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Discussione: Bibliografia liturgica sulla forma straordinaria del Rito Romano

  1. #1
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    Bibliografia liturgica sulla forma straordinaria del Rito Romano

    Propongo uno scambio di informazioni per accumulare una bibliografia liturgica (intendo a tutti i livelli) quanto alla forma straordinaria del Rito Romano. Spero che possiate aggiungere dei testi utili, da cui io stesso ed altri utenti trarremo grande utilità. Io comincio ad elencarne qualcuno, in diverse lingue, con un relativo commento (almeno quanto ai libri che conosco personalmente). Certuni di questi libri si possono trovare su Internet, e persino scaricare gratuitamente in pdf su Google Libri, su archive.org o sulla Bibliothèque Saint Libère


    CERIMONIALI

    In lingua italiana

    Giuseppe Baldeschi, Esposizione delle Sacre Cerimonie, Desclée & C. 1931. Succinto ma sufficiente, testo di referenza. E' stato tradotto anche in francese.

    Ludovico Trimeloni, Compendio di liturgia pratica, Marietti 2007. Esaustivo e dettagliato. Il curatore della terza edizione vi aggiunge qualche nota supplementare, ma a volte prende in considerazione alcune piccole omissioni del Codice delle Rubriche del 1962 come se fossero una negazione pura e semplice della materia omessa (ricordo che secondo il Can. 21 del CIC "Nel dubbio la revoca della legge preesistente non si presume, ma le leggi posteriori devono essere ricondotte alle precedenti e con queste conciliate, per quanto è possibile", e questo nella Chiesa è un principio universale, anche se il CIC non si occupa di liturgia).

    La Messa pontificale al faldistorio, Istituto Cristo Re e Sommo Sacerdote 2013, vedi qui. Disponibile anche in inglese ed in francese.

    G. Sessolo, Le sacre cerimonie della Messa Pontificale e dei Vespri Pontificali al trono e al faldistorio, Marietti 1946.

    Norme cerimoniali per gli Eminentissimi Signori Cardinali, Tipografia poliglotta vaticana 1943. E' un documento ufficiale consegnato ai Cardinali appena nominati.

    Giambattista Maria Menghini, Le Solenni Cerimonie della Messa Pontificale celebrata dal Sommo Pontefice, Desclée Lefebvre & Ci. 1904. Mi auguro che un giorno torni ad essere utilizzato


    In lingua latina

    Ritus servandus in celebratione Missae; De defectibus in celebratione Missae occurrentibus; Ordo Missae, all'interno del Missale Romanum. Sono i testi ufficiali, fondamentalissimi e imprescindibili, che ogni prete deve studiare accuratamente e conoscere a menadito prima di celebrare la sua prima Messa di San Pio V.

    Caeremoniale Episcoporum. Testo ufficiale. L'ultima edizione, ancora vigente sotto Giovanni XXIII, è quella promulgata da Leone XIII nel 1886.

    Caeremoniale Romanae Ecclesiae (o Caeremoniale Apostolicum). E' il cerimoniale proprio del Papa e della corte pontificia.

    Decreta Authentica Congregationis Sacrorum Rituum. Collezione di testi ufficiali che contiene le risposte ai dubbi sull'interpretazione delle rubriche, e le variazioni introdotte col tempo.

    Mons. Pio Martinucci, Manuale Sacrarum Caeremoniarum in libros octo digestum, Cecchini 1879, in quattro tomi. Fu adattato da Giambattista Maria Menghini tra il 1911 e il 1915 alla riforma di S. Pio X. E' una referenza, ed è completo tanto per la liturgia sacerdotale che per quella episcopale, se si eccettuano alcune funzioni pontificali straordinarie.

    Msgr. Joachim Nabuco, Jus Pontificalium. Introductio in Caeremoniale Episcoporum, Desclée & S. 1956. Talmente completo ed erudito da lasciare sbalorditi, anche se ogni tanto Mons. Nabuco ha delle strane suggestioni "innovative" che avanza criticando i liturgisti e i cerimonieri suoi predecessori (come anche le rubriche dei libri liturgici che commenta, tacciando queste rubriche come imperfette e da cambiare): è arrivato a contestare ripetutamente persino l'"intoccabile" Martinucci.

