Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 12

Discussione: Visita pastorale di papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo - 17/03/2018

  1. #1
    Saggio del Forum L'avatar di Nathaniel
    Data Registrazione
    Sep 2006
    Località
    Lombardia
    Messaggi
    2,845
    Ringraziato
    491

    Visita pastorale di papa Francesco a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo - 17/03/2018

    Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, 19.12.2017

    [B0910]

    Sabato 17 marzo 2018 il Santo Padre Francesco si recherà in Visita Pastorale a Pietrelcina, nella Diocesi di Benevento, nel Centenario dell’apparizione delle stimmate di San Pio da Pietrelcina, e a San Giovanni Rotondo, nella Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nel 50.mo anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina.

    [01947-IT.01]

    [B0910-XX.01]

    Sala stampa Santa Sede

  2. #2
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    50,768
    Ringraziato
    3061
    Visita Pastorale del Santo Padre Francesco a Pietrelcina, nella Diocesi di Benevento e a San Giovanni Rotondo, nella Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nel Centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti di San Pio da Pietrelcina e nel 50.mo anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina (17 marzo 2018) – Programma aggiornato, 08.03.2018



    Ore 07.00 Decollo dall’eliporto del Vaticano
    Ore 08.00 Atterraggio nel piazzale adiacente all’Aula liturgica di Piana Romana aPietrelcina
    Il Santo Padre è accolto da:
    - S.E. Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo di Benevento
    - Sig. Domenico Masone, Sindaco di Pietrelcina
    Breve sosta di preghiera nella Cappella San Francesco davanti all’olmo delle stimmate
    Ore 08.15 Sul piazzale antistante l’Aula liturgica: Incontro con i fedeli
    - Saluto dell’Arcivescovo di Benevento
    Al termine,il Santo Padre saluta la Comunità dei Cappuccini e una rappresentanza di fedeli
    Discorso del Santo Padre
    Ore 09.00 Decollo da Piana Romana, per San Giovanni Rotondo
    Ore 09.30 Atterraggio nel campo sportivo “Antonio Massa” di San Giovanni Rotondo
    Il Santo Padre è accolto da:
    - S.E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
    - Dott. Costanzo Cascavilla, Sindaco di San Giovanni Rotondo
    Ore 10.00 Trasferimento in auto all’Ospedale “Casa sollievo della Sofferenza”; dal piazzale antistante il Santo Padre saluta e benedice gli ammalati, senza scendere dall’auto
    Visita al Reparto di Oncologica Pediatrica
    Il Santo Padre è accolto da:
    - Dott. Domenico Crupi, Direttore Generale di “Casa sollievo della Sofferenza”
    Il Santo Padre incontra i bambini degenti nel reparto al terzo piano.
    Ore 10.45 Al termine della Visita il Papa raggiunge il Santuario di Santa Maria delle Grazie
    Il Santo Padre è accolto da:
    - P. Maurizio Placentino, Ministro Provinciale dei Cappuccini
    - P. Carlo Laborde, Guardiano
    - P. Francesco Dileo, Rettore
    Nel Santuario il Santo Padre saluta la Comunità religiosa dei Cappuccini e venera il corpo di San Pio da Pietrelcina e il Crocifisso delle stimmate
    Ore 11.15 Sagrato della Chiesa di San Pio da Pietrelcina:
    Concelebrazione Eucaristica
    Al termine della Santa Messa: Saluto di S.E. Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo
    Il Santo Padre saluta alcune Autorità e una rappresentanza di fedeli
    Omelia del Santo Padre
    Ore 13.00 Decollo dal campo sportivo di San Giovanni Rotondo
    Ore 14.00 Atterraggio all’eliporto del Vaticano


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  3. #3
    Vecchia guardia di CR
    Data Registrazione
    Jan 2015
    Località
    Roma
    Età
    72
    Messaggi
    2,243
    Ringraziato
    628
    Questa visita del Santo Padre Francesco mi riempie di gioia, poichè intende onorare uno dei più grandi santi contemporanei, che nel silenzio del confessionale sono stati capaci, di certo con l'aiuto di Dio e il loro impegno eroico, di far "cambiare la vita" a tante persone; santi che hanno saputo obbedire anche quando le ingiustizie erano palesi,esempio questo da seguire, visti i tempi in cui vari Sacerdoti,osano ribellarsi al proprio Vescovo e al Papa con grande disinvoltura. Peccato che abbia apprezzato e "conociuto" San Pio quando non era più in vita,ma spero nel suo aiuto anche ora che è nella gloria del Signore.

