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Cartagloria

Da Enciclopedia cattolica.

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Due esemplari di cartagloria
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Due esemplari di cartagloria


CARTAGLORIA

Sono così chiamate le tre tabelle con cornice di metallo o di legno, disposte sopra l'altare per la celebrazione della Messa secondo il Rito di S. Pio V.

L'uso delle cartagloria risale al XVI secolo. Inizialmente sull'altare ce n'era una sola su cui era scritto il Gloria da cui prendono il nome.

La cartagloria di destra (al corno dell'Epistola) riporta le formule per la benezizione dell'acqua al momento dell'infusione nel calice, e per il lavabo delle dita del sacerdote, quella di sinistra (al corno del Vangelo), il Prologo del Vangelo di Giovanni che viene recitato dopo la benedizione finale. Questa viene lasciata sull'altare oppure può essere sorretta dal ministro per facilitarne la lettura da parte del celebrante.
La cartagloria centrale, più grande delle altre due, contiene il Gloria, il Credo, il Sanctus, le "segrete" del Canone e il Pater noster.

La produzione di cartagloria, nei secoli, è stata varia in quanto a forma e a decorazione: ne esistono, quindi, di semplici e di assai elaborate. Alcune sono scritte a mano e possono essere miniate, altre riportano semplicemente le preghiere stampate; alcune hanno cornici sobrie, altre le hanno sbalzate, incise e assai decorate.