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Discussione: Cristiani in Cina: il cristianesimo nella Repubblica Popolare Cinese

  1. #411
    Gran CierRino
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    Sequestrato mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo (sotterraneo) di Wenzhou

    Bernardo Cervellera

    La pubblica sicurezza non comunica il luogo in cui è stato portato. Ma hanno permesso ai fedeli di consegnare alcuni vestiti per il loro pastore. Il vescovo non potrà celebrare Pasqua coi suoi fedeli. Pressioni sul prelato per farlo aderire all’Associazione patriottica. Un destino simile a quello di mons. Guo Xijin. Pressioni anche sulla Santa Sede.

    Roma (AsiaNews) – Il vescovo di Wenzhou (Zhejiang), mons. Pietro Shao Zhumin è stato sequestrato dalla polizia e portato in un luogo sconosciuto. Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio. Membri della pubblica sicurezza hanno però permesso ai fedeli di portare loro alcuni vestiti per consegnarli al prelato, un segno che il suo sequestro sarà lungo.
    Mons. Shao è un vescovo della Chiesa sotterranea, riconosciuto dalla Santa Sede come vescovo ordinario della diocesi, dopo la morte del predecessore, mons. Vincenzo Zhu Weifang, avvenuta il 7 settembre scorso.
    Il sequestro di mons. Shao avviene a poche ore dall’inizio del Triduo pasquale. Secondo un sacerdote la sparizione del vescovo avviene proprio per non fargli celebrare i riti pasquali nella sua carica non riconosciuta dal governo.
    Il fatto ricorda da vicino quanto è successo nei giorni scorsi a un altro vescovo, mons. Vincenzo Guo Xijin, anch’egli membro della Chiesa sotterranea, ma riconosciuto dalla Santa Sede quale vescovo ordinario di Mindong (Fujian).
    È molto probabile che queste sparizioni forzate abbiano come scopo di ricattare i due prelati per convincerli ad iscriversi all’Associazione patriottica (Ap), l’organismo del Partito che ha di mira la costruzione di una Chiesa indipendente.
    Nei dialoghi che la Cina conduce con la Santa Sede per un accordo sulle nomine episcopali, i membri dell’Ap esigono di continuo che tutti i vescovi siano iscritti all’Ap, escludendo quindi i vescovi sotterranei, che rifiutano l’iscrizione e sono considerati da essi come “inaffidabili”.
    Le situazioni di Wenzhou e di Mindong rappresentano una pericolosa eccezione, che il ministero degli Affari religiosi cerca di eliminare.
    Secondo alcuni esperti, il loro sequestro e il costringere i due vescovi a “studiare e imparare” è anche una pressione indebita sulla Santa Sede, perché avalli le condizioni dell’accordo volute da Pechino, in cui solo vescovi nominati in modo autonomo e iscritti all’Ap possono esercitare il ministero.
    Una situazione molto simile è quella di mons. Taddeo Ma Daqin, vescovo di Shanghai, messo agli arresti domiciliari dal giorno della sua ordinazione per essersi dimesso dall’Ap. In seguito, mons. Ma pare aver ritrattato le sue posizioni, esprimendo apprezzamenti per l’Ap, ma egli continua ad essere mantenuto in isolamento.
    Mons. Pietro Shao Zhumin, 54 anni, è vescovo dal 2007. La diocesi di Wenzhou ha un passato di forte divisione fra le comunità cristiane ufficiale e sotterranea. Si calcola che vi siano circa 100mila fedeli nella comunità ufficiale e più di 50mila in quella non ufficiale; i sacerdoti sono equamente distribuiti fra i due rami e in tutto sono circa 70. Negli anni recenti, la Santa Sede ha cercato di riconciliare le comunità nominando mons. Zhu come vescovo ordinario e mons. Shao come vescovo con diritto di successione. Ma, a detta dei fedeli, che pure amano e rispettano mons. Shao, “il governo locale fa di tutto per tenerci divisi”. Mons. Shao ha subito spesso la prigionia a causa della sua fede. Anche in occasione dei funerali del suo predecessore egli è stato sequestrato e impossibilitato a presiedere i funerali.


    http://www.asianews.it/notizie-it/Se...hou-40473.html


  2. Il seguente utente ringrazia cisnusculum per questo messaggio:

    Pikachu (14-04-2017)