  4. #4
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    50,768
    Ringraziato
    3061
    I Cappuccini: la prima volta di un Papa a Pietrelcina, lo attendiamo con gioia
    Una panoramica della visita pastorale del Papa a San Giovanni Rotondo e a Pietrelcina, il 17 marzo, è stata offerta stamani da Fr. Antonio Belpiede, Procuratore Generale dell’Ordine dei Cappuccini, che a Roma ha incontrato i giornalisti. La figura di San Pio da Pietrelcina, la devozione, le stimmate: tanti gli spunti su cui si è soffermato nella nostra intervista

    Debora Donnini-Città del Vaticano

    Il 17 marzo Papa Francesco va a venerare “il mistero di Dio nel corpo dell’unico sacerdote crocifisso nella storia della Chiesa”, cioè l’unico sacerdote, per quel che si sa, ad aver avuto le stimmate perché San Francesco era un diacono. Lo ha ricordato stamani Fr. Antonio Belpiede, Procuratore Generale dell’Ordine dei Cappuccini, che ha incontrato i giornalisti in vista della visita pastorale del Papa a San Giovanni Rotondo e a Pietrelcina, località quest’ultima dove un Papa va per la prima volta. Precisamente – spiega il frate cappuccino – il Papa va a Piana Romana, frazione del comune di Pietrelcina, dove c’era la casa nativa di Francesco Forgione e il luogo dove ricevette le prime stimmate, quelle non permanenti, nel 1910. Il Centenario delle stimmate permanenti, apparse nel 1918, e il 50.mo della morte di Padre Pio sono infatti il filo conduttore di questa visita pastorale di 7 ore, breve ma ricca di incontri con i fedeli, i Cappuccini e i malati, in particolare con i bambini malati di tumore: Papa Francesco parte alle ore 7.00 dal Vaticano e vi farà ritorno alle 14.00.

    Padre Pio e Papa Francesco nel segno della Misericordia
    Non risulta che Papa Francesco abbia avuto incontri personali con Padre Pio, dice il frate, ma sicuramente a testimoniare la sua sensibilità verso questo Santo, c’è stata la Traslazione del corpo di Padre Pio a Roma, durante il Giubileo della Misericordia, assieme a quello di Leopoldo Mandić. Un evento per sottolineare l’importanza del confessore per portare misericordia in un mondo ferito. Offerta anche una panoramica sulla devozione a Padre Pio nel mondo: anche se in Italia i gruppi di preghiera di Padre Pio diminuiscono, crescono invece in America Latina, in Africa ma anche in Canada e negli Stati Uniti, coinvolgendo anche i giovani. Padre Pio è stato un uomo molto dolce, sottolinea ancora Fr. Belpiede spiegando che quei suoi gesti che sembravano “burberi” - che a volte si narrano su di lui - in realtà non lo erano e si capiscono pensando a quando fra la folla venivano toccati le sue mani e i suoi piedi che erano feriti e gli provocavano quindi molto dolore.

    La prima volta di un Papa nel comune di Pietrelcina
    I frati Cappuccini, che oggi nel mondo sono circa 10.500, sono molto felici di questa visita, dice ancora Fra Antonio Belpiede, che però non azzarda cifre sul numero di fedeli che potrebbero essere presenti per l’incontro con il Papa perché molti vanno a San Giovanni Rotondo in un giorno solo, facendo avanti e indietro con il pullman e quindi non ci sono prenotazioni che possano aiutare a fornire dati precisi. Papa Francesco è il terzo Successore di Pietro a recarsi a San Giovanni Rotondo, ricorda il frate che abbiamo intervistato:

    R. – San Giovanni Paolo II si è recato da Padre Pio, poi ancora Papa Benedetto XVI, e adesso anche il nostro Papa Francesco. E, per la prima volta, il Papa si reca non solo a San Giovanni Rotondo, dove si trova il corpo, ma anche a Pietrelcina, anzi a Piana Romana. Il Papa, infatti, non toccherà il paese di Pietrelcina, ma questa località - Piana Romana - un po’ più in alto, collinare. Padre Pio ha detto: “A Pietrelcina c’è stato Gesù, e lì è accaduto tutto”.

