Dopo questa recente tornata di nomine curiali vorrei esprimere anch’io qualche considerazione, a freddo.
Sono felice che il nuovo Archivista e Bibliotecario di S.R.C. sia un francese. La Francia è infatti in “arretrato” di almeno 3 cardinali, e con mons. Jean-Louis Bruguès O.P. si colma un po’ questo debito, che comunque permane.
Con la nomina di mons. Vincenzo Paglia come Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, mi chiedo quanti e quali saranno i neo-cardinali italiani al prossimo concistoro. Mons. Francesco Moraglia (Venezia) e mons. Cesare Nosiglia (Torino) possiamo darli per sicuri, bisognerà vedere se mons. Paglia avrà la precedenza sugli altri italiani curiali motivatamente in attesa della porpora da più tempo (Salvatore Fisichella, Piero Marini, Claudio Maria Celli, Giorgio Corbellini) e quali di loro dovranno invece aspettare ancora.
Mi chiedo poi se con la nomina di mons. Gerhard Ludwig Müller alla Congregazione per la Dottrina della Fede si possano considerare definitivamente chiuse tutte le chanches per mons. Bruno Forte. A questo punto, la destinazione più probabile di mons. Forte credo sia l’arcidiocesi di Napoli nel 2018, quale successore del card. Crescenzio Sepe.
Stupore per la nomina di un vice-presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Stupore perché appena tre anni fa il motu proprio Ecclesiae Unitatem aveva abolito questo incarico, mandando in pensione anticipata l’allora vicepresidente mons. Camille Perl. Che senso ha averlo messo da parte per poi rispolverare l’incarico che deteneva e affidarlo ad un altro? Mons. Perl si può dire conosca alla perfezione ogni aspetto trattato dalla Commissione Ecclesia Dei. Ne è stato nominato segretario al momento della fondazione, nel 1988. Nel 2008 è stato nominato vicepresidente per un quinquennio, terminato in anticipo l’anno seguente, nel 2009. Ora ha 73 anni, non era meglio pensarci prima e mantenerlo in carica? Non era meglio, di fronte alla necessità di un vicepresidente, richiamarlo in servizio fino ai 75 anni e consacrarlo vescovo? La procedura adottata, oltre che poco sensata, mi sembra poco rispettosa nei confronti di mons. Perl (ma anche dello stesso mons. Joseph Augustine Di Noia).
La nomina di mons. Arthur Roche come segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti lascia anche me alquanto perplesso. Ho quindi pensato che il card. Antonio Canizares Llovera, “forte nelle parole ma debole nei fatti” (cit. Magister), potrebbe essere in partenza. Forse per Madrid, forse per Barcellona o forse, l’anno prossimo (quando scadrà il suo quinquennio), alla Congregazione per le Cause dei Santi, in sostituzione del card. Angelo Amato. Al suo posto potrebbe arrivare un ratzingeriano di ferro, come ad esempio mons. Nicola Bux: ecco che la presenza di mons. Roche, nell'equilibrio interno al dicastero, servirebbe quasi a fare da contrappeso.
Sono sorpreso poi del fatto che il nuovo reggente della Penitenzieria Apostolica non sia un vescovo. In curia ci sono vescovi ovunque, persino a ricoprire incarichi che potrebbero essere affidati non solo a dei laici, ma anche a delle donne. Il ruolo di reggente, cioè di colui che di fatto porta avanti “tutta la baracca” e ha in mano le indulgenze, penso sarebbe stato meglio affidarlo ad un presule rivestito della dignità e responsabilità episcopale. Spero perciò che presto venga annunciata l’investitura a vescovo del nuovo reggente mons. Krzysztof Józef Nykiel.
Sul destino di mons. Gianfranco Girotti, reggente emerito, non mi pare così peregrina l’ipotesi di nominarlo delegato pontificio per la Basilica Patriarcale di San Francesco D’Assisi, garantendogli quindi la porpora al prossimo concistoro. Personalmente mi sarei aspettato la sua nomina a Penitenziere Maggiore, al posto dell’attuale card. Manuel Monteiro de Castro. Chissà che, facendo questi ragionamenti, si ricordino anche del suo predecessore mons. Luigi De Magistris, che ad 86 anni sta ancora aspettando la porpora.
Infine un pensiero per mons. Filippo Strofaldi. Alla GMG di Sydney ho avuto modo di conoscerlo e di apprezzare le sue doti musicali e canore: un vero giullare di Dio. Ricordo ancora la battuta che girava tra i veneziani: se mai mons. Strofaldi fosse stato promosso Patriarca di Venezia, lo avremmo trovato in gondola a cantare per i turisti… Una preghiera per lui, con simpatia.
Vi ringrazio
P.S. Con 121 cardinali elettori abbiamo già due sicuri candidati alla porpora: Müller e Bruguès. Penso proprio che il prossimo 25 novembre, solennità di Cristo Re, avremo un nuovo concistoro per la creazione di nuovi cardinali, il secondo del 2012.


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Missale Romanum, editio typica tertia (traduzione di "pro multis" o "sabaoth", etc.)
quindi, come è detto dal decreto, l'introduzione di San Giuseppe sarà a partire dalla edizione III del Messale e non nell'edizione maggiormente in uso
Sacrista Pontificio Today, 11:59