Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Enzo Bianchi e la Comunità di Bose

  1. #11
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    Vi pregherei di leggere tutto il thread prima di postare sempre le solite domande e/o affermazioni.

    Comunque, riassumendo:

    Innanzitutto a Bose bisogna distinguere ciò che è formale e quindi può essere riconosciuto (secondo le leggi della Chiesa Cattolica Romana) da ciò che è sostanza.

    Se infatti guardiamo solo la forma, Bose è una comunità monastica ecumenica in quanto accetta uomini e donne dalle diverse denominazioni cristiane che vogliono vivere una vita monastica nel celibato.
    Per questo motivo non può essere riconosciuta dalla Chiesa Cattolica.

    Ma nella sostanza, i monaci di Bose professano, vivono, insegnano e celebrano la vera fede cattolica secondo la Tradizione.

    Ovviamente questa scelta è anche data dal fatto che volendo essere una comunità ponte e imparziale per il dialogo fra i cristiani, la scelta di non aderire FORMALMENTE a nessuna delle confessioni cristiane, la svincola e la rende più snella e indipendente nel dialogo.
    Ma tale comunità è pienamente cattolica nella SOSTANZA.

    Mi fa davvero ridere il leggere l'affermazione che a Bose si perde la fede, specialmente quando sono fatte da persone che non sono mai state a Bose.
    Trascorrete almeno una giornata a Bose, poi ne riparliamo...
    io non ci sono mai stato (e confesso che le lodi di certo mondo catto-progressista verso Enzo Bianchi non mi sembrano buoni sintomi, come non mi è piaciuto il suo articolo sul motuproprio Summorum Pontificum), ma spiegami una cosa:
    se a Bose vivono "uomini e donne delle diverse denominazioni cristiane", come fanno allora a professare, vivere, insegnare e celebrare "la vera fede cattolica secondo la Tradizione"?

  2. #12
    Iuris Utriusque Doctor L'avatar di Canonista
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    Citazione Originariamente Scritto da iosephum Visualizza Messaggio
    io non ci sono mai stato (e confesso che le lodi di certo mondo catto-progressista verso Enzo Bianchi non mi sembrano buoni sintomi, come non mi è piaciuto il suo articolo sul motuproprio Summorum Pontificum), ma spiegami una cosa:
    se a Bose vivono "uomini e donne delle diverse denominazioni cristiane", come fanno allora a professare, vivere, insegnare e celebrare "la vera fede cattolica secondo la Tradizione"?

    Innanzitutto vorrei che si distinguesse la comunità di Bose dal pensiero di Enzo Bianchi.

    E' vero che egli ne è il fondatore, ma non bisogna mica ritenerlo infallibile...!
    Personalmente lo apprezzo molto e lo stimo per molte cose, ma non condivido mica tutto il suo pensiero.
    E' comunque una mente lucida e brillante che ama dialogare fino in fondo e che soprattutto predica e vive gli insegnamenti di Cristo.

    Per rispondere alla tua domanda, dovresti leggerti la regola di Bose, che trovi nelle sue parti più essenziali nel loro sito.
    I monaci e le monache accettano tale regola e essa rispetta pienamente la vera Tradizione cattolica, cercando di unire il monachesimo occidentale e quello orientale.

    Comunque Bose è da "assaggiare" almeno per un giornata. E' difficile farsene un'idea solo dai libri o da questi "sentito dire".
    Quasi tutti ritornano carichi nella fede e nello spirito dopo una visita (specie se è possibile stare lì almeno una settimana per gli studi biblici).
    L'essenzialità, la liturgia, lo studio e l'ambiente che troverete non potranno non lasciarvi indifferenti.

    Se invece non vi piacerà, pazienza; l'importante è seguire Cristo e i suoi insegnamenti.
    Credo però che la proposta di Bose sia davvero rinvigorente per la propria fede.