    Perché le prima stimmate, quelle non permanenti del 1910, Padre Pio le riceve a Piana Romana…

    R. – Esattamente. C’è un vecchio olmo, di cui si conserva il tronco, sotto il quale Padre Pio ricevette queste stimmate che poi scomparvero. E con alterne vicende, sono poi apparse definitivamente il 20 settembre 1918 nel coro di San Giovanni Rotondo.

    Infatti, questo è il Centenario delle stimmate permanenti…

    R. –Sì, è il centenario delle stimmate – come dire – “pubbliche”, ossia quelle conosciute. Le altre, poiché apparivano e scomparivano, sono passate, anche perché poi Padre Pio era più defilato: a Pietrelcina era in famiglia per motivi di malattia, quindi se ne è saputa notizia dopo. Le stimmate sono rimaste per 50 anni aperte. E questo è il grande segno che la medicina non può spiegare: come cinque ferite “lacerocontuse” – così le definiscono i medici – possano restare aperte mezzo secolo senza infettarsi, andare in cancrena né guarire. Gli esiti che conosce la medicina sono che delle ferite così aperte, sanguinanti, o guariscono con esito cicatriziale o danno cancrena e portano la persona alla morte. Invece sono state aperte 50 anni, e poi nelle ultime settimane, prima che Padre Pio morisse, piano piano è cominciato un processo di guarigione. L’ultima crosticina è caduta il giorno prima che Padre Pio morisse. Quindi è morto con le mani e i piedi come quelli di un bambino, senza nessun segno. È tutto documentato negli oltre cento volumi del processo di beatificazione e canonizzazione: ci sono fotografie, c’è tutto.

    Lei ricordava la definizione di Paolo VI: Padre Pio è stato “un uomo di preghiera e di sofferenza”. Francesco va a venerare il mistero di Dio nel corpo di Padre Pio?


    R. – Certamente, va a venerare il mistero di Dio presente in questo Santo. Nel Centenario delle stimmate, a 50 anni dalla morte, si reca a dare omaggio a Padre Pio, cioè a ringraziare Dio per il dono di questo grande Santo.

    E qual è il messaggio di Padre Pio per l’uomo di oggi che, senz’altro, rispetto al passato, è un uomo, almeno in Occidente, più secolarizzato?


    R. – Glielo dico con una espressione sintetica e brevissima: ritrovare se stesso sotto l’albero della Croce. L’uomo si perde se si allontana da Gesù Cristo: sotto l’albero della Croce c’è guarigione, salvezza, gioia, speranza, amore, vita.


    fonte: Vatican News
    Oboedientia et Pax

  5. #5
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    50,768
    Ringraziato
    3061
    Padre Pio. Mons. Castoro: la visita del Papa anche per i giovani
    Nell'intervista l'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, si sofferma sui particolari della visita del Papa e sulla Veglia dei giovani a San Giovanni Rotondo, alla vigilia del suo arrivo

    Debora Donnini-Città del Vaticano

    Ferve l’attesa a Pietrelcina e San Giovanni Rotondo per l’arrivo, sabato prossimo, di Papa Francesco che visiterà i luoghi clou della vita di Padre Pio. L’occasione è il Centenario delle stimmate e il 50.mo della morte del Santo. Tanta la gioia dei fedeli: decine di migliaia sono attesi a San Giovanni Rotondo. Gli ultimi particolari sulla preparazione, sulla visita e sulla Veglia dei giovani, che si terrà alla vigilia dell’arrivo del Papa, dall'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro:

    R. – Nelle varie parrocchie abbiamo svolto nei giorni scorsi, e lo faremo fino alla vigilia della visita del Papa, delle celebrazioni liturgiche e degli eventi culturali sia per riflettere sul Magistero del Papa ed esaminare i suoi gesti eloquenti di carità, sia perché Papa Francesco costituisce oggi una novità anche nel panorama culturale.

    Come può la figura di Padre Pio aiutare l’uomo di oggi ad arrivare a Cristo?

