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Discussione: XLVII Giornata mondiale della Pace (1° gennaio 2014)

  1. #1
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    XLVII Giornata mondiale della Pace (1° gennaio 2014)

    TEMA DELLA 47a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2014) , 31.07.2013

    Italiano
    : Fraternità, fondamento e via per la pace

    Inglese: Fraternity, the foundation and pathway to peace

    Francese: Fraternité, fondement et chemin de la paix

    Spagnolo: La fraternidad, fundamento y camino para la paz

    [01141-XX.01] [Testo originale: Plurilingue]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  2. #2
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    COMUNICATO: TEMA DELLA 47a GIORNATA MONDIALE DELLA PACE (1° GENNAIO 2014) , 31.07.2013

    TESTO IN LINGUA ITALIANA


    "Fraternità, fondamento e via per la pace". Questo è il tema della 47a Giornata Mondiale per la Pace, la prima di Papa Francesco.

    La Giornata mondiale della Pace è stata voluta da Paolo VI e viene celebrata il primo giorno di ogni anno. Il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace viene inviato alle Chiese particolari e alle cancellerie di tutto il mondo, per richiamare il valore essenziale della pace e la necessità di operare instancabilmente per conseguirla.

    Papa Francesco ha scelto come tema del suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace la fraternità. Sin dall’inizio del suo ministero di vescovo di Roma, il Papa ha sottolineato l’importanza di superare una «cultura dello scarto» e di promuovere la «cultura dell’incontro», per camminare verso la realizzazione di un mondo più giusto e pacifico.

    La fraternità è una dote che ogni uomo e donna reca con sé in quanto essere umano, figlio di uno stesso Padre. Davanti ai molteplici drammi che colpiscono la famiglia dei popoli – povertà, fame, sottosviluppo, conflitti, migrazioni, inquinamenti, disuguaglianza, ingiustizia, criminalità organizzata, fondamentalismi -, la fraternità è fondamento e via per la pace.

    La cultura del benessere fa perdere il senso della responsabilità e della relazione fraterna. Gli altri, anziché nostri «simili», appaiono antagonisti o nemici e sono spesso «cosificati». Non è raro che i poveri e i bisognosi siano considerati un «fardello», un impedimento allo sviluppo. Tutt’al più sono oggetto di aiuto assistenzialistico o compassionevole. Non sono visti cioè come fratelli, chiamati a condividere i doni del creato, i beni del progresso e della cultura, a partecipare alla stessa mensa della vita in pienezza, ad essere protagonisti dello sviluppo integrale ed inclusivo.

    La fraternità, dono e impegno che viene da Dio Padre, sollecita all’impegno di essere solidali contro le diseguaglianze e la povertà che indeboliscono il vivere sociale, a prendersi cura di ogni persona, specie del più piccolo ed indifeso, ad amarla come se stessi, con il cuore stesso di Gesù Cristo.

    In un mondo che accresce costantemente la propria interdipendenza, non può mancare il bene della fraternità, che vince il diffondersi di quella globalizzazione dell’indifferenza, alla quale Papa Francesco ha più volte accennato. La globalizzazione dell’indifferenza deve lasciare posto ad una globalizzazione della fraternità.

    La fraternità impronti tutti gli aspetti della vita, compresi l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali.

    Papa Francesco, all’inizio del suo ministero, con un Messaggio che si pone in continuità con quello dei suoi Predecessori, propone a tutti la via della fraternità, per dare un volto più umano al mondo.

    [01142-01.01] [Testo originale: Italiano]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  3. #3
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    "Fraternità, fondamento e via per la pace": il tema scelto dal Papa per la Giornata Mondiale per la Pace 2014

    “Fraternità, fondamento e via per la pace”. E’ il tema scelto da Papa Francesco per la sua prima Giornata Mondiale per la Pace, la 47.ma da quando è stata istituita nel 1968 da Paolo VI, ricorrenza che viene celebrata ogni primo giorno dell’anno. Il messaggio di Papa Francesco, si legge in una nota vaticana, propone a tutti la via della fraternità, per dare un volto più umano al mondo. Servizio di Francesca Sabatinelli:

    La fraternità come strumento per superare la “cultura dello scarto” e promuovere la “cultura dell’incontro”, la fraternità per realizzare un mondo più giusto e pacifico. Nel comunicato vaticano si spiega così la scelta di Francesco di dare alla sua prima Giornata mondiale per la pace il tema “Fraternità, fondamento e via per la pace”. “La fraternità – si legge nel testo - è una dote che ogni uomo e donna reca con sé in quanto essere umano, figlio di uno stesso Padre. Davanti ai molteplici drammi che colpiscono la famiglia dei popoli – povertà, fame, sottosviluppo, conflitti, migrazioni, inquinamenti, disuguaglianza, ingiustizia, criminalità organizzata, fondamentalismi - la fraternità è fondamento e via per la pace.”

    Il comunicato ci ricorda cosa accade quando poveri e bisognosi vengono guardati attraverso la lente della cultura del benessere: vengono trasformati in “fardello” o in “impedimento allo sviluppo”, possono divenire oggetto di “aiuto assistenzialistico o compassionevole”, ma non fratelli, “con i quali dividere i doni del creato, i beni del progresso e della cultura”. Il benessere “fa perdere il senso della responsabilità e della relazione fraterna. E gli altri “anziché nostri «simili», appaiono antagonisti o nemici e sono spesso «cosificati»”.

    La fraternità, quale dono proveniente da Dio, “sollecita all’impegno di essere solidali contro le diseguaglianze e la povertà che indeboliscono il vivere sociale, a prendersi cura di ogni persona, specie del più piccolo ed indifeso, ad amarla come se stessi, con il cuore stesso di Gesù Cristo”.

    Il bene della fraternità vince il diffondersi della globalizzazione dell’indifferenza alla quale il Papa ha più volte fatto riferimento. Dunque, conclude la nota vaticana, “la fraternità impronti tutti gli aspetti della vita, compresi l’economia, la finanza, la società civile, la politica, la ricerca, lo sviluppo, le istituzioni pubbliche e culturali”.
    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013...apa/it1-715772
    del sito Radio Vaticana

  4. #4
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    Giornata della Pace 2014. Mons. Giudici: globalizzare la fraternità

    “Fraternità, fondamento e via per la pace”: sarà questo il tema della prossima Giornata mondiale della Pace 2014, la prima celebrata da Papa Francesco. Federico Piana ha chiesto a mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia e presidente di Pax Christi una riflessione a partire dalla famiglia, dove sperimentiamo la prima forma di fraternità.

    R. – Coglie un aspetto comune a tutti noi: tutti abbiamo l’esperienza della fraternità, nel senso che tutti quanti cresciamo in famiglia e quindi sappiamo cos’è un fratello o una sorella. Questo ci aiuta poi, certamente, ad applicare questa esperienza alla complessità della nostra vita.

    D. – Tante volte ci dimentichiamo di questo...

    R. – Sì, diciamo che ci sono degli aspetti che non riusciamo poi a tradurre nella concretezza della nostra vita. Talvolta diamo per scontato questa fraternità e quindi la facciamo diventare qualcosa che esigiamo dagli altri piuttosto che qualcosa che doniamo agli altri. Certamente tutto questo ha a che fare con la pace, perché una fraternità che costruisca la pace è una fraternità che va, certo, fondata sull’esperienza della nostra fragilità, sull’esperienza della ricchezza che ogni incontro con qualcuno diverso da noi, ma fratello, ma sorella, ci aiuta a vivere, e poi certamente va approfondita e purificata, cercando di tradurre in atto questa uguaglianza che la fraternità ci consegna.

    D. – Possiamo dire che la cultura del benessere fa perdere questo senso di responsabilità e della relazione fraterna?

    R. – Certamente. Possedere dei beni ci fa poi soprattutto preoccupati nel mantenerli e magari ci fa sentire una sorta di antagonismo nei confronti degli altri, vuoi perché ne hanno di più o ne hanno diversamente da noi, vuoi perché pare che ci portino via i nostri. Penso ancora che il benessere ci metta in una condizione d’indifferenza nei confronti dell’altro. Una persona sta bene e non si accorge che è anche lei nella fragilità: non si accorge, non guarda, non vede chi è nella sofferenza o nella penuria. E poi, in un certo senso, tutto questo diventa anche un sentimento, talvolta, purtroppo, sociale, di paura dello straniero, di chi è diverso, di chi ha costumi diversi dai miei. Il possedere io le cose, il non avere bisogno degli altri mi fa poi incapace di cogliere che magari l’altro che arriva nel mio Paese ha bisogno di qualcosa.