  3. #412
    Gran CierRino
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    La vittoria dell’Associazione Patriottica: il vescovo illecito Zhan Silu concelebra con mons. Ma Daqin di Shanghai

    Bernardo Cervellera

    Zhan Silu è stato ordinato nel 2000. Ma Daqin, ancora agli arresti domiciliari, ma ha potuto “visitare la diocesi di Mindong”, dove è scomparso nelle mani della polizia il vescovo ordinario, mons. Guo Xijin. Nella cerimonia, Ma Daqin è stato chiamato “vescovo” e non più “padre” come in precedenza. L’Associazione patriottica padrona incontrastata della Chiesa in Cina. “Una presa in giro per il Vaticano”. L’Ap tenta di distruggere i dialoghi fra S. Sede e governo.


    Roma (AsiaNews) – “È una grossa notizia, ma di grande tristezza”; “Il Vaticano è stato ancora preso in giro dall’Associazione patriottica”: sono i primi commenti a caldo sulla notizia che sta girando sul web in queste ore, con una serie di foto: il vescovo illecito Vincenzo Zhan Silu di Mindong ha concelebrato stamane la sua messa di Pasqua con mons. Taddeo Ma Daqin, vescovo di Shanghai, insieme con due sacerdoti.
    La notizia sta nel fatto che Zhan Silu è un vescovo illecito – auto-ordinato nel 2000 e insediatosi nel 2006 – che attende ancora la riconciliazione con la Santa Sede. Intanto la sua carriera lo ha portato ad essere vice-presidente del Consiglio dei vescovi cinesi all’Assemblea dei rappresentanti cattolici cinesi dello scorso dicembre.
    Taddeo Ma Daqin, ordinato vescovo con l’accordo di Santa Sede e governo nel 2012, è stato messo agli arresti domiciliari subito dopo per essersi dimesso dall’Associazione Patriottica (Ap). In seguito egli sembra aver ritrattato la sua posizione pubblicando diversi articoli a favore dell’Ap. Per questo, pur essendo ancora confinato in isolamento nel seminario di Sheshan, ha potuto partecipare ad alcuni incontri, ma è sempre stato presentato come “padre Ma”, e non come vescovo.
    Questa volta, alla concelebrazione a Mindong, egli è stato presentato ai fedeli come “il vescovo Ma Daqin”, in visita alla diocesi di Mindong. La gente lo ha accolto con un lungo applauso.
    È importante ricordare che proprio nei giorni prima della Pasqua, il vescovo ordinario di Mindong, mons. Vincenzo Guo Xijin, appartenente alla comunità sotterranea, è stato sequestrato dalla pubblica sicurezza per costringerlo a “istruirsi e studiare”. Egli è riconosciuto dalla Santa Sede e non dal governo.
    È molto probabile che mons. Guo sia stato sequestrato perché egli si deve essere opposto alla concelebrazione, che avrebbe messo insieme Zhan, Ma e Guo. In effetti, la direttiva dell’Ap, ripetuta tante volte, è che l’Ap (e il ministero degli affari religiosi) a decidere chi sono i vescovi “validi”, non il Vaticano. Per questo l’Ap continua a procedere mescolando nelle celebrazioni vescovi leciti ed illeciti, scomunicati e in comunione col papa, come è avvenuto nelle ultime ordinazioni episcopali di Chengdu e a Xichang.
    Quanto alla “presa in giro” del Vaticano”, va detto che – come ha spiegato il card. John Tong in un suo articolo – la Santa Sede sta cercando la via per un accordo sulle nomine dei vescovi, ma la riconciliazione coi vescovi illeciti avviene secondo modalità interne alla Santa Sede e secondo il diritto canonico. Ma a quanto pare, l’Ap se ne infischia del diritto canonico e dell’obbedienza al papa. E a noi pare che se ne infischi anche dei dialoghi fra governo e Santa Sede. Queste mosse vogliono infatti scuotere i dialoghi e farli precipitare mettendo tutti, governo cinese e Santa Sede, davanti a fatti compiuti: la celebrazione del suo potere sulla Chiesa e sui vescovi.

    http://www.asianews.it/notizie-it/La...hai-40490.html

  4. #413
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    Citazione Originariamente Scritto da cisnusculum Visualizza Messaggio
    Zhan Silu è un vescovo illecito – auto-ordinato nel 2000 e insediatosi nel 2006
    Perdonate la pignoleria ma.... cosa significa che si è "auto-ordinato"? Come diavolo fa un Vescovo ad "auto-ordinarsi"?

