Benedetto XIIIDa Enciclopedia cattolica. Sua Santità Benedetto XIII, Romano Pontefice - 1724 / 1730 [edit] PAPA BENEDETTO XIIIPier Francesco Orsini, nacque a Gravina di Puglia (BA) il 2 febbraio 1650, figlio del duca Ferdinando Orsini e di donna Giovanna Frangipane della Tolfa, visse nella città natale fino ai 17 anni. La sua nobile origine ed il residuo di un nepotismo ancora imperante e di cui la madre fu artefice primaria, gli portò la nomina a cardinale; carica, che egli giovane sacerdote domenicano dal 1671, aborriva; scrisse al vescovo di Gravina in tono perentorio che non avrebbe accettato nessun cappello cardinalizio o vescovile, perché gli bastava l’amato cappuccio di frate domenicano. Ma il 1° marzo 1672 papa Clemente X (1670-76) gli impose di accettare la nomina cardinalizia; il ‘cocciuto e focoso’ frate Orsini rifiutò, a questo punto intervenne il Maestro Generale dell’Ordine che in virtù dell’obbedienza e sotto pena di scomunica, gli ingiunse di accettare la carica entro tre ore; a questo punto Vincenzo Maria Orsini ubbidì. Ventitreenne, dovette lasciare la desiderata e voluta vita claustrale per recarsi nella Roma barocca di papa Clemente X, a ricoprire la carica di Prefetto della Congregazione del Concilio e di Esaminatore dei Vescovi. Il 3 febbraio 1675 resasi vacante la sede episcopale di Manfredonia (FG), fu consacrato vescovo della diocesi pugliese ad appena 25 anni, avendo rifiutato sia Tivoli, sia quella metropolitana di Salerno. Dopo cinque anni di governo riformatore, se non proprio ‘rivoluzionario’, dove oltre che vescovo si sentiva soprattutto un parroco, esperienza diretta con i fedeli che gli mancava, ebbe parecchi contrasti con invadenti funzionari del Viceregno e Legati spagnoli, per cui il nuovo papa Innocenzo XI (1676-89), con la mediazione del cardinale Paluzzo Altieri suo protettore e legato alla sua famiglia, gli fece accettare la sede vescovile di Cesena il 22 gennaio 1680, che era fuori del Regno di Napoli, ma appartenente allo Stato Pontificio. Ma la permanenza nella città romagnola non fu lunga, in sei anni poté dimorarci poco più di due anni, perché il clima, l’acqua, non giovarono alla sua salute, procurandogli due gravi e lunghe malattie fra cui la quartana, che lo costrinsero a stare lontano dal vescovado per lunghi periodi, per curarsi ad Ischia e Napoli; non furono estranei al suo trasferimento i dissapori e controversie che le Autorità laiche, ebbero con il severo vescovo, il quale soleva dire che non aveva alcuna voglia di “umiliare il suo pastorale al potere laicale” e contro certi scogli era sempre disposto a “rompere prima il capo che il pastorale”. La sua fu un imponente opera di pastore, tenne 44 sinodi in 44 anni di episcopato beneventano, tutti regolarmente stampati e diffusi in ogni parrocchia della diocesi, realizzando così un coinvolgimento e una partecipazione più ampia ai problemi della vita ecclesiale, raccogliendo in una periodica solenne assemblea tutto il clero, che ‘comunitariamente’ avesse preso coscienza della realtà locale e che insieme al vescovo, si fosse fatto più responsabile della cura delle anime. Alla morte del papa Innocenzo XIII partecipò al conclave per l’elezione del nuovo pontefice, ma contrariamente ai quattro precedenti conclavi cui aveva partecipato, questa volta non poté ritornare alla sua diletta Benevento, perché venne eletto papa, nonostante le sue resistenze, il 4 maggio 1724 a 75 anni, prendendo il nome di Benedetto XIII; sedicesimo della lista dei papi originari del Regno di Napoli. Governò la Chiesa per quasi sei anni e come già detto non lasciò il governo della diocesi beneventana; in occasione del 17° Giubileo del 1725, inaugurò la splendida scalinata di Trinità dei Monti a Roma, canonizzò s. Luigi Gonzaga e s. Stanislao protettore della Polonia. Si può dire di lui che Vincenzo Maria Orsini, duca per nascita, frate per vocazione, cardinale per volere materno e papa suo malgrado, passò da un tipo di vescovo del Mezzogiorno, a un ‘modello’ del vescovo - e così fu ritenuto - già in vita natural durante, a differenza di s. Carlo Borromeo che in epoca tridentina lo divenne dopo morto.
E in un freddo inverno di Roma, nell’ultimo giorno di Carnevale, il 21 febbraio 1730, papa Benedetto XIII morì santamente e per non disturbare il popolo impegnato nelle strade a festeggiare il Carnevale, per lui non suonarono le campane a morto.
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