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Confiteor

Da Enciclopedia cattolica.

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CONFITEOR

È la preghiera cristiana per la confessione generale dei peccati, utilizzata nei riti latini all'inizio della Messa.


STORIA

Le antiche liturgie orientali (quella antiochena e quella alessandrina) iniziavano con una confessione dei peccati fatta dal celebrante, mentre dai primi messali romani risulta che la Messa incominciava con l’introito e non prevedeva alcuna richiesta di perdono che, probabilmente, veniva fatta dal sacerdote prima dell’inizio della celebrazione.

Alcune forme embrionali di Confiteor venivano, in antico, usate nel sacramento della Confessione. Nella “Regola canonica” di Crodegango di Metz (712-766), è descritto ciò che bisognava richiedere al penitente: "Per prima cosa, pròstrati umilmente al cospetto di Dio […] e prega la Vergine Benedetta, i Santi Apostoli, i Martiri e i Confessori di pregare Dio per te". Egberto di York (732-766) invitava il penitente a confessare di aver: "molto peccato nel pensiero, nella parola e nelle opere", e la formula assolutoria era molto simile al Misereatur attuale.

Nel "Ordo Romanus XIV", redatto tra il X e l