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Discussione: La Chiesa Cattolica in Belgio

  1. #381
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Belgio, peggio del Covid fa la Chiesa secolarizzata
    Lo Stato “concede” 15 persone a messa ma i vescovi invitano a stare a casa.
    Tutte le risposte secolarizzate alle domande ultime dei fedeli

    Dopo aver annunciato lo sguinzagliamento di pattuglie delle forze dell’ordine per vigilare a Natale sul rispetto delle misure sanitarie «dove necessario, suonando il campanello, bussando a casa delle persone», il governo del Belgio ha “accettato” di allentare le restrizioni sulla messa a partire dalla scorsa domenica, consentendo a un massimo di 15 persone di partecipare alla liturgia. Quindici (esclusi dal conteggio i bimbi sotto i 12 anni) invece delle quattro “concesse” in precedenza purché venga rispettata la regola dei 10 metri quadrati di spazio a persona. «Questo leggero allentamento offre nuove opportunità, inclusa quella di andare in chiesa come famiglia o gruppo» hanno commentato i vescovi, dichiarando, in un comunicato emanato dalla Conferenza episcopale il 10 dicembre, di aver «preso atto» della decisione del governo; tuttavia «questo allentamento non deve in alcun modo dare l’impressione di una diminuzione della gravità della pandemia». Pertanto non incoraggeranno i fedeli a partecipare alle messe, ricordando piuttosto loro che le celebrazioni domenicali trasmesse alla radio e in tv «rimarranno il mezzo per eccellenza per essere uniti all’Eucaristia».

    La Chiesa belga aveva sospeso le messe pubbliche da marzo a giugno durante il primo lockdown, per poi tornare a sospenderle il 2 novembre nel corso della seconda serrata nazionale dovuta a un nuovo drammatico picco di casi di coronavirus, con l’impegno di non riprenderle almeno fino al 15 gennaio 2021. Ma quando il governo, il 29 novembre, ha concesso la riapertura ad alcune attività non essenziali un nutrito gruppo di cattolici laici e singole parrocchie ha minacciato di fare causa all’esecutivo per violazione della libertà di culto (indirizzando una lettera “Per la messa” al primo ministro che ha raccolto in pochi giorni 13 mila firme). Così, l’8 dicembre, il Consiglio di Stato belga ha ordinato al governo di riesaminare il divieto, da qui il concesso “allentamento”.

    I VESCOVI ESPRIMONO «SOLIDARIETÀ AL GOVERNO»
    Non è accaduto come in Francia, dove il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Chiesa cattolica, che ha fatto ricorso contro la decisione del governo francese di riaprire le chiese al culto pubblico (ma solo per un massimo di 30 persone a funzione religiosa a prescindere dalla grandezza del luogo di culto), né come negli Stati Uniti, dove il ricorso contro le restrizioni imposte dallo stato di New York alle funzioni religiose per combattere l’epidemia di coronavirus (ricorso accolto dalla Corte Suprema) è partito dalla grande diocesi cattolica di Brooklyn e da un’organizzazione ebraica ortodossa. In Belgio i vescovi, ribadendo l’invito a tenere le chiese aperte alla preghiera individuale e ricordando ai pastori di attenersi alle «direttive della loro diocesi», alle proteste dei fedeli e alle concessioni della politica hanno risposto esprimendo «solidarietà al Governo, al settore sanitario e a tutti coloro che lottano instancabilmente contro il virus. Meritano il nostro pieno sostegno».

    In Belgio, una volta rispettate tutte le richieste dello Stato, che le chiese siano luoghi sicuri, sanificati, che non sia messa a rischio la salute di nessuno, chi si dovrebbe occupare delle domande ultime dei cittadini? E chi dovrebbe rispondere a tali domande se non la Chiesa attraverso ciò che si vive e celebra nelle chiese?

    I FRATI DELL’EUTANASIA E I CATTOLICI DELL’ABORTO
    In Belgio, uno dei primi paesi a legalizzare l’eutanasia su richiesta nel 2002, e il primo al mondo a estenderla ai minorenni senza limiti di età nel 2014 e dove si contano oltre 22 mila vittime delle iniezioni letali, l’introduzione dell’eutanasia nei quindici ospedali psichiatrici gestiti dalla congregazione dei Fratelli della Carità non ha lasciato altra scelta al Vaticano che togliere loro la qualifica di ente cattolico a maggio.