  3. #13
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    Enzo Bianchi e la comunità monastica di Bose

    Enzo Bianchi contro “La Civiltà Cattolica”.
    Per il priore di Bose il laicismo è innocente e a prevaricare è la Chiesa.
    L’autorevole rivista dice l’opposto, e cita il papa.
    ( Sandro Magister , http://espresso.repubblica.it/blog/weblog/stories.php?topic=03/04/09/3080386 )



    "Enzo Bianchi, fondatore e priore del monastero di Bose. Nella sua ultima
    "Lettera agli amici", diffusa alla fine della Quaresima, Bianchi ha negato
    che sia in atto in Europa un attacco contro la Chiesa e i cristiani. Questo
    attacco non c'è stato in passato: "da secoli i cristiani vivono liberi e
    rispettati". E ancor meno c'è oggi. Piuttosto è la Chiesa, a suo dire, che
    si ostina a non rinunciare ai suoi privilegi e a tenersi stretta ai poteri
    dominanti.

    Enzo Bianchi non riveste una particolare autorità formale. La comunità
    monastica da lui fondata - mista, con monaci e monache nello stesso
    monastero, e interconfessionale, con protestanti e ortodossi - è lontana dal
    ricevere l'approvazione canonica.

    Egli è però rappresentante di spicco di una tendenza diffusa a tutti i
    livelli della Chiesa, generalmente identificata come "conciliare" ed
    "ecumenica".

    La sua attività è intensissima e multiforme. È scrittore di grido. Ha
    pubblicato decine di libri, alcuni tradotti in più lingue. Scrive sul
    quotidiano della FIAT di Torino, "La Stampa", nonostante sia nemico
    implacabile del capitalismo, e su quello della conferenza episcopale
    italiana, "Avvenire", nonostante sia il maggior critico della CEI e
    soprattutto del suo presidente, il cardinale Camillo Ruini. È predicatore
    richiestissimo. Decine di vescovi e centinaia di preti hanno seguito i suoi
    esercizi spirituali."" (
    Sandro Magister , http://espresso.repubblica.it/blog/weblog/stories.php?topic=03/04/09/3080386 )




    Giovanni Paolo II, come pericolo maggiore da temere indicava:
    "" Tutto ciò che non viene da Dio e che ha la parvenza di progresso".
    ( CFR André Frossard, Conversando
    con Giovanni Paolo II, Rusconi 1989, p. 94 ).


    C'è il fondato sospetto che, intorno alla figura di Enzo Bianchi, si stiano
    coagulando, all'interno della Chiesa, molti di coloro che " seguono tutto
    ciò che ha la parvenza di progresso": cristiani confusi dal fumo di Satana,
    convinti di essere gli apostoli della purezza del cristianesimo
    delle origini i quali, invece, finiscono per aggredire il magistero
    autentico
    della Chiesa, contribuendo alla sua "autodemolizione":

    la caratteristica del Demonio non è quella di presentare il male come tale
    ma la sua opera consiste sempre nel presentare il male sotto forma di bene.


    In realtà Enzo Bianchi non si rende conto che è in atto
    un'aggressione sistematica del laicismo contro il cristianesimo, con
    epicentro l'Europa e con bersaglio maggiore la Chiesa di Roma.

    In un'intervista al quotidiano "la Repubblica" del 19 novembre, il
    cardinale Joseph Ratzinger l'ha descritta così:

    "Siamo di fronte a un secolarismo aggressivo e a tratti persino
    intollerante. [...] In Svezia un pastore protestante che aveva
    predicato sull'omosessualità in base a un brano della Scrittura, è
    andato in carcere per un mese. Il laicismo non è più quell'elemento
    di neutralità che apre spazi di libertà per tutti. Comincia a
    trasformarsi in un'ideologia che si impone tramite la politica e non
    concede spazio pubblico alla visione cattolica e cristiana, la quale
    rischia così di diventare una cosa puramente privata e in fondo
    mutilata. Noi dobbiamo difendere la libertà religiosa contro
    l'imposizione di un'ideologia che si presenta come fosse l'unica
    voce della razionalità".

    Un mese prima, il 18 ottobre, il cardinale Renato Martino,
    presidente del pontificio consiglio per la giustizia e la pace, era
    stato ancor più tagliente. Presentando una raccolta di tutti i
    discorsi diplomatici di Giovanni Paolo II, denunciò che le voci del
    papa e della Chiesa cattolica "vengono deliberatamente fatte
    sparire, sommergendole nel frastuono e nel baccano orchestrati da
    potenti lobby culturali, economiche e politiche, mosse
    prevalentemente dal pregiudizio verso tutto quello che è cristiano".

