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Discussione: Cristiani in Cina: il cristianesimo nella Repubblica Popolare Cinese

  1. #421
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  2. #422
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    Due servizi sull'insediamento del nuovo Vescovo di Hong Kong, Michael Yeung Ming-cheung:
    South China Morning Post: New Hong Kong bishop signals need for political reform drive
    Radio Vaticana: Bishop Michael Yeung installed head of Hong Kong Church


  3. #423
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    Muoiono due anziani vescovi cinesi: mons. Li Jiantang di Taiyuan e mons. Xie Tingzhe di Urumqi

    Entrambi hanno passato decine di anni ai campi di lavoro forzato. Mons. Li ha dedicato la vita a far rinascere la diocesi di Taiyuan, il clero e le religiose. Mons. Xie è un vescovo sotterraneo, riconosciuto dalla S. Sede, ma non dal governo. Ha voluto essere vescovo nella stessa zona dove è rimasto prigioniero per 20 anni.

    Due anziani vescovi cinesi, uno di Taiyuan (Shanxi) e l’altro da Urumqi (Xinjiang) sono morti il 13 e il 14 agosto rispettivamente. Entrambi erano riconosciuti come vescovi dalla Santa Sede; entrambi hanno passato molta parte della giovinezza nei campi di lavoro forzato.

    Mons. Li Jiantang, vescovo emerito di Taiyuan
    Il vescovo emerito di Taiyuan, mons. Silvestro Li Jiantang è morto ieri alle 18 (ora locale), all’età di 93 anni.
    Nella cattedrale di Taiyuan è prevista una messa da requiem per il 17 agosto alle 9.30 del mattino. Ma la salma del vescovo sarà trasferita nel suo villaggio nativo di Gong’ergou. Le esequie saranno celebrate il 19 agosto nella chiesa del villaggio; il corpo sarà seppellito nella zona riservata al clero del cimitero diocesano. Mons. Paolo Meng Ningyou, il vescovo attuale della diocesi, ha invitato sacerdoti e i fedeli a offrire preghiere e messe per il defunto.
    Nato nel 1925, mons. Li è stato ordinato sacerdote nel 1956 da mons. Han Tingbi di Hongtong (Shanxi). Nel 1966-1980 è stato tenuto in un campo di lavoro forzato. Nel 1980, liberato, egli è tornato a servire in parrocchia. Nel 1994 è stato ordinato vescovo della diocesi e ha molto operato per riqualificare la missione della comunità. Dal 1996 al 2008 egli è stato nel consiglio dei governatori del seminario dello Shanxi e rettore del seminario dal 2000 al 2001. Nel 2013 il seminario è stato chiuso dal governo locale
    Mons. Li è stato anche fondatore del seminario minore di Taiyuan e del convento di Nostra Signora dei sette dolori. Si era ritirato nel 2013. La diocesi di Taiyuan conta oltre 80mila fedeli.

    Mons. Paolo Xie Tingzhe di Urumqi
    Mons. Paolo Xie Tingzhe, vescovo non ufficiale di Urumqi (Xinjiang) è morto stamane alle 8.25, all’età di 86 anni. Egli era riconosciuto dalla Santa Sede, ma non dal governo, che lo considerava come un comune prete della diocesi.
    Mons. Xie è cresciuto a Lanzhou (Gansu). E’ entrato nel seminario minore di Lanzhou nel 1945. Verso la fine degli anni ’50, da seminarista, è stato imprigionato per essersi rifiutato di appartenere all’Associazione patriottica. Dal 1961 al 1980 è stato confinato in una fattoria di Urumqi, a un campo di lavoro forzato. Dopo la sua liberazione nel 1980, egli è stato ordinato sacerdote, scegliendo di servire i cattolici dello Xinjiang, il luogo dove lui ha passato 20 anni della sua giovinezza come prigioniero.
    Nel 1991 è stato ordinato vescovo di Urumqi in modo clandestino. Fino ad oggi, il governo cinese non lo ha mai riconosciuto vescovo, trattandolo solo come prete. Nel 1994, durante un suo viaggio all'estero, egli ha potuto incontrare (in segreto) il papa Giovanni Paolo II.
    Egli è stato molto attivo nell’uso di internet come via per la diffusione del Vangelo. Talvolta, nei gruppi di chat, egli insegnava canti latini ai suoi giovani amici. La sua diocesi conta circa 9mila fedeli, in una regione a maggioranza musulmana.


    fonte

  4. #424
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    È morto mons. Matteo Hu Xiande, vescovo di Ningbo

    Per le persecuzioni, ha dovuto ritardare per quasi 30 anni la sua ordinazione sacerdotale. Obbligato a sette anni di lavori forzati. Ha contribuito alla rinascita della diocesi. Era un vescovo ufficiale, riconosciuto dalla Santa Sede e dal governo cinese.

