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Discussione: Movimento dei Focolari

  1. #61
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Focolari: al via Causa di beatificazione del laico Domenico Mangano

    Si è celebrata al Centro Mariapoli di Castelgandolfo, la Celebrazione eucaristica e la Sessione di apertura della Causa di beatificazione di Domenico Mangano. La domanda di dare inizio alla causa era stata accolta alcuni mesi fa dal vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro. La cerimonia è stata presieduta dal card. João Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, ed è stata preceduta da un momento artistico e di testimonianze animato dal Movimento dei Focolari che Mangano aveva conosciuto nel 1974.
    Domenico Mangano era nato ad Anzi, in provincia di Potenza, il 22 febbraio 1938, e si era trasferito poi a Viterbo. Conclusi gli studi vince un concorso all’Inps di Pavia e lì frequenta come studente lavoratore la Facoltà di Economia e Commercio. Ritornato a Viterbo conosce Maria Pia e si sposano il 24 agosto 1966. Nascono tre figli. Domenico vive anni di grande impegno in famiglia, al lavoro, con gli universitari, nel sindacato, nell’Azione Cattolica, nello studio. Si occupa anche di politica come amministratore pubblico a Viterbo.
    Conosce il Movimento dei Focolari aderendovi subito insieme alla moglie, Maria Pia, e impegnandosi nella branca dei Volontari di Dio, laici orientati a incarnare in tutti gli aspetti del sociale il carisma di Chiara Lubich, la fondatrice del Movimento. Di Domenico la Lubich arriverà a dire di scorgere in lui un mistico.
    Muore a Viterbo il 22 dicembre 2001. L’anno precedente gli era stato diagnosticato un tumore inguaribile. Affronta la notizia con la consapevolezza, scrive, di dover “chiudere un primo lungo capitolo della vita, ponendolo nel cuore misericordioso di Gesù, per aprire un altro, tutto nuovo”.
    Alla chiamata di Dio a donarsi, Domenico Mangano ha risposto “con prontezza, fedeltà, continuità, ma soprattutto, sempre, con assoluta libertà di coscienza”, scrive di lui l’onorevole Tommaso Sorgi alla morte dell’amico. E così lo descrive: “quel cittadino attivo e pieno di risorse, quel laico impegnato e combattivo, quel politico focoso e pungente, quel cristiano autentico e ricco di fede, che è Domenico”.


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  2. #62
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    Messaggio Papa per apertura cattedra ecumenica di Loppiano

