Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Sinodo Minore della Chiesa Ambrosiana 2018 - Chiesa dalle Genti

  1. #11
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    “Chiesa dalle genti”, le ultime due tracce per il confronto e l’ascolto

    Sono indirizzate a “Chiese e religioni” e a chi vuole contribuire singolarmente. Vanno utilizzate per la riflessione e l'elaborazione del materiale da inviare alla Commissione entro l’1 aprile

    La fase di ascolto che caratterizza in queste settimane il cammino sinodale di «Chiesa dalle genti» si arricchisce di nuovi contributi per la condivisione e l’ascolto. Alle prime sette tracce messe a disposizione dei diversi “pubblici”, infatti, si aggiungono ora le ultime due, come le altre curate dalla Commissione di coordinamento e basate sul documento preparatorio. Sono rivolte, rispettivamente, a “Chiese e religioni” e a chi desidera far avere il suo personale contributo.
    «Attendiamo il contributo dei cristiani appartenenti alle altre confessioni e delle altre religioni – si legge nel testo-guida di «Chiesa dalle genti» (pagina 40) -. Sarebbe per noi un dono prezioso che il Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano e le altre realtà ecumeniche presenti in diocesi, il Forum delle Religioni e gli altri tavoli di dialogo ci facessero giungere le loro riflessioni, le loro domande e le loro proposte circa il cammino sinodale che la Chiesa di Milano sta vivendo». Per dare corpo a questo auspicio, la Commissione di coordinamento ha predisposto una traccia specifica, da condividere con le comunità cristiane e le comunità di altre religioni che, insieme alla Chiesa ambrosiana, «animano la vita quotidiana del nostro tessuto sociale, ascoltano le sue fatiche e le sue gioie, le sue speranze e i suoi sogni, lavorano per il bene di tutti e per la costruzione della Milano del futuro».
    Sia pure in forma sintetica, la traccia riflette sul dialogo ecumenico («Attirerò tutti a me»), sul ruolo della religione nell’incontro e nel dialogo con l’altro («Tempo di meticciato per le terre ambrosiane») e sulle prospettive presenti e future, in termini sociali, culturali e religioso, della «Diocesi di Milano, Chiesa dalle genti». Ogni tema è alla base di alcune domande: le risposte costituiranno il contributo di “Chiese e religioni” al cammino sinodale.
    Otto delle nove tracce sono rivolte a realtà ecclesiali e sociali “collettive”. Ma nel desiderio di un coinvolgimento davvero globale, la Commissione ha ideato una traccia rivolta anche a chi non si riconosce in nessuno dei “pubblici” presi in considerazione, ma desidera comunque far pervenire il suo personale apporto a “Chiesa dalle genti”. «Un simile cammino – si legge infatti nella traccia – potrà avere effetto nella misura in cui saprà essere inclusivo, capace di coinvolgere nel processo di riflessione e discernimento tutti coloro che intendono lasciarsi interrogare dal processo dentro il quale siamo immersi, offrendo ciascuno il proprio contributo, alla ricerca di nuove modalità per vivere insieme la società e la Chiesa di domani». Precedute da un estratto del testo-guida, ecco quindi una serie di domande per sondare conoscenze, esperienze e reazioni in ordine al fenomeno migratorio e alla situazione di una società sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa. Al termine si chiede anche una piccola presentazione personale che possa aiutare nella valorizzazione delle risposte pervenute.
    Come le prime sette tracce, anche queste ultime due sono concepite come uno sviluppo del documento preparatorio, a cui fanno esplicito riferimento: per questo la base del confronto deve comunque essere lo studio del documento stesso. Anche i contributi e il materiale elaborato sulla base di queste due tracce va raccolto, organizzato e inviato alla Commissione di coordinamento (sinodo@diocesi.milano.it) entro l’1 aprile, domenica di Pasqua.





    fonte: www.chiesadimilano.it

  2. #12
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    Riflessioni per il Sinodo “Chiesa dalle genti”