    Idem, Pontificalis Romani expositio juridico-practica, Desclée & S. 1962. Stesso commento del precedente, ma semplicemente faccio notare che la prima edizione, quella del 1945, è più completa ed in tre tomi, mentre quella del 1962 è in un solo grande volume.

    Coppin e Stimart, Sacrae Liturgiae Compendium, Casterman 1903. E' un cerimoniale fatto a domande e risposte.

    Piscara Castaldo, Praxis caeremoniarum, 1645.

    Bauldry, Manuale Sacrarum Caeremoniarum, 1711.

    Favrin, Praxis solemnium functionum episcoporum, Pustet 1906.


    In lingua francese

    Louis Stercky CSSp, Manuel de liturgie et Cérémonial selon le Rit Romain, Gabalda & Cie 1935, in due tomi. E' la rielaborazione dello stesso manuale composto dal P. Léon Le Vavasseur CSSp nel 1867, e adattato dal P. Joseph Haegy CSSp alla riforma di S. Pio X. E' il più importante manuale di liturgia in lingua francese, scritto secondo le consuetudini del Seminario Francese di Santa Chiara a Roma. Chiaro, completo e pieno di autorevoli referenze; penso che sarebbe di grande utilità se fosse tradotto in italiano.

    Idem, Les fonctions pontificales selon le Rit Romain, Gabalda et Fils 1932, in due tomi. Stesso commento di sopra, contiene perlopiù le funzioni pontificali ordinarie (dunque in pratica solo quelle previste dal Caeremoniale Episcoporum, poichè quelle "straordinarie" sono di pertinenza del Pontificale).

    Idem, Cérémonial des Ordinations; Cérémonial de la Consécration des églises et des autels; e (se ricordo bene) anche Le sacre des évêques. Opuscoli che contengono alcune cerimonie pontificali straordinarie.

    Idem, Cérémonial à l'usage des petites églises de paroisse, Firmin-Didiot 1938. E' un estratto del secondo tomo del grande Manuel de liturgie per le chiese che non hanno abbondanza di clero, un po' come il Memoriale rituum nei confronti del Rituale Romanum

    Léon Le Vavasseur CSSp, Cérémonial selon le Rit Romain d'après Joseph Baldeschi et d'après l'Abbé Favrel, Lecoffre & Cie 1857. Sintetizza l'insegnamento di questi due liturgisti.

    L. Hebert, Leçons de liturgie à l'usage des séminaires, Berche et Pagis 1938, in tre tomi. Un'altra referenza classica francese.

    Mgr Xavier Barbier de Montault, Le costume et les usages ecclésiastiques selon la tradition romaine, Letouzey et Ané, in due tomi. Opera mastodontica e molto erudita, composta da un sincero amatore della romanità.

    Idem, Traité pratique de la construction, de l'ameublement et de la décoration des églises, Vivès 1878, in due tomi. Come sopra.

    Emmanuel Bourque, Cérémonial du Célébrant et Cérémonial liturgique en général, Editions de la Commission des Cérémonies 1937. Sintetizza lo Stercky per il clero canadese.

    Idem, Cérémonial des Enfants de Choeur, Editions de la Commission des Cérémonies 1946. Per chierichetti.

    Marcel Dubois CSSR, Cérémonial du Célébrant et des Ministres sacrés, 1952.

    Idem, Cérémonial des servants de Messe et du Clergé, 1952.

    Idem, Manuel du Sacristain, 1951.

    Les épreuves de liturgie. Semplice, pedagogica ed in più fascicoli.


    In lingua inglese

    Aurelius Stehle OSB, Manual of Episcopal Ceremonies, The Archabbey Press 1948, in due tomi.

    John Abel Nainfa SS, DCL, Costume of Prelats of the Catholic Church according to roman etiquette, John Murphy Company 1926.