    Il «dialogo» e l’«amicizia fraterna» tra cattolici e ortodossi sono due dei principali frutti dell’incontro, avvenuto 50 anni fa, tra il patriarca ecumenico Athenagoras e Chiara Lubich. È quanto mette in risalto Papa Francesco nel telegramma indirizzato al gran cancelliere dell’Istituto universitario Sophia, il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, in occasione dell’inaugurazione, avvenuta ieri pomeriggio, della cattedra ecumenica internazionale intitolata proprio al patriarca ortodosso e alla fondatrice del Movimento dei Focolari. Nel rallegrarsi per la «lodevole iniziativa» volta a far memoria di quell’incontro, il Pontefice auspica che l’istituto universitario di Loppiano, «seguendo il proprio carisma e aperto all’azione dello Spirito, continui a essere luogo d’incontro e di dialogo tra culture e religioni diverse».
    L’idea di una “cattedra ecumenica”, spiega un comunicato dei Focolari, nasce il 26 ottobre 2015, quando sempre l’istituto universitario Sophia ha conferito il primo dottorato honoris causa in Cultura dell’unità al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo. «Tale progetto accademico — rileva la presidente Maria Voce — rappresenta un momento importante nelle relazioni ecumeniche in atto tra le Chiese sorelle di Oriente e di Occidente e apre prospettive affascinanti per uno studio incentrato nel rispettoso dialogo, che si prospetta ancor più arricchente nel dono reciproco a livello di riflessione teologica e di una antropologia di comunione».
    La cattedra, di cui sono co-titolari il preside dell’istituto, monsignor Piero Coda, e il metropolita di Selyvria, Maximos Vgenopoulos, viene inaugurata dal metropolita ortodosso d’Italia e Malta, Gennadios Zervos, che tiene la prolusione dal titolo «Il patriarca Athenagoras e Chiara Lubich, protagonisti dell’unità». Ai presenti ha fatto giungere un messaggio il patriarca Bartolomeo, che esprime «gioia» e «commozione» per una iniziativa dedicata «all’incontro profetico fra due grandi pionieri dell’odierno movimento ecumenico».
    I rapporti di amicizia e di cooperazione con il patriarcato ecumenico risalgono al giugno 1967, quando la Lubich incontrò per la prima volta Athenagoras, che le confidò: «È una gran cosa conoscersi; siamo vissuti isolati, senza avere fratelli, senza avere sorelle, per molto secoli, come orfani! I primi dieci secoli del cristianesimo sono stati per i dogmi e per l’organizzazione della Chiesa. Nei dieci secoli seguenti abbiamo avuto gli scismi, la divisione. La terza epoca, questa, è quella dell’amore». Quell’incontro, sottolinea Bartolomeo nel messaggio, «non è stato un evento casuale» bensì è stato «opera della grazia di Dio, che ha sigillato fra il nostro patriarcato ecumenico e il movimento dei Focolari una comunione di amore cristiano, di autentica amicizia e di collaborazione fraterna, che continuano fino ai giorni nostri». Nel suo messaggio Bartolomeo rivolge anche due «paterne esortazioni» ispirate dal nome dell’istituto universitario di Loppiano e dal movimento dei Focolari. Con la prima esprime l’augurio, rivolto a docenti e studenti, di «avere sempre sophia, sapienza, la sophia di Dio e non del mondo». Il secondo auspicio, rivolto in maniera più ampia a quanti aderiscono al carisma dei focolari, è quello di «avere sempre accesa la fiamma, il fuoco della fede in Cristo, unico vero Dio, Signore e salvatore del mondo, e lo spirito di genuina comunione fraterna che caratterizzava la vostra fondatrice e Sua serva fedele Chiara».


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  3. #63
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    Papa a Loppiano: Voce (Focolari), “sorpresa e profonda gioia”

    Papa Francesco sarà a Loppiano per una visita alla cittadella del Movimento dei Focolari il 10 maggio 2018. Ad accoglierlo saranno la presidente del Movimento dei Focolari, Maria Voce, insieme al vescovo di Fiesole, mons. Mario Meini. “L’annuncio ha suscitato in me sorpresa e profonda gioia”, ha commentato a caldo Maria Voce. “È un grande onore per il Movimento dei Focolari accogliere un Papa tra di noi, in una nostra cittadella. Ma soprattutto è una spinta a intensificare l’impegno a vivere l’amore e l’unità radicati nel Vangelo. “È questo soffio di Vangelo vissuto – aggiunge – che vorremmo Papa Francesco possa trovare arrivando a Loppiano. E ora che la notizia comincia a diffondersi nelle comunità del Movimento, questa gioia e quest’impegno saranno condivisi in tutto il mondo”.
    Loppiano è la prima delle cittadelle dei Focolari, sorta nel 1964, sulle colline toscane vicino a Firenze. Attualmente conta circa 850 abitanti: uomini e donne, famiglie, giovani e ragazzi, sacerdoti e religiosi, di 65 nazioni dei cinque continenti. Più di metà degli abitanti vi risiede stabilmente mentre altri partecipano ad una delle 12 scuole internazionali che prevedono una permanenza da 6 a 18 mesi. La componente internazionale e multiculturale, che ha fatto sua la legge dell’amore scambievole, fa di Loppiano un laboratorio di convivenza tra persone diverse per età, condizione sociale, tradizione, cultura e fede religiosa.