    A giudizio delle autorità vaticane, le prove di questa aggressione
    laicista sono ormai innumerevoli. Il cardinale Martino, che per
    sedici anni ha rappresentato la Santa Sede presso le Nazioni Unite,
    ha ricordato "il tentativo di cacciare il Vaticano dall'ONU perché
    la Chiesa ha sempre difeso la vita e combattuto l'aborto". E per
    quanto riguarda l'oggi ha aggiunto: "Basta pensare alla disinvolta e
    allegra maniera con cui queste lobby promuovono tenacemente la
    confusione dei ruoli [sessuali] nell'identità di genere,
    sbeffeggiano il matrimonio tra uomo e donna, sparano addosso alla
    vita fatta oggetto delle più strampalate sperimentazioni".

    L'omessa menzione delle radici cristiane nel preambolo della nuova
    carta dell'Unione Europea - lamentata più volte da Giovanni Paolo II
    in persona - è ritenuta un'altra di queste prove.

    E così in Spagna la "revolución" laicista di José Luis Rodriguez
    Zapatero su divorzio, gay, embrioni, aborto, eutanasia. All'insegna
    del motto: "Se la maggioranza dice una cosa, quella è la verità".

    E così in Italia i referendum per facilitare il ricorso alla
    fecondazione artificiale e consentire l'eliminazione dei
    concepiti "inadatti".

    E così l'esclusione dalla carica di vicepresidente della commissione
    europea del ministro italiano Rocco Buttiglione - professore di
    filosofia e studioso del pensiero di papa Karol Wojtyla - a motivo
    delle sue esplicite posizioni cattoliche sull'omosessualità e il
    matrimonio.

    Nel libro " Memoria e identità", Giovanni Paolo II indica due aspetti del
    male che aggredisce la società e la Chiesa in Europa: lo «sterminio legale
    degli essere concepiti e non ancora nati, uno sterminio deciso addirittura
    da parlamenti eletti democraticamente». Giovanni Paolo II, poi, parla delle
    attuali «gravi forme di violazione della legge di Dio», tra cui mette le
    «forti pressioni del parlamento europeo» sulle unioni omosessuali
    riconosciute «come una forma alternativa di famiglia». «E' lecito e anzi
    doveroso - scrive - porsi la domanda se qui non operi ancora una nuova
    ideologia del male, forse la più subdola e celata, che tenta di sfruttare,
    contro l'uomo e contro la famiglia, perfino i diritti dell'uomo"".

    COME MAI ENZO BIANCHI NON SI RENDE CONTO
    DI TUTTO CIO' ?
    QUESTO E' STRANO, MOLTO STRANO.

    Ancora, Enzo Bianchi è nemico implacabile del capitalismo
    e dimentica totalmente i principi della Dottrina Sociale della Chiesa:
    quella Dottrina Sociale che, come insegnava Papa Giovanni XXIII,
    è parte integrante della concezione cristiana della vita ( Cfr Mater et
    Magistra )

    Ignorando la Dottrina Sociale della Chiesa,
    egli non riesce a capire che la forma più feroce di abuso della ricchezza è
    l'ideologia comunista. ESSA NON E' AFFATTO IL MALE MINORE,
    AL CONTRARIO, LA CHIESA HA SEMPRE INDICATO NEL
    SOCIALISMO IL MALE MAGGIORE.

    Il comunismo costruisce sempre un super-capitalismo di stato che trasforma
    la società umana in un allevamento di bestiame.

    La classe al potere ( nomenclatura) diventa il padrone assoluto che
    detiene tutta la ricchezza e decide le sorti del cittadino creando una nuova
    forma di schiavitù di massa. Lo Stato diventa unico proprietario, unico
    padre, unico educatore, padrone assoluto della vita, dei desideri e del
    destino degli uomini.

    Anche la social-democrazia è condannata dalla Dottrina Sociale
    della Chiesa.
    Essa è solo una forma di collettivismo graduale e progressivo:
    infatti nel socialismo democratico non vengono fissati dei limiti
    all'intervento dello stato, né alle modalità d'intervento: la
    socializzazione social-democratica viene attuata là dove, di volta in volta,
    se ne ravvisa l'opportunità e la possibilità legislativa.

    Per questi motivi la dottrina della Chiesa insegna che il socialismo anche
    moderato è sempre socialismo, conduce sempre ad una società totalitaria e
    non si può essere insieme buoni cattolici e veri socialisti ( cfr Pio XI,
    Quadragesimo Anno n.117, 118, 119, 120).