    In lingua spagnola

    Gregorio Martínez de Antoñana CMF, Manual de Liturgia Sagrada, Coculsa 1957, in due tomi. E' la maggiore referenza spagnola, insieme al Manual Romano Toledano (ma quest'ultimo contiene le adattazioni ai riti propri della Chiesa di Toledo).



    COMMENTARI TECNICI DEI LIBRI LITURGICI

    In lingua latina

    Giuseppe Catalano - Iosephus Catalanus - ha commentato il Caeremoniale Episcoporum, il Caeremoniale Romanae Ecclesiae, il Rituale Romanum (ognuno di questi in due tomi) ed il Pontificale Romanum (in tre tomi), intorno alla metà del XVIII secolo. Dottissimo e zeppo di dettagli interessanti, ha soprattutto un approccio storico.


    In lingua francese

    Mgr Léon Gromier, Commentaire du Caeremoniale Episcoporum, La Colombe 1959. Il più noto commentario in francese del Caeremoniale.

    Mgr Ignace Bourget, Cérémonial des évêques commenté et expliqué par les usages et les traditions de la Sainte Eglise Romaine, Lecoffre 1856. In alcune edizioni risulta come anonimo.



    SPIEGAZIONI DELLA MESSA E DI ALTRE CERIMONIE (Dottrina, storia, senso delle cerimonie, spiritualità...)

    In lingua italiana

    Ernesto Moneta, La Messa viva. Meditazioni, A.V.E. 1941. Pieno di afflato.

    Martino da Cochem, La Santa Messa, Ichtys 2001. Dottrinale e devoto. Originale in francese (Martin de Cochem, La Sainte Messe).

    San Leonardo d Porto Maurizio OFMCap, La Santa Messa.

    I tesori spirituali, Sacramenti e sacramentali. Traduzione e spiegazione, Centro Librario Sodalitium 2004.

    Josef A. Jungmann, Missarum sollemnia, Ancora 2004, in tre tomi. Originale in tedesco. Contiene riferimenti interessanti (e lo cito solo per questo), ma bisogna assolutamente prenderlo con le pinze e non credere a tutto ciò che dice come fosse oro colato. Tendenza neomodernista.


    In lingua latina

    Papa Innocenzo III (Lotario dei Conti di Segni), Mysteriorum evangelicae legis et Sacramenti Eucharistiae libri sex, in Jacques Paul Migne, Patrologiae cursus completus. Series latina, t. CCXVII, coll. 763-916.

    Papa Benedetto XIV (Prospero Lambertini), Annotazioni sopra le feste di Nostro Signore e della Beatissima Vergine secondo l'ordine del calendario romano, 1740-1749.Quest'opera e la seguente si trovano più facilmente nell'enorme Opera Omnia dell’eruditissimo Pontefice, ma in questo caso saranno probabilmente in latino.

    Idem, De sacrosancto Missae Sacrificio, 1745 (originale in italiano).

    L'Opera Omnia del Cardinal Giovanni Bona O.Cist. (tre tomi in tutto) contiene diverse opere a soggetto liturgico: Rerum Liturgicarum sulla storia della liturgia e sulla Messa solenne, De Sacrificio Missae opuscolo spirituale per sacerdoti, De divina psalmodia sul Breviario.
    Non so in italiano, ma in francese esiste: De la liturgie ou traité sur le Saint Sacrifice de la Messe, Vivès 1874, in due tomi, che traduce il Rerum Liturgicarum.
    E' uno dei più insigni liturgisti del XVII secolo.

    Guilelmus Durandus, Rationale Divinorum Officiorum, in otto libri. Il numero di tomi varia secondo le edizioni, ma è raro trovare edizioni complete. Qui ce ne sono alcune elencate. Si sofferma molto sul senso mistico degli oggetti e delle cerimonie.



    In lingua francese

    Prosper Guéranger OSB, Institutions liturgiques, in quattro tomi. Opera monumentale per erudizione e per importanza. Purtroppo l’autore lo ha concepito come strumento di “propaganda” del Rito Romano a scapito dei Riti Gallicani. Poco a poco Dom Guéranger raggiunse il suo intento, ma almeno il Rito Lionese sopravvisse fino all’epoca del Concilio Vaticano II.