    fonte: SIR
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  4. #64
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    L'impegno nel sociale dei Focolari a 10 anni dalla morte di Chiara Lubich
    "Chiara Lubich e la grande attrattiva del tempo presente", il titolo del Convegno oggi a Castel Gandolfo. Una carrellata di testimonianze sulla portata sociale del carisma del Movimento dei Focolari, nel decimo anniversario della morte della fondatrice


    Adriana Masotti - Città del Vaticano

    10 anni fa, esattamente il 14 marzo 2008, la scomparsa di Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari. In occasione dell’anniversario, le comunità del Movimento hanno scelto di approfondire, attraverso tante iniziative in tutto il mondo, l'aspetto più sociale del suo carisma incentrato sull'unità. Interventi e testimonianze ne faranno emergere le potenzialità in quanto ‘motore di cambiamento sociale’ e presenteranno quanto già realizzato dai Focolari in risposta a necessità di persone, gruppi e comunità.

    Centinaia le iniziative nel mondo
    Nei prossimi giorni, si terranno convegni, per fare qualche esempio, a Seul in Corea del Sud, a Goma nella Repubblica Democratica del Congo, a Chicago negli USA, e ancora a Chiang Mai in Tailandia e a Chisinau nella Repubblica di Moldavia. Numerose le iniziative in Italia. Una panoramica a 360º sul volto sociale del carisma della Lubich, con 2.000 partecipanti, nell’evento internazionale in programma questo pomeriggio, al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, Roma. Alla presenza del cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, e di molte personalità del mondo della cultura, della comunicazione, delle istituzioni.

    L'impegno nel sociale
    “La grande attrattiva del tempo presente”, il tema scelto per il Convegno. Riprende il titolo di uno scritto di Chiara Lubich stessa in cui si parla di Maria, Madre di Dio e semplice donna di casa. Perchè per Chiara la grande attrattiva del tempo presente era "penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo".
    Ma quanto l’aspetto sociale è insito nel carisma ricevuto da Chiara? "E’ un elemento presente fin dall’inizio – spiega ai nostri microfoni Gennaro Iorio, sociologo all’Università di Salerno e membro del Centro Studi Scuola Abbà del Movimento dei Focolari – da quando Chiara e le sue prime compagne volevano risolvere il problema sociale della loro città Trento. Tutto nasce infatti dalla scoperta di Chiara dell’amore al cuore del Vangelo”.

    L'attenzione all'inculturazione delle opere
    Oggi iniziative sono sorte un po’ in tutto il mondo, con le caratteristiche proprie di ogni regione e cultura. Al centro del carisma di Chiara è infatti la fraternità, l'unità della famiglia umana, ma l'inculturazione è sempre stata una dimensione importante. Gennaro Iorio racconta ad esempio di quando alcuni membri del Movimento, negli anni ’60, sono andati a Fontem in Africa in soccorso ad una tribù in via di estinzione per l’alta mortalità infantile e si sono trovati a fare i conti con un’altra cultura. Così sono cambiati i loro progetti iniziali perché fossero realmente graditi a quella popolazione.

    Per Maria Voce, presidente dei Focolari, il Movimento deve farsi sempre più strumento per la costruzione dell’unità della famiglia umana, tenendo conto che" il carisma che Dio ha dato a Chiara non ha soltanto aspetti spirituali ma anche dottrinali, sociali, politici, aspetti che possono influire in tutti i campi”.