    D. – Come si può a questo punto globalizzare la fraternità e non l’indifferenza, come ha più volte detto Papa Francesco?

    R. – Globalizziamo la fraternità quando ci educhiamo a pensare che, proprio perché siamo tutti fratelli, figli di Dio, i beni che abbiamo ricevuto sulla terra sono di tutti. In questo senso, quindi, l’esperienza religiosa, in particolare quella cristiana, ma ogni esperienza religiosa, aiuta a globalizzare la fraternità. Aiuta anche, poi, una certa maturità umana, che possiamo conquistare guardando attorno a noi e guardando anche un po’ più lontano, magari - soprattutto noi europei, noi italiani – guardando un po’ più lontano di quello che è il nostro vivere sociale, la nostra presenza. In terzo luogo, anche il cercare di esprimere, attraverso le strutture politiche e sociali, questo tipo di atteggiamento. Un Paese è più o meno capace di fraternità, naturalmente, quando anche coloro che sono eletti, dei suoi cittadini, sono capaci di vivere questo tema della fraternità con decisione.


    fonte: Radio Vaticana
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  5. #5
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    AVVISO DI CONFERENZA STAMPA, 06.12.2013

    Si informano i giornalisti accreditati che giovedì 12 dicembre 2013, alle ore 11.30, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, avrà luogo la Conferenza Stampa di presentazione del Messaggio del Santo Padre Francesco per la 47a Giornata Mondiale della Pace (1° gennaio 2014) sul tema: Fraternità, fondamento e via per la pace.

    Interverranno:

    • Em.mo Card. Peter Kodwo Appiah Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace;

    • S.E. Mons. Mario Toso, S.D.B., Segretario del medesimo Pontificio Consiglio;

    • Dott. Vittorio Alberti, Officiale del medesimo Pontificio Consiglio.



    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  6. #6

  7. #7

  8. #8
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    Messaggio per la Pace. Marelli: il mondo ascolti Papa Francesco e viva relazioni di fraternità

    La fraternità ha bisogno di essere “amata, annunciata e testimoniata”. E’ uno dei passaggi del Messaggio di Papa Francesco per la prossima Giornata Mondiale della Pace. Tutto il documento si basa proprio sulla dimensione della fraternità, declinata nei diversi contesti del vivere umano, dalla famiglia all’economia, dalla relazione tra i popoli alla politica. Su questa sottolineatura della fraternità invocata dal Papa, Alessandro Gisotti ha intervistato Sergio Marelli, Comitato Italiano Sovranità Alimentare:

    R. - Penso che sia un richiamo quanto mai indispensabile e fondamentale in questa epoca, dove ritornare a rapporti di fraternità è l’azione alla radice di ogni possibilità di costruire un mondo più giusto, un mondo più equo, un mondo dove i diritti siano tutti goduti da tutte le persone. La fraternità, i rapporti di fraternità, nella loro semplicità, assumono però una rilevanza importantissima. Bisogna tornare a delle relazioni fraterne per costruire la pace nel mondo!

    D. - Nel messaggio il Papa leva un forte appello, rivolgendosi direttamente a chi semina morte e distruzione, a rinunciare alla via delle armi. Anche qui c’è una forte sottolineatura a vivere la dimensione della fraternità che tutti, al di là di ogni distinzione religiosa, nazionale e di razza, possono capire…

    R. - Assolutamente si! Anche perché il linguaggio - un po’ nello stile di Papa Francesco - è un linguaggio al tempo stesso molto semplice, però molto perentorio: non lascia - diciamo così - adito ad interpretazioni di sorta. Troppe armi in circolazione - si afferma nel messaggio della pace - precludono a ogni pretesto e ogni pretesto è buono per suscitare dei conflitti. Meno armi, dunque, ce ne sono troppe in circolazione!