    Hong Kong (AsiaNews) - Mons. Matteo Hu Xiande, vescovo di Ningbo (Zhejiang) è morto oggi alle 2.35 (ora locale). Per la sua fede aveva dovuto ritardare di decenni la sua ordinazione sacerdotale e ha passato sette anni nei campi di lavoro forzato. La diocesi di Ningbo ha dato indicazioni che i funerali del vescovo si terranno il 28 settembre; la salma del vescovo potrà essere onorata dai fedeli dal 25 al 28 nella chiesa di Jiangbei. Il vescovo è molto rispettato e amato dai fedeli perché ha contribuito con molta energia a ricostruire la vita delle comunità, quasi spente durante le persecuzioni della Rivoluzione culturale.
    Mons Hu è nato il 27 agosto 1934. Fra il 1950 e il 1958 ha studiato nei seminari di Ningbo e di Shanghai. Con l’imperversare della campagna per una Chiesa indipendente dal Vaticano, dal 1958 al 1965 egli è stato costretto ai lavori forzati (riforma attraverso il lavoro). Nel 1978, dopo essere stato riabilitato, ha continuato a lavorare come agricoltore fino al 1984, quando è riuscito ad andare a studiare nel seminario regionale di Shanghai a Sheshan. È stato ordinato nel 1985 dall’allora vescovo Jin Luxian e ha lavorato come parroco nella diocesi. Nel dicembre 1987 ha iniziato il lavoro pastorale a Cixi, a circa 60 km a nord-ovest di Ningbo, dove vi è una vivace comunità cattolica.
    Ordinato vescovo coadiutore di Ningbo il 14 maggio 2000 da mons. Giuseppe Ma Xuesheng, è succeduto nella guida della diocesi alla morte di lui nel 2004. Mons. Hu, riconosciuto dal governo, era un vescovo approvato dalla Santa Sede.
    La vita della Chiesa di Ningbo è stata pressoché azzerata durante la Rivoluzione culturale. Al presente vi sono 30mila fedeli serviti da 31 sacerdoti e 31 suore. Vi sono anche 14 seminaristi.



    http://www.asianews.it/notizie-it/%C...gbo-41869.html


  5. #425
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    pur avendo letto l'articolo non ho ben capito i pretesti per una decisione tanto stramba e incomprensibile...
    è una crociata contro il latino? perché in fondo "former Bishop" ed "emeritus" non sono termini poi tanto diversi al lato pratico...
    ad ogni modo il cardinal Zen dice che la vita per i cristiani cattolici in Cina non va affatto migliorando e di questo sono preoccupato.
    Speriamo che gli eventuali accordi tra Santa Sede e Pechino saranno ragionevoli, la diplomazia è un'arte irta di pericoli...

  6. #426
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    Cina: deceduti mons. Silvestro Li Jiantang e mons. Paolo Xie Tingzhe

    Lutto nell'episcopato cinese. Il 13 agosto scorso, alle ore 17.50, è scomparso mons. Silvestro Li Jiantang, arcivescovo emerito di Taiyuan, nella provincia di Shanxi (Cina Continentale). Aveva quasi 93 anni ed è venuto a mancare nella residenza in cui era ricoverato da tempo a causa delle sue precarie condizioni di salute.

    Nato nel 1925, mons. Li era stato ordinato sacerdote il 16 marzo 1956 e per circa quattordici anni fu costretto ai lavori forzati a causa della fede. Consacrato arcivescovo di Taiyuan il 18 dicembre 1994, ha svolto il ministero episcopale con grande zelo pastorale e fedeltà alla Sede apostolica fino al 4 novembre 2013, data in cui ha rassegnato le proprie dimissioni.

    Invece il 14 agosto scorso, all’età di 86 anni, è deceduto nella città di Urumqi mons. Paolo Xie Tingzhe, vescovo prefetto apostolico di Xinjiang-Urumqi, nello Xinjiang (Cina Continentale).

    Il presule era nato da famiglia cattolica e fin da piccolo aveva mostrato il desiderio di consacrarsi a Dio. Conclusa la scuola elementare, nel 1945 entrò nel seminario minore di Lanzhou e nel 1950 fu ammesso al seminario maggiore, dove rimase fino al 1958, quando questo venne chiuso per la «rivoluzione culturale». Nel 1961 fu arrestato e confinato, sino alla fine del 1979, in un campo di lavori forzati a Urumqi.

