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Discussione: Bibliografia liturgica sulla forma straordinaria del Rito Romano

  1. #11
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Non mi risulta che tra le note teologiche ci sia la tendenza all'eresia: o un contenuto è eretico o non è eretico, quindi, se si vuole essere tecnici tecnici, come mai si utilizza un termine così approssimativo? Cosa vuol dire che Jugmann tende all'eresia? O sostiene eresie o non le sostiene, non può sostenerle a metà! Ha un piede dentro e l'uno fuori? Al massimo posso dire che io non capisco se un contenuto è eretico, oppure posso dire che un contenuto potrebbe portare a sostenere tesi eretiche, e che quindi è prossimo all'eresia. Ma, anche ammesso questo (che è da dimostrare) posso dire che c'è una tendenza, cioè un orientamento, una inclinazione all'eresia?
    Non ho capito poi cosa c'entra l'analogia di proporzionalità, che è comunque la forma meno forte, meno tomistica e meno interessante di analogia.
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  2. #12
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    scusate, non vorrei interrompere l'interessantissima querelle fra chi usa paroloni e si diverte nel parlare un po' fine a sé stesso (vi pare un periodo adatto a portare avanti vanamente discussioni che non fanno altro che dividere anziché unire?), purtuttavia l'argomento mi pare interessante. Delle opere citate, c'è la possibilità di avere qualche pdf? Merci beaucoup

  3. #13
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Non mi sembra di aver discusso vanamente. E poi: ho diviso ciò che era unito? Mah!
    Sint lumbi vestri praecinti (Lc 12,35). Viva la Milizia Angelica!

  4. #14
    CierRino L'avatar di Teofilo89
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    Non mi sembra di aver discusso vanamente. E poi: ho diviso ciò che era unito? Mah!
    Si poteva finirla subito con un più pacifico "occhio gli aggettivi che usi, perché sennò si ha l'impressione che X sia eretico quando invece non lo è". Tutto qui.

  5. #15
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    Non mi risulta che tra le note teologiche ci sia la tendenza all'eresia: o un contenuto è eretico o non è eretico, quindi, se si vuole essere tecnici tecnici, come mai si utilizza un termine così approssimativo? Cosa vuol dire che Jugmann tende all'eresia
    No La tendenza all'eresia non è una nota teologica. Ho accennato alle note solo perchè trovo troppo drastico di dare dell'"eretico" a qualcuno che sposa vagamente qualche contenuto tacciabile di essere comune tra i modernisti (come le due prospettive che avevo accennato).

    Debbo dissentire: un contenuto può non essere perfettamente ortodosso ma allo stesso tempo non essere neanche eretico. Qui parliamo di eresia in senso stretto, cioè una negazione formale di una verità rivelata o dichiarata "de fide divina credenda".
    Se prendi una verità di fede come maggiore di un sillogismo, ed una verità di ragione come minore, ne ottieni una verità "virtualmente rivelata", non propriamente di fede (anche se esige un grado di adesione dell'intelligenza prossima all'adesione delle verità di fede) ma una verità "certa", che ha un grado un poco inferiore di autorità, dunque la sua contraria avrà anch'essa un grado inferiore: non sarà un'eresia ma una "proposizione erronea". Basta sfogliare il Denzinger per accorgersi di una certa graduazione nelle condanne (ex. le bolle contro Wycleff, Lutero o Quesnel). In ogni caso, per chiarire l'argomento con calma, rimando a: Cardinal Louis Billot, Tractatus de Ecclesia Christi, t. 1, Giachetti 1909, pp. 392-433. Ne cito velocissimamente qualche estratto solo per dare l'idea. Il titolo della Tesi 18 della Questione X, a pag 420, recita:

    THESIS XVIII.
    Quidquid ab Ecclesia sive solemni iudicio, sive ordinario et universali magisterio tanquam a Deo revelatum proponitur, fide divina credendum est, et pertinaciter obnitens incurrit haeresim. Caetera vero ab eodem magisterio definita, non divina, sed ecclesiastica fide videntur esse credenda. Unde non sunt per se materia circa quam formalis haeresis esse possit, quanquam huiusmodi definitionibus ex ipsius iuris divini praecepto plenum intellectus et voluntatis obsequium debeatur.


    o alle pagine 404-405, nel corso della spiegazione della tesi XVII:

    Ad propositionem haereticam proxime accedit propositio erronea [...] Unde quando error sumitur ut ab haeresi condistinctus, necesse est ut dicat aliquid minus haeresi, videlicet certam ad doctrinam fidei oppositionem, cui tamen nonnihil desit quominus haeresis dici possit [...] Porro oppositio illa a supremo haeresis gradu utcumque deficiens quae propositioni erroneae propria est, duobus modis intellegi potest. Etc.