    I poveri, una risorsa per loro riscatto
    Tante sono le realtà associative in ambito ecclesiale e civile che si occupano delle necessità dei più poveri, degli ultimi. Il sociologo Iorio spiega la specificità di ciò che viene fatto dal Movimento dei Focolari dicendo che l’elemento peculiare è, come nel caso dell’Economia di Comunione lanciata dalla Lubich dopo un suo viaggio in Brasile, il vedere nei poveri non i meri destinatari dell’aiuto, ma la risorsa stessa che può produrre la loro uscita dall'emarginazione. Senza dimenticare l'approccio mariano che i membri del Movimento sono chiamati a vivere e che significa concretezza, accoglienza dell'altro e apertura al dialogo con tutti.


    fonte: Vatican News
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  5. #65
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    Gesuiti contro focolarini. La beatificazione di Chiara Lubich in forse


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    Da quando alla testa della congregazione vaticana delle cause dei santi c’è il cardinale Giovanni Angelo Becciu, focolarino d’antica data, va crescendo l’opinione che la beatificazione di Chiara Lubich, che del movimento dei Focolari è stata fondatrice e capo fino alla sua morte nel 2008, diventerà presto realtà.
    O forse no. Perché gli oppositori alla sua beatificazione non sono da sottovalutare. E hanno nella Compagnia di Gesù, la stessa a cui appartiene papa Francesco, le loro personalità di punta, tra le quali un cardinale di prima grandezza e di rilevante influenza anche “post mortem”, quasi coetaneo della Lubich, come Carlo Maria Martini.
    È un gesuita, ad esempio, Jean-Marie Hennaux, professore della facoltà di teologia della Compagnia di Gesù a Bruxelles, l’autore della più tagliente critica finora pubblicata del pensiero teologico di Chiara Lubich, che egli vede condensato in questo inquietante esordio di un suo dattiloscritto del 1950:
    “Ogni anima dei Focolari ha da essere una mia espressione e null’altro. La mia Parola contiene tutte quelle delle focolarine e focolarini. Io li sintetizzo tutti. Quando io appaio così dunque devono lasciarsi generare da me, comunicarsi con me. Anch’io, come Gesù, debbo dir loro: “E chi mangia la mia carne…”.
    Nel dicembre del 2014 padre Hennaux consegnò la sua stroncatura della teologia della Lubich al vescovo di Frascati Raffaello Martinelli, che gliel’aveva richiesta poco prima di aprire ufficialmente la causa di beatificazione della fondatrice dei Focolari, il 27 gennaio 2015, nella cattedrale della diocesi adiacente a Roma in cui si trova la casa generalizia del movimento.
    E oggi l’analisi di padre Hennaux è a disposizione di chiunque la voglia leggere, all’interno di un volume a più voci pubblicato nel 2017 e molto critico delle “derive settarie” non solo dei Focolari ma anche di altri movimenti come Opus Dei, Legionari di Cristo e neocatecumenali: un volume anch’esso ideato in un cenacolo della Compagnia di Gesù, il centro di formazione belga “La Pairelle”, animato dal gesuita Benoît Malvaux, teologo e canonista, già presidente di “Lumen Vitae” e oggi a Roma come procuratore generale della Compagnia.
    Il volume, edito da Mols, è diffuso sia in francese sia – come ebook – in italiano e ha per titolo “Dall’abuso alla libertà. Derive settarie all’interno della Chiesa. Testimonianze e riflessioni”.
    A tirare le fila di tutto, nella fase preparatoria del libro, è stata l’italiana Renata Patti, entrata nel movimento dei Focolari all’età di 10 anni e uscitane a 50, per 22 anni con incarichi nelle istituzioni europee di Bruxelles e infine allieva della facoltà teologica della Compagnia di Gesù in Belgio.
    Renata Patti ha affidato a un lungo memoriale, reso pubblico nel 2012 con la sua firma, la sua vicenda all’interno del movimento dei Focolari, fino alla sua uscita, con in più degli interessanti allegati, tra cui il sopra citato dattiloscritto del 1950 di Chiara Lubich.