    Con il Sinodo minore “Chiesa dalle genti” l’Arcivescovo Mario ci indica una linea interessante e provocatoria per la maturità ecclesiale della nostra fede oggi: accorgerci di come il popolo di Dio sta cambiando, acquisisce risorse e linguaggi nuovi, si sente richiamato in molti modi a vivere la fedeltà all’unico Signore della storia grazie alla molteplicità delle culture e dei popoli che abitano il mondo. Resistere al confronto e alla contaminazione reciproca sarebbe anacronistico, segno di una visione miope e impaurita della realtà.
    Il percorso sinodale ha le sue tappe ed entro fine anno produrrà un testo nuovo al quale riferirci. L’auguro per tutti noi è che la trasformazione del cuore che il Sinodo minore rilancia e accelera sia processo inarrestabile e sempre più pervasivo. Che possa continuare, anche a itinerario concluso, la riflessione sul volto della Chiesa dalle genti, perché si tratta di uno sguardo che ci fa crescere nella fede e nell’amore per la comunità.

    E’ innanzitutto stimolo a guardarci come popolo protagonista, inclusivo di tutti i battezzati e non solo di un manipolo scelto di persone impegnate, fatto di poveri e ricchi, di semplici e di culturalmente sofisticati, di giovani e di vecchi, di zelanti e di insicuri, di motivatori e di dubbiosi. Non di rado siamo restii a sentirci popolo e preferiamo “autoselezionarci” in qualche categoria più rassicurante: “noi che siamo più amici del parroco”, “noi che certi discorsi li capiamo”, oppure anche “noi che siamo schietti e non ci abbassiamo a certe pratiche popolari” o “noi che facciamo andar le mani e non ci perdiamo in parole inutili”… non è detto che sia solo il paese di provenienza a farci mettere steccati rigidi tra noi. La categoria di popolo è invece naturalmente inclusiva e varia, fatta di membrane permeabili e non di steccati.

    E’ poi stimolo a riprovare il gusto delle parole per dire la fede
    , delle melodie e dei canti per celebrare, dei gesti per condividere e comunicare in modo corale la gioia dell’appartenenza. Nel contesto umano ogni gruppo autoreferenziale che fa e condivide cose può pensare di essere particolarmente bravo nel farle, persino il migliore di tutti. Il confronto e la partecipazione ad altri contesti genera qualche volta invidia e rifiuto ma più spesso voglia di lasciarsi trasformare, di “copiare”, di essere più capaci di stare con l’altro. Il confronto, se non si inaridisce nella competizione esasperata, genera in tutti i campi un salutare miglioramento e un ritrovato entusiasmo.

    E’ richiamo a guardare con più interesse e gratitudine
    alla storia del popolo dei credenti, alle sue radici fatte di migrazioni, di confini superati e di scambi arricchenti per riuscire a fare un viaggio davvero intenso nelle profondità della coscienza interrogata dalla Parola. Nel cammino il popolo si rafforza anche quando diventa minoranza. Guardando alla storia del popolo cristiano, anche nel nostro Paese, capiamo bene di trovarci ad una nuova svolta, verso una fisionomia multiculturale che deve risvegliare nuovamente la nostra attenzione su ciò che non muta dell’identità cristiana profonda. Non può che essere un nuovo cammino di scavo verso la coscienza degli individui e del popolo più che un irrigidimento su questioni esteriori e formali.

    E’ cammino serio e trasformativo se non disdegna la concretezza
    della storia nelle sue dinamiche politiche e sociali. La presenza di persone che provengono da altri Paesi impatta inevitabilmente con la visione che abbiamo di città accogliente, di convivenza pacifica e di reale condivisione dei beni. Temi forti, spesso oggetti di contrasto politico anche a livello di enti locali, che segnano la quotidianità e il linguaggio usato nell’ordinario vivere. Osiamo credere che un volto di Chiesa locale sbilanciato sulla condivisione e sull’immediatezza dei rapporti diventi sprone per una comunità civile che sta dibattendosi a volte come un animale ferito per accettare i suoi tassi di natalità preoccupanti e di invecchiamento alti (segno che il solo popolo “italiano da generazioni” è destinato all’estinzione), o la presenza di numerosi migranti ancora incerti, che generano problematiche anche emergenziali.