    Idem, L'année liturgique. L'edizione classica è in quindici volumetti, ma possono esserci edizioni concentrate in un minor numero di tomi. Spiegazione dei tempi e delle feste dell’anno liturgico, traduzione di molti testi, antologia di testi liturgici di altri riti o desueti. Personalmente considero la parte della Vigilia Pasquale come il « manifesto dell’archeologismo liturgico », poiché l’autore caldeggia il ripristino di cerimonie soppresse già da avanti la fine del primo millennio.

    Explication des prières et des cérémonies de la Sainte Messe d'après des notes recueillies aux conférences de Dom Prosper Guéranger, Retaux 1906.

    Pierre Lebrun, Explication littérale, historique et dogmatique, des prières et des cérémonies de la Messe, Périsse Frères 1860, in quattro tomi. Come il Cardinal Bona, il Padre Lebrun è un megalite de la liturgia, un Dom Guéranger ante litteram (ha scritto nel XVII secolo) ma, grazie a Dio, senza le smanie archeologiste del benedettino fondatore di Solesmes. La sua opera mostra l'armonica unità, quanto al fondo e all'essenza, tra le liturgie di ogni rito, orientale – cattolici e non – e occidentale, armonia sconvolta solo dalle innovazioni dei protestanti, i primi che si sono separati da questa comune tradizione liturgica, dato che negano nella dottrina (ognuno con le proprie nuances) il Sacrificio della Messa e la Presenza reale. Il primo tomo scandaglia dettagliatamente la Messa romana. Nel secondo tomo, dopo aver esposto la storia della liturgia, l’autore parla della Messa Ambrosiana, Gallicana, Mozaraba, Bizantina, Copta, Etiopica, Sira e Maronita. Il terzo riguarda la liturgia Armena, Nestoriana, e ricapitola sull'unità di base della liturgia. Il quarto parla delle liturgie protestanti e dimostra il loro disaccordo con la tradizione apostolica e con quella di tutto il resto del mondo cristiano. Il primo tomo, trattando della Messa di Rito Romano, è quello che ha avuto più successo e un maggior numero di edizioni, anche molto recenti.

    Explications des rites de la Messe par leurs corollaires pris dans l’Evangile, La Croisade de la Messe 1953.

    Auguste Boulanger, La doctrine catholique t. 3 Les moyens de sanctification, Vitte 1927. In forma di catechismo a domande e risposte. E’ stato edito spesso come anonimo, sia sotto il titolo Le Culte, sia La grâce. E sotto quest’ultimo titolo si trova l’edizione attuale, sotto i tipi Clovis, per la collezione Encyclopédie de la Foi.

    Emmanuel Bourque,
    Pour l’histoire de la Messe, Editions de la Facultè de théologie 1946.

    Antoine Coehlo OSB, Cours de Liturgie Romaine, Apostolat Liturgique 1928, in due tomi. Originale in portoghese.

    Auguste Croegaert, Commentaire liturgique des leçons du Catéchisme, Dessain 1953, in tre tomi.

    Idem, Les rites et les prières du Saint Sacrifice de la Messe, in tre tomi.

    Gihr, Le Saint Sacrifice de la Messe. Son explication dogmatique, liturgique et ascétique, Lethielleux 1899, in due tomi.

    Jean Godefroid OP, Prières et gestes liturgiques, Publications de Saint-André 1962.

    Louis-Auguste Molien, La prière de l’Eglise, Letouzey et Ané 1923, in tre tomi.

    Pius Parsch CRSA, La Sainte Messe expliquée dans son histoire et sa liturgie, Beyaert 1951. Originale in tedesco.

    Idem, Le guide dans l’année liturgique, Salvator 1951, in cinque tomi. Originale in tedesco.

    Jean de Puniet OSB, La liturgie de la Messe, Aubanel Fils Ainé 1930.

    Pierre de Puniet OSB, Le Pontifical Romain: histoire et commentaire, Abbaye du Mont César 1930, in due tomi. Purtroppo non commenta la totalità del Pontificale.