    Ma nel libro fa colpo soprattutto il capitolo nel quale essa racconta i suoi due incontri con il cardinale Martini nel suo ultimo anno di vita, il 2012. Due incontri della durata di 50 minuti ciascuno.
    Nel primo di essi lo spunto della conversazione è un libro del 2007 del francese Olivier Le Gendre, “Confession d’un cardinal”, tradotto in più lingue, che raccoglie le confidenze di un porporato di cui è taciuto il nome ma che Martini dice di immaginare, oltre a condividerne il pensiero.
    Un pensiero che è, appunto, molto critico delle “derive settarie” dei movimenti. Con Martini che commenta: “Giovanni Paolo II ha esagerato con i movimenti… E poi il vescovo del mondo non esiste, è il vescovo di Roma che esiste… La Chiesa non ha mai avuto un’opinione netta: un po’ con i movimenti e un po’ no. Ma la Chiesa non ha la forza…”.
    Patti: “Ma allora, eminenza, bisogna davvero piangere sulla nostra Chiesa…”
    Martini: “No. Questo passerà, passerà!”.
    Patti: “Passerà? E Benedetto XVI?”.
    Martini: “Anche lui passerà. L’ho visto in aprile [del 2011]. Ho visto un uomo vecchio e stanco. Spero che presto si dimetta. Così la faremo finita con il segretario di Stato e la segreteria di Stato”.
    Patti: “E dopo, eminenza?”.
    Martini: “Dopo ci sarà un conclave che sceglierà. Magari [Angelo] Scola”.
    Patti: “Mi sembra che Scola sia legato a un movimento”.
    Martini: “Sì, Comunione e liberazione. L’ha lasciata, ma nel suo cuore vi è sempre rimasto”.
    Così nell’incontro del 7 gennaio 2012. E in quello del successivo 12 marzo il colloquio prende spunto dal memoriale di Renata Patti, che il cardinale ha letto e dice: “Non sapevo che il movimento dei Focolari fosse così rigido, un po’ come l’Opus Dei”.
    Patti: “Eminenza, queste cose non si sanno, sono troppo tenute nascoste… Chiara [Lubich] ha sempre voluto fare bella figura con la gerarchia”.
    Martini: “Ma il papa deve saperlo! É vero che ci sono membri femminili dei Focolari in tutte le segreterie dei dicasteri del Vaticano e anche la famiglia del papa conta due donne laiche membri di Comunione e liberazione. Nelle ambasciate vaticane, nelle nunziature, vi sono membri femminili dei Focolari, al papa non ci si arriva mai. Ma io, l’anno scorso, sono riuscito ad avere dei contatti diretti con lui due volte. Scriverò una lettera al papa, a proposito dei movimenti!”.
    Patti: “Eminenza, lei mi procura una gioia immensa!”.
    Martini: “Sì, ma non lo farò da solo: in aprile con qualche vescovo andremo in Svizzera – così anche loro saranno più liberi –, rifletteremo sui movimenti e scriveremo al papa!”.
    Effettivamente Martini si sarebbe recato in Svizzera, in aprile, ma senza realizzare il proposito della lettera. In compenso, al termine di questo colloquio il cardinale è informato del libro a più voci che sta prendendo forma e ne incoraggia vivamente la pubblicazione. E in effetti, il suo segretario personale, don Damiano Modena, si recherà due volte in Belgio alle riunioni preparatorie e figurerà tra gli autori del volume.
    Oggi Martini non c’è più. Ma è papa il suo confratello gesuita Jorge Mario Bergoglio. Il quale ha sì due cardinali focolarini, l’italiano Becciu e il brasiliano João Braz de Aviz, a capo dei dicasteri rispettivamente delle cause dei santi e per gli istituti di vita consacrata. Ma, da gesuita, non è escluso che condivida le riserve esplicitate sull’autorevole “La Civiltà Cattolica”, nel 2005, dall’altro suo confratello Giuseppe De Rosa, con una punta di veleno proprio contro i vescovi – e cardinali – che sposano il movimento dei Focolari:
    “Crea perplessità il fatto che i sacerdoti e, soprattutto, i vescovi diventino 'amici' del movimento, perché dinanzi ai loro fedeli i vescovi e i sacerdoti non devono essere, e neppure apparire, di parte, cioè favorevoli a un movimento ecclesiale piuttosto che ad altri… fino a privilegiarlo rispetto alle altre componenti ecclesiali, ritenendolo l'unico spiritualmente e pastoralmente valido”.