    In Belgio l’Università cattolica di Lovanio – la stessa che dopo gli attentati di Bruxelles del 2016 suonò con le proprie campane Imagine di John Lennon, «immagina che non esista paradiso (…) e nessuna religione» – aprì nel 2017 un’istruttoria contro un docente colpevole di aver sottoposto i suoi studenti alla lettura di un testo filosofico che definiva l’aborto «morte di una persona innocente», poi lo sospese. Proprio così: a un insegnante cattolico reo di aver ribadito l’insegnamento della Chiesa cattolica in materia di aborto, l’università cattolica rispose che «il diritto all’aborto è iscritto nel diritto belga e il testo di cui siamo venuti a conoscenza è in contraddizione con i valori sostenuti dall’università. Il fatto di veicolare posizioni contrarie a questi valori durante l’insegnamento è inaccettabile». Non solo, anche il portavoce della Conferenza episcopale belga, padre Tommy Scholtès, intervenne per attaccare il docente definendo le sue parole «caricaturali», «il termine “omicidio” è troppo forte», «papa Francesco ricorda anche la misericordia: noi dobbiamo mostrare comprensione e compassione».

    LA VACCA IN CROCE E LA FRATERNITÀ BANDITA
    In Belgio, il vescovo di Hasselt, monsignor Patrick Hoogmartens nel 2017 autorizzò dapprima l’allestimento artistico di Tom Herck, una mucca in croce davanti all’altare dal titolo “La vacca sacra”, morta per i nostri peccati ambientali. Poi prese le distanze con questa motivazione: per qualche fedele «potrebbe essere offensivo».

    In Belgio la Chiesa cattolica decise nel 2016 di non ospitare più la Fraternità dei Santi apostoli, opera sacerdotale ispirata al carisma travolgente di padre Michel-Marie Zanotti-Sorkine che in piena crisi di vocazioni attirò in soli tre anni 27 membri, perché la maggior parte dei suoi seminaristi era di nazionalità francese e siccome «in molte regioni della Francia non ci sono sacerdoti, (…) non vogliamo mancare di solidarietà ai nostri vicini vescovi francesi». In Belgio l’ora di religione a scuola è stata dimezzata e sostituita a partire dal 2017 con l’insegnamento di cittadinanza ad opera di docenti che non possono appartenere a una religione, educati in istituti cattolici o università religiose.

    LE DOMANDE ULTIME E LA RISPOSTA SECOLARIZZATA
    Il Belgio, nato nel 1830 come Stato cattolico, l’identità religiosa che era il collante della nazione è pressoché morta e cosa ha preso il suo posto? Come recita la lettera “Per la messa” indirizzata al primo ministro, scritta da religiosi e fedeli dopo aver saputo che avrebbero potuto andare al supermercato, in piscina o al museo ma non a messa, il Natale non è una festa «puramente commerciale, né puramente familiare», «la sua anima è cristiana!», donare e vivere i sacramenti «è essenziale» e contribuisce «al bene comune, anche se ad alcuni risulta meno immediatamente evidente». Ed «è profondamente ingiusto essere trattati peggio degli altri. Tanto più che la libertà di culto è un diritto fondamentale nel nostro Paese, sia collettivo che pubblico e privato. Le chiediamo quindi di fidarsi di noi e degli altri. Anche noi vogliamo il bene del Paese. Siamo pronti a moltiplicare le messe e ad essere creativi se ce ne date la possibilità e se si apre a soluzioni alternative (festa all’aperto per Natale ad esempio)». Il risultato, nel secolarizzatissimo Belgio dove è cattolica l’eutanasia, l’aborto, la vacca appesa in croce, è l’ammissione di quindici persone a messa. E le raccomandazioni dei vescovi di restare a casa a guardarla in tv.

    fonte

  2. Il seguente utente ringrazia westmalle per questo messaggio:

    bingen2 (30-01-2021)

  3. #382
    Veterano di CR L'avatar di Hijo del hombre
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  4. Il seguente utente ringrazia Hijo del hombre per questo messaggio:

    bingen2 (30-01-2021)

  5. #383
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    Parlare di libertà di culto con un morto ogni 600 belgi per Covid mi pare poco sensato.

    I vescovi belgi hanno le loro giuste ragioni per evitare contatti. Forse non c'è n'è siamo accorti ma abbiamo centinaia di sacerdoti morti in Italia per Covid. E centinaia in Spagna, Belgio, Polonia, Messico, USA, Brasile e altrove.

  6. #384
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Parlare di libertà di culto con un morto ogni 600 belgi per Covid mi pare poco sensato.

    I vescovi belgi hanno le loro giuste ragioni per evitare contatti. Forse non c'è n'è siamo accorti ma abbiamo centinaia di sacerdoti morti in Italia per Covid. E centinaia in Spagna, Belgio, Polonia, Messico, USA, Brasile e altrove.
    Ai Vescovi francesi era stato imposto il limite di 30 persone a Messa, ma si sono ribellati, facendo ricorso e vincendolo
    https://www.avvenire.it/amp/mondo/pa...vi-su-messe-30

    Consiglio di Stato. Il governo francese dovrà rivedere il limite dei 30 fedeli a Messa


    https://www.vaticannews.va/it/chiesa...-presenze.html

    Covid, Francia, limitazioni alle Messe: accolto il ricorso dei vescovi

  7. #385
    Fedelissimo di CR
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    Oltre le sentenze c'è il rispetto della vita umana, che per un cristiano è sacra. Milioni di morti, tra cui migliaia di sacerdoti, in tutto il mondo.