    Nella enciclica Centesimus Annus Giovanni Paolo II condanna l'ideologia
    dello stato assistenziale che è l'ideologia del socialismo moderato :
    "" una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna
    di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve
    piuttosto sostenerla in caso di necessità ed aiutarla a coordinare la sua
    azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune.

    Intervenendo direttamente e deresponsabilizzando la società, lo Stato
    assistenziale provoca la perdita di energie umane e l'aumento esagerato
    degli apparati pubblici, dominati da logiche burocratiche più che dalla
    preoccupazione di servire gli utenti, con enorme crescita delle spese"".
    (Centesimus Annus, n.48 )


    Per la dottrina della Chiesa, lo stato non lascia fare ( come nel
    liberalismo )
    né cerca di fare direttamente ( come nel socialismo ) ma AIUTA A FARE:
    lo stato ha il diritto d'intervenire
    per aiutare chi ha veramente bisogno sulla base del necessario che nasce dai
    diritti fondamentali, ma aiuta a fare senza sostituirsi all'iniziativa dei
    singoli e delle comunità intermedie:

    1) la solidarietà viene sollecitata e
    garantita dall'intervento dello stato ma realizzata soprattutto attraverso
    il servizio privato.

    2) Lo stato sociale, che si ispira al principio di
    sussidiarietà, aiuta solo chi si trova in stato di vera necessità e aiuta
    soprattutto attraverso la ridistribuzione in moneta e non in servizi gestiti
    dallo stato perché:

    A) ciò fa salva la libertà d'iniziativa e di scelta dei
    bisognosi

    B) inoltre la fornitura dei servizi resta sottoposta all'iniziativa
    privata che ne garantisce l'efficienza.

    La solidarietà cristiana non va confusa con il socialismo; Giovanni Paolo
    II, nella sua visita a Colle di Val d'Elsa, in provincia di Siena, il 30
    marzo del 1996, ha pronunciato un discorso sulla solidarietà in cui ha
    detto:" è dunque l'ora di una nuova politica di solidarietà sociale, che non
    ha nulla a che vedere con l'assistenzialismo di comodo, dannoso alla lunga
    per gli stessi assistiti, ma che si basa piuttosto su interventi miranti a
    stimolare, nella prospettiva del principio di sussidiarietà, il senso di
    responsabilità e operosità delle categorie più deboli, assicurando loro al
    tempo stesso la possibilità concreta di esprimere le proprie capacità"
    ( L'Osservatore Romano, ed. settimanale n14-2805-, 5 aprile 1996, pag 3,
    n.7 ).

    La dottrina della Chiesa insegna che la proprietà privata, con i suoi
    diritti ed i suoi doveri, nasce dal lavoro e serve al lavoro ( Laborem
    exercens n.12 ) e insegna che tutti gli uomini devono diventare proprietari
    e non proletari ( Rerum novarum 27, Quadragesimo anno 63, Mater et Magistra
    100 ) perché l'uomo senza proprietà diventa una sorta di bestia da
    allevamento nelle mani del potere pubblico e infatti il collettivismo,
    dovunque si realizza, trasforma la povertà in miseria e l'ingiustizia in
    schiavitù ( Sollecitudo rei socialis 15, Centesimus Annus 12,13,24 ).

    Pio XI insegna che il capitalismo liberale " si era mostrato incapace di
    dare soluzione legittima alla que­stione sociale " ma il capitalismo
    social-comunista " proponeva un rimedio che, di gran lunga peggiore del
    male, avrebbe gettato in maggiori pericoli la società umana" (
    Quadragesimo anno 10 ) dimostrando che " l'abolizione della proprietà
    privata tornerebbe, non a vantaggio, ma a estrema rovina della classe
    operaia " (Quadragesimo anno 44 ).

    Giovanni XXIII ugualmente insegna che nel capitalismo selvaggio vi è
    disordine e sfruttamento dei deboli ma nel socialismo vi è dittatura e
    miseria ( Mater et Magistra 44 ).