  6. #66
    Fedelissimo di CR L'avatar di S.Stefano
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    Da quando alla testa della congregazione vaticana delle cause dei santi c’è il cardinale Giovanni Angelo Becciu, focolarino d’antica data, va crescendo l’opinione che la beatificazione di Chiara Lubich, che del movimento dei Focolari è stata fondatrice e capo fino alla sua morte nel 2008, diventerà presto realtà.
    O forse no. Perché gli oppositori alla sua beatificazione non sono da sottovalutare. E hanno nella Compagnia di Gesù, la stessa a cui appartiene papa Francesco, le loro personalità di punta, tra le quali un cardinale di prima grandezza e di rilevante influenza anche “post mortem”, quasi coetaneo della Lubich, come Carlo Maria Martini.
    È un gesuita, ad esempio, Jean-Marie Hennaux, professore della facoltà di teologia della Compagnia di Gesù a Bruxelles, l’autore della più tagliente critica finora pubblicata del pensiero teologico di Chiara Lubich, che egli vede condensato in questo inquietante esordio di un suo dattiloscritto del 1950:
    “Ogni anima dei Focolari ha da essere una mia espressione e null’altro. La mia Parola contiene tutte quelle delle focolarine e focolarini. Io li sintetizzo tutti. Quando io appaio così dunque devono lasciarsi generare da me, comunicarsi con me. Anch’io, come Gesù, debbo dir loro: “E chi mangia la mia carne…”.
    Nel dicembre del 2014 padre Hennaux consegnò la sua stroncatura della teologia della Lubich al vescovo di Frascati Raffaello Martinelli, che gliel’aveva richiesta poco prima di aprire ufficialmente la causa di beatificazione della fondatrice dei Focolari, il 27 gennaio 2015, nella cattedrale della diocesi adiacente a Roma in cui si trova la casa generalizia del movimento.
    E oggi l’analisi di padre Hennaux è a disposizione di chiunque la voglia leggere, all’interno di un volume a più voci pubblicato nel 2017 e molto critico delle “derive settarie” non solo dei Focolari ma anche di altri movimenti come Opus Dei, Legionari di Cristo e neocatecumenali: un volume anch’esso ideato in un cenacolo della Compagnia di Gesù, il centro di formazione belga “La Pairelle”, animato dal gesuita Benoît Malvaux, teologo e canonista, già presidente di “Lumen Vitae” e oggi a Roma come procuratore generale della Compagnia.
    Il volume, edito da Mols, è diffuso sia in francese sia – come ebook – in italiano e ha per titolo “Dall’abuso alla libertà. Derive settarie all’interno della Chiesa. Testimonianze e riflessioni”.
    A tirare le fila di tutto, nella fase preparatoria del libro, è stata l’italiana Renata Patti, entrata nel movimento dei Focolari all’età di 10 anni e uscitane a 50, per 22 anni con incarichi nelle istituzioni europee di Bruxelles e infine allieva della facoltà teologica della Compagnia di Gesù in Belgio.
    Renata Patti ha affidato a un lungo memoriale, reso pubblico nel 2012 con la sua firma, la sua vicenda all’interno del movimento dei Focolari, fino alla sua uscita, con in più degli interessanti allegati, tra cui il sopra citato dattiloscritto del 1950 di Chiara Lubich.
    Ma nel libro fa colpo soprattutto il capitolo nel quale essa racconta i suoi due incontri con il cardinale Martini nel suo ultimo anno di vita, il 2012. Due incontri della durata di 50 minuti ciascuno.
    Nel primo di essi lo spunto della conversazione è un libro del 2007 del francese Olivier Le Gendre, “Confession d’un cardinal”, tradotto in più lingue, che raccoglie le confidenze di un porporato di cui è taciuto il nome ma che Martini dice di immaginare, oltre a condividerne il pensiero.