    E’ proprio la Chiesa dalle genti
    che oggi ci aiuta più di tutto a non dimenticarci di essere in stato di missione, Chiesa in uscita per l’annuncio del Vangelo. Immaginiamo il popolo dei credenti in prima linea nel ribadire che chi è più povero, solo e in difficoltà, deve diventare il punto di partenza costante per camminare. Una “Chiesa in uscita” è tale quando non teme il confronto, quando cammina sulle strade e non si rinchiude in alcuni luoghi, quando diffonde a pieni polmoni un messaggio che non è riservato ad alcuni ma è per tutti senza remore.

    Credo davvero che sentirci Chiesa dalle genti
    ci possa restituire l’entusiasmo missionario degli apostoli a partire dai luoghi normali dove i cristiani vivono ogni giorno: il lavoro, la scuola, l’università, il volontariato, l’impegno educativo, il tempo libero, la politica, la famiglia, la dedizione alla società in tante forme. Aiutiamoci reciprocamente perché sia proprio così, raccontiamoci in quanti modi la consapevolezza di essere Chiesa dalle genti ci scalda il cuore e ci fa essere fieri abitanti del mondo.

    Silvia Landra, presidente Azione Cattolica ambrosiana

    Fonte
    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

  3. #13
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    RIFLESSIONE

    Pronti a ripensarci come “Chiesa dalle genti”

    Ormai al termine la fase di ascolto e consultazione del Sinodo minore, stanno per essere predisposte le tracce che guideranno il lavoro del Consiglio presbiterale e pastorale diocesano. Tutti invitati ad avanzare consigli e suggerimenti
    di monsignor Luca BRESSAN
    Vicario episcopale e Presidente della Commissione di coordinamento Sinodo “Chiesa dalle genti”

    Dopo una prima fase di ascolto capillare, il Sinodo diocesano entra ora in un momento successivo, cruciale per il suo sviluppo. È agli sgoccioli l’invio degli esiti della consultazione di base (frutto del lavoro di confronto e di ascolto fatto dalle parrocchie, dagli operatori della carità, dai preti e dal mondo della vita consacrata; ma anche da parecchie istituzioni educative, come pure da amministratori locali e dai migranti stessi), che ha fatto giungere alla Commissione centinaia di risposte. Mostreremo i numeri e la consistenza di questa fase nelle tracce di riflessione che predisporremo per il consiglio presbiterale e pastorale diocesano.
    La Commissione in queste settimane è concentrata e al lavoro per stendere le sintesi e i testi che faranno da guida al momento strettamente sinodale, vissuto dai due Consigli diocesani. Sono tante le indicazioni e i suggerimenti che ci sono giunti, come pure le indicazioni di fatiche e punti di tensione su cui lavorare. Emerge tuttavia con sempre maggiore lucidità un punto che fa da architrave al cammino che stiamo costruendo insieme: per essere all’altezza del cambiamento che la Chiesa di Milano sta vivendo non basta immaginare aggiunte o integrazioni agli stili che disegnano il nostro volto ecclesiale e la nostra vita di fede. Con più semplicità, ma anche con maggiore coraggio, occorre invece prepararci a cambiare, a ripensarci come soggetti diversi, frutto di quel “noi” che è il risultato dell’azione di attrazione che il Crocifisso risorto continua a esercitare nelle nostre vite e nella storia.
    Un simile cambiamento non avviene a tavolino e nemmeno sarà frutto soltanto di documenti e di decreti. È opera di una Chiesa che tutta insieme si lascia guidare dallo Spirito Santo; è frutto di una Chiesa che sa rimanere concentrata nella contemplazione del disegno che Dio le sta facendo realizzare dentro la storia degli uomini. Per questo motivo il lavoro delle parrocchie, il lavoro dei singoli cristiani e delle comunità non è finito: invitiamo tutti a leggere con attenzione le tracce che a breve pubblicheremo on line, per continuare a discernere assieme (passando i vari suggerimenti che vi verranno a qualche componente del Consiglio presbiterale o pastorale) come Milano può essere Chiesa dalle genti.

