone che si dividono, però, allo stesso tempo, cioè è indice dello "scandalo" della divisione fra cristiani, è vedere che non siamo ancora in piena comunione e che dobbiamo sforzarci per raggiungere l'unità.

    Citazione Originariamente Scritto da Teofilo89 Visualizza Messaggio
    A dire il vero l'Eucaristia a Taizè è un argomento scottante. Il fondatore della comunità si comunicò per mano sia di Giovanni Paolo II sia di Joseph Ratzinger (non ancora papa) e ciò fece intendere che Frère Roger si fosse convertito ma non lo dicesse per non influenzare la comunità ecumenica da lui fondata. In anni recenti, però, S. E. Kasper disse che in realtà egli non si era mai convertito. Le ipotesi sono due: o Kasper ha detto una menzogna a fini ecumenici (cioè per non portare avanti l'idea che l'ecumenismo approdi necessariamente alla conversione al riconoscimento del Vero Corpo e Vero Sangue di NSGC e mantenere dialoghi pacifici -e piatti- con le altre realtà cristiane) o chi ha comunicato Frère Roger ha fatto una concessione alla dottrina. Non so cosa pensare, francamente.
    Posso solo dire una cosa. Il mio parroco è progressista, non in modo spinto ma lo è. Per lui, però, tutto si fonda sul SS. Sacramento e mi risulterebbe difficile immaginarlo senza la Sua venerazione. Non riesco, pertanto, a immaginarmi una comunità che si dica cristiana senza Cristo fatto carne. Chiamatemi devozionalista tridentino, ma mi pare che sia fortemente riduttivo stare senza SS. al centro della propria esperienza religiosa per uno che si dica cattolico.
    Innanzitutto non bisogna parlare di "conversione" fra cristiani, ma di entrare in piena comunione con la Chiesa di Roma.

    E poi Frere Roger ha sempre dichiarato pubblicamente la sua fede nell'Eucaristia così come professata dalla Chiesa cattolica.
    Il CIC permette anche ai protestanti di ricevere l'Eucaristia a determinate condizioni: non penso che l'allora card. Ratzinger non lo sapesse.

    Probabilmente Frere Roger non è mai diventato cattolico nel senso canonico del termine, ma la sua fede era veramente cattolica.
    Civilista sine canonista, parum valet; canonista sine civilista, nihil

  9. #19
    Iscritto L'avatar di aigledemeaux
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    E poi Frere Roger ha sempre dichiarato pubblicamente la sua fede nell'Eucaristia così come professata dalla Chiesa cattolica.
    Il CIC permette anche ai protestanti di ricevere l'Eucaristia a determinate condizioni: non penso che l'allora card. Ratzinger non lo sapesse.

    Probabilmente Frere Roger non è mai diventato cattolico nel senso canonico del termine, ma la sua fede era veramente cattolica.
    Scusami, ma non credo proprio che "Frère" Roger rientrasse nelle condizioni (abbastanza stringenti) previste dal can. 844, §4: "Se vi sia pericolo di morte o qualora, a giudizio del Vescovo diocesano o della Conferenza Episcopale, urgesse altra grave necessità, i ministri cattolici amministrano lecitamente i medesimi sacramenti anche agli altri cristiani che non hanno piena comunione con la Chiesa cattolica, i quali non possano accedere al ministro della propria comunità e li chiedano spontaneamente, purché manifestino, circa questi sacramenti, la fede cattolica e siano ben disposti".
    Taizé è solo un grandissimo equivoco, o meglio lo sarebbe ove i cattolici credessero ancora alla Presenza Reale.

    Che poi si possa, come dici, avere una fede "veramente cattolica" senza essere cattolici è affermazione adatta solo a un tempo (come questo) di grande confusione, ove i dogmi sono visti come pietanze facoltative di un menu "à la carte".

  10. #20
    CierRino Assoluto L'avatar di Phantom
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    Citazione Originariamente Scritto da Canonista Visualizza Messaggio
    Ho appena spiegato la differenza fra le due comunità...
    Ah ok, non si era capito molto bene.
    Mi pare di capre (non sono ferrato su queste comunità) che Bose sia più "vicina" come riconoscimenti.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

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