    Il capitalismo, dice Giovanni Paolo II, " (...) a livello dei suoi
    principi basilari sarebbe accettabile dal punto di vista della dottrina
    sociale della Chiesa, essendo sotto vari aspetti conforme alla legge
    naturale. (...) Sono gli abusi del capitalismo che vanno condannati"

    ( Giovanni Paolo II, - Dove abbiamo deviato dal Vangelo ?-: un esame di
    coscienza per il mondo alle soglie del duemila. Un'intervista concessa dal
    Papa al giornalista Jas Gawronski pubblicato da - La Stampa - nell'edizione
    di martedì 2 novembre, L'Osservatore Romano, supplemento settimanale n.44,
    pag.11 ).

    La libertà del mercato e il diritto di iniziativa economica, infatti, sono
    il vero motore del'economia purché essi vengano conciliati
    con il dovere della solidarietà verso i più bisognosi ( CFR Sollicitudo rei
    socialis e Centesimus Annus ):
    la Chiesa, infatti, insegna che non si può distribuire solidarietà senza
    produrre ricchezza.

    Per la dottrina della Chiesa Cattolica l'uso della proprietà privata dei
    mezzi di produzione non deve essere in antitesi con il bene comune, anzi, la
    proprietà privata deve essere lo strumento privilegiato per attuare la
    destinazione universale dei beni.

    Il vero male, dunque, non è la proprietà ma la mancanza della proprietà e
    questa è totale nei regimi social-comunisti.

    Il comunismo, infatti, può riassumere tutta la sua dottrina nella frase: "
    Abolizione della proprietà privata " ( Marx ed Engels, Manifesto del
    partito comunista, Einaudi 74, pag. 148 ).

    In una discussione fra comunisti, la marxista Rossana Rossanda deve
    ammettere che,dovunque i
    comunisti sono andati al potere, la violenza esercitata dal capitalismo di
    stato ( la Rossanda lo chiama monopolio statale della violenza ) è stata
    più - ALTA - e più - DUREVOLE - rispetto alla violenza esercitata dal
    capitalismo privato.

    Il marxista Luciano Canfora è costretto ad ammettere il completo
    fallimento economico del comunismo: nonostante il comunismo abbia gestito il
    potere in
    modo veramente totale, in nessuna parte del mondo è riuscito a realizzare un
    diverso e migliore ordine economico: anzi, la situazione economica è sempre
    peggiorata con il comunismo.
    Il comunismo riesce a produrre soltanto miseria e fame.

    Il comunismo, nel mondo, ha provocato212 milioni di morti.
    Si tratta di morti ammazzati e di morti per fame: infatti non
    bisogna dimenticare che il comunismo ha il primato delle stragi per morti di
    fame: il grande Affamatore del XX secolo è proprio il comunismo.

    12 Milioni di morti per fame in URSS negli anni 30 e 60 milioni di morti
    per fame in Cina negli anni 58-60: morti non dovuti a carestie naturali ma
    a quelle artificiali provocate dall'abolizione della proprietà privata. Nel
    decennio 80-90 le morti per fame in Africa sono tutte dovute agli
    esperimenti di collettivizzazione comunista.



    BRUTO MARIA BRUTI





    Bibliografia:


    1) Autori vari, Sul libro nero del comunismo, una discussione nella
    sinistra, Manifestolibri, Roma 1998

    2) cfr Luciano Gulli, Comunismo, 212 milioni di morti, le vittime ricordate
    in un convegno organizzato a Milano da Alleanza Cattolica, Il Giornale
    18-03-1995, pp.20-21 cfr Robert Conquest, il Grande Terrore, Rizzoli, Milano
    1999, cfr AAVV. Il libro nero del Comunismo, Mondadori;
    cfr Jasper Becker, La Rivoluzione della fame, Cina 1958-1962: la
    carestia segreta, Il Saggiatore, Milano 1998; Luca Pietromarchi, Il mondo
    sovietico, Bompiani '63, pag.651, C. e J. Broyelle, Apocalypse Mao, ed.
    Grasset, Parigi '80, pag.71, J.F. Revel, La patacca terzomondista, Il
    Giornale 7-2-85, pag.1,Robert Conquest, Il grande terrore, ed. Mondadori
    '70, pag. 43, Il
    Comunismo realizzato, ed. Fogli '85, Verona, pag.57 .
    Ultima modifica di a_ntv; 09-02-2008 alle 11:35

  4. #14
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    Bianchi non mi piace, ed è risaputo. Ma da qui a farlo passare per come viene descritto in questo post ne passa... Un pò di moderazione e di senso della misura, grazie.