    Poco dopo il suo rilascio venne ordinato sacerdote impegnandosi con grande zelo nel lavoro di evangelizzazione, per lo sviluppo della Chiesa e per la formazione dei candidati al sacerdozio. Il presule ha sempre dimostrato grande amore verso Dio e verso la Sede Apostolica, anche nei lunghi anni di confinamento, resistendo a compromessi e minacce. Egli ha svolto il ministero episcopale in un territorio prevalentemente musulmano, con le relative difficoltà.


    fonte: Radio Vaticana
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  7. #427
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Cina: deceduti mons. Silvestro Li Jiantang e mons. Paolo Xie Tingzhe

    Lutto nell'episcopato cinese. Il 13 agosto scorso, alle ore 17.50, è scomparso mons. Silvestro Li Jiantang, arcivescovo emerito di Taiyuan, nella provincia di Shanxi (Cina Continentale). Aveva quasi 93 anni ed è venuto a mancare nella residenza in cui era ricoverato da tempo a causa delle sue precarie condizioni di salute.

    Nato nel 1925, mons. Li era stato ordinato sacerdote il 16 marzo 1956 e per circa quattordici anni fu costretto ai lavori forzati a causa della fede. Consacrato arcivescovo di Taiyuan il 18 dicembre 1994, ha svolto il ministero episcopale con grande zelo pastorale e fedeltà alla Sede apostolica fino al 4 novembre 2013, data in cui ha rassegnato le proprie dimissioni.

    Invece il 14 agosto scorso, all’età di 86 anni, è deceduto nella città di Urumqi mons. Paolo Xie Tingzhe, vescovo prefetto apostolico di Xinjiang-Urumqi, nello Xinjiang (Cina Continentale).

    Il presule era nato da famiglia cattolica e fin da piccolo aveva mostrato il desiderio di consacrarsi a Dio. Conclusa la scuola elementare, nel 1945 entrò nel seminario minore di Lanzhou e nel 1950 fu ammesso al seminario maggiore, dove rimase fino al 1958, quando questo venne chiuso per la «rivoluzione culturale». Nel 1961 fu arrestato e confinato, sino alla fine del 1979, in un campo di lavori forzati a Urumqi.

    Poco dopo il suo rilascio venne ordinato sacerdote impegnandosi con grande zelo nel lavoro di evangelizzazione, per lo sviluppo della Chiesa e per la formazione dei candidati al sacerdozio. Il presule ha sempre dimostrato grande amore verso Dio e verso la Sede Apostolica, anche nei lunghi anni di confinamento, resistendo a compromessi e minacce. Egli ha svolto il ministero episcopale in un territorio prevalentemente musulmano, con le relative difficoltà.


    fonte: Radio Vaticana
    Come capita ormai dallo scorso anno, l'Osservatore Romano e Radio Vaticana pubblicano anche i necrologi dei Vescovi cinesi in Comunione col Papa, seppur con qualche mese di ritardo per evidenti motivi di prudenza.
    Tuttavia noto che, seppure si sottolineino le persecuzioni che ha subito durante tutta la vita, non si menziona il fatto che Mons. Xie Ting-zhe è stato ordinato clandestinamente all'episcopato e non è mai stato riconosciuto dalla chiesa ufficiale. Dei quattro vescovi clandestini deceduti negli ultimi due anni di cui l'Osservatore Romano ha riportato il necrologio, si tratta della prima volta, in quanto negli altri casi si è sempre esplicitamente parlato di vescovi non riconosciuti dal governo o ordinati clandestinamente e in un caso si è addirittura anche citato il loro esplicito rifiuto di iscriversi all'AP.

    Spero che questa "mancanza" sia solo un caso, anche se purtroppo nella diplomazia (perché la pubblicazione di questi necrologi è ovviamente opera dei vertici della Segreteria di Stato che vaglia parola per parola) nulla è frutto del caso ma solo del compromesso o dell'imperizia. E non so quale dei due sia meno peggio sperare...