    Mgr Louis-Albert Joly de Choin, Instructions sur le Rituel, Petit 1819, in sei tomi.

    Cardinal César-Guillaume de la Luzerne, Instructions sur le Rituel, Méquignon Fils Ainé 1818

    Cardinal Ildefonso Schuster OSB, Liber Sacramentorum. Notes historiques et liturgiques, Vromant & C.1925, in nove tomi.

    Conosco tutta una costellazione di autori che hanno spiegato la Messa in francese. Credo che una lista dettagliata sarebbe di scarso interesse, visto che non so quanti utenti del forum padroneggiano questa lingua. Mi limito ad elencarne qualcuno: Arsenault, Beaulac, Carré, Chaignon, Chery, Chevrot, Chivré, Devine, Gasque, Gerest, Cardinal Journet, Lepin, Van Agt.

    Tuttavia i più famosi, autori di una moltitudine di opere, sono Dom Gaspar Lefebvre OSB e Dom Eugène Vandeur OSB.


    In lingua inglese

    Mgr Fulton J. Sheen, Calvary and the Mass, P. J. Kennedy & Sons 1936.
    Ultima modifica di Ambrosiano; 13-02-2013 alle 13:44 Motivo: Fatta aggiunta su richiesta utente.

  2. #2
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di Fidei Depositum
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    Josef A. Jungmann, Missarum sollemnia, Ancora 2004, in tre tomi. Originale in tedesco. Contiene riferimenti interessanti (e lo cito solo per questo), ma bisogna assolutamente prenderlo con le pinze e non credere a tutto ciò che dice come fosse oro colato. Tendenza neomodernista.
    Perchè di "tendenza neomodernista"? E cosa intendi esattamente con questa definizione? Si potrà non essere d'accordo con le idee dello Jungmann - peraltro espresse abbastanza di rado e in forma decisamente moderata - ma dirlo neomodernista mi pare un'evidente esagerazione.
    Nihil amori Christi praeponere (Regula Benedicti IV,21)

  3. #3
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Perchè di "tendenza neomodernista"? E cosa intendi esattamente con questa definizione? Si potrà non essere d'accordo con le idee dello Jungmann - peraltro espresse abbastanza di rado e in forma decisamente moderata - ma dirlo neomodernista mi pare un'evidente esagerazione.
    Condivido. Mi chiedo inoltre come si possa dare del "neomodernista", cioè dell'eretico, ad una persona così alla leggera, senza neanche una motivazione. Mi sembra inoltre che l'attuale Papa sia un estimatore di Jungmann. Neomodernista anche lui?
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  4. #4
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    Perchè di "tendenza neomodernista"? E cosa intendi esattamente con questa definizione? Si potrà non essere d'accordo con le idee dello Jungmann - peraltro espresse abbastanza di rado e in forma decisamente moderata - ma dirlo neomodernista mi pare un'evidente esagerazione.
    Questa vena si manifesta sotto più aspetti. Per esempio, l'evoluzione liturgica da lui descritta appare come qualcosa di eteroclito, una collezione di cerimonie che si giustappongono e si elidono coi secoli, mentre invece la liturgia si dispiega in senso univoco e progressivo, parallelalemente all'approfondirsi del dogma - che non soffre addizioni ne sottrazioni - di cui è espressione (anche se le cerimonie in se stesse non sono dogmi e non hanno la stessa importanza... sto parlando per analogia).
    O ancora un altro segnale è dato dalla sopravvalutazione equivoca del concetto di "partecipazione" dei fedeli, partecipazione che d'altronde era già abbastanza consistente, checché se ne dica, da prima che il Padre Jungmann pubblicasse la sua opera. Questo concetto è la sua linea-guida e la sua chiave d'interpretazione dei fatti (un po' come Dom Guéranger interpretava la storia della liturgia per impugnarla contro le liturgie gallicane) Cfr. Catholicisme, t. VI, Letouzay et Ané 1967, col. 1261. La storia va raccontata così com'è sic et simpliciter, e se proprio la si vuole "interpretare", deve essere "interpretata" a partire dai fatti, non in funzione di un'idea preconcetta: questa è la base dell'onestà intellettuale.