    R. – Padre Pio è stato l’uomo dell’”essenziale”. Ecco perché, in qualche modo, Papa Francesco si è innamorato di Padre Pio: pure se allora era circondato da personaggi del mondo dello spettacolo, dello sport e della politica e tutti venivano a San Giovanni Rotondo per incontrarlo, lui rimaneva molto schivo e lontano dalle attrazioni del mondo. A chi si rivolgeva a lui per qualcosa, per una grazia, lui rispondeva: “No, no, io non faccio grazie. Le grazie le fa solo il Signore. Io sono un umile frate che prega. Io dirò una preghiera per te”. Questa essenzialità, che in Padre Pio si coniuga sotto due aspetti: l’aspetto della preghiera e quello della carità. Era un uomo mistico: pregava dalla mattina alla sera. Confessava a tutte le ore. Ebbe, poi, la grande intuizione della fondazione di “Casa Sollievo della Sofferenza”, l’opera scaturita dal suo cuore, la casa dove lui accoglieva gli ammalati. Oggi questa è diventata un grande ospedale, un ospedale di eccellenza non solo a livello italiano, ma anche europeo.

    La visita di Papa Francesco sarà preceduta, il venerdì 16, la sera prima del suo arrivo, da una preghiera dei giovani: quindi c’è molta attenzione anche ai giovani…

    R. – Sì, noi come diocesi vogliamo celebrare, in occasione della venuta del Papa, anche la Giornata diocesana per la Gioventù, anche perché quest’anno ci sarà il Sinodo dei vescovi sui giovani. Insomma, abbiamo rivolto l’appello ai giovani della nostra diocesi a vivere un momento di preghiera in attesa della venuta del Papa. Quindi, dalle sei del pomeriggio - alla Vigilia - e fino a tutta la notte, questi giovani saranno animati nella Veglia presieduta da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana. Con la preghiera, la riflessione e i momenti di festa e di confronto tra di loro, i giovani prepareranno la venuta del Papa. Inoltre, i giovani avranno un posto particolare nel piazzale dove si svolgerà la celebrazione: saranno vicini all’altare del Papa, in modo che il Papa, passando, possa benedirli e incoraggiarli. Quindi, se vogliamo dare una connotazione particolare alla visita di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, possiamo dire che egli viene sì per venerare Padre Pio, sì per incontrare i bambini della Oncologia pediatrica, ma viene anche per dire una parola di incoraggiamento ai giovani, non solo della nostra diocesi, ma a quelli di tutto il mondo.


    fonte: Vatican News
    Oboedientia et Pax

  6. #6
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    50,768
    Ringraziato
    3061
    I bambini dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” aspettano il Papa
    L’intervista con la dott.ssa Lucia Miglionico, dirigente medico del reparto di Oncologia Pediatrica di “Casa Sollievo della Sofferenza”, dove si recherà il Papa nel corso della sua visita sulle orme di Padre Pio

    Debora Donnini - Città del Vaticano

    Una delle tappe fondamentali del viaggio del Papa a San Giovanni Rotondo è la visita al reparto di Oncologia Pediatrica dell’ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” a San Giovanni Rotondo. Una struttura voluta e creata da Padre Pio nel 1956 e oggi polo di eccellenza nella cura e nella ricerca, visitata anche da Benedetto XVI nel 2009. La dott.ssa Lucia Miglionico, dirigente medico dello stesso reparto, che ha partecipato insieme al marito come uditrice al Sinodo dei vescovi sulla famiglia del 2014, ci racconta del suo incontro con il Papa e dell’attesa dei bambini:

    R. – Durante i lavori del Sinodo, ci sono stati tanti momenti nei quali il Papa si è intrattenuto sia con i Padri sinodali sia con le famiglie. Ed è stato in una di quelle occasioni che ho potuto portare al Papa non solo il saluto e le letterine dei nostri bambini, ma anche un invito speciale a venirli a trovare. E il Papa ha detto: “Prega, e un giorno magari questo si avvererà”.

    I bambini cosa dicono della visita del Papa? Quali sono le loro emozioni? Si stanno preparando?

    R. – Sì, il reparto è in festa, perché finalmente vedranno il Papa in carne e ossa. Per cui c’è tanto trambusto felice, come solo i bambini lo sanno creare. Lo aspettano veramente con ansia …

    Forse stanno preparando qualcosa di particolare?

    R. – I lavoretti particolari che i bambini stanno preparando – a parte lettere, cartelloni, disegni – sono i loro pensieri speciali per il Papa, sono i pensieri spontanei. Ieri vedevo una delle letterine dei bambini nella quale era scritto: “Santo Padre, io prego per te, ma tu prega per la mia nonna, perché in questo momento è quella che aiuta il mio fratellino a casa, perché la mamma è con me in ospedale”. Ecco: io penso che una preghiera più bella il Papa non potrà accogliere nelle sue mani e nel suo cuore.

