Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: La drammatica situazione dei CRISTIANI IN SIRIA

  1. #11
    Fedelissimo di CR L'avatar di Giovy
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    Siria: a rischio i trecentomila cristiani di Aleppo

    Massimo Introvigne annuncia gli aiuti dell'Italia alle organizzazioni che garantiscono i diritti dei cristiani

    ROMA, lunedì, 30 luglio 2012 (ZENIT.org) - "Ad Aleppo è drammatico il rischio di violenze contro i cristiani". Lo segnala in una nota il sociologo torinese Massimo Introvigne, coordinatore dell'Osservatorio della Libertà Religiosa promosso dal Ministero degli Esteri, dove si ricorda che "Aleppo, con trecentomila cristiani, è la più grande metropoli cristiana del Medio Oriente dopo Beirut e Il Cairo".

    "Tra gli insorti operano milizie ultra-fondamentaliste islamiche già responsabili di rapimenti e uccisioni di cristiani - denuncia Introvigne -. L'Italia, mentre chiede libertà per tutti i siriani, in questi giorni sta chiarendo con vigore che concederà aiuti e riconoscimenti politici solo a quelle organizzazioni dell'opposizione che garantiscano con i fatti, e non solo con le parole, i diritti dei cristiani e il controllo e la punizione di chi li minaccia e li perseguita".

    "Ma occorre anche ricordare - prosegue la nota - che ci sono numerosi cristiani, vittime a loro volta di violenze, tra le fila di chi si oppone al regime, e che un atteggiamento di acritico sostegno ad Assad, adottato da alcuni presunti difensori dei cristiani, è ingenuo e irrealistico e in ogni caso non corrisponde alla posizione della politica estera italiana".

    http://www.zenit.org/article-31938?l=italian

  2. #12
    jurodivye
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    Onu:"Armi pesanti su Aleppo, violenza infinita" Obama: "Ok missioni segrete in aiuto ai ribelli"

    Gli oppositori di Assad hanno ricevuto nuovi rifornimenti.
    Intanto a Damasco si registrano decine di vittime:
    esecuzioni sommarie per le strade




    (TGCOM24) 2 AGO, 08:54 - Si è registrata un'escalation, negli ultimi giorni, delle violenze registrate negli scontri ad Aleppo in Siria. Lo denuncia Sausan Ghosheh, membro della missione Onu in Siria, riferendo che le forze di opposizione sono ora in possesso di armi pesanti, tra cui carri armati catturati alle forze regolari di Damasco. Bombardato anche l'aeroporto di Aleppo. Intanto Barack Obama ha autorizzato missioni segrete a sostegno dei ribelli in Siria.

    L'inviata delle Nazioni Unite ha quindi rivolto un appello a entrambe le parti coinvolte a dare prova di moderazione e a distinguere tra civili e combattenti. Sono oltre 200mila le persone che hanno lasciato Aleppo nelle ultime settimane, ha riferito l'Onu, mentre prosegue la battaglia delle forze governative per espellere l'Esercito libero siriano dalla città. I ribelli rivendicano il controllo del 70% del polo commerciale siriano.

    Usa, via libera alle missioni segrete

    L'ordine all'intelligence Usa è stato firmato già nei mesi scorsi, permettendo alla Cia ed alle altre agenzie statunitensi di fornire, in modo segreto, sostegno alla rivolta contro il regime di Bashar Assad. Le fonti citate dalla Cnn non specificano la natura di questa assistenza, ma fonti diplomatiche americane hanno rivelato che gli Usa stanno fornendo informazioni di intelligence sui movimenti delle truppe governative siriane. La notizia dell'autorizzazione di Obama è arrivata poche ore dopo che è stato pubblicato online un video che mostra i ribelli che compiono esecuzioni sommarie di prigionieri lealisti, immagini che hanno immediatamente provocato la condanna dei gruppi per i diritti umani.