  5. #414
    Gran CierRino
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    Citazione Originariamente Scritto da Carbonate Visualizza Messaggio
    Come diavolo fa un Vescovo ad "auto-ordinarsi"?
    Direi che "diavolo" è proprio la risposta più pertinente alla tua domanda.
    Comunque questo pseudovescovo ha capito che per far carriera gli conveniva diventare vescovo ufficiale e ha deciso di farsi ordinare vescovo in una ordinazione illecita del 2000 assieme ad altri tre vescovi nominati dal regime. Dato che anche lui era (ed è) molto legato al partito, nessuno osò impedirgli di "aggiungersi" agli ordinandi. Con la differenza che gli altri tre erano stati nominati, seppur illecitamente, a capo di tre diocesi, mentre questo non aveva nessun titolo e ha passato sei anni in un lussuoso ufficio del palazzo dell'Associazione Patriottica. Quando i suoi tre compari si sono riconciliati col Papa e lui no, ha perso la pazienza e ha deciso di prendere possesso da solo di una diocesi che si era da poco resa vacante. Si è quindi presentato in cattedrale e ha annunciato che da quel momento lui diventava vescovo della diocesi in attesa che il Papa si ravvedesse e perdonasse anche lui. Cosa che ovviamente non è mai avvenuta (e ci si augura non avvenga mai).
    Queste sono le (non isolate come si può leggere in questa discussione) tristi vicende su cui molti vorrebbero che si chiudessero tutti e due gli occhi pur di fare un accordo col regime cinese.
    Comunque, per limitarsi alla tua curiosità tecnica, un vescovo che gli ha imposto le mani questo l'ha trovato. Ci sono stati però altri casi di vescovi che si sono proprio auto ordinati nel senso che si sono messi la mitra e l'anello e hanno detto che erano diventati vescovi, senza nessun vescovo o pseudotale ordinante. Ovviamente questo ordinazioni non sono nemmeno illecite; semplicemente non sono.

  6. 3 utenti ringraziano per questo messaggio:

    Carbonate (17-04-2017), Pikachu (16-04-2017), TGC (17-04-2017)

  7. #415
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    Si è spento il vescovo cinese Wang Chongyi

    Il 20 aprile scorso è deceduto mons. Andrea Aniceto Wang Chongyi, arcivescovo emerito di Guiyang, nella provincia di Guizhou. Aveva 97 anni ed era uno dei vescovi più anziani della Cina Continentale.

    Il presule era nato il 26 ottobre 1919 nel villaggio di Huangguoshu, distretto di Zhenning nel Guizhou, da una famiglia di tradizione cattolica. A 13 anni entra nel Seminario minore di Guiyang. Successivamente passa al Seminario intermedio “San Paolo” e poi a quello maggiore “San Pietro”. Ordinato sacerdote il 24 ottobre 1949, è nominato parroco di Meitan e di Zunyi. Durante la rivoluzione culturale è arrestato e costretto ai lavori forzati nel villaggio di Zhenning per nove anni. Nel 1979 torna nella parrocchia di Zunyi e nel 1981 viene nominato parroco della chiesa nord di Guiyang.

    Il 4 dicembre 1988 è ordinato vescovo di Guiyang. Con zelo apostolico ha guidato il Popolo di Dio affidatogli. Pastore generoso, preparava con cura gli impegni pastorali. È ricordato anche per la sua gentilezza e la grande cortesia umana. L’8 settembre 2014 aveva rassegnato le dimissioni dall’ufficio episcopale, accolte da Papa Francesco il 4 marzo 2015. Aveva lasciato la guida dell’Arcidiocesi al suo coadiutore, mons. Paolo Xiao Zejiang, da lui stesso consacrato l’8 settembre 2007.