    Un pensiero che è, appunto, molto critico delle “derive settarie” dei movimenti. Con Martini che commenta: “Giovanni Paolo II ha esagerato con i movimenti… E poi il vescovo del mondo non esiste, è il vescovo di Roma che esiste… La Chiesa non ha mai avuto un’opinione netta: un po’ con i movimenti e un po’ no. Ma la Chiesa non ha la forza…”.
    Patti: “Ma allora, eminenza, bisogna davvero piangere sulla nostra Chiesa…”
    Martini: “No. Questo passerà, passerà!”.
    Patti: “Passerà? E Benedetto XVI?”.
    Martini: “Anche lui passerà. L’ho visto in aprile [del 2011]. Ho visto un uomo vecchio e stanco. Spero che presto si dimetta. Così la faremo finita con il segretario di Stato e la segreteria di Stato”.
    Patti: “E dopo, eminenza?”.
    Martini: “Dopo ci sarà un conclave che sceglierà. Magari [Angelo] Scola”.
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    Martini: “Sì, Comunione e liberazione. L’ha lasciata, ma nel suo cuore vi è sempre rimasto”.
    Così nell’incontro del 7 gennaio 2012. E in quello del successivo 12 marzo il colloquio prende spunto dal memoriale di Renata Patti, che il cardinale ha letto e dice: “Non sapevo che il movimento dei Focolari fosse così rigido, un po’ come l’Opus Dei”.
    Patti: “Eminenza, queste cose non si sanno, sono troppo tenute nascoste… Chiara [Lubich] ha sempre voluto fare bella figura con la gerarchia”.
    Martini: “Ma il papa deve saperlo! É vero che ci sono membri femminili dei Focolari in tutte le segreterie dei dicasteri del Vaticano e anche la famiglia del papa conta due donne laiche membri di Comunione e liberazione. Nelle ambasciate vaticane, nelle nunziature, vi sono membri femminili dei Focolari, al papa non ci si arriva mai. Ma io, l’anno scorso, sono riuscito ad avere dei contatti diretti con lui due volte. Scriverò una lettera al papa, a proposito dei movimenti!”.
    Patti: “Eminenza, lei mi procura una gioia immensa!”.
    Martini: “Sì, ma non lo farò da solo: in aprile con qualche vescovo andremo in Svizzera – così anche loro saranno più liberi –, rifletteremo sui movimenti e scriveremo al papa!”.
    Effettivamente Martini si sarebbe recato in Svizzera, in aprile, ma senza realizzare il proposito della lettera. In compenso, al termine di questo colloquio il cardinale è informato del libro a più voci che sta prendendo forma e ne incoraggia vivamente la pubblicazione. E in effetti, il suo segretario personale, don Damiano Modena, si recherà due volte in Belgio alle riunioni preparatorie e figurerà tra gli autori del volume.
    Oggi Martini non c’è più. Ma è papa il suo confratello gesuita Jorge Mario Bergoglio. Il quale ha sì due cardinali focolarini, l’italiano Becciu e il brasiliano João Braz de Aviz, a capo dei dicasteri rispettivamente delle cause dei santi e per gli istituti di vita consacrata. Ma, da gesuita, non è escluso che condivida le riserve esplicitate sull’autorevole “La Civiltà Cattolica”, nel 2005, dall’altro suo confratello Giuseppe De Rosa, con una punta di veleno proprio contro i vescovi – e cardinali – che sposano il movimento dei Focolari:
    “Crea perplessità il fatto che i sacerdoti e, soprattutto, i vescovi diventino 'amici' del movimento, perché dinanzi ai loro fedeli i vescovi e i sacerdoti non devono essere, e neppure apparire, di parte, cioè favorevoli a un movimento ecclesiale piuttosto che ad altri… fino a privilegiarlo rispetto alle altre componenti ecclesiali, ritenendolo l'unico spiritualmente e pastoralmente valido”.
    Al di là di ogni valutazione di merito che preferisco evitare, non è certo una sorpresa che il Cardinal Martini abbia sempre avuto un rapporto diciamo "burrascoso" con le varie realtà ecclesiali post-conciliari.
    Andate in tutto il mondo ad annunziare il Vangelo.