    PUBBLICATO GIOVEDÌ 12 APRILE 2018




    O Signore, dai a ciascuno la sua morte. La morte che è il frutto di quella vita in cui aveva amore, senso e necessità (R. M. Rilke)

  4. #14
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    “Chiesa dalle genti”: a che punto siamo

    Dopo la fase d’ascolto - che ha registrato una partecipazione ampia e capillare - è ora in atto quella della scrittura e della sintesi per arrivare alla proposta definitiva che preluda alla promulgazione delle nuove costituzioni


    Se paragonassimo il Sinodo a una corsa ciclistica, potremmo dire che, a oggi, non abbiamo ancora scollinato e il percorso da compiere ci impone un altro pezzo di salita: delle sette fasi previste dal cronoprogramma che scandisce il Sinodo ci lasciamo alle spalle avvio e fase di ascolto. Le prossime, impegnative tappe sono la scrittura, il confronto e poi ancora la sintesi, una proposta definitiva e, finalmente l’arrivo, con la promulgazione ufficiale delle nuove costituzioni.
    La fase dell’ascolto è stata ragionevolmente lunga (anche se molti avrebbero preferito scadenze più morbide per approfondire di più e meglio) e punteggiata da qualche insidia (per alcuni imputabile alla complessità delle tracce, per altri all’impalpabilità del fenomeno in certe zone della Diocesi). Tuttavia, a qualche giorno dal termine per la consegna dei contributi, riteniamo di potere dire che davvero in molti e capillarmente si sono sentiti invitati all’incontro e al confronto sul tema “Chiesa dalle genti”, pure a fronte delle difficoltà insite nell’approcciare il tema così ampio, complesso, ma certamente cogente, di un volto di Chiesa ambrosiana in cambiamento.
    La partecipazione ampia e capillare – riscontrabile dai contributi ricevuti da numerosissimi Consigli pastorali a vario livello o dalle assemblee di presbiteri, dai numerosi insegnanti di religione e dagli istituti di vita consacrata, dalle comunità di migranti cattolici (e non solo) e da singoli cittadini che si sono sentiti personalmente coinvolti – ci sembra già un dato largamente positivo, testimone del fatto che “ci interessa”: il Vangelo di Gesù che parla alle nostre vite; la Chiesa Ambrosiana; il fratello che arriva; la società che vogliamo contribuire a costruire.
    La tappa più prossima, che impegnerà la Commissione di coordinamento del Sinodo nell’analisi e sintesi del ricco e articolato bagaglio di contributi, è quella della scrittura: ovvero, la stesura delle proposizioni che, in vista del documento sinodale, andranno sottoposte a una prima lettura (in giugno) da parte dei Consigli presbiterale e pastorale diocesani. Una tappa da affrontare con l’entusiasmo di chi vede il traguardo e con la consapevolezza di avere avuto una grande squadra a tirare la volata.

    Simona Beretta
    Commissione di Coordinamento Sinodo "Chiesa dalle Genti"
    fonte

  5. #15
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    Ultima tappa prima del voto

    Sabato 8 settembre, a partire dalle 11.30 (conclusione prevista per le 13), presso il Centro pastorale di via Sant’Antonio 5 a Milano, si svolgerà l’incontro dedicato al Sinodo minore «Chiesa dalle genti» nel momento di avvio dell’anno pastorale 2018-2019. La relazione è affidata al presidente della Commissione di coordinamento, monsignor Luca Bressan, e per l’assise sono stati convocati tutti i membri del Consiglio presbiterale e del Consiglio pastorale diocesano. Sono loro, infatti, che direttamente saranno chiamati a presentare gli emendamenti al testo e a votarli il 3 novembre. Non si tratterà, quindi, di un incontro pubblico. Tuttavia l’idea è che successivamente, attraverso i media della Diocesi, si possa aiutare ognuno a cogliere il cammino che si sta percorrendo e del quale saranno protagonisti i membri dell’Assemblea del 3 novembre, con cui terminerà il Sinodo. In quella giornata l’Arcivescovo raccoglierà tutti i risultati anche del momento operativo di sabato.