    Nel reparto che visiterà il Papa, quanti bambini ci sono?

    R. – Noi abbiamo 22 posti letto, ma poi abbiamo un day-hospital che accoglie dai 15 ai 20 bambini al giorno. Quindi quel giorno il Papa troverà in reparto non meno di 40 bambini, che sono quelli attualmente in trattamento. Poi, sicuramente, ad accogliere il Papa fuori dal reparto ci saranno decine e decine dei nostri bambini guariti.

    In che modo oggi voi a “Casa Sollievo della sofferenza”, e in particolare in questo reparto di Oncologia pediatrica, vivete la figura di Padre Pio? In che modo la figura di Padre Pio fa la differenza, anche nel curare questi bambini?

    R. – Accanto alla cura medica c’è soprattutto la cura di cuore materno: nel nostro reparto si vive un’atmosfera di famiglia che è accompagnata dalla preghiera che Padre Pio voleva che ci fosse sempre. I bambini, poi, conoscono Padre Pio, soprattutto attraverso i racconti e il modo nostro di vivere.

    La visita di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo il 17 marzo avviene in una giornata sola eppure il Papa, prima della Messa, viene a trovare i bambini, i bambini malati. Che significato ha questo gesto, per lei?

    R. – Dall’esempio che Papa Francesco ci ha dato nel suo Pontificato noi abbiamo visto che predilige in maniera speciale la famiglia e i poveri; tra i poveri ci sono gli ammalati e tra gli ammalati i bambini. E i bambini malati di tumore in particolare penso che siano i più poveri di tutti.


    fonte: Vatican News
    Oboedientia et Pax

  7. #7
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
    Data Registrazione
    Apr 2006
    Località
    casa mia
    Messaggi
    50,768
    Ringraziato
    3061
    Visita Pastorale del Santo Padre Francesco a Pietrelcina e a San Giovanni Rotondo, in occasione del Centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti e nel 50.mo anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina (17 marzo 2018), 17.03.2018


    Alle ore 7 di questa mattina, il Santo Padre Francesco è partito in elicottero dall’eliporto vaticano per recarsi a Pietrelcina, nella Diocesi di Benevento, e a San Giovanni Rotondo, nella Diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, nel Centenario dell’apparizione delle stimmate permanenti di San Pio da Pietrelcina e nel 50.mo anniversario della morte di San Pio da Pietrelcina.

    Al Suo arrivo, intorno alle ore 8, nel piazzale adiacente all’Aula Liturgica di Piana Romana, il Papa è stato accolto dall’Arcivescovo di Benevento, S.E. Mons. Felice Accrocca, e dal Sindaco di Pietrelcina, Sig. Domenico Masone.

    Il Santo Padre ha sostato brevemente in preghiera nella Cappella San Francesco davanti all’olmo delle stimmate. Quindi, alle ore 8.15, sul piazzale antistante l’Aula Liturgica, il Papa ha incontrato i fedeli.

    Dopo il saluto dell’Arcivescovo, Papa Francesco ha pronunciato il suo discorso.

    Al termine, il Santo Padre ha salutato la Comunità dei Cappuccini e una rappresentanza di fedeli.

    Quindi, intorno alle ore 9, è decollato da Piana Romana, alla volta di San Giovanni Rotondo.

    Pubblichiamo di seguito il discorso che Papa Francesco ha pronunciato nel corso dell’incontro con i fedeli:

    Discorso del Santo Padre


    Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

    Sono lieto di trovarmi in questo paese, dove Francesco Forgione nacque e iniziò la sua lunga e feconda vicenda umana e spirituale. In questa comunità egli temprò la propria umanità, imparò a pregare e a riconoscere nei poveri la carne del Signore, finché crebbe nella sequela di Cristo e chiese di essere ammesso tra i Frati Minori Cappuccini, diventando in tal modo fra Pio da Pietrelcina. Qui egli cominciò a sperimentare la maternità della Chiesa, della quale fu sempre figlio devoto. Amava la Chiesa, amava la Chiesa con tutti i suoi problemi, con tutti i suoi guai, con tutti i nostri peccati. Perché tutti noi siamo peccatori, ci vergogniamo, ma lo Spirito di Dio ci ha convocato in questa Chiesa che è santa. E lui amava la Chiesa santa e i figli peccatori, tutti. Questo era san Pio. Qui meditò con intensità il mistero di Dio che ci ha amati fino a dare Sé stesso per noi (cfr Gal 2,20). Ricordando con stima e affetto questo Santo discepolo di San Francesco, saluto cordialmente tutti voi suoi compaesani, il vostro Parroco e il Sindaco insieme al Pastore della diocesi, Mons. Felice Accrocca, alla comunità dei Cappuccini e a tutti voi che avete voluto essere presenti.