    D. - Come già Benedetto XVI nella Caritas in veritate e anche in molte altre occasioni, Papa Francesco chiede una revisione dei modelli di sviluppo per uscire da una crisi economica che sta diventando permanente. C’è sufficiente consapevolezza nei leader delle nazioni, di chi tiene poi - come dire - le leve del comando anche dell’economia?

    R. - Probabilmente dobbiamo constatare che no, non c’è ancora questa consapevolezza o perlomeno se c’è consapevolezza non trova poi ancora delle attuazioni concrete nelle scelte politiche che vengono fatte dai governanti a livello nazionale ed internazionale. Non a caso la necessità di fornire dei sistemi di governance, di governo dell’economia, per orientarla al raggiungimento del bene comune, rimane uno dei motivi chiave, uno dei messaggi chiave che passa proprio nel Magistero della Dottrina sociale della Chiesa e che, anche in questo messaggio della Giornata mondiale della pace 2014, trova delle parole inequivocabili: bisogna ritrovare delle norme, degli accordi di politica internazionale e quindi un’azione efficace dei governi perché si torni ad orientare l’economia al raggiungimento del bene comune per tutti.

    D. - Il Papa rinnova, in questo messaggio, il suo forte appello contro la fame nel mondo e ricorda con forza, con argomenti forti, che le risorse alimentari ci sono per tutti. Il problema è l’equa distribuzione…

    R. – Sì, il problema è l’equa distribuzione - dice Papa Francesco - e anche un uso responsabile delle tecniche e delle modalità produttive in agricoltura. Colpisce, dentro questo messaggio, un riferimento così chiaro al settore agricolo, considerato come quel comparto produttivo che più ha delle influenze dirette sulla conservazione dell’ambiente, sulla conservazione e la tutela delle risorse naturali e quindi alla fine sulla possibilità da parte di ogni uomo di poter scegliere in libertà come spendere la propria vita dentro un contesto e un ambiente sano.


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  9. #9
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    A Campobasso 46.ma marcia per la pace, mons. Bregantini: tutti siano accolti

    “Un rinnovato impegno nella costruzione di una convivenza fondata sulla verità, sull’amore e sulla giustizia fuggendo dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa abituare alla sofferenza dell’altro, ed induce al disprezzo e all’abbandono dei più deboli”. Con questo messaggio papa Francesco è voluto essere presente alla 46.ma marcia per la pace sul tema “La Fraternità, fondamento e via per la pace”, che si sta svolgendo questa sera a Campobasso. Per l’iniziativa, promossa dalla Conferenza Episcopale Italiana, sono giunti nel capoluogo molisano, oltre 3000 partecipanti da tutta Italia. Ascoltiamo il servizio di Marina Tomarro:

    Due assi di legno dipinte d’azzurro come il colore di quel mare di Lampedusa da cui provengono. E’ costruita con pezzi di barche che trasportavano migranti, la Croce che ha aperto il lungo corteo dei partecipanti alla marcia della pace. Ascoltiamo il commento di mons. Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione lavoro giustizia e pace della Conferenza episcopale italiana:

    “Dio volge lo sguardo su di te e ci invita a non lasciar fuori nessuno, a non fare come Caino. Da qui nasce la cultura dell’indifferenza. Da qui nascono i drammi di Lampedusa. Perciò è da lì che noi dobbiamo partire, perché tutti si sentano accolti, in particolare chi si sente più fragile è debole. Chi viene da lontano”.

    E alla marcia hanno partecipato, tra gli altri, moltissimi giovani che attraversando le strade del capoluogo molisano, si sono soffermati davanti ad alcune tappe tra cui la mensa Caritas, e il carcere per non dimenticare chi chiede una nuova opportunità e un futuro migliore. Ancora mons. Bregantini.

    “Dietro ci sono tanti ideali, tanta forza, tanto bisogno. E ovviamente, sullo sfondo, c’è una richiesta: la richiesta del lavoro, del pane condiviso. Non è quindi solo la pace in maniera astratta, ma è la concretezza dei segni della pace di cui il lavoro condiviso è spartito come l’Eucaristia.


    fonte: Radio Vaticana
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