Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Sinodo Minore della Chiesa Ambrosiana 2018 - Chiesa dalle Genti

  1. #11
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    “Chiesa dalle genti”, le ultime due tracce per il confronto e l’ascolto

    Sono indirizzate a “Chiese e religioni” e a chi vuole contribuire singolarmente. Vanno utilizzate per la riflessione e l'elaborazione del materiale da inviare alla Commissione entro l’1 aprile

    La fase di ascolto che caratterizza in queste settimane il cammino sinodale di «Chiesa dalle genti» si arricchisce di nuovi contributi per la condivisione e l’ascolto. Alle prime sette tracce messe a disposizione dei diversi “pubblici”, infatti, si aggiungono ora le ultime due, come le altre curate dalla Commissione di coordinamento e basate sul documento preparatorio. Sono rivolte, rispettivamente, a “Chiese e religioni” e a chi desidera far avere il suo personale contributo.
    «Attendiamo il contributo dei cristiani appartenenti alle altre confessioni e delle altre religioni – si legge nel testo-guida di «Chiesa dalle genti» (pagina 40) -. Sarebbe per noi un dono prezioso che il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano e le altre realtà ecumeniche presenti in diocesi, il Forum delle Religioni e gli altri tavoli di dialogo ci facessero giungere le loro riflessioni, le loro domande e le loro proposte circa il cammino sinodale che la Chiesa di Milano sta vivendo». Per dare corpo a questo auspicio, la Commissione di coordinamento ha predisposto una traccia specifica, da condividere con le comunità cristiane e le comunità di altre religioni che, insieme alla Chiesa ambrosiana, «animano la vita quotidiana del nostro tessuto sociale, ascoltano le sue fatiche e le sue gioie, le sue speranze e i suoi sogni, lavorano per il bene di tutti e per la costruzione della Milano del futuro».
    Sia pure in forma sintetica, la traccia riflette sul dialogo ecumenico («Attirerò tutti a me»), sul ruolo della religione nell’incontro e nel dialogo con l’altro («Tempo di meticciato per le terre ambrosiane») e sulle prospettive presenti e future, in termini sociali, culturali e religioso, della «Diocesi di Milano, Chiesa dalle genti». Ogni tema è alla base di alcune domande: le risposte costituiranno il contributo di “Chiese e religioni” al cammino sinodale.
    Otto delle nove tracce sono rivolte a realtà ecclesiali e sociali “collettive”. Ma nel desiderio di un coinvolgimento davvero globale, la Commissione ha ideato una traccia rivolta anche a chi non si riconosce in nessuno dei “pubblici” presi in considerazione, ma desidera comunque far pervenire il suo personale apporto a “Chiesa dalle genti”. «Un simile cammino – si legge infatti nella traccia – potrà avere effetto nella misura in cui saprà essere inclusivo, capace di coinvolgere nel processo di riflessione e discernimento tutti coloro che intendono lasciarsi interrogare dal processo dentro il quale siamo immersi, offrendo ciascuno il proprio contributo, alla ricerca di nuove modalità per vivere insieme la società e la Chiesa di domani». Precedute da un estratto del testo-guida, ecco quindi una serie di domande per sondare conoscenze, esperienze e reazioni in ordine al fenomeno migratorio e alla situazione di una società sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa. Al termine si chiede anche una piccola presentazione personale che possa aiutare nella valorizzazione delle risposte pervenute.
    Come le prime sette tracce, anche queste ultime due sono concepite come uno sviluppo del documento preparatorio, a cui fanno esplicito riferimento: per questo la base del confronto deve comunque essere lo studio del documento stesso. Anche i contributi e il materiale elaborato sulla base di queste due tracce va raccolto, organizzato e inviato alla Commissione di coordinamento (sinodo@diocesi.milano.it) entro l’1 aprile, domenica di Pasqua.





    fonte: www.chiesadimilano.it

  2. #12
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    Riflessioni per il Sinodo “Chiesa dalle genti”


    Con il Sinodo minore “Chiesa dalle genti” l’Arcivescovo Mario ci indica una linea interessante e provocatoria per la maturità ecclesiale della nostra fede oggi: accorgerci di come il popolo di Dio sta cambiando, acquisisce risorse e linguaggi nuovi, si sente richiamato in molti modi a vivere la fedeltà all’unico Signore della storia grazie alla molteplicità delle culture e dei popoli che abitano il mondo. Resistere al confronto e alla contaminazione reciproca sarebbe anacronistico, segno di una visione miope e impaurita della realtà.
    Il percorso sinodale ha le sue tappe ed entro fine anno produrrà un testo nuovo al quale riferirci. L’auguro per tutti noi è che la trasformazione del cuore che il Sinodo minore rilancia e accelera sia processo inarrestabile e sempre più pervasivo. Che possa continuare, anche a itinerario concluso, la riflessione sul volto della Chiesa dalle genti, perché si tratta di uno sguardo che ci fa crescere nella fede e nell’amore per la comunità.