    Anche se con un po' di ritardo (era stato pubblicato intorno alla metà di giugno ) riporto il link al testo completo dell'Instrumentum Laboris scaricabile dal sito diocesano




  6. #16
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    “Chiesa dalle genti”, si avvia la consultazione finale

    In una convocazione al Centro diocesano di Milano - posta significativamente nel giorno d’inizio del nuovo anno pastorale - l’assemblea sinodale comincia la riflessione e lo studio sul testo da cui scaturirà il documento da presentare all’Arcivescovo. Monsignor Bressan illustra l’appuntamento

    L’8 settembre, nel giorno d’inizio dell’Anno pastorale, si parlerà anche del Sinodo minore “Chiesa dalle Genti”, in un incontro di approfondimento e orientamento. Una scelta temporale significativa che monsignor Luca Bressan, vicario episcopale e presidente della Commissione di coordinamento del Sinodo stesso, spiega così. «Vogliamo legare il Sinodo al cammino della Chiesa ambrosiana. Tradizionalmente l’8 settembre è il momento in cui la Diocesi riprende vita. In tale contesto, come è evidente, il Sinodo ha un ruolo rilevante: per questo collocare nella mattina dell’8 settembre la convocazione dell’assemblea che poi, alla chiusura dei lavori il 3 novembre prossimo, sarà chiamata a discernere e a presentare un documento all’Arcivescovo, ha un valore simbolico, ma anche, potremmo dire, molto pratico e produttivo».

    In che senso?
    Perché con questa assise si intende aprire il grande momento di consultazione finale. Consegneremo a tutti i membri dell’Assemblea del 3 novembre il testo su cui, poi, saranno chiamati a lavorare da soli o in gruppi, ma sempre coinvolgendo il più possibile – com’è stato fatto finora -, il tessuto ecclesiale locale. I delegati si impegneranno a leggere la proposta delle Costituzioni che la Commissione di coordinamento sta ultimando, così che possano riflettere e proporre le loro osservazioni, potremmo chiamarli i loro emendamenti. Il 3 novembre si potranno votare tali emendamenti, così da arricchire, in tempi abbastanza brevi, un testo finale che davvero aiuti la Diocesi a capire come stiamo cambiando.

    Come si articolerà l’appuntamento di sabato?
    Anzitutto la convocazione, fissata in successione non solo temporale con il Pontificale solenne dell’8 settembre in Duomo presieduto dall’Arcivescovo, vuole essere un prolungamento di quella celebrazione. Vi sarà una presentazione da parte mia del testo, della sua struttura, della prospettiva e dell’intenzione su cui è giusto che i membri lavorino da qui al termine del Sinodo.

    Qual è il punto cardine di questa prospettiva?
    Sono tre i “fuochi”. Un primo legato alla forma concreta della Chiesa: il cambiamento chiede che le realtà locali, a partire dalla dimensione decanale, assumano sempre più la prospettiva del discernimento. Dunque, non siano semplicemente luoghi di esecuzione di progetti pensati altrove, ma diventino un vero contesto ecclesiale che legge come il popolo che Dio raccoglie, stia cambiando fisionomia. Sarebbe bello, per esempio, andare verso una forma più stabile dei Decanati affinché soprattutto i Consigli pastorali decanali divengano maggiormente inclusivi e capaci di coinvolgere le comunità immigrate e la Vita consacrata, valorizzando in Diocesi il loro ruolo di laboratorio e di osservatorio privilegiato dei mutamenti. La seconda prospettiva è più culturale. Il cambiamento chiede che impariamo a ridire gli elementi fondamentali della nostra fede, in un contesto sociale in rapida trasformazione come tanti segnali anche politici, stanno indicando. In un momento in cui molti sono smarriti, l’impressione è di essere soli e questo genera sofferenza. Noi dobbiamo, nei fatti, essere promotori di una cultura che aiuti a percepire il legame che ci unisce tutti come persone. Il terzo aspetto è più immediatamente pastorale: non si tratta d’inventare nuove iniziative e azioni, ma di rileggere come i cattolici che vengono da altre culture e da altri Paesi siano capaci d’innervare e, quindi, di trasformare la vita della nostra Chiesa. Basti pensare ai percorsi d’iniziazione e di educazione alla fede, alla pastorale familiare, all’attenzione per gli ultimi, alla cultura.