    A Damasco altri 35 morti in poche ore

    Le truppe sriane hanno ucciso almeno 35 persone mercoledì in un sobborgo di Damasco: lo riferiscono attivisti e residenti. "I carri armati e le truppe se ne sono andati verso le 16 - ha detto un residente a Jdeidet Artouz , a sudovest di Damasco -. Quando le strade sono state libere abbiamo trovato i corpi di almeno 35 uomini". "Quasi tutti erano stati uccisi con proiettili alla testa in case, giardini e scantinati", ha aggiunto il testimone. Rami Abdelrahman, capo dell'Osservatorio siriano per i diritti umani ha aggiunto che 26 dei 35 corpi trovati sono stati identificati e in gran parte sono di civili.

  3. #13
    jurodivye
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    La Caritas in Siria, ecco come aiutare

    (Avvenire) 30 LUG - Più di 220mila siriani hanno lasciato il proprio paese, dilaniato dalla guerra civile. Circa 30mila persone hanno raggiunto il Libano; oltre 150mila si sono invece diretti in Giordania, anche se ufficialmente ne sono stati registrati 35mila. In Turchia sono invece i profughi sono circa 43mila, in otto campi.


    Tutte le Caritas nazionali della regione si sono attivate per far fronte a questa emergenza. Caritas italiana ha messo a disposizione un primo contributo per far fronte all'emergenza, ma i bisogni dei profughi sono enormemente cresciuti negli ultimi mesi. ​

    Chi vuole sostenere gli interventi di Caritas Italiana può versare il proprio contributo (specificando la causale "Siria") tramite:




    - c/c postale n. 347013

    - Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
    Iban: IT 29 U 05018 03200 000000011113

    - UniCredit, via Taranto 49, Roma
    Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063119

    - Banca Prossima, via Aurelia 796, Roma
    Iban: IT 06 A 03359 01600 100000012474

    - Intesa Sanpaolo, via Aurelia 396/A, Roma
    Iban: IT 95 M 03069 05098 100000005384

    - CartaSi (VISA e MasterCard) telefonando al n. 06 66177001 in orario di ufficio



  4. #14
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    Signori, una pessima notizia.

    http://vaticaninsider.lastampa.it/ho...a-syria-17337/

    Il monastero di Mar Musa è stato saccheggiato. Tanti anni di dialogo sembrano non aver portato frutto.
    Non licet bovi quod licet Iovi

  5. #15
    jurodivye
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    Violato l’Arcivescovado greco cattolico di Aleppo

    (Agenzia Fides) 27 AGO – L’episcopio dell’Arcivescovo Metropolita greco-cattolico di Aleppo, Sua Ecc. Mons. Jean-Clément Jeanbart, è stato violato e saccheggiato durante scontri fra miliziani e truppe lealiste. L’Arcivescovo, il suo Vicario e alcuni preti sono fuggiti poche ore prima dell’episodio, avvenuto giovedì scorso, e si sono rifugiati nella casa dei Francescani ad Aleppo. Secondo fonti di Fides nella comunità cattolica locale, i responsabili “sono gruppi non identificati, che intendono alimentare una guerra confessionale e coinvolgere la popolazione siriana in conflitti settari”.


    Come conferma a Fides il francescano p. George Abu Khazen, OFM, Pro-vicario Apostolico della comunità cattolica latina, che ha ospitato i confratelli greco-cattolici, “l’Arcivescovo Jeanbart ha espresso grande preoccupazione e costernazione per l’episodio, e ha ripetuto, scosso, un’unica parola: Perchè?”. Poi è partito per il Libano, dove si trova tuttora. Nei giorni successivi, quando i militari hanno ripreso il controllo della situazione, il Vicario di Mons. Jeanbat è potuto tornare in sede, constatando che le porte erano state forzate e che dall’episcopio mancavano diversi oggetti (tra cui computer e proiettore).


    P. George spiega che nei giorni scorsi c’è stata battaglia nella città vecchia di Aleppo, e che i combattimenti sono giunti fino alla Fahrat Square, dove vi sono tutti gli arcivescovadi. Oltre a quello greco cattolico (melkita), anche quello cattolico maronita è stato danneggiato. Alcuni miliziani hanno fatto irruzione anche nel museo cristiano bizantino “Maarrat Nahman”, danneggiando reperti e alcune icone. Secondo p. George, una soluzione al conflitto “ancora non si vede, perché nessuno degli attori in campo, nazionali e internazionali, fa pressioni per avviare un reale dialogo”.