  5. #15
    Fedelissimo di CR L'avatar di ago86
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    Concordo con quanto scritto nel post. Enzo Bianchi ha un'idea tutta sua della Chiesa.

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Miles Christi Visualizza Messaggio
    Bianchi non mi piace, ed è risaputo. Ma da qui a farlo passare per come viene descritto in questo post ne passa... Un pò di moderazione e di senso della misura, grazie.

    Enzo Bianchi non è il magistero della Chiesa e non mostra "ossequio della volontà e dell'intelligenza" verso il magistero della Chiesa ( conclio Vaticano II, Lumen gentium ), anzi, il suo insegnamento viene presentato come la predicazione autentica del Vangelo e finisce per entrare in contrasto con il Vangelo spiegato dalla Chiesa stessa, specialmente in tema di dottrina sociale.

    Noi tutti abbiamo conosciuto l'esempio dei Santi, uomini ispirati, come San Padre Pio: la loro caratteristica era l'obbedienza totale alla Chiesa anche nelle punizioni ingiuste, inflitte per prudenza e determinate da una erronea conoscenza dei fatti.

    Enzo Bianchi, per tanti, troppi, è un uomo ispirato:
    ma noi sappiamo che Lo Spirito Santo è Spirito di continuità e non di contraddizione.

    Delle due l'una: se Enzo Bianchi è ispirato dallo Spirito vuol dire che il Magistero della Chiesa non è ispirato dallo stesso Spirito.


    E dove risiede ufficialmente lo Spirito di Verità?

  7. #17
    Veterano di CR L'avatar di Hortus Novus
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    Dai libri di Bianchi (tranquilli non li ho letti tutti, non ho tempo da perdere) si vede che ha la sua personale idea di come vivere la Parola, ma non per questo non si può dire che non sia un teologo anche piuttosto fine sotto certi punti di vista. Se poi sbraita tanto, quello fa parte del suo modo di comunicare con la gente, ma non si mette in aperta contraddizione con il Papa; è una specie di "Beppe Grillo" dei poveri!

    occhio al fatto che dice:

    "da secoli i cristiani vivono liberi e rispettati"
    Parla di cristiani, non di Chiesa. In effetti, chi toccherà mai i monaci, ad esempio? l'attacco a cui ti riferisci è alle frange "potenti" del mondo Cristiano, quelli che contano qualcosa, per dire. Il singolo credente non interessa ai terroristi.

    Se vi interessa invece un mio commento alla sua confraternita, è assai poco originale: si tratta di un minestrone di soluzioni già esistenti. è una specie di monachesimo di tipo "benedettino" ma mooooooo(...)oolto meno rigoroso, mi sà un po' da sofisticazione del monachesimo benedettino, a essere sinceri. Poi ognuno è libero di vivere la Parola come ritiene opportuno per sè stesso.

    E noi stiamo attenti a non fare un vittimismo esagerato!...

  8. #18
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    Post in evidenza

    rilancio in evidenza il post originale

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da otherway Visualizza Messaggio
    Con riferimento al post di apertura e senza aver letto i link di rimando a Sandro Magister , alcune note



    I potere temporale è storicamente cessato da poco e le cattive abitudini si sa si correggono con molto tempo , se ben radicate

    Lo spirito "conciliare" ed "ecumenico" è lo spirito giusto per costruire la capacità di essere accolto con il suo pensiero in ambienti che critica significa che gli viene conferita una certa autorevolezza di fatto

    Il problema del Magistero consiste nella scelta di essere autoritario o autorevole e solo chi esercita tale incarico può dare l’ impronta al Magistero

    "Se la maggioranza dice una cosa, quella è la verità".
    Questo è falso . sia che la maggioranza sia cattolica sia che non lo sia , perché nessuno conosce la verità

    Se si vuole criticare una ideologia non bisogna essere ideologia .
    La Dottrina Sociale che, come insegnava Papa Giovanni XXIII,
    è parte integrante della concezione cristiana della vita ( Cfr Mater et Magistra ) viene però frequentemente disattesa da coloro che pretendono di essere considerati cristiani d.o.c

    nonemclatura e casta sono nomi diversi per lo stesso fenomeno quello che da sempre rifiuta il concetto di “ cittadino “ per sostenere quello di “ suddito “ vedi condizione italiana di oggi