    Annamaria Braccini

    www.chiesadimilano.it

  7. #17
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    Bozza del Documento Finale

    Il Sito dell'Arcidiocesi di Milano pubblica la bozza completa del documento finale del Sinodo:

    link (pdf)

    Il testo verrà ora letto e studiato dal Consiglio Presbiterale e dal Consiglio Pastorale Diocesano, i quali redigeranno entro il 21 ottobre le proposte di emendamento da sottoporre all'assemblea sinodale.

    Il 3 novembre l'assemblea sinodale si riunirà per la seduta conclusiva, nella quale saranno redatte le costituizioni sinodali nella versione definitiva e approvate con la votazione finale. Le costituzioni approvate saranno poi trasmesse all'Arcivescovo per la promulgazione.

  8. #18
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    3 NOVEMBRE
    Sinodo minore, assemblea conclusiva e Pontificale di San Carlo

    I Consigli presbiterale e pastorale, riuniti dalle 9 al Centro diocesano, correggono e votano il documento finale per consegnarlo all’Arcivescovo, che poi promulgherà le nuove costituzioni. Alle 17.30 la celebrazione in Duomo, a cui tutta la comunità ambrosiana è invitata a partecipare: diretta tv, radio e web

    Sabato 3 novembre, alle 9, i membri dei Consigli presbiterale e pastorale diocesani si riuniranno in assemblea nel Salone Pio XII del Centro diocesano di Milano (via Sant’Antonio 5), sotto la presidenza dell’Arcivescovo, per emendare la bozza del documento finale del Sinodo minore «Chiesa dalle genti», sulla base della lettura e della riflessione compiute nelle scorse settimane. Al termine il testo sarà votato e consegnato all’Arcivescovo, che successivamente promulgherà le nuove costituzioni, aggiornando e sostituendo quanto stabilito dal capitolo 14 del Sinodo diocesano 47°.

    L’assemblea confluirà poi in Duomo, dove alle 17.30 l’Arcivescovo presiederà il Pontificale di San Carlo Borromeo (Vescovo che indisse i primi undici Sinodi diocesani ambrosiani), che costituirà la celebrazione conclusiva del Sinodo minore. Anche per questa particolare valenza tutta la comunità ambrosiana è invitata a partecipare. «Invito tutti, preti e diaconi, consacrati e consacrate, laici e laiche a celebrare insieme in Duomo la memoria di San Carlo – scrive in una lettera il Vicario generale monsignor Franco Agnesi -. L’anticipo della festa e l’orario scelto per la celebrazione sono stati pensati per favorire la partecipazione anche di gruppi parrocchiali, ai quali si può utilmente proporre il gesto. Sarebbe davvero bello che la chiusura del Sinodo minore potesse vedere raccolta in Duomo la “Chiesa dalle genti”: caldeggio perciò la partecipazione di quelle parrocchie che ospitano e condividono il loro cammino di fede con comunità di migranti, insieme a tutte le cappellanie degli stranieri; invito tutti quei gruppi e quelle realtà che attraverso specifiche azioni pastorali (scuole di italiano per stranieri, percorsi di ascolto e di aiuto, momenti di condivisione) aiutano la nostra Diocesi a riconoscersi sempre meglio “Chiesa dalle genti”».


    fonte: https://www.chiesadimilano.it/news/c...lo-239570.html
    «Ego quidem aqua baptizo vos. Venit autem fortior me (...):
    ipse vos baptizabit in Spiritu Sancto et igni»
    (Luc. 3,16)

  9. #19
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    Consegnato all’Arcivescovo il documento sinodale
    Con la votazione, da parte dei Delegati, del testo “Linee diocesane per la Pastorale” si è svolta, presso il Centro pastorale di Via Sant’Antonio, l’ultima Assemblea plenaria del Sinodo Minore “Chiesa dalle Genti”

    di Annamaria BRACCINI

    «Dare voce e traduzione concreta a tante aspettative, magari anche a incertezze e paure. Il passaggio dall’intuizione a un testo è necessario per evitare di restare nel vago e accontentarsi di buoni propositi. Si tratta di arrivare a una formalizzazione e, per questo, ha lavorato la Commissione di Coordinamento».