    Parlando a Fides, un altro esponente della gerarchia locale, che chiede l’anonimato per motivi di sicurezza, lancia l’allarme: “Con l’intervento, ormai assodato, di gruppi di jihadisti, c’è il tentativo di fomentare odio e conflitti settari. Si registra un crescente numero di milizie islamiste wahabite e salafite, provenienti da Cecenia, Pakistan, Libano, Afghanistan, Tunisia, Arabia, Libia: tali gruppi hanno l’unico scopo di portare caos, distruzione, atrocità, e di paralizzare la vita sociale. La popolazione civile siriana ne è vittima. Ma non cadrà in questa trappola”.

  6. #16
    jurodivye
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    Bomba a un funerale, una famiglia decapitata: cristiani e drusi nel mirino a Damasco

    (Agenzia Fides) 29 AGO – Un attentato terroristico ha colpito fedeli cristiani e drusi innocenti nel quartiere di Jaramana, sobborgo di Damasco: ieri, 28 agosto, alle 2 del pomeriggio, una bomba posta su un’automobile è stata fatta esplodere al passaggio di una folla di fedeli, famiglie, anziani, donne e bambini, che stavano dirigendosi al cimitero per seppellire due giovani. I due erano morti il giorno prima, 27 agosto, anch’essi vittime di un ordigno artigianale.


    Mentre la folla, celebrati i funerali, stava accompagnando le salme alla sepoltura, un taxi è esploso causando 12 morti (secondo altre fonti 27), fra i quali 5 bambini, e facendo oltre 50 feriti gravi. A Jaramana vivono circa 600mila persone, quasi tutti delle minoranze religiose: vi sono 250mila cristiani (assiri, armeni, caldei, melkiti, ortodossi e di altre confessioni), oltre a drusi e a circa 120mila profughi iracheni, fuggiti in Sira negli anni scorsi.


    Come riferiscono fonti di Fides a Damasco, i cristiani nei sobborghi di Jaramana (Sudovest di Damasco) e Zamalka (Sudest della città) sono sotto pressione di gruppi armati jiahdisti e sono terrorizzati. Oggi a Zamalka un famiglia di cristiani armeni è stata ritrovata massacrata e tutti i membri della famiglia orribilmente decapitati. L’esecuzione fa pensare all’opera di radicali islamici salafiti.


    Tali atti, che colpiscono innocenti, hanno generato sdegno e sconcerto nella comunità cristiana. Un leader della comunità cattolica latina di Damasco, che chiede l’anonimato, dichiara a Fides: “Si tratta di un atti terroristici: non sappiamo chi vi sia dietro, certo sono gruppi che vogliono distruggere la Siria. Bande armate di jihadisti hanno iniziato a seminare terrore.


    Il punto è che anche in Occidente i cristiani vengono spesso dipinti come amici del regime o collaboratori della repressione, ma non è così. I cristiani stanno con la popolazione siriana e vogliono solo la pace.
    Ma questa propaganda dà ai gruppi terroristi, infiltrati fra i ribelli, un pretesto per attaccarci”.

  7. #17
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    Dissidio islamico. Slitta la missione di Bertone a Damasco. Elogi del patriarca melchita ad Assad, molti dubbi


    23 ottobre 2012 IL FOGLIO


    Al Sinodo dei vescovi si dibatte molto sulla Siria, e più in generale sui conflitti dell’area mediorientale. La linea del Papa è chiara: valutazione positiva del fenomeno delle primavere arabe, rifiuto della violenza, richiesta di riaprire il dialogo per uscire dall’impasse.


    E’ per seguire questa linea che il Sinodo aveva annnunciato una settimana fa una missione vaticana ad alto livello in Siria. La delegazione guidata dal segretario di stato Tarcisio Bertone sarebbe dovuta partire oggi per Damasco.