  8. #428
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    Oggi l'Osservatore Romano ha pubblicato il necrologio di Mons. Hu Xian-de:

    Alle prime ore del 25 settembre scorso, è deceduto all’età di 83 anni monsignor Matteo Hu Xiande, vescovo di Ningbo (Ningpo), nella provincia di Zhejiang (Cina Continentale). Da qualche giorno era ricoverato in ospedale perché malato di cancro.Nato il 27 agosto 1934 nella provincia di Zhejiang, venne battezzato nel 1949. Nel settembre del 1950 entrò nel seminario minore della diocesi di Ningbo, e nel 1957 passò a quello di Xujiahui, Sheshan. Nel 1965 dovette lasciare il seminario a causa della persecuzione e fu detenuto nei campi di lavori forzati fino al 1978. Una volta rilasciato dai campi di rieducazione, lavorò come semplice contadino nel suo villaggio natale fino al 1984. Nel 1985 ebbe l’opportunità di riprendere i corsi di teologia nel seminario di Shanghai e il 21 novembre 1985 venne ordinato sacerdote. Dal 1987 al 2000 fu parroco di Cixixinpu, dove profuse tutto il suo impegno pastorale per costruire una comunità cattolica vivace. Nominato vescovo coadiutore di Ningbo, il 14 maggio 2000 venne consacrato da monsignor Giuseppe Ma Xuesheng, al quale succedette nella guida della diocesi l’8 maggio 2004. È stato un pastore instancabile per la rinascita della comunità ecclesiastica di Ningbo,quasi scomparsa negli anni della rivoluzione culturale. È stato anche un appassionato promotore dello studio della Bibbia. Ha inoltre incoraggiatola diffusione del concilio ecumenico Vaticano II e aggiornato i testi liturgici.Nella sua vita ha sofferto molto per la Chiesa e, nonostante le prove, ha perseverato nella fede e nella fedeltà al Papa. Alla sua morte, il successore ha preso possesso della diocesi di Ningbo. Per tre giorni la salma di monsignor Hu è stata onorata nella chiesa di Jianbei da numerose persone, che lo hanno sempre amato e rispettato come loro pastore. La mattina del 27 settembre è stata celebrata la messa esequiale,mentre i funerali si sono svolti il giorno seguente, con una gremita partecipazione di sacerdoti e di fedeli. Oggi la diocesi di Ningbo conta circa 23mila fedeli, una trentina di sacerdoti e altrettante suore.
    Qualcuno ha notizie di questo fantomatico successore? Io non ho trovato nessuna notizia di un coadiutore e la diocesi risulta vacante per tutte le fonti che conosco.

  9. #429
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    Qualcuno ha notizie di questo fantomatico successore? Io non ho trovato nessuna notizia di un coadiutore e la diocesi risulta vacante per tutte le fonti che conosco.
    Radio Vaticana ha pubblicato praticamente lo stesso articolo, ma senza la frase relativa al coadiutore:
    http://it.radiovaticana.va/news/2017...xiande/1342735
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  10. #430
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    E’ morto mons. Luca Li Jingfeng. Il ricordo di un giovane cattolico

    Era forse l’unico vescovo non iscritto all’Associazione patriottica, pur essendo riconosciuto dal governo. Nel 2005 era stato invitato al Sinodo sull’eucarestia, ma il governo non gli ha permesso di parteciparvi. Ha passato oltre 20 anni ai campi di lavoro forzato. L’apprezzamento per la Lettera di Benedetto XVI ai cattolici cinesi. Dall’inizio dell’anno la sua salute era andata sempre più peggiorando. I funerali si terranno il 25 novembre.