    Dice, così, l’Arcivescovo, dopo la preghiera introduttiva presso il Centro Pastorale di Via Sant’Antonio, intervenendo alla Seduta plenaria dei Delegati del Sinodo Minore “Chiesa dalle Genti” .

    È il momento nel quale, in un giorno di serrate votazioni, prima di recarsi in processione in Duomo per la Celebrazione eucaristica, i membri aventi diritto, esprimono la loro valutazione al documento. Testo presentato, in via provvisoria, il 22 settembre scorso (dopo l’avvio della III fase dell’Assise, iniziata l’8 settembre) e sul quale i Delegati hanno potuto inviare i loro emendamenti. 105 le mail pervenute come pure qualche telefonata. Il risultato sono 116 proposizioni contenute 16 pagine di “Linee diocesane per la Pastorale” che tengono conto degli intendimenti dell’Arcivescovo, indicati nella convocazione e all’inizio solenne del Sinodo, celebrato nella Basilica di Sant’Ambrogio il 14 gennaio scorso; del lavoro realizzato sulle “Tracce” di riflessione, diffuse per specifiche categorie, anche in diverse lingue e delle due Assemblee plenarie precedenti. Testo consegnato in Cattedrale durante il Pontificale di San Carlo Borromeo da lui presieduto, a monsignor Delpini che, con sue osservazioni e decisioni, promulgherà, poi, «l’autorevolezza di un testo sinodale definitivo» a integrazione del capitolo 14esimo del 47° Sinodo, vecchio di più di 20 anni e ormai superato dai mutamenti in atto.

    «Noi siamo come un’assemblea legislativa che produce qualcosa che rimane nel tempo e che chiede che le indicazioni vengano recepite e applicate», aggiunge l’Arcivescovo. «Ma questo passaggio, necessario, lo facciamo con l’invocazione allo Spirito perché non venga meno il fuoco, la passione, il desiderio che la Chiesa risplenda in mezzo agli uomini. Occorre arrivare a una formulazione il più possibile precisa, ma bisogna anche avere la custodia dell’ardore a livello personale e per le nostre comunità. Da qui possa partire un cammino per il quale il documento sia come una lampada che guida i passi, non qualcosa che è nella storia o da mettere in un archivio».

    Il riferimento è al Vangelo di Giovanni al capitolo 12. «Propiziare l’attrattiva di Gesù è compito della Chiesa cattolica dove tutti trovano la loro dimora. Il compito di oggi è tradurre la consapevolezza del mistero di Cristo in indicazioni pastorali e orientamenti operativi»..

    Con 226 aventi diritto al voto di cui 152 presenti nell’Assemblea plenaria e una media di 145 votanti effettivi, il documento è stato approvato, con percentuali di “placet” comprese tra il 85-95% per la maggior parte dei punti presi in esame. Gli emendamenti hanno portato la Commissione di Coordinamento, per alcuni di questi, a semplificazioni nella formulazione del linguaggio e a smussare l’identificazione tra Milano e la Diocesi. Interessante la riscrittura, pressoché completa, di alcune proposizioni riguardanti la Pastorale d’insieme. Tre, come ha sottolineato il presidente della Commissione e vicario episcopale monsignor Luca Bressan, i cardini sui quali verificare la positività del documento: «La sua bontà rispetto a quanto prospettato dall’Arcivescovo il giorno dell’avvio; la fedeltà al processo di discernimento prodottosi con l’ascolto emerso dalle “tracce” e nelle assemblee; la sua fruttuosità per essere sempre più Chiesa dalle genti».


    fonte: https://www.chiesadimilano.it/news/c...le-241586.html
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  10. #20
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    3 novembre 2018 Sinodo "Chiesa dalle genti": la consegna del documento finale all'Arcivescovo

    (canale Youtube ITL Editore)
    «Ego quidem aqua baptizo vos. Venit autem fortior me (...):
    ipse vos baptizabit in Spiritu Sancto et igni»
    (Luc. 3,16)

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