    Uno Stato assistenziale alla svedese sarebbe da studiare con attenzione per poterne migliore i limiti

    1) la solidarietà viene sollecitata e garantita dall'intervento dello stato ma realizzata soprattutto attraverso il servizio privato.
    CHE RISULTA NON SOLIDALE

    2) Lo stato sociale, che si ispira al principio di sussidiarietà, aiuta solo chi si trova in stato di vera necessità e aiuta
    soprattutto attraverso la ridistribuzione in moneta e non in servizi gestiti dallo stato perché:

    A) ciò fa salva la libertà d'iniziativa e di scelta dei bisognosi
    POSSIBILITA’ TEORICA

    B) inoltre la fornitura dei servizi resta sottoposta all'iniziativa
    privata che ne garantisce l'efficienza.
    NON RISULTA

    Il comunismo riesce a produrre soltanto miseria e fame.
    Ma il capitalismo selvaggio lo batte in efficienza

    Il comunismo, nel mondo, ha provocato 212 milioni di morti.
    Si tratta di morti ammazzati e di morti per fame: infatti non
    bisogna dimenticare che il comunismo ha il primato delle stragi per morti di fame: il grande Affamatore del XX secolo è proprio il comunismo.

    mentre il capitalismo era impegnato a fare altrettanto dove il comunismo non esisteva




    Autorevoli esponenti del pensiero comunista sono stati costretti a riconoscere il fallimento storico del comunismo
    ( AAVV, , Sul libro nero del comunismo, una discussione nella sinistra, Manifestolibri, Roma 1998)


    Rossana Rossanda deve riconoscere che, dovunque i i comunisti sono andati al potere la violenza esercitata dal capitalismo di stato, cioè dal comunismo ( la Rossanda lo chiama monopolio statale della violenza ) è stata più - ALTA- e più - DUREVOLE - rispetto alla violenza esercitata dal capitalismo privato: infatti la Rossanda dice che prima della rivoluzione la violenza si esercitava non solo attraverso i governi, ma con la - regolamentazione - del colonialismo e del mercato.
    Il problema misterioso, per lei che non vuole rinunciare alla dottrina di Marx, è quello del continuo fallimento storico del comunismo per quanto riguarda la capacità di costruire una società - libera - (cfr ivi pag 28 ).


    Per Luciano Canfora il problema misterioso, invece, è quello del fallimento economico: nonostante il comunismo abbia gestito il potere in modo veramente totale, in nessuna parte del mondo è riuscito a realizzare un diverso e migliore ordine economico (cfr Luciano Canfora, ibidem, pag 48 )

    A questo proposito come non ricordare le riflessioni dello scrittore francese Jean Francois Revel che, nel suo libro - La conoscenza inutile -, sottolineava il fatto che i morti per fame del decennio 1980-1990 si concentravano in Africa e particolarmente nei paesi che avevano adottato un sistema marxista ( Etiopia, Madagascar, Angola, Mozambico ).

    Egli scrive che il - grande affamatore del XX secolo è il socialismo -: infatti le carestie più funeste nella nostra epoca si sono avute nei paesi comunisti e fra le più celebri cause di carestia figurano le collettivizzazioni agricole attuate in URSS e in Cina. In Unione Sovietica l'abolizione della proprietà privata portò a 12 milioni di morti per fame negli anni 1930 e in Cina l'abolizione della proprietà privata determinò la morte per fame di 60 milioni di persone negli anni 1958, 1960, 1961, 1962.



    NOTA DI DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA:



    Giovanni XXIII insegna che, se il liberalismo provoca disordine e sfruttamento dei deboli, il collettivismo determina sempre tirannide politica e ristagno dei settori economici con produzione di miseria ( Mater et Magistra n.44 ).

    La dottrina della Chiesa avverte che il socialismo è un rimedio peggiore del disordine liberale che pretende di combattere ( Pio XI, Quadragesimo Anno n.10 ).






    CROLLA ANCHE IL MITO SOCIALDEMOCRATICO




    Nel 1970 la Svezia era il quarto paese più ric­co del mondo (statistiche OCSE). Oggi è sce­sa al 14.mo posto

    La lezione che ci viene dalla Scandinavia è semplice: quando crescono tasse e spesa, diminuisce la crescita.