    Fengxiang (AsiaNews) – Mons. Luca Li Jingfeng, vescovo di Fengxiang (Shaanxi) è morto stamane alle 7.20 all’età di 95 anni. Era malato da diverso tempo. Mons. Li era famoso in Cina perché unico vescovo della comunità sotterranea passato alla Chiesa ufficiale senza sottoscrivere l’adesione all’Associazione patriottica. Era famoso anche in Vaticano: nel 2005 egli – insieme ad altri tre prelati - era stato invitato a partecipare al Sinodo sull’eucaristia. Il governo non gli ha dato il permesso di lasciare la Cina. In occasione del Sinodo del 2012 sulla nuova evangelizzazione, egli ha scritto ai padri radunati al Sinodo, raccontando la fede dei cattolici cinesi che avrebbe “consolato il papa” perché “la nostra Chiesa è fedele malgrado 50 anni di persecuzione”.
    Mons. Li è nato nel 1922 nella contea di Gaoling (Shaanxi) da una famiglia profondamente cattolica. Degli otto figli di cui era composta, tutti meno uno si sono dedicati alla vita religiosa. È divenuto sacerdote nel 1947 ed ha assunto vari compiti nella diocesi. Nel 1959 è stato arrestato e condannato ai lavori forzati, da cui è stato liberato solo nel 1980. Il 25 aprile dello stesso anno è stato consacrato vescovo ausiliare di Fengxiang da mons. Zhou Weidao. Nel 1983 è divenuto vescovo ordinario di Fengxiang.
    Fino al 2004 la sua era forse l'unica diocesi della Cina Popolare dove esisteva soltanto la Chiesa non ufficiale, non riconosciuta dal governo. Nell'estate del 2001 a Fengxiang è stato aperto un Ufficio per gli Affari Religiosi, con lo scopo di registrare i cattolici nella Chiesa ufficiale e farli iscrivere tutti alla Associazione Patriottica (Ap). Nel novembre del 2001 la diocesi è stata oggetto di una dura repressione da parte delle autorità cinesi, che hanno ordinato "rastrellamenti" in conventi e parrocchie della zona. Anche mons. Li è scomparso per alcune settimane per essere indottrinato sui regolamenti cinesi riguardanti le attività religiose. Nel 2004 il vescovo ha ottenuto di essere riconosciuto dal governo come vescovo ufficiale, ma senza l’obbligo di iscriversi all’Ap.
    Rimane memorabile il suo commento alla Lettera ai cattolici cinesi, scritta da Benedetto XVI nel 2007, che egli reputava importante per i cattolici, spinti ad essere più uniti, e per il governo, che poteva comprendere di più le ragioni della Chiesa cattolica.
    Da due anni la diocesi ha un nuovo vescovo, mons. Pietro Li Huiyuan. I funerali di mons. Li Jingfeng si terranno il 25 novembre.
    Un giovane cattolico, che si fa chiamare “piccolo agnello del Signore”, ha voluto ricordare gli ultimi giorni di vita di mons. Li. Ecco quanto ci ha inviato.

    Il nostro Lao Zhujiao [anziano vescovo], Luca Li Jingfeng, ha avuto problem di salute fin dall’inizio di quest’anno. Negli ultimi mesi era di continuo dentro e fuori degli ospedali. E’ stato colpito da un’emorragia cerebrale e da un’infezione ai polmoni. L’infiammazione dei polmoni è rimasta, impossibile da curare.
    Nei mesi scorsi, ogni volta che lo visitavo, le sue condizioni erano peggiori. Prima poteva almeno parlare, dire una battuta spiritosa, e non si preoccupava per nulla della sua salute. “Il Signore ha dato, il Signore ha tolto - diceva - e sono totalmente preparato per vedere il Signore, in ogni momento”.
    Quando ho visitato Lao Zhujiao nelle scorse settimane egli non riusciva più a parlare, ma si forzava con tutto se stesso di alzare la mano per benedire chiunque venisse a trovarlo. Era molto debole e non aveva forza.
    Nella mia ultima visita al vescovo, era fragile e ormai senza alcuna forza. Ma un fatto mi ha sorpreso: mentre sembrava aver perso tutta la sua energia, ho messo una croce nella sua mano. E con mio grande stupore lentamente egli ha sollevato la croce verso la sua bocca e l’ha baciata.
    I suoi polmoni erano infetti in modo molto grave. Il suo dottore aveva inserito un tubicino nell’esofago per nutrirlo ed evitare che gocce di liquido penetrassero nei polmoni.
    Un giorno, con molta cura stavo versando alcune gocce d’acqua sulle sue labbra e sulla bocca per inumidirle. In modo inaspettato una goccia d’acqua gli è andata in gola e ha cominciato a tossire con violenza. Ero così spaventato che la sua malattia si aggravasse e non osavo toccare più le sue labbra disidratate.
    Invece, quando ogni mattina gli davamo la comunione, col pane e il vino, era calmo e non tossiva.
    Era una persona molto lucida. Ha amato Dio per tutta la sua vita. Per la sua fortezza nella fede è stato imprigionato per molti anni. Anche se ha subito ogni tipo di pressione e sofferto ingiustizie, il suo amore per Dio non è stato mai scosso. Egli era netto nella sua fede, è rimasto fedele fino all’ultimo istante della sua vita sulla terra.
    La sua fermezza sui principi della fede, il suo amore e la sua serietà nella liturgia e verso la tradizione della Chiesa hanno influenzato in profondità la mia fede e la mia vocazione.
    Siamo stati contenti che il nostro amato vescovo abbia ricevuto la santa comunione alle 6.50 di questa mattina e poi ci la lasciato alle 7.20. Nella preghiera dei sacerdoti e dei fedeli, il nostro Lao Zhujiao riposa in pace!

    http://www.asianews.it/notizie-it/E-...ico-42344.html

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