  7. #67
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    Citazione Originariamente Scritto da S.Stefano Visualizza Messaggio
    Al di là di ogni valutazione di merito che preferisco evitare, non è certo una sorpresa che il Cardinal Martini abbia sempre avuto un rapporto diciamo "burrascoso" con le varie realtà ecclesiali post-conciliari.
    Strano, per un "conciliarista" come lui avrei pensato il contrario.
    Ut unum sint. Giovanni 17;21

  8. #68
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    Come con qualsiasi personaggio pubblico di rilievo, bisogna sempre distinguere tra la "vulgata" mediatica e la realtà (tanto per fare un esempio, benché off topic, il Card. Martini una volta in riferimento a chi lo dipingeva come "di sinistra" rispose che l'unica cosa rossa che appartenesse era l'abito cardinalizio).

    Per quanto riguarda i giudizi sui vari movimenti ecclesiali, non è certo una novità che all'interno della Chiesa vi siano giudizi contrastanti sull'uno o sull'altro movimento. Del resto, l'approvazione pontificia data al singolo movimento non implica che tutti i cristiani debbano per forza aderire ad esso o che chi lo critica debba essere eretico o eterodosso.
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  9. #69
    Fedelissimo di CR L'avatar di S.Stefano
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
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    Per quanto riguarda i giudizi sui vari movimenti ecclesiali, non è certo una novità che all'interno della Chiesa vi siano giudizi contrastanti sull'uno o sull'altro movimento. Del resto, l'approvazione pontificia data al singolo movimento non implica che tutti i cristiani debbano per forza aderire ad esso o che chi lo critica debba essere eretico o eterodosso.
    Questo è ovvio. Però è anche vero che il Cardinal Martini aveva una certa "intolleranza" verso i vari movimenti in generale. Non entro nel merito, avrà avuto o credeva di avere le sue buone ragioni. È comunque un dato di fatto.
    Andate in tutto il mondo ad annunziare il Vangelo.

  10. #70
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Intolleranza forse è un termine un po' esagerato; diciamo che il Card. Martini puntava più sulla "diocesanità" che sul particolarismo nel quale rischiano di cadere gli aderenti ad alcuni movimenti. Questo causò certamente incomprensioni con i movimenti, come egli stesso riconobbe in un passaggio della sua ultima lettera pastorale da Arcivescovo di Milano, pubblicata il 15 agosto 2001, poco meno di un anno prima dell'accettazione della rinuncia all'incarico:
    Chiedo perdono ai gruppi, alle associazioni e ai movimenti che si fossero sentiti poco valorizzati o sostenuti da me. Ho sempre goduto di fronte a testimonianze autentiche di vangelo vissuto, dovunque si trovassero, ma ho avuto anche difficoltà nel comprendere alcune logiche che mi sembravano particolaristiche e autoreferenziali. Ho sognato che parrocchie e movimenti potessero unire le energie, riconoscendo ciascuno i propri doni e uscendo dai particolarismi, ma il cammino appare ancora lungo. Come Vescovo ho sentito una istintiva preferenza per la centralità della pastorale diocesana e parrocchiale. L’onestà dell’intenzione non basta certo a soddisfare chi ritenesse di essere stato poco curato o amato: per questo chiedo perdono, e affido alla misericordia di Dio la maturazione dei semi di bene lanciati nel dialogo che mi pare di avere sempre cercato.
    Factum est verbum Dei super Ioannem Zachariae filium in deserto.
    Et venit in omnem regionem circa Iordanem praedicans baptismum paenitentiae.
    (Luc. 3,2-3)

  11. 2 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Gerensis (10-11-2018), S.Stefano (12-11-2018)

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