    ( dall’Istituto Bruno Leoni si può scaricare (www.brunoleoni.it) un libro documentato: Il “modello scandinavo” tra mito e realtà, di Tito Tettamanti (presidente dell’Associazione Società Civile Svizzera)



    NOTA DI DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA


    Nella enciclica Centesimus Annus Giovanni Paolo II condanna l'ideologia dello stato assistenziale che è l'ideologia del socialismo moderato : " una società di ordine superiore non deve interferire nella vita interna di una società di ordine inferiore, privandola delle sue competenze, ma deve piuttosto sostenerla in caso di necessità ed aiutarla a coordinare la sua azione con quella delle altre componenti sociali, in vista del bene comune.
    Intervenendo direttamente e deresponsabilizzando la società, lo Stato assistenziale provoca la perdita di energie umane e l'aumento esagerato degli apparati pubblici, dominati da logiche burocratiche più che dalla preoccupazione di servire gli utenti, con enorme crescita delle spese". ( Giovanni Paolo II, Centesimus Annus, n.48 )


    Per la dottrina della Chiesa, invece, lo stato non lascia fare né cerca di fare direttamente ma aiuta a fare: lo stato ha il diritto d'intervenire per aiutare chi ha veramente bisogno sulla base del necessario che nasce dai diritti fondamentali, ma aiuta a fare senza sostituirsi all'iniziativa dei singoli e delle comunità intermedie: la solidarietà viene sollecitata e garantita dall'intervento dello stato ma realizzata soprattutto attraverso il servizio privato.


    Lo stato sociale, che si ispira al principio di sussidiarietà, aiuta solo chi si trova in stato di vera necessità e aiuta soprattutto attraverso la ridistribuzione in moneta e non in servizi gestiti dallo stato perché ciò fa salva la libertà d'iniziativa e di scelta dei bisognosi e inoltre la fornitura dei servizi resta sottoposta all'iniziativa privata che ne garantisce l'efficienza.

    L’iniziativa PERSONALE, IL DIRITTO ALL’INIZIATIVA PERSONALE NEL MONDO DEll’ECONOMIA, I VALORI PERSONALI CHE SI ESPLICANO NELLA PROPRIETA’ PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE SONO FONDAMENTALI PER LA RIUSCITA DELLA PRODUZIONE E DEL SISTEMA ECONOMICO STESSO.

    Giovanni Paolo II, ricordando anche San Tommaso D’Aquino, ha dedicato il capitolo 15 della Enciclica Laborem Exercens alla ARGOMENTAZIONE PERSONALISTICA.





    La solidarietà naturale e cristiana che si oppone ad ogni forma di socialismo può essere sinteticamente illustrata nel settore della scuola.


    Compito dello stato non è quello di fare le scuole e di fare il maestro ma soprattutto quello di aiutare le famiglie a creare centri educativi ( autonomi nei programmi, nei metodi e nella scelta dei professori ) e quello di garantire il diritto delle famigliedi scegliere la scuola dove mandare i propri figli( cfr Libertà cristiana e liberazione n.73 e n.94 ).
    La solidarietà cristiana non va confusa con il socialismo; Giovanni Paolo II, nella sua visita a Colle di Val d'Elsa, in provincia di Siena, il 30 marzo del 1996, ha pronunciato un discorso sulla solidarietà in cui ha detto:

    " è dunque l'ora di una nuova politica di solidarietà sociale, che non ha nulla a che vedere con l'assistenzialismo di comodo, dannoso alla lunga per gli stessi assistiti, ma che si basa piuttosto su interventi miranti a stimolare, nella prospettiva del principio di sussidiarietà, il senso di responsabilità e operosità delle categorie più deboli, assicurando loro al tempo stesso la possibilità concreta di esprimere le proprie capacità". (L'Osservatore Romano, ed. settimanale n14-2805-, 5 aprile 1996, pag 3, n.7 )

  10. #20
    Veterano di CR L'avatar di Garsel
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    bruti,
    è del tutto legittimo, e perfino apprezzabile, che tu presenti ai forumisti le tue visioni su cristianesimo e comunismo, che sostanzialmente non dicono nulla di nuovo; ma che tu le appiccichi in modo sostanzialmente diffamante a Bianchi, partendo da un post di Magister che criticava Bianchi ma partendo da presupposti completamente diversi, sarà pure legittimo ma mi sembra completamente sballato.

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