    Ma ieri, una breve dichiarazione del portavoce padre Federico Lombardi, ha fatto capire che i tempi non sono maturi: la missione, ha detto, “continua a essere allo studio e in preparazione”. L’obiettivo è di metterla in atto “quanto prima possibile”, ma la partenza “non sarà domani” (oggi per chi legge) e anzi la questione di quando “possa effettivamente avvenire” rimane “aperta”. A rendere più delicati i preparativi sono anzitutto i “gravissimi fatti avvenuti recentemente nella regione”, ovvero l’attentato di venerdì nel quartiere cristiano di Beirut, che ha provocato otto morti tra cui il capo dell’intelligence, generale Wissam al-Hassan. Le preoccupazioni della chiesa per il paese dei cedri sono del resto note da tempo.


    Ma le difficoltà della missione riflettono anche le difficoltà che i vescovi riuniti a Roma hanno nell’adottare una linea comune non soltanto rispetto alla Siria e ai conflitti mediorientali, ma più in generale rispetto all’islam, fino a oggi l’unico tema che ha davvero infuocato i lavori del Sinodo. Dalla linea papale si è discostato il più alto esponente della gerarchia cattolica siriana, il patriarca melchita Gregorios III Laham. Lui, che durante il Sinodo aveva accolto piangendo l’annuncio della delegazione vaticana, durante un incontro organizzato da Aiuto alla chiesa che soffre due giorni fa, ha tracciato un quadro molto positivo della situazione in Siria senza però mai citare Assad. A suo dire la Siria è il paese “più libero” e avanzato del mondo arabo, la nuova Costituzione approvata in tutta fretta da Assad dopo l’esplosione della rivolta “include i principi della democrazia islamica” elaborati dall’Università al-Azhar dopo la “primavera” egiziana.


    Le elezioni dello scorso maggio – in piena guerra civile, considerate un farsa dalla comunità internazionale e boicottate dall’opposizione – sono state per Laham “libere”. Quanto alla polizia segreta, era “terribile” sotto Hafiz el-Assad, padre di Bashar, mentre oggi si può parlare liberamente. “Ma d’altra parte – ha detto – anche in Europa se si vuole dire qualcosa contro gli ebrei, è meglio abbassare la voce…”. I ribelli, secondo Laham, sono “stranieri, controllati dagli stranieri e armati dagli stranieri. E’ assurdo dire che combattono per la libertà perché in Siria c’è già la libertà. Se vogliono la libertà, vadano in Kuwait o in Arabia Saudita e vedano quanta ne trovano…”.


    Le parole di Laham non sono state accolte benissimo in segreteria di stato dove, non a caso, si prende tempo per far partire la delegazione. Valutazioni non omogenee i padri sinodali le stanno dando in questi giorni anche sul rapporto col mondo musulmano. Dopo il video proiettato in aula dal cardinale ghanese Turkson, presidente di Giustizia e pace, nel quale si mostra con preoccupazione l’espansione demografica dell’islam in Europa, e per il cui contenuto lo stesso cardinale si è dovuto scusare, le prese di posizione sono state disparate.


    Secondo il reverendo Samir Khalil Samir, esperto di islam al Sinodo, alcuni vescovi hanno avuto una posizione “altamente critica” del video ma altri, come il cardinale Joachim Meisner, arcivescovo di Colonia e amico del Papa, l’hanno giudicato un “avvertimento” giusto. In scia a Turkson, in molti hanno denunciato l’espansione dei movimenti islamisti nell’Africa subsahariana. “La rapida espansione dell’islam e in particolare la diffusione del fondamentalismo in Africa occidentale preoccupa enormemente la chiesa”, ha detto il vescovo Nicodème Anani Barrigah-Benissan di Atakpamé, Togo. Dopo la primavera araba, ha avvertito il vescovo Cirillo Guglielmo di Assiut, in Egitto, “ogni giorno vediamo un nuovo tentativo di islamizzare le istituzioni statali”.

    fonte: http://www.paolorodari.com/2012/10/2...d-molti-dubbi/
    Ogni giorno che passa è un giorno in meno - COMING SOON!

