CamiceDa Enciclopedia cattolica.
[edit] CAMICE (o ALBA)Lunga veste di tela bianca (alba, bianca) che copre tutto il corpo fino al calcagno. Essa è indossata dal sacerdote, dal diacono e dal suddiacono quando devono rivestire i paramenti sacri del loro ordine; è proibito ai semplici chierici e ai religiosi laici (S.R.C., 111 ad 6).
La « linea » (veste di lino) in antico era la comune sottoveste degli uomini e delle donne. I laici ne conservarono l'uso fino al sec, VI. I latini la chiamavano talaris (tunîca talaris o linea talaris) perché scendeva fino ai piedi.
Come vestito liturgico, il camice è menzionato la prima volta nel sec. IV: nel 398 il IV Concilio di Cartagine ne proibisce l'uso ai diaconi e al basso clero fuori delle cerimonie, mentre ordina ai sacerdoti e ai diaconi d'indossarlo per compiere le cerimonie sacre. Nel Medioevo, il camice fu spesso di seta ornato d'oro e d'argento. Si aggiungevano alle estremità ornamenti preziosi: ricami di seta di vari colori, strisce di porpora cucite in basso alla veste. Solo nel sec. XVI si sostituì questa decorazione con svariatissime specie di pizzi.
Il camice dev'essere abbastanza lungo per coprire interamente l'abito talare che, anch'esso, deve scendere fino ai tacchi (Rit, serv., 1, 3). Esso ha un'ampiezza di circa tre metri. Il collo si può adattare a quello dell'abito talare (forma rotonda), o può essere scollato in quadrato. I camici devono essere confezionati con tela di lino o di canapa e non con cotone, lana, seta o altro tessuto come il misto di lino e cotone (S.R.C., 1287; 2600; 3455; 3868).
La semplicità della materia e del colore dei vestiti di lino esige poca o nessuna decorazione. La « linea », infatti, deve contrastare col paramento superiore, che la ricopre e che può essere, invece, molto ricco. Se si guarnisce il camice, bisogna badare di non dare all'accessorio la preponderanza; la guarnizione, qualunque essa sia, non dovrebbe mai superare l'altezza del ginocchio, sebbene siano ammesse guarnizioni fino alla vita, in camici particolarmente pregiati. Il pizzo può essere largo da 5 a 25 centimetri; sono pure permessi i galloni tessuti o le strisce applicate intorno ai polsi e in basso al camice; ma è bene che siano più larghe per il Celebrante e più strette per i suoi ministri. È consentita la raffigurazione di angeli, croci, calici e ostensori, di fogliami e di motivi floreali. Si possono tollerare le stoffe colorate sotto il pizzo dei camici (tanto in basso quanto alle maniche); ma il colore di questi trasparenti deve corrispondere a quello del tessuto o della paramenteria dell'abito talare che si ha diritto d'indossare, mentre troppo indistintamente e troppo volentieri si fa uso di trasparenti rossi.
Principi e norme per l’uso del Messale Romano 298. La veste sacra comune a tutti i ministri di qualsiasi grado è il camice, stretto ai fianchi dal cingolo, a meno che non sia fatto in modo da aderire al corpo anche senza cingolo. Se il camice non copre pienamente, intorno al collo, l’abito comune, prima di indossarlo si deve mettere l’amitto. Il camice può essere sostituito dalla cotta; non però quando si indossano la casula o la dalmatica, né quando si usa la stola al posto della casula o della dalmatica.
Deálba me, Dómine, et munda cor meum; ut, in Sánguine Agni dealbátus, gáudiis pérfruat sempitérnis. (Puríficami, o Signore, e monda il mio cuore: affinché, purificato nel sangue dell’Agnello, io goda dei gaudii eterni.) Views |