    Purtroppo per ora sono a casa mia, e qui non dispongo di una vasta biblioteca, a parte quella in pdf. Fra un po' torno al lavoro, e lì posso usufruire di un intero arsenale bibliografico: in seguito potrò dunque fornire degli spunti più dettagliati, visto che avevo studiato la questione diversi anni or sono, e che in questo periodo sono talmente stanco che la mia memoria è "la facoltà di dimenticare". Intanto rimando a quest'opera:
    Didier Bonneterre, Le mouvement liturgique, Fideliter 1980, con questo classico accorgimento: << Non cercar di sapere chi ha detto una cosa, ma bada a ciò che è stato detto >> (Imitazione di Cristo, I.5).

    Mi dispiace solo questo, che purtroppo, come vede, la mia bibliografia è soprattutto francofona.

  5. #5
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    Condivido. Mi chiedo inoltre come si possa dare del "neomodernista", cioè dell'eretico, ad una persona così alla leggera, senza neanche una motivazione.
    Mica gli ho dato dell'eretico, ho parlato solo di una TENDENZA

    PS: Se i Rev.mi Moderatori suppongono che io abbia offeso in pio autore e violato le regole del forum, possono eliminare la frase.
    Ultima modifica di Titius; 13-02-2013 alle 13:04

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Titius Visualizza Messaggio
    Mica gli ho dato dell'eretico, ho parlato solo di una TENDENZA

    PS: Se i Rev.mi Moderatori suppongono che io abbia offeso in pio autore e violato le regole del forum, possono eliminare la frase.
    Vorrei precisare che i Moderatori NON sono Reverendi......, ma anzi che qui nel forum vige l'uso di darsi del "tu".

    Chiarito questo, ribadisco che il forum è un luogo di confronto tra utenti. E' fatto per questo.
    Purchè non si trascenda e non si cerchi di prevaricare sull'altro si possono sia dire, giustificandole, le proprie idee, sia ribattere, nei dovuti modi e sempre giustificando le proprie posizioni, alle idee degli altri.
    Penso sia solo in tal modo che si possano arricchire le proprie conoscenze ed anche talvolta smussare i propri preconcetti.

    PS: Ho inserito il testo segnalato nel primo post.

  7. #7
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Citazione Originariamente Scritto da Dossofilo Visualizza Messaggio
    Condivido. Mi chiedo inoltre come si possa dare del "neomodernista", cioè dell'eretico, ad una persona così alla leggera, senza neanche una motivazione. Mi sembra inoltre che l'attuale Papa sia un estimatore di Jungmann.
    Infatti, ma la cosa più strana, a mio parere, è che viene consigliato di prendere "con le pinze" un libro di un autore cattolico (e apprezzato dal tuttora regnante papa) come questo, mentre non si richiedono precauzioni per un testo come questo:

    I tesori spirituali, Sacramenti e sacramentali. Traduzione e spiegazione, Centro Librario Sodalitium 2004.
    che è pubblicato da una casa editrice notoriamente sedevacantista, e quindi non in comunione con la Chiesa.

    Forse il contenuto potrà anche essere impeccabilmente utile e corretto, però mi sembra strana la non sottolineatura di questo "dettaglio", visti gli accorgimenti precedenti.

  8. #8
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    mentre non si richiedono precauzioni per un testo come questo:

    I tesori spirituali, Sacramenti e sacramentali. Traduzione e spiegazione, Centro Librario Sodalitium 2004

    che è pubblicato da una casa editrice notoriamente sedevacantista, e quindi non in comunione con la Chiesa.