    Il grande Cardinal Billot elenca e spiega la graduazione delle note, anche se rimanda per una conoscenza più dettagliata agli appositi trattati. Per es.: Sisto Cartechini, De valore notarum theologicarum, Roma, 1951


    Ma forse è meglio far tesoro della richiesta di Teofilo89 e mettere da parte la questione, perchè oramai siamo abbondantemente

    Oramai è tardissimo, risponderò domani a Teofilo.

  6. #16
    Veterano di CR L'avatar di Dossofilo
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    Non ho negato una gradazione delle "condanne" di certe proposizioni, le conosco anche io le note teologiche! La gradazione ha al vertice l'eresia, dunque, tutto ciò che sta sotto questo vertice non è eresia, per quanto sia in vario modo collegabile con essa. Ad esempio perchè - sillogizzando - da essa deriverebbe un eresia. Ovviamente bisogna vedere se davvero è così, perchè l'altra proposizione del sillogismo, quella che utilizzo per concludere l'eresia, potrebbe essere falsa, oppure campata per aria, oppure il medio potrebbe sdoppiarsi (i classici equivoci...). Bisogna ovviamente procedere con molta cautela e tenere ben fermo che è eretico solo chi sostiene eresie. Jungmann non mi sembra che sostenga eresie, al massimo - - ma deve essere mostrato - alcune tesi da cui forse possono derivare delle eresie, ma questa può essere chiamata tendenza all'eresia? Secondo me no, se riferita alla persona.
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  7. #17
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    Ovviamente bisogna vedere se davvero è così, perchè l'altra proposizione del sillogismo, quella che utilizzo per concludere l'eresia, potrebbe essere falsa, oppure campata per aria, oppure il medio potrebbe sdoppiarsi (i classici equivoci...).
    In questo caso si risponde nego minorem o distinguo minorem, secondo i casi, e si procede a spiegarne il mal-fondato svelando il sofisma. E' il nocciolo della disputatio scholastica... peccato che oggi non si pratichi più nelle università.

  8. #18
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    Dipende dal luogo: c'è chi coltiva la logica classica e anche chi la potenzia con la logica formale contemporanea.
    Un interessante corso di logica (purtroppo alcune lezioni non si sentono molto bene): http://www.accademiadelredentore.it/...zioni-193.html
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  9. #19
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    Delle opere citate, c'è la possibilità di avere qualche pdf?
    Alcuni li trovi sui tre siti che ho menzionato all'inizio di questa discussione: Google Libri, archive.org o la Bibliothèque Saint Libère.

    In effetti io ho in pdf una buona parte dei testi da me elencati. Purtroppo non credo che si possano caricare sul server del forum, anche se sarebbe assai utile. Mandarli per e-mail... ci vorrebbero secoli, dato che possiedo diversi Gb... penso sia meglio cercarne il più possibile sui siti, se i Moderatori non mi dessero la possibilità di caricarli.

  10. #20
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    Dipende dal luogo: c'è chi coltiva la logica classica e anche chi la potenzia con la logica formale contemporanea.
    Un interessante corso di logica (purtroppo alcune lezioni non si sentono molto bene): http://www.accademiadelredentore.it/...zioni-193.html
    Il mio preferito è quello del primo tomo del Cursus philosphiae thomisticae del Padre Hugon OP. Se un giorno il Buon Dio mi permettesse di avere un po' di tempo per studiare come si deve, leggerei volentieri il Cursus philosophicus di Giovanni di San Tommaso, che ha una mole assai imponente.

    PS: grazie per il link. E' possibile scaricare gli mp3?

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