    E’ innanzitutto stimolo a guardarci come popolo protagonista, inclusivo di tutti i battezzati e non solo di un manipolo scelto di persone impegnate, fatto di poveri e ricchi, di semplici e di culturalmente sofisticati, di giovani e di vecchi, di zelanti e di insicuri, di motivatori e di dubbiosi. Non di rado siamo restii a sentirci popolo e preferiamo “autoselezionarci” in qualche categoria più rassicurante: “noi che siamo più amici del parroco”, “noi che certi discorsi li capiamo”, oppure anche “noi che siamo schietti e non ci abbassiamo a certe pratiche popolari” o “noi che facciamo andar le mani e non ci perdiamo in parole inutili”… non è detto che sia solo il paese di provenienza a farci mettere steccati rigidi tra noi. La categoria di popolo è invece naturalmente inclusiva e varia, fatta di membrane permeabili e non di steccati.

    E’ poi stimolo a riprovare il gusto delle parole per dire la fede
    , delle melodie e dei canti per celebrare, dei gesti per condividere e comunicare in modo corale la gioia dell’appartenenza. Nel contesto umano ogni gruppo autoreferenziale che fa e condivide cose può pensare di essere particolarmente bravo nel farle, persino il migliore di tutti. Il confronto e la partecipazione ad altri contesti genera qualche volta invidia e rifiuto ma più spesso voglia di lasciarsi trasformare, di “copiare”, di essere più capaci di stare con l’altro. Il confronto, se non si inaridisce nella competizione esasperata, genera in tutti i campi un salutare miglioramento e un ritrovato entusiasmo.

    E’ richiamo a guardare con più interesse e gratitudine
    alla storia del popolo dei credenti, alle sue radici fatte di migrazioni, di confini superati e di scambi arricchenti per riuscire a fare un viaggio davvero intenso nelle profondità della coscienza interrogata dalla Parola. Nel cammino il popolo si rafforza anche quando diventa minoranza. Guardando alla storia del popolo cristiano, anche nel nostro Paese, capiamo bene di trovarci ad una nuova svolta, verso una fisionomia multiculturale che deve risvegliare nuovamente la nostra attenzione su ciò che non muta dell’identità cristiana profonda. Non può che essere un nuovo cammino di scavo verso la coscienza degli individui e del popolo più che un irrigidimento su questioni esteriori e formali.

    E’ cammino serio e trasformativo se non disdegna la concretezza
    della storia nelle sue dinamiche politiche e sociali. La presenza di persone che provengono da altri Paesi impatta inevitabilmente con la visione che abbiamo di città accogliente, di convivenza pacifica e di reale condivisione dei beni. Temi forti, spesso oggetti di contrasto politico anche a livello di enti locali, che segnano la quotidianità e il linguaggio usato nell’ordinario vivere. Osiamo credere che un volto di Chiesa locale sbilanciato sulla condivisione e sull’immediatezza dei rapporti diventi sprone per una comunità civile che sta dibattendosi a volte come un animale ferito per accettare i suoi tassi di natalità preoccupanti e di invecchiamento alti (segno che il solo popolo “italiano da generazioni” è destinato all’estinzione), o la presenza di numerosi migranti ancora incerti, che generano problematiche anche emergenziali.

    E’ proprio la Chiesa dalle genti
    che oggi ci aiuta più di tutto a non dimenticarci di essere in stato di missione, Chiesa in uscita per l’annuncio del Vangelo. Immaginiamo il popolo dei credenti in prima linea nel ribadire che chi è più povero, solo e in difficoltà, deve diventare il punto di partenza costante per camminare. Una “Chiesa in uscita” è tale quando non teme il confronto, quando cammina sulle strade e non si rinchiude in alcuni luoghi, quando diffonde a pieni polmoni un messaggio che non è riservato ad alcuni ma è per tutti senza remore.

    Credo davvero che sentirci Chiesa dalle genti
    ci possa restituire l’entusiasmo missionario degli apostoli a partire dai luoghi normali dove i cristiani vivono ogni giorno: il lavoro, la scuola, l’università, il volontariato, l’impegno educativo, il tempo libero, la politica, la famiglia, la dedizione alla società in tante forme. Aiutiamoci reciprocamente perché sia proprio così, raccontiamoci in quanti modi la consapevolezza di essere Chiesa dalle genti ci scalda il cuore e ci fa essere fieri abitanti del mondo.