    L’arcidiocesi di Guiyang conta attualmente 23 sacerdoti e oltre 40 religiose; i fedeli sono circa 100.000, compresi i numerosi appartenenti a minoranze etniche. I funerali sono stati celebrati il 22 aprile nella cattedrale di Guiyang.


    fonte: Radio Vaticana
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  8. #416
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    24 maggio, Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

    Ricorre oggi la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina. "Preghiamo con i cattolici in Cina, affidiamoci a Maria, per avere la grazia di sopportare con pazienza e vincere le difficoltà con l’amore", così in un tweet Papa Francesco che ha ricordato la Giornata anche all’udienza generale. Oggi - ha detto - nel giorno della Madonna di Sheshan, protettrice della Cina, vorrei salutare specialmente i pellegrini di Hong Kong. Già domenica scorsa al Regina Coeli, Francesco aveva annunciato: “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria ‘Aiuto dei Cristiani’, venerata nel Santuario di Sheshan a Shanghai”. Il servizio di Adriana Masotti:

    E’ un appuntamento che da 10 anni ricorre ogni 24 maggio e a lanciare l’iniziativa è stato Benedetto XVI nella sua Lettera ai cattolici cinesi del 2007. Francesco, domenica, ai fedeli della Cina ha detto: “Alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e poi ancora: “Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società”. Al nostro microfono padre Angelo Lazzarotto, missionario del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) e sinologo:

    “Papa Benedetto, dieci anni fa, scrisse la famosa Lettera ai cattolici di Cina e poi l’anno dopo compose addirittura una preghiera che si concludeva così: 'Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina, tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare'. E Papa Francesco domenica scorsa ha ricordato proprio questo impegno: offrire un contributo personale per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Questo accenno di Papa Francesco all’armonia dell’’intera società cinese è un richiamo molto tempestivo e molto importante, perché sappiamo quanto difficile sia il dialogo tra la Santa Sede e la Cina. Ecco, io credo che sia importante, come diceva sia Papa Benedetto sia ora Papa Francesco, che tutta la Chiesa si unisca ai cattolici cinesi in questo impegno di chiedere a Maria l’aiuto sia per poter ottenere che i fedeli in Cina vivano la loro fede integralmente, sia che possano contribuire con la loro testimonianza di vita a favorire la crescita di una armoniosa società in Cina dove c’è il pericolo che ci siano tanti contrasti e contrapposizioni”.

    Sempre al Regina Coeli, Papa Francesco ha raccomandato ai cattolici cinesi di non dimenticare “di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti, ha detto, all’incontro e al dialogo, sempre”. Ma come vivono i credenti e in che modo cresce la Chiesa in Cina? Ancora padre Lazzarotto:

    “La Chiesa è viva in Cina. Nonostante tante restrizioni, i cattolici sono presenti in numero considerevole. È difficile avere statistiche esatte, aggiornate. Però è un fatto che in Cina oggi i cattolici possono frequentare le chiese; e quindi per la Pasqua, per esempio, ci sono stati migliaia di nuovi battesimi nelle varie chiese e parrocchie della Cina. Quindi è una realtà che ha molte facce, molti aspetti anche contraddittori, perché in Cina oggi prevale, nella società purtroppo, una grande diffusione della corruzione e questo rischia di contaminare anche la vita della Chiesa. Però c’è anche speranza che Papa Francesco, con il cardinale segretario di Stato Parolin, con lo sforzo di dialogare, possa arrivare a far comprendere al governo cinese che non ha niente da temere dalla Chiesa, che la Chiesa non ha nessun progetto contro la società che vive in Cina; solo vuole uno spazio di libertà che permetta ai cristiani di essere cristiani come in tutto il mondo”.


    fonte: Radio Vaticana
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  9. #417
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    Wenzhou, da 20 giorni ancora nessuna notizia su mons. Pietro Shao Zhumin, sequestrato dalla polizia

    Il vescovo è scomparso dopo essere stato chiamato per un incontro all’Ufficio per gli affari religiosi. Mons. Shao è riconosciuto dal Vaticano, ma non dal governo. La madre del vescovo, 90enne, chiede di poter vedere suo figlio. I cattolici di Wenzhou chiedono preghiere per il loro pastore, perché sia “forte” nella fede e nella testimonianza. In passato alcuni vescovi sotterranei sono stati uccisi mentre erano nelle mani della polizia.