  8. #18
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    Siria. Ritrovato il corpo senza vita di padre Fadi Jamil Haddad

    In Siria è stato ritrovato il corpo senza vita del sacerdote greco ortodosso padre Fadi Jamil Haddad, parroco della chiesa di Sant’Elia a Qatana, sobborgo di Damasco. L’uomo era stato rapito, nei giorni scorsi, da un gruppo armato non meglio identificato. Secondo informazioni pervenute all'agenzia Fides, i sequestratori, avevano prelevato anche altri due uomini, chiedendo alla famiglia del prete e alla sua chiesa un riscatto di 50 milioni di sterline siriane (oltre 550mila euro). La comunità cristiana greco ortodossa aveva espresso profonda preoccupazione per la sorte del sacerdote e degli atri due rapiti. Fonti locali accusano le forze lealiste, presenti nella cittadina e attorno al centro abitato, di aver effettuato il rapimento per poi presentarlo come un crimine commesso da fondamentalisti islamici e ''istigare la comunità locale alla guerra civile''. Altre fonti, vicine al governo di Damasco, invece puntano il dito su gruppi armati vicini ai ribelli anti-regime che avevano chiesto un riscatto in danaro per la liberazione di padre Haddad. ''Condanniamo questo orrendo atto criminale commesso dalle bande di Assad che non si fermano di fronte a nessuna sacralita''', si legge nel comunicato diffuso stamani da residenti di Qatana vicini alla rivolta anti-regime. (M.M.)


    fonte: Radio Vaticana
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  9. #19
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    27/03/2013 Siria
    «Camil, martire della Settimana Santa a Damasco»
    Aveva 35 anni ed è morto ieri quando un colpo di mortaio l'ha raggiunto mentre si recava visitare una famiglia. Il racconto dell'arcivescovo maronita Samir Nassar
    Morire nella Settimana Santa a Damasco, vero e proprio Calvario dei cristiani di oggi. È quanto è capitato ieri a Camil un cristiano maronita di 35 anni, prossimo al'ordinazione diaconale. Riprendiamo il racconto della sua morte scritto dall'arcivescovo maronita di Damasco Samir Nassar e diffuso oggi pomeriggio dal sito Ora pro Siria.
    http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=5454


    02/04/2013 08:56
    INDIA
    Bangalore, assassinato a Pasqua il rettore del seminario
    di Nirmala Carvalho
    Gli aggressori hanno ucciso p. K.J. Thomas colpendolo al volto e alla testa con un mattone. Ancora ignoti movente e identità degli assassini. Arcivescovo di Bangalore: “Omicidio brutale e insensato, è una grave perdita per tutti noi”. I funerali si svolgeranno a Ootacamund, sua diocesi di origine.
    http://www.asianews.it/notizie-it/Ba...rio-27537.html

  10. #20
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    DICHIARAZIONE DEL DIRETTORE DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE, REV.DO P. FEDERICO LOMBARDI, S.I., SUI VESCOVI ORTODOSSI RAPITI IN SIRIA , 23.04.2013

    Il rapimento dei due Metropoliti di Aleppo, rispettivamente della Chiesa siro-ortodossa, Mar Gregorios Ibrahim, e di quella greco-ortodossa di Antiochia, Paul Yazigi, e l’uccisione del loro autista, mentre compivano una missione umanitaria, è una drammatica conferma della tragica situazione in cui vivono la popolazione della Siria e le sue comunità cristiane. Il Santo Padre Francesco è stato informato di questo nuovo gravissimo fatto, che si aggiunge al crescere della violenza negli ultimi giorni e a un’emergenza umanitaria di proporzioni vastissime, segue gli eventi con partecipazione profonda e intensa preghiera per la salute e la liberazione dei due vescovi rapiti e perché, con l’impegno di tutti, il popolo siriano possa finalmente vedere risposte efficaci al dramma umanitario e sorgere all’orizzonte speranze reali di pace e di riconciliazione.

    [00555-01.01]

    [B0247-XX.01]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

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