    Ci troviamo oggi nello stesso terreno sul quale padre Pio dimorò nel settembre del 1911 per “respirare un po’ di aria più sana”. In quel tempo non c’erano gli antibiotici e le malattie si curavano tornando al paesino natale, dalla mamma, a mangiare le cose che fanno bene, respirare bene l’aria e a pregare. Così fece lui, come un uomo qualsiasi, come un contadino. Questa era la sua nobiltà. Mai rinnegò il suo paese, mai rinnegò le sue origini, mai rinnegò la sua famiglia. In quel tempo, infatti, egli risiedeva nel suo paese natale per motivi di salute. Quello non fu, per lui, un periodo facile: era fortemente tormentato nell’intimo e temeva di cadere nel peccato, sentendosi assalito dal demonio. E questo non dà pace, perché si muove [si dà da fare]. Ma voi credete che il demonio esiste?... Non siete tanto convinti? Dirò al vescovo di fare delle catechesi... Esiste o non esiste il demonio? [rispondono: “Sì!”]. E va, va da ogni parte, si mette dentro di noi, ci muove, ci tormenta, ci inganna. E lui [P. Pio], aveva paura che il demonio lo assalisse, lo spingesse al peccato. Con pochi poteva parlarne sia per via epistolare sia in paese: al solo arciprete don Salvatore Pannullo manifestò «quasi tutto» il suo «intento per averne dei rischiaramenti» (Lettera 57, in Epistolario I, p. 250), perché non capiva, voleva chiarire cosa accadeva nella sua anima. Era un bravo ragazzo!

    In quei terribili momenti padre Pio trasse linfa vitale dalla preghiera continua e dalla fiducia che seppe riporre nel Signore: «Tutti i brutti fantasmi – così diceva – che il demonio mi va introducendo nella mente spariscono allorché fiducioso mi abbandono nelle braccia di Gesù». Qui c’è tutta la teologia! Tu hai un problema, tu sei triste, sei ammalato: abbandonati nelle braccia di Gesù. E questo ha fatto lui. Amava Gesù e si fidava di Lui. Così scriveva al Ministro provinciale, asserendo che il proprio cuore si sentiva «attratto da una forza superiore prima di unirsi a Lui la mattina in sacramento». «E questa fame e sete anziché rimanere appagata», dopo averlo ricevuto, «si accresce[va] sempre più» (Lettera 31, in Epistolario I, p. 217). Padre Pio si immerse quindi nella preghiera per aderire sempre meglio ai disegni divini. Attraverso la celebrazione della Santa Messa, che costituiva il cuore di ogni sua giornata e la pienezza della sua spiritualità, raggiunse un elevato livello di unione con il Signore. In questo periodo, ricevette dall’alto speciali doni mistici, che precedettero il manifestarsi nelle sue carni dei segni della passione di Cristo.