    Wenzhou (AsiaNews) – Da 20 giorni non si ha più nessuna notizia su mons. Pietro Shao Zhumin, vescovo ordinario di Wenzhou (Zhejiang). I fedeli della diocesi sono molto preoccupati e con loro anche la madre del vescovo, una donna 90enne e malata, che ha chiesto già diverse volte di poter vedere suo figlio.
    Mons. Shao, 54 anni, è scomparso il 18 maggio scorso, dopo essere stato invitato alle 9 di sera presso l’ufficio per gli affari religiosi della città. Da allora non si sa più nulla di lui. Il 22 maggio ha fatto giungere ai suoi collaboratori una richiesta di poter avere del vino da messa, e dopo più niente.
    I sacerdoti e i fedeli affermano di non sapere dove lui si trovi e le autorità non dicono nulla.

    In un messaggio inviato ad AsiaNews da parte di un fedele essi chiedono “preghiere a Dio perché lo guidi ad avere una fede forte e una testimonianza chiara”.
    Mons. Shao era stato sequestrato già nel mese di aprile, a pochi giorni della Pasqua, forse per impedirgli di celebrare i riti della Settimana santa insieme ai fedeli e ai suoi sacerdoti.

    Mons. Shao è membro della comunità non ufficiale e come vescovo non è riconosciuto dal governo. La Santa Sede lo ha invece confermato come vescovo ordinario della diocesi, dopo la morte del predecessore, mons. Vincenzo Zhu Weifang, avvenuta il 7 settembre scorso.
    È molto probabile che la sua sparizione forzata abbia come scopo di convincere il prelato ad iscriversi all’Associazione patriottica (Ap), l’organismo del Partito che ha di mira la costruzione di una Chiesa indipendente, ciò che è “inconciliabile con la dottrina cattolica”, secondo quanto Benedetto XVI afferma nella sua Lettera ai cattolici cinesi del 2007 e confermata da papa Francesco.

    Nei dialoghi che la Cina conduce con la Santa Sede per un accordo sulle nomine episcopali, i membri dell’Ap esigono di continuo che tutti i vescovi siano iscritti all’Ap, escludendo quindi i vescovi sotterranei, che rifiutano l’iscrizione e sono considerati da essi come “inaffidabili”.
    Negli anni passati, vescovi non ufficiali, sequestrati dalla polizia, sono stati riconsegnati cadaveri ai familiari, dopo aver subito torture. Fra questi si ricordano mons. Giuseppe Fan Xueyan di Baoding (ucciso nel 1992); mons. Giovanni Gao Kexian di Yantai (morto nel 2004); mons. Giovanni Han Dingxian (morto nel 2007)
    Mons. Pietro Shao Zhumin, è vescovo dal 2007.

    La diocesi di Wenzhou ha un passato di forte divisione fra le comunità cristiane ufficiale e sotterranea. Si calcola che vi siano circa 120mila fedeli nella comunità ufficiale e più di 80mila in quella non ufficiale; i sacerdoti sono equamente distribuiti fra i due rami e in tutto sono circa 50. Negli anni recenti, la Santa Sede ha cercato di riconciliare le comunità nominando mons. Zhu (ora defunto) come vescovo ordinario e mons. Shao come vescovo con diritto di successione. Ma, a detta dei fedeli, che pure amano e rispettano mons. Shao, “il governo locale fa di tutto per tenerci divisi”. Mons. Shao ha subito spesso la prigionia a causa della sua fede. Anche in occasione dei funerali del suo predecessore egli è stato sequestrato e impossibilitato a presiedere i funerali.
    http://www.asianews.it/notizie-it/We...zia-40942.html


  10. #418
    Gran CierRino
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    L’ambasciatore tedesco chiede alla Cina la liberazione di mons. Shao Zhumin

    In una dichiarazione ufficiale sul sito dell’ambasciata, Michael Clauss chiede che al vescovo di Wenzhou, sequestrato, sia data piena libertà di movimento. Preoccupazioni espresse anche per le bozze dei nuovi regolamenti sulle attività religiose, che decretano la fine delle comunità sotterranee. E’ la prima volta dopo un decennio che un ambasciatore europeo chiede la liberazione di un vescovo.