    Silvia Landra, presidente Azione Cattolica ambrosiana

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    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

  3. #13
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    RIFLESSIONE

    Pronti a ripensarci come “Chiesa dalle genti”

    Ormai al termine la fase di ascolto e consultazione del Sinodo minore, stanno per essere predisposte le tracce che guideranno il lavoro del Consiglio presbiterale e pastorale diocesano. Tutti invitati ad avanzare consigli e suggerimenti
    di monsignor Luca BRESSAN
    Vicario episcopale e Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”

    Dopo una prima fase di ascolto capillare, il Sinodo diocesano entra ora in un momento successivo, cruciale per il suo sviluppo. È agli sgoccioli l’invio degli esiti della consultazione di base (frutto del lavoro di confronto e di ascolto fatto dalle parrocchie, dagli operatori della carità, dai preti e dal mondo della vita consacrata; ma anche da parecchie istituzioni educative, come pure da amministratori locali e dai migranti stessi), che ha fatto giungere alla Commissione centinaia di risposte. Mostreremo i numeri e la consistenza di questa fase nelle tracce di riflessione che predisporremo per il consiglio presbiterale e pastorale diocesano.
    La Commissione in queste settimane è concentrata e al lavoro per stendere le sintesi e i testi che faranno da guida al momento strettamente sinodale, vissuto dai due Consigli diocesani. Sono tante le indicazioni e i suggerimenti che ci sono giunti, come pure le indicazioni di fatiche e punti di tensione su cui lavorare. Emerge tuttavia con sempre maggiore lucidità un punto che fa da architrave al cammino che stiamo costruendo insieme: per essere all’altezza del cambiamento che la Chiesa di Milano sta vivendo non basta immaginare aggiunte o integrazioni agli stili che disegnano il nostro volto ecclesiale e la nostra vita di fede. Con più semplicità, ma anche con maggiore coraggio, occorre invece prepararci a cambiare, a ripensarci come soggetti diversi, frutto di quel “noi” che è il risultato dell’azione di attrazione che il Crocifisso risorto continua a esercitare nelle nostre vite e nella storia.
    Un simile cambiamento non avviene a tavolino e nemmeno sarà frutto soltanto di documenti e di decreti. È opera di una Chiesa che tutta insieme si lascia guidare dallo Spirito Santo; è frutto di una Chiesa che sa rimanere concentrata nella contemplazione del disegno che Dio le sta facendo realizzare dentro la storia degli uomini. Per questo motivo il lavoro delle parrocchie, il lavoro dei singoli cristiani e delle comunità non è finito: invitiamo tutti a leggere con attenzione le tracce che a breve pubblicheremo on line, per continuare a discernere assieme (passando i vari suggerimenti che vi verranno a qualche componente del Consiglio presbiterale o pastorale) come Milano può essere Chiesa dalle genti.

    PUBBLICATO GIOVEDÌ 12 APRILE 2018




    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

  4. #14
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    “Chiesa dalle genti”: a che punto siamo

    Dopo la fase d’ascolto - che ha registrato una partecipazione ampia e capillare - è ora in atto quella della scrittura e della sintesi per arrivare alla proposta definitiva che preluda alla promulgazione delle nuove costituzioni


    Se paragonassimo il Sinodo a una corsa ciclistica, potremmo dire che, a oggi, non abbiamo ancora scollinato e il percorso da compiere ci impone un altro pezzo di salita: delle sette fasi previste dal cronoprogramma che scandisce il Sinodo ci lasciamo alle spalle avvio e fase di ascolto. Le prossime, impegnative tappe sono la scrittura, il confronto e poi ancora la sintesi, una proposta definitiva e, finalmente l’arrivo, con la promulgazione ufficiale delle nuove costituzioni.
    La fase dell’ascolto è stata ragionevolmente lunga (anche se molti avrebbero preferito scadenze più morbide per approfondire di più e meglio) e punteggiata da qualche insidia (per alcuni imputabile alla complessità delle tracce, per altri all’impalpabilità del fenomeno in certe zone della Diocesi). Tuttavia, a qualche giorno dal termine per la consegna dei contributi, riteniamo di potere dire che davvero in molti e capillarmente si sono sentiti invitati all’incontro e al confronto sul tema “Chiesa dalle genti”, pure a fronte delle difficoltà insite nell’approcciare il tema così ampio, complesso, ma certamente cogente, di un volto di Chiesa ambrosiana in cambiamento.
    La partecipazione ampia e capillare – riscontrabile dai contributi ricevuti da numerosissimi Consigli pastorali a vario livello o dalle assemblee di presbiteri, dai numerosi insegnanti di religione e dagli istituti di vita consacrata, dalle comunità di migranti cattolici (e non solo) e da singoli cittadini che si sono sentiti personalmente coinvolti – ci sembra già un dato largamente positivo, testimone del fatto che “ci interessa”: il Vangelo di Gesù che parla alle nostre vite; la Chiesa Ambrosiana; il fratello che arriva; la società che vogliamo contribuire a costruire.
    La tappa più prossima, che impegnerà la Commissione di coordinamento del Sinodo nell’analisi e sintesi del ricco e articolato bagaglio di contributi, è quella della scrittura: ovvero, la stesura delle proposizioni che, in vista del documento sinodale, andranno sottoposte a una prima lettura (in giugno) da parte dei Consigli presbiterale e pastorale diocesani. Una tappa da affrontare con l’entusiasmo di chi vede il traguardo e con la consapevolezza di avere avuto una grande squadra a tirare la volata.

    Simona Beretta
    Commissione di Coordinamento Sinodo "Chiesa dalle Genti"
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