    Cari fratelli e sorelle di Pietrelcina e della diocesi di Benevento, voi annoverate san Pio tra le figure più belle e luminose del vostro popolo. Questo umile frate cappuccino ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all’ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo. Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell’amore di Dio, dell’amore di Gesù verso i più deboli. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione – cioè l’essere sempre uniti, in pace fra noi, la comunione fra noi – edifica e costruisce. Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, non si costruisce; spaventa la gente. È un paese malato e triste. Invece un paese dove si cerca la pace, dove tutti si vogliono bene – più o meno, ma si vogliono bene –, non ci si augura del male, questo paese, benché piccolo, cresce, cresce, cresce, si allarga e diventa forte. Per favore non spendete tempo, forze, a litigare fra voi. Questo non fa nulla. Non ti fa crescere! Non ti fa camminare. Pensiamo a un bambino che piange, piange, piange e non vuole muoversi dalla sua culla e piange, piange. E quando la mamma lo mette sul pavimento perché incominci a gattonare, piange, piange… e torna nella culla. Vi domando: quel bambino sarà capace di camminare? No. perché è sempre nella culla! Se un paesino litiga, litiga, litiga, sarà capace di crescere? No. Perché tutto il tempo, tutte le forze vanno a litigare. Per favore: pace fra voi, comunione fra voi. E se a qualcuno di voi viene voglia di chiacchierare di un altro, mordetevi la lingua. Vi farà bene, bene all’anima, perché la lingua si gonfierà, ma vi farà bene; anche al paese. Date questa testimonianza di comunione. Auspico che questo territorio possa trarre nuova linfa dagli insegnamenti di vita di padre Pio in un momento non facile come quello presente, mentre la popolazione decresce progressivamente e invecchia perché molti giovani sono costretti a recarsi altrove per cercare lavoro. La migrazione interna dei giovani, un problema. Pregate la Madonna perché vi dia la grazia che i giovani trovino lavoro qui, fra voi, vicino alla famiglia, e non siano costretti ad andarsene a cercare da un’altra parte e il paese giù, giù, giù. La popolazione invecchia, ma è un tesoro, i vecchi sono un tesoro! Per favore, non emarginate i vecchi. Non bisogna emarginare i vecchi, no. I vecchi sono la saggezza. E che i vecchi imparino a parlare con i giovani e i giovani imparino a parlare con i vecchi. Loro hanno la saggezza di un paese, i vecchi. Quando sono arrivato mi è piaciuto tanto salutare uno di 99 anni e una “ragazzina” di 97. Bellissimo! Questi sono la vostra saggezza! Parlate con loro. Che siano protagonisti della crescita di questo paese. L’intercessione del vostro Santo concittadino sostenga i propositi di unire le forze, così da offrire soprattutto alle giovani generazioni prospettive concrete per un futuro di speranza. Non manchi un’attenzione sollecita e carica di tenerezza – come ho detto – agli anziani, che sono patrimonio delle nostre comunità. Mi piacerebbe che una volta si desse il premio Nobel agli anziani che danno memoria all’umanità.

    Incoraggio questa terra a custodire come un tesoro prezioso la testimonianza cristiana e sacerdotale di san Pio da Pietrelcina: essa sia per ciascuno di voi uno stimolo a vivere in pienezza la vostra esistenza, nello stile delle Beatitudini e con le opere di misericordia. La Vergine Maria, che voi venerate con il titolo di Madonna della Libera, vi aiuti a camminare con gioia sulla via della santità. E per favore, pregate per me, perché ho bisogno. Grazie!

    [00426-IT.02] [Testo originale: Italiano]

    [B0202-XX.02]


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  8. #8
    CierRino L'avatar di Ultimitempi
    Data Registrazione
    Mar 2013
    Località
    vinci
    Età
    58
    Messaggi
    6,384
    Ringraziato
    751
    San Giovanni Rotondo. Il Papa: «Tutti ammirano Padre Pio, ma quanti lo imitano?»



    Mimmo Muolo, inviato a San Giovanni Rotondo sabato 17 marzo 2018

    «Molti sono disposti a mettere un "mi piace" sulla pagina dei grandi santi, ma chi fa come loro? Perché la vita cristiana non è un "mi piace" ma un "mi dono"»



    https://www.avvenire.it/papa/pagine/...-rotondo-messa
    Mulier ecce filius tuus

  9. #9
    CierRino L'avatar di Ultimitempi
    Data Registrazione
    Mar 2013
    Località
    vinci
    Età
    58
    Messaggi
    6,384
    Ringraziato
    751
    Papa Francesco ha potuto toccare con mano la sofferenza dei piccoli visitando in forma privata il reparto di oncoematologia pediatrica del poliamulatorio "Giovanni Paolo II". I ventuno bambini ricoverati, con i loro genitori e con una cinquantina di sanitari, lo accolgono con emozione e gioia e gli mostrano i disegni gli striscioni, le letterine che avevano preparato per lui. Le immagini diffuse qualche minuto dopo mostrano il Pontefice, sorridente, che passa stanza per stanza, accarezza i piccoli, consola i genitori sul volto dei quali si alternano lacrime e sorrisi, dialoga con tutti, informandosi delle loro condizioni di salute.


    Mulier ecce filius tuus

  10. #10
    CierRino L'avatar di Ultimitempi
    Data Registrazione
    Mar 2013
    Località
    vinci
    Età
    58
    Messaggi
    6,384
    Ringraziato
    751
    Mulier ecce filius tuus

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •