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Discussione: Domande sul Calendario e sulle precedenze nella forma straordinaria del Rito Romano

  1. #11
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da canonico88 Visualizza Messaggio
    Forse nel rito ambrosiano santa Lucia sarà stata il 13 ma io ho sempre saputo fosse il 21: c' è anche il proverbio: santa lucia il dì più corto che ci sia, dalle nostre parti detto in piemontese, in quanto era il solstizio d' inverno.
    Citazione Originariamente Scritto da canonico88 Visualizza Messaggio
    Eppure sono sicuro, visto anche che un giorno si discuteva priprio di questa cosa col mio parroco che da noi in Piemonte fosse festeggiata al solstizio d' inverno: qualcuno sa se è possibile: non credo che il mio parroco ricordi male, e poi c' è il proverbio: sarà stupido ma qaulche attinenza l' avrà!
    Fin da bambino mi hanno raccontato che la ragione è questa (e l'ho ritrovata in google da cui l'ho presa pari pari):
    Contrariamente a quanto si pensa non è Santa Lucia (il 13) il giorno più corto dell'anno, ma, ragionevolmente, il 21 o 22, quando si verifica il solstizio invernale.
    Il detto "Santa Lucia, il giorno piu' corto che ci sia!" risale a quando, prima del 1582, la sfasatura fra calendrio civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13. Riformando il calendario secondo accurate osservazioni astronomiche, Papa Gregorio XIII decretò che si passasse dal 4 Ottobre al 15 Ottobre, togliendo quindi i 10 giorni di sfasatura accumulati negli oltre 10 secoli precedenti.
    Da notare che il culto di S. Lucia è molto vivo anche nei paesi del nord Europa e in tale culto l'elemento della luce è molto significativo. Ciò è dovuto anche al fatto che il calendario gregoriano fu adottato molto tardi nei paesi protestanti (verso la fine del 1700) e quindi la corrispondenza del solstizio con santa Lucia è stata vissuta per più tempo e si è radicata ancor più nel popolo.

    Per quanto riguarda i proverbi, lo spostamento di S. Benedetto è stato micidiale. Ora "la rondine sul tetto" non ha più senso... Bah!
    Ultima modifica di Ambrosiano; 16-08-2007 alle 16:59

  2. #12
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    C'è da dire comunque che alcuni spostamenti di feste operati in seguito alla riforma sono stati secondo me opportuni. Ad esempio lo spostamento del Cuore Immacolato della Beata Vergine dal 22 agosto (VO) al giorno dopo la solennità del Sacro Cuore (NO), per meglio sottolineare il legame tra il Cuore di Gesù e quello della Madre, e lo spostamento della festa della Regalità di Maria dal 31 maggio al 22 agosto, una settimana dopo l'Assunzione.

  3. #13
    Utente Senior L'avatar di CARDINAL FERRARI
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Nel calendario Romano tradizionale le due feste erano separate (Sant'Anna il 26 luglio, San Gioacchino il 16 agosto), così come, ad esempio, erano separate le feste dei tre Arcangeli (San Michele il 29 settembre, San Gabriele il 24 marzo, San Raffaele il 24 ottobre, mentre ora si celebrano tutti insieme il 29 settembre). Poi in seguito alla riforma del calendario sono state unite. Secondo me non è stata sempre un'ottima scelta (ad esempio a mio avviso era molto appropriato festeggiare l'Arcangelo Gabriele alla vigilia della solennità dell'Annunciazione), ma tant'è.
    Invece, per noi ambrosiani, S. Gioacchino (o Gioachimo) cadeva il 9/09 all'indomani della Natività della sua Santissima Figlia. S. Anna e gli Arcangeli Michele e Raffaele, come nel rito Romano. S. Gabriele, però veniva festeggiato il 5/12 mettendolo in relazione con il mistero dell'Immacolata Concezione.

  4. #14
    Iscritto L'avatar di dismas253
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    e pensa ai rocco o alle barbara che sono rimasti senza patrono!!!

  5. #15
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da dismas253 Visualizza Messaggio
    e pensa ai rocco o alle barbara che sono rimasti senza patrono!!!
    L'elenco dei santi (se così si può chiamarlo) che conta non è il calendario liturgico, ma il Martirologio. Se tutti i santi canonizzati nel corso dei secoli fossero inseriti nel Calendario liturgico universale, non basterebbero 365 giorni.

  6. #16
    Iscritto L'avatar di dismas253
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    molto ben detto!

  7. #17
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    Garbatella MA ANCHE Irlanda
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcus Visualizza Messaggio
    Non c'è dubbio sul fatto che il Calendario antico fosse molto più azzeccato di questo nuovo.
    E invece trovo molto più "azzeccato", per usare il tuo medesimo termine, il Calendario riformato rispetto a quello vecchio.

    Il Calendario riformato, volendo esporre quelle che sono le mie considerazioni, risponde maggiormente al criterio, che sempre ha fatto parte del Calendario romano fin dal suo formarsi, secondo cui il Santo va commemorato nel suo dies natalis.

    D'altra parte il culto dei Martiri nacque nella celebrazione dei loro anniversari e tale regola rimase in uso fino all'XI secolo. In tale periodo Adone di Vienne introdusse date arbitrarie per la commemorazione dei santi nel suo Martirologio e tali date passarono lentamente nei varii calendari.

    Nel XVII secolo nella scelta delle date per la commemorazione dei santi influirono ragioni perlopiù futili, addirittura nel XIX secolo si vollero colmare i vuoti durante le settimane di Quaresima!

    Nel 1969 si operò secondo tali criteri:

    1. Ripristinare l'uso romano di celebrare il Santo nel suo dies natalis.
    2. Alleggerire il Calendario romano.
    3. Arricchirlo.

    Le memorie dei santi che sono state spostate, sono state spostate per portarle ad un giorno più corrispondente a quello della nascita al cielo del santo in questione. (e.g. San Pio V)
    Eccezione è stata fatta per san Benedetto, san Tommaso e san Gregorio Magno. le cui feste o memorie sono state trasferite ad altri giorni per loro particolari in quanto i precedenti giorni liturgici loro assegnati dal vecchio calendario cadevano in periodo quaresimale e ciò significava che sarebbero state sistematicamente omesse o ridotte a commemorazione, questo è innegabile.

    Può sembrare contraddittorio parlare insieme di arricchimento e alleggerimento del Calendario romano ma in fondo i riformatori hanno fatto proprio questo.

    L'alleggerimento del calendario è sempre stata una preoccupazione dei Pontefici, già a Trento il Calendario romano fu allegerito, san Pio X diede il suo contributo.

    Ma dopo ogni allegerimento si è sempre operato nel verso opposto e il Calendario è sempre tornato a ingolfarsi.

    Paolo VI ridusse le memorie dei Santi a 180 omettendo santi la cui stessa esistenza è dubbia (Giovanni e Paolo, Caterina d'Alessandria [poi reintrodotta per volontà di Giovanni Paolo II]). I martiri romani furono tutti inseriti nella Memoria dei Primi Martiri della Chiesa di Roma il 30 Giugno. Furono anche omessi i nomi dei santi il cui culto era limitato a un certo ordine religioso o a una singola Diocesi. Si è però raccomandato che tali memorie venissero comunque mantenute nei Calendari particolari. Si sono invece introdotti santi provenienti da ogni parte della Cattolicità: i martiri ugandesi, giapponesi, coreani, vietnamiti, canadesi, statunitensi... I santi provenienti dall'America latina e il solarino Pietro Chanel, unico santo dell'Oceania.

    E se questo non è arricchimento...

    Insomma, è necessaria una certa visione d'insieme per giudicare un Calendario, quello vecchio non era certamente malvagio, anzi, ma nemmeno quello riformato lo è. Tutti e due i calendari soffrono però di una crisi, quella dell'ingolfamento da troppe celebrazioni. A mio umile e personalissimo giudizio vi sono sia nell'uno sia nell'altro troppe memorie, andrebbe operata una nuova riforma del Calendario in modo che in primis si omettano le memorie dei santi il cui culto è circoscritto a singole regioni ecclesiastiche od ordini religiosi e, specialmente nei tempi forti si valorizzino ancor più le orazioni, le letture e i testi eucologici del Proprio del Tempo troppo spesso omessi (specie nel tempo di Pasqua) a favore delle memorie dei Santi. In secundis si faccia in modo che esista un unico Calendario romano sia per l'uso ordinario del Rito Romano sia per l'uso extraordinario.
    «Renditi conto di ciò che farai,
    imita ciò che celebrerai,
    conforma la tua vita
    al mistero della Croce di Cristo Signore»
    .
    Dal Pontificale Romano



  8. #18
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    DEvo dire che quella di Marcianus è un' analisi equilibrata ed esauriente, e mette in luce soprattutto il problema di diversità di calendari fra le ormai due forme del rito romano, problema che mi sono posto anche io.
    Volevo però chiedere: vedendo un messale romano antecedente alla riforma mi son accorto che in quello che oggi è il tempo per anno troviamo praticamente ogni giorno una memoria: sono tutte obbligatorie?

  9. #19
    CierRino L'avatar di Marcianus
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    Citazione Originariamente Scritto da canonico88 Visualizza Messaggio
    DEvo dire che quella di Marcianus è un' analisi equilibrata ed esauriente, e mette in luce soprattutto il problema di diversità di calendari fra le ormai due forme del rito romano, problema che mi sono posto anche io.
    Volevo però chiedere: vedendo un messale romano antecedente alla riforma mi son accorto che in quello che oggi è il tempo per anno troviamo praticamente ogni giorno una memoria: sono tutte obbligatorie?
    Non esistevano le memorie facoltative...

    I classe = Solennità
    II classe = Festa
    III classe = Memoria (ovviamente obbligatoria)
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  10. #20
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    Allora era intasato forte: non c' era un giorno libero!

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