Clemente IXDa Enciclopedia cattolica. Sua Santità Clemente IX, Romano Pontefice - 1667 / 1669 [edit] PAPA CLEMENTE IXGiulio Rospigliosi nacque il 27 gennaio 1600 da Girolamo e da Maria Caterina a Pistoia, dove ricevette i primi rudimenti scolastici e, non ancora adolescente, la tonsura e gli ordini minori dalle mani del vescovo Alessandro Del Caccia. Il 16 marzo 1614 partì per Roma, per studiare al Collegio Romano. È questa una svolta decisiva nella vicenda della sua vita e della sua formazione culturale. Alla scuola di Tarquinio Galluzzi, Famiano Strada, Bernardino Castelli, i padri del classicismo secentesco, si forgiò il latinista destinato a dettare le eleganti missive della Cancelleria romana; e sul vivo esempio di Bernardino Stefonio (e forse su una concreta esperienza di recitazione negli spettacoli edificanti che i Gesuiti mettevano in scena con la partecipazione attiva dei seminaristi) il futuro scrittore imparò le regole di un teatro alleato della religione. Al confronto il successivo soggiorno all'università di Pisa, dove Giulio si trasferì nel 1618 (o forse nel 1619) per compiere gli studi di teologia, di filosofia e di diritto, appare quasi una parentesi marginale, un necessario adempimento tecnico, se non proprio formale. Il suo destino era a Roma, dove egli traslocò di nuovo, appena conseguito il dottorato in utroque iure (1624). Se alla scuola dei Gesuiti era nato l'uomo di lettere e di dottrina, alla scuola dei Barberini si forgiò l'abilissimo curiale, smaliziato in tutti i segreti della vita di corte e nello stesso tempo avvezzo a trattare fin da principio i più gravi e complessi maneggi della politica europea. Gli anni trascorsi in Spagna come Nunzio non sembrano segnati da eventi memorabili. I rapporti fra quella che restava una delle più potenti monarchie d'Europa e la Santa Sede erano tesi e difficili dopo anni di controversie giurisdizionali e di divergenze politiche. In questo spinoso contesto il Rospigliosi svolse un'attenta opera di mediazione, senza risultati appariscenti ma non per questo meno abile e tenace, tesa in primo luogo ad assecondare la grande offensiva diplomatica di Roma che mirava a ristabilire la pace fra gli stati cristiani e a creare un fronte comune contro la minaccia degli infedeli nei Balcani e nel Mediterraneo. La sua solerzia e la sua urbanità gli attirarono la stima e la fiducia del re Filippo IV. Ma nel soggiorno madrileno, più delle fatiche della diplomazia, fu rilevante l'incontro con il grande teatro spagnolo del 'siglo de oro'. Richiamato nel 1652 e rientrato a Roma nell'estate del 1653, meditò seriamente di ritirarsi a Pistoia a vita privata. Salvò una carriera che sembrava compromessa l'avvento al pontificato di Alessandro VII (1655) che lo chiamò alla Segreteria di Stato e che, alla prima creazione di cardinali (1657), lo elevò alla porpora. Assolvendo gli uffici della sua nuova carica con l'acume e la solerzia di sempre e guadagnandosi il favore della curia e della Francia (oltre a quello già incamerato della Spagna) la strada all'ultimo e supremo avanzamento era spianata. Alla morte di Alessandro VII un rapido ma diviso conclave elesse il 20 giugno 1667, grazie anche al favore della Francia, il cardinale Rospigliosi che assunse il nome di Clemente IX, con l'insegna di un pellicano e il motto "aliis non sibi clemens", "clemente con gli altri ma non con se stesso”. Il promettente ma troppo breve pontificato di Clemente IX non segnò in modo significativo la storia della Chiesa. Gli atti di governo politico ed ecclesiastico confermarono, come il papa medesimo volle più volte che si ritenesse, gli orientamenti già delineati dal suo predecessore. A livello di politica internazionale la questione che maggiormente assorbì le sue preoccupazioni fu la difesa dell'isola di Candia, ultimo possedimento veneziano nel Mediterraneo orientale, la cui piazzaforte era assediata dalle armate turche. Le spedizioni militari inviate, nel 1668 e 1669 sotto il comando del nipote Vincenzo Rospigliosi, non ebbero esito felice. L'eroica resistenza veneziana fu costretta alla capitolazione: Candia, ridotta a un cumulo di macerie, cadde in mano nemica il 6 settembre 1669. Più efficace fu il suo intervento nella controversia giansenista. Infatti l'adesione di una parte considerevole del clero francese e belga, a dispetto delle sempre più circostanziate condanne emanate da Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII, non metteva apertamente in discussione l'autorità della cattedra di Pietro, ma si riparava sotto lo schermo di cavillazioni causidiche nelle quali era maestro soprattutto Antoine Arnauld e che, salvando la forma, mantenevano nella sostanza le ragioni del dissenso. La conciliazione voluta da Clemente IX e formalizzata in un Breve del 2 febbraio 1669, detta in seguito Pace Clementina, contribuì alla riconciliazione delle parti e alla pacificazione generale, ma fu oscurata dall'atteggiamento ambiguo dei giansenisti, che sottoscrissero le dichiarazioni di fede volute da Roma, ma nello stesso tempo confermarono tutte le loro riserve in un protocollo segreto, ammantato sotto la formula del "silenzio ossequioso". La benedizione papale, salutata come una vittoria della diplomazia francese, fu accolta in Francia con autentico giubilo; ma il Giansenismo continuò a vigoreggiare e ad espandersi, disseminando cellule anche in Italia. Il comportamento del papa fu interpretato, invece, nelle corti europee con molto scetticismo, come un segno di debolezza e di cedimento. La sua mitezza e generosità si apprezzarono anche in altri settori. Uomo di profonda devozione, fece porre un confessionale in San Pietro e ogni giorno vi ascoltava le confessioni; tutti i giorni ospitava a tavola tredici poveri che serviva talvolta lui stesso; spesso visitava gli ammalati dell'Ospedale di san Giovanni. Dispose provvedimenti economici e fiscali a favore dei consumi popolari, del commercio, delle manifatture; abolì la tassa del macinato, favorì l'industria della lana e permise la libera circolazione dei grani. Emanò documenti che riordinavano la disciplina ecclesiastica, soprattutto riguardo al comportamento del clero regolare e dei missionari. Non immune dal nepotismo nominò cardinale il nipote Giacomo, fece Castellano un altro nipote, Tommaso, e fece Generale dell'esercito papale il fratello Camillo, ma assegnò loro delle rendite veramente modeste. Nella notte fra il 25 e il 26 ottobre Clemente subì un attacco apoplettico, dal quale sembrò riprendersi rapidamente; ma nella notte fra il 28 e il 29 novembre l'attacco si ripeté; il 9 dicembre sopravvenne la morte, dopo solo due anni e mezzo di pontificato. Views |