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Discussione: L'Ufficio Divino (Breviario) nella Forma Straordinaria del Rito Romano

  1. #1
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Aloisius Gonzaga
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    L'Ufficio Divino (Breviario) nella Forma Straordinaria del Rito Romano

    come venivano fatti i vespri solenni comunitari?
    nel senso: quali spazi venivano utilizzati? dove veniva esposta l'eucarestia? che paramenti venivano utilizzati?
    Ultima modifica di Gerensis; 15-11-2017 alle 13:54
    laudetur Aloysius

  2. #2
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    Cerimoniale liturgico per i vespri festivi solenni “in terza”

    In uso nelle parrocchie d’Alto Malcantone nelle solennità patronali, nelle feste della confraternita e in occasioni staordinarie.


    I vespri solenni “in terza” vengono officiati da 3 sacerdoti, il celebrante indossa cotta stola e piviale, i due sacerdoti che fungono da diacono e suddiacono vestono camice stola e tunicella (dalmatica); se vé presente altro clero veste unicamente la cotta sopra la talare.
    A queste cerimonie solitamente partecipa anche la confraternita.
    Gli uomini che cantano occupano le panche nel presbiterio o nel coro e nelle cappelle laterali, le donne sono nei banchi della chiesa, (solitamente cominciando ad occupare gli ultimi banchi.)

    Cerimoniale:

    i confratelli escono dalla sacrestia e si dispongono attorno all’altare, escono poi i chierichetti seguiti dal clero in ordine di gerarchia, da ultimo i 3 sacerdoti celebranti che si dispongono in rango davanti all’altare, i sacerdoti recitano in segreto un Pater e un Ave, il fabbriciere da il segnale col bastone e tutti genuflettono, poi i sacerdoti raggiungono il seggio.
    Chi presiede la cerimonia inizia il Deus in adiutorium, subito sorretto dalla voce degli uomini, mentre tutti si fanno il segno di croce.
    Terminato il Gloria Patri il fabbricere da di nuovo il segnale col bastone e i confratelli genuflettono e rientrano in sacrestia, i sacerdoti e i chierichetti si siedono, uno dei due sacerdoti che fanno servizio levitico si alza in piedi e canta l’antifona, si intona il primo salmo.
    Ogni volta che si canta il primo versetto del Gloria Patri il clero china profondamente il capo.
    Al termine di ogni salmo il sacerdote si alza ripete l’antifona del salmo e canta l’antifona del prossimo salmo.
    Al termine dell’ultimo salmo tutti si levano in piedi ed il sacerdote che presiede canta il capitolo a cui fa seguito il canto dell’inno.
    A questo punto il predicatore tiene il panegirico. (se predica chi presiede si sveste del piviale e rimane in cotta e stola, se predica un altro sacerdote non celebrante a questo punto veste la stola)
    Terminata la predica il celebrante canta l’antifona e si intona il Magnificat, i confratelli tornano a disporsi attorno all’altare con le torcie accese,
    Durante questo cantico, viene presentato al celebrante il turibolo, esso vi mette l’incenso e lo benedice, poi il celebrante e i sacerdoti assistenti salgono i gradini dell’altare per l’incensazione del medesimo, cominciando dal tabernacolo, la croce , la mensa , e le reliquie, viene poi incensato il simulacro della Madonna o l’effige del Santo che si festeggia.
    I sacerdoti tornano al seggio, chi fa da diacono incensa il celebrante, poi a sua volta viene incensato dal suddiacono il quale a questo punto incensa il rimanente clero e i religiosi sempre in ordine di gerarchia o di anzianità di messa, poi anch’egli torna al suo posto e viene incensato da un chierichetto che incenserà poi anche il popolo.
    Al termine del Magnificat il celebrante ricanta l’antifona indi canta l’oremus finale e il Benedicams Dominus poi con le parole solite termina il vespro.

    Se vé processione essa parte a questo punto.

    Se non vé processione si espone il Santissimo Sacramento per la Benedizione.

  3. #3
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    Originally posted by Helveticus@Aug 10 2006, 12:43 AM
    Cerimoniale liturgico per i vespri festivi solenni “in terza”

    In uso nelle parrocchie d’Alto Malcantone nelle solennità patronali, nelle feste della confraternita e in occasioni staordinarie.


    I vespri solenni “in terza” vengono officiati da 3 sacerdoti, il celebrante indossa cotta stola e piviale, i due sacerdoti che fungono da diacono e suddiacono vestono camice stola e tunicella (dalmatica); se vé presente altro clero veste unicamente la cotta sopra la talare.
    A queste cerimonie solitamente partecipa anche la confraternita.
    Gli uomini che cantano occupano le panche nel presbiterio o nel coro e nelle cappelle laterali, le donne sono nei banchi della chiesa, (solitamente cominciando ad occupare gli ultimi banchi.)

    Cerimoniale:

    i confratelli escono dalla sacrestia e si dispongono attorno all’altare, escono poi i chierichetti seguiti dal clero in ordine di gerarchia, da ultimo i 3 sacerdoti celebranti che si dispongono in rango davanti all’altare, i sacerdoti recitano in segreto un Pater e un Ave, il fabbriciere da il segnale col bastone e tutti genuflettono, poi i sacerdoti raggiungono il seggio.
    Chi presiede la cerimonia inizia il Deus in adiutorium, subito sorretto dalla voce degli uomini, mentre tutti si fanno il segno di croce.
    Terminato il Gloria Patri il fabbricere da di nuovo il segnale col bastone e i confratelli genuflettono e rientrano in sacrestia, i sacerdoti e i chierichetti si siedono, uno dei due sacerdoti che fanno servizio levitico si alza in piedi e canta l’antifona, si intona il primo salmo.
    Ogni volta che si canta il primo versetto del Gloria Patri il clero china profondamente il capo.
    Al termine di ogni salmo il sacerdote si alza ripete l’antifona del salmo e canta l’antifona del prossimo salmo.
    Al termine dell’ultimo salmo tutti si levano in piedi ed il sacerdote che presiede canta il capitolo a cui fa seguito il canto dell’inno.
    A questo punto il predicatore tiene il panegirico. (se predica chi presiede si sveste del piviale e rimane in cotta e stola, se predica un altro sacerdote non celebrante a questo punto veste la stola)
    Terminata la predica il celebrante canta l’antifona e si intona il Magnificat, i confratelli tornano a disporsi attorno all’altare con le torcie accese,
    Durante questo cantico, viene presentato al celebrante il turibolo, esso vi mette l’incenso e lo benedice, poi il celebrante e i sacerdoti assistenti salgono i gradini dell’altare per l’incensazione del medesimo, cominciando dal tabernacolo, la croce , la mensa , e le reliquie, viene poi incensato il simulacro della Madonna o l’effige del Santo che si festeggia.
    I sacerdoti tornano al seggio, chi fa da diacono incensa il celebrante, poi a sua volta viene incensato dal suddiacono il quale a questo punto incensa il rimanente clero e i religiosi sempre in ordine di gerarchia o di anzianità di messa, poi anch’egli torna al suo posto e viene incensato da un chierichetto che incenserà poi anche il popolo.
    Al termine del Magnificat il celebrante ricanta l’antifona indi canta l’oremus finale e il Benedicams Dominus poi con le parole solite termina il vespro.

    Se vé processione essa parte a questo punto.

    Se non vé processione si espone il Santissimo Sacramento per la Benedizione.
    mi compiaccio del fatto che in terra elvetica si siano conservati tali rituali.

    da quanto ho potuto dedurre, l'alto Malcantone è di rito romano.

    L'unica particolarità che mi lascia leggermente perplesso è l'uso della stola in fase di omelia, la quale, di suo, non è una azione liturgica propriamente detta, sarebbe sufficiente quindi, l'abito corale (talare e cotta)

    Mi chiedo, se il vespero viene celebrato così "in terza", alla mattina, nella messa solenne, compare anche la pianeta del detto parato, o si va di casule tipo "fodera di materasso"?


  4. #4
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    quando usiamo il paramentale rosso si usa il medesimo sia alla Messa che ai vespri, invece per quello bianco ne abbiamo uno completo in raso ricamato dei primi del 900 per i vespri, per la Messa invece usiamo 2 tonacelle in broccato d'oro antiche di cui é stata fatta confezionare una casula in coordinato essendo che la pianeta di detto servizio é ormai inutilizzabile e non resturabile ed il piviale mancante.

  5. #5
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    Originally posted by Helveticus@Aug 10 2006, 02:42 PM
    quando usiamo il paramentale rosso si usa il medesimo sia alla Messa che ai vespri, invece per quello bianco ne abbiamo uno completo in raso ricamato dei primi del 900 per i vespri, per la Messa invece usiamo 2 tonacelle in broccato d'oro antiche di cui é stata fatta confezionare una casula in coordinato essendo che la pianeta di detto servizio é ormai inutilizzabile e non resturabile ed il piviale mancante.
    ottimo!

  6. #6
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    Vezio (altomalcantone) , domenica 27 agosto 2006
    i vespri nella festa esterna di San Bartolomeo Apostolo e Martire






  7. #7
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    provo molta invidia ...... quanto deve essere bello!!!
    Padre mio, mi abbandono a Te.

  8. #8
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    é vero, forse io sono più fortunato di altri a poter operare in una parrocchia ove si ha mollta considerazione per il bello nella liturgia, però tutti, in qualsiasi realtà, dobbiamo impegnarci affinché la liturgia venga sempre celebrata con la giusta solennità, il dovuto decoro e la necesaria devozione per la Gloria di Dio e l'edificazione dei fedeli.

  9. #9
    Iscritto L'avatar di framop
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    Hai fatto delle belle foto; sono state delle belle celebrazioni!
    Dovrebbero essercene tanti che si preoccupano
    per una bella liturgia e con decoro.

    Perchè non metti anche le foto della Madonna del Rosario?

  10. #10
    Veterano di CR L'avatar di chierichetto87
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    Bhe in nuovo prete delal mia parrocchia sei è meravigliato di come abbiamo celebrato i vespri nelal festa patronale... :rolleyes:
    E dire che il parroco precedente diceva che cantavano male... :P

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