    I vescovi belgi hanno le loro giuste ragioni, in un paese devastato dalla pandemia.

    Preghiamo per i cardinali Sepe e Rivera, ricoverati per Covid.

  8. #386
    CierRino L'avatar di minusculus
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    Oltre le sentenze c'è il rispetto della vita umana, che per un cristiano è sacra.
    Sarebbe un argomento interessante e pieno di implicazioni, caro Marco.
    Quale vita umana è infatti sacra?
    Quella vita umana minacciata dal covid, che irrispettosamente ed indifferente ai nostri diritti di appartenenti al mondo dei privilegiati, falcia le sue vittime in modo democratico ed ecumenico?
    C'è quindi vita e vita?
    Questi governi, sembrerebbero così sensibili ai diritti della vita.
    Però, sembrerebbero averne una visione direi particolaristica, piuttosto che di valore universale.
    Così è spesso anche per noi Cristiani.
    Insomma una bella gara tra "diritti" annunciati, proclamati, difesi, ma dai quali sembrano esclusi una stragrande maggioranza di esseri umani, la cui vita è un po' meno sacra.
    La Chiesa (curiosamente credevo, prima dell'incontro con tutti questi thread, che fosse "Una" etc etc), fa bene a evidenziare i suoi spazi, e fa bene a evidenziare questi spazi ovunque, non solo in Chiesa.
    Quando però dice che c'è posto per gli esseri umani, tanto per pregare quanto per sopravvivere, se non fossimo così terrorizzati da ben altri contagi, allora quei cattolici e non solo, che dicono fateci entrare in numero maggiore a nutrire le nostre anime, contestano lo spazio disponibile, diventa improvvisamente saturo e si chiudono porte e coscienze.
    Un OT, di cui mi scuso.
    Ora et labora

  9. Il seguente utente ringrazia minusculus per questo messaggio:

    Marco123 (24-01-2021)

  10. #387
    Fedelissimo di CR
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    Non do indicazioni ad altri cristiani, non avendo alcuna autorevolezza. Parlo solo per me, che da settembre mi astengo da qualsiasi celebrazione o riunione dentro e fuori casa. Non vado in chiesa, in piazza, al bar o al ristorante (quando è stato possibile), al museo, in uffici pubblici (se non per estrema necessità).

    Lo faccio per la mia salute e quella delle persone a me vicine e care. I 500 morti al giorno, sotto cui non scendiamo da oltre 3 mesi, mi impongono di non creare pericoli e santificare la vita umana, dono di Dio a me e ai miei cari.

    Quello che si può fare da remoto, compreso l'ascolto e visione dell'Eucaristia, lo faccio con estremo rigore, non sottovalutando che i rischi sono in ogni contatto ed in ogni luogo frequentato.

    Dio ci dia la forza di combattere, nell'attesa della lunga strada per la vaccinazione di tutta la popolazione.

    Sono vicino con la preghiera a tutti quanti, in Belgio, Italia e nel resto del mondo, partecipano a queste limitazioni delle nostre libertà, imposteci dai vescovi, dai governi e dalla coscienza.

  11. #388
    Cronista di CR L'avatar di Laudato Si’
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    Messaggio del Santo Padre ai membri delle Associazioni Entraide et Fraternité e Action Vivre ensemble, 29.01.2021


    Riportiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Francesco ha inviato ai membri delle Associazioni Entraide et Fraternité e Action Vivre ensemble:

    Messaggio del Santo Padre

    En 1961, les évêques de Belgique prenaient l’initiative de lancer une campagne de «Carême de partage» et invitaient les catholiques à partager leurs ressources en faveur du Congo, devenu indépendant. Ils fondèrent à cette fin votre association et la dénommèrent Entraide et Fraternité. Vous préparez et organisez le Carême de partage en Belgique depuis soixante ans; depuis lors vous avez étendu votre champ d’action à des pays du monde entier. En 1971, les évêques lançaient l’Action Vivre ensemble, pour organiser la campagne d’Avent et venir en aide aux associations qui luttent contre la pauvreté en Belgique même. Vos associations ont comme champ d’action prioritaire le soutien de l’activité sociale de partenaires tant du Sud du monde que de Belgique.

    Je félicite vos deux organismes pour leur fidélité dans l’accomplissement de leur mission et je remercie du fond du cœur tous ceux qui s’y engagent comme volontaires, comme professionnels ou comme bienfaiteurs.

    Les défis qui vous attendent sont aggravés par la crise de la COVID-19 qui touche le monde entier mais plus terriblement encore les plus pauvres et les laissés-pour-compte. Il s’agit donc, plus que jamais, de continuer l’action entreprise et de la développer. J’encourage ainsi de tout cœur vos équipes d’Entraide et Fraternité et de l’Action Vivre ensemble, ainsi que les nombreux volontaires qui appuient votre action dans les paroisses et au sein de la société civile; j’encourage vos partenaires qui se battent au jour le jour contre l’inacceptable pauvreté, tout comme les donateurs qui vous soutiennent par un partage financier. Nous avons, toutes et tous, le même objectif: construire un monde plus juste et plus fraternel.

    Je vous adresse de tout cœur la Bénédiction apostolique et mes encouragements à poursuivre inlassablement votre engagement sur le chemin de l’amitié sociale et de la fraternité, avec la grâce du Christ, le bon Samaritain par excellence! Et n’oubliez pas de prier pour moi et pour l’Eglise partout dans le monde.

    Du Vatican, le 8 janvier 2021

    FRANÇOIS

    [00121-FR.01] [Texte original: Français]


    [Fonte: Bollettino quotidiano del: 29.01.2021 – Sala Stampa della Santa Sede. Papa Francesco, Libreria Editrice Vaticana].
    «Et erat in deserto quadraginta diebus et tentabatur a Satana;
    eratque cum bestiis, et angeli ministrabant illi»
    (Marc. 1, 13).




  12. #389
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    Citazione Originariamente Scritto da Marco123 Visualizza Messaggio
    Non do indicazioni ad altri cristiani, non avendo alcuna autorevolezza. Parlo solo per me, che da settembre mi astengo da qualsiasi celebrazione o riunione dentro e fuori casa. Non vado in chiesa, in piazza, al bar o al ristorante (quando è stato possibile), al museo, in uffici pubblici (se non per estrema necessità).

    Lo faccio per la mia salute e quella delle persone a me vicine e care. I 500 morti al giorno, sotto cui non scendiamo da oltre 3 mesi, mi impongono di non creare pericoli e santificare la vita umana, dono di Dio a me e ai miei cari.

    Quello che si può fare da remoto, compreso l'ascolto e visione dell'Eucaristia, lo faccio con estremo rigore, non sottovalutando che i rischi sono in ogni contatto ed in ogni luogo frequentato.

    Dio ci dia la forza di combattere, nell'attesa della lunga strada per la vaccinazione di tutta la popolazione.

    Sono vicino con la preghiera a tutti quanti, in Belgio, Italia e nel resto del mondo, partecipano a queste limitazioni delle nostre libertà, imposteci dai vescovi, dai governi e dalla coscienza.

    Certo, si può anche pensare di nascondersi, però è realtà quotidiana che si può morire di qualsiasi altro malanno, anche in pochi secondi. Nessuno conosce il momento e l'ora. E' giusto e doveroso prendere precauzioni, anche per gli altri, ma spargere, più o meno velatamente, il terrore del virus come se esistesse al 100% la sicurezza di evitare il contagio! Potrebbe anche arrivare direttamente al tuo domicilio, magari da un povero corriere o dal fruttivendolo, panettiere, etc. Il virus è subdolo e si beffa anche delle mascherine perchè può attaccare dagli occhi, depositarsi sugli abiti, in casa, e via dicendo. Noto da tempo, e non solo in questa discussione, che insisti nello scoraggiare gli altri, come se il pericolo più grande derivasse dall'astenersi dal ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo. In fondo, anche Gesù aspetta gli esperti le statistiche colabrodo e il vaccino...Possibile mai che Dio non sia in grado di proteggere i Suoi figli che glielo chiedono?
    Lotta sino alla morte per la verità e il Signore Dio combatterà per te. Siracide 4,28


  13. Il seguente utente ringrazia Alessandro3 per questo messaggio:

    bingen2 (30-01-2021)

  14. #390
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    come se il pericolo più grande derivasse dall'astenersi dal ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo. In fondo, anche Gesù aspetta gli esperti le statistiche colabrodo e il vaccino...Possibile mai che Dio non sia in grado di proteggere i Suoi figli che glielo chiedono?
    Pensiero che corre fra i fedeli da quando è iniziata la pandemia. Ma io non sono convinto che si ammali, di malattie fisiche, prevalentemente chi non ha fede e non prega.
    Dio è perfettamente in grado di non far ammalare; è in grado di tutto. Ma non siamo una religione arcaica che vincola la divinità mediante un rito perfetto.

  15. Il seguente utente ringrazia Lisandro per questo messaggio:

    P.Willigisius carm (30-01-2021)

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