    Pechino (AsiaNews) –Michael Clauss, ambasciatore di Germania in Cina (foto 2) ha chiesto al governo di Pechino la liberazione del vescovo di Wenzhou, mons. Pietro Shao Zhumin (foto 1) e ha espresso preoccupazione per i nuovi regolamenti religiosi che rischiano di “attuare nuove restrizioni al diritto di libertà religiosa e di credo”.
    In una dichiarazione pubblicata ieri a nome dell’ambasciatore sul sito dell’ambasciata si legge: “Dò il benvenuto all’intenzione dichiarata della Cina di giungere a un miglioramento riguardo alla Chiesa cattolica. Comunque, nonostante vi siano progressi in questa direzione, vediamo che vi sono anche dei passi indietro nel garantire la libertà religiosa. Un caso che suscita crescente preoccupazione è il modo in cui è trattato dalle autorità il vescovo Shao Zhumin. Dall’autunno dello scorso anno egli sembra essere stato forzato a trasferirsi in località sconosciute per almeno quattro volte e ora sembra confinato in casa sua dopo il suo ritorno. Si dovrebbe garantire la sua piena libertà di movimento”.
    Mons. Shao, della comunità non ufficiale, è vescovo di Wenzhou. È riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo. Dalla morte del suo predecessore, mons. Vincenzo Zhu Weifang, avvenuta il 7 settembre scorso, egli è di continuo sequestrato per costringerlo ad aderire all’Associazione patriottica, che predica l’indipendenza dalla Santa Sede della Chiesa in Cina.
    L’ultimo suo sequestro è avvenuto il 18 maggio scorso. Il 16 giugno egli è stato visto all’aeroporto di Wenzhou, accompagnato da personalità governative, che lo hanno portato in un luogo sconosciuto.
    Nella sua nota, l’ambasciatore Clauss aggiunge: “Sono anche preoccupato su un certo numero di nuove regole riguardo a una bozza di regolamenti per gli affari religiosi. Se non vengono cambiate, essi potrebbero attuare nuove restrizioni al diritto di libertà religiosa e di credo”.
    I nuovi regolamenti – diffusi in bozza lo scorso settembre, ma già usati come “definitivi” – mettono sotto controllo ogni aspetto delle attività religiose: raduni, personale, vescovi, scuole, edifici, statue, incontri con fedeli stranieri, ferie e spostamenti dei sacerdoti, … Se attuate renderanno “criminale” ogni attività “sotterranea” e non registrata, soffocando o eliminando le comunità sotterranee.
    La presa di posizione pubblica di Michael Clauss è una novità nel mondo diplomatico, dopo tanto tempo. In passato sia l’Unione europea che il presidente Usa George W. Bush avevano perorato la sorte di alcuni vescovi imprigionati e la libertà religiosa in Cina. Poi, per almeno un decennio, è sceso il silenzio.

    http://www.asianews.it/notizie-it/L%...min-41079.html


  11. #419
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    Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, 26.06.2017


    In risposta alle domande di alcuni giornalisti sul caso di Mons. Pietro Shao Zhumin, Vescovo di Wenzhou (Cina Continentale), sono in grado di precisare quanto segue:

    La Santa Sede segue con grave preoccupazione la situazione personale di Mons. Pietro Shao Zhumin, Vescovo di Wenzhou, forzatamente allontanato dalla sua sede episcopale ormai da tempo. La comunità cattolica diocesana e i familiari non hanno notizie né sui motivi del suo allontanamento né sul luogo dov’egli è trattenuto. A riguardo, la Santa Sede, profondamente addolorata per questo e per altri simili episodi che purtroppo non facilitano cammini di intendimento, auspica che Mons. Pietro Shao Zhumin possa ritornare quanto prima in Diocesi e che gli sia garantito di svolgere serenamente il proprio ministero episcopale. Siamo tutti invitati a pregare per Mons. Shao Zhumin e per il cammino della Chiesa in Cina.

    [01002-IT.01] [Testo originale: Italiano]

    (...)


    fonte: Sala Stampa della Santa Sede
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  12. #420
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    Prendo atto, ovviamente con favore per i suoi contenuti, di questa dichiarazione della Santa Sede.
    Ma ciò non toglie che essa giunga solo in seguito alla pubblica rimostranza di un diplomatico straniero, e - lo scrivono pure! - "in risposta alle domande di alcuni giornalisti" (leggi: perché Magister giovedì ha scoperchiato la pentola). Mantenere il silenzio avrebbe dato l'impressione, se non altro, di una strategia di fondo da parte della Santa Sede: così invece è chiaro che si sta maldestramente navigando a vista. Ed è veramente imbarazzante.


  13. Il seguente utente ringrazia Pikachu per questo messaggio:

    cisnusculum (26-06-2017)

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