    Forse il contenuto potrà anche essere impeccabilmente utile e corretto, però mi sembra strana la non sottolineatura di questo "dettaglio", visti gli accorgimenti precedenti.
    Il libro è ottimo, si tratta solo della pura e semplice ristampa di un testo del 1941 prefazionato niente di meno che da San Giacomo Alberione. Persino i caratteri tipografici sono gli stessi dell'epoca. E grazie a Dio non sono state aggiunte boiate sedevacantiste, se ce ne fosse stata anche una sola, non avrei mai menzionato quest'opera. A un certo punto io me ne infischio della casa editrice. Se per assurdo una casa editrice protestante pubblicasse un ottimo libro cattolico, senza aggiungervi note o commenti in linea con la loro eresia, io citerei questo libro senza alcuna remora. Perché infatti, come scrivevo, << Non cercar di sapere chi ha detto una cosa, ma bada a ciò che è stato detto >> (Imitazione di Cristo, I.5), e lo ricordavo proprio perché Don Didier Bonneterre è un prete della FSSPX (defunto nel 2009, riposi in pace).

    Il Buon Dio, che ha fatto profetizzare Balaam e Caifa, potrà pur permettere che dei sedevacantisti pubblichino qualcosa di perfettamente cattolico!
    Ultima modifica di Titius; 13-02-2013 alle 14:26

  9. #9
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Mica gli ho dato dell'eretico, ho parlato solo di una TENDENZA

    PS: Se i Rev.mi Moderatori suppongono che io abbia offeso in pio autore e violato le regole del forum, possono eliminare la frase.
    Sì ma uno che tende all'eresia cosa è? Non è già eretico o giù di lì? Si tratta di affermazioni gravi, che andrebbero adeguatamente motivate. Il libro di Jungmann ha un'impostazione storica e non può negare dei cambiamenti per far piacere ai teoremi di qualcuno. Non mi pare che consideri la liturgia come un affastellamento di cerimonie che nasconono, muoiono, si distruggono tra loro più o meno insensatamente. Non mi pare neanche che presenti un equivoco concetto di partecipazione, e - ad occhio, da non esperto - mi sembra in sintonia con Guardini e Ratzinger (Forse sono neomodernisti pure loro).
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  10. #10
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    Sì ma uno che tende all'eresia cosa è? Non è già eretico o giù di lì?
    Tra il bianco e il nero c'è una gamma immensa di grigi. Restando salvo l'assioma bonum ex integra causa, malum ex quocumque defectu, tra l'ottimo e il pessimo ci stanno il "molto buono", il "buono", il "piuttosto buono", il "sufficiente", il "mediocre", il "piuttosto male", "male", ed il "molto male" (ognuno di questi suddivisibile un una miriade di gradi).

    L'eretico è qualcuno che nega un dogma esplicitamente rivelato o, se implicitamente, dichiarato come "de fide credendum" dalla suprema autorità della Chiesa. Non si può dare dell'eretico a destra e a sinistra senza sfumature. Peraltro prima di arrivare all'eresia, le note teologiche inflitte dalla Chiesa o - ai tempi - dalle università che ne avevano il diritto, ad una dottrina, possono assumere diversi gradi (erroneo, temerario, scandaloso alle pie orecchie, malsonante, etc...).

    Qualcuno che presenta una "tendenza" non abbraccia complessivamente quella dottrina, ma uno o più caratteri in maniera sfumata, e peraltro non è nemmeno detto che lo faccia consciamente, ne che questa "tendenza" implichi per forza un dinamismo progressivo che ve lo avvicini sempre più fino a renderlo tale. Si tratta solo di un'analogia di proporzionalità (specifico per togliere equivoci: secondo la scuola che distingue tre tipi di analogia), che può assumere una moltitudine impressionante di gradi. Così, per esempio, si è molto parlato nel XVII e XVIII secolo della "tendenza giansenista" di Mgr Jacques-Bénigne Bossuet e dell'Abbate de Rancé, senza tuttavia che si fosse mai potuti arrivare ad accusarli di giansenismo, perchè non ve ne erano gli elementi.

    Non dico tutto ciò per "spaccare il capello in quattro", ma perchè in filosofia ed teologia si deve procedere a forza di distinzioni, per evitare di prendere dei granchi colossali che potrebbero farci arenare in qualche scoglio insormontabile. In queste due discipline bisogna camminare sempre sul filo del rasoio.
    Ultima modifica di Titius; 13-02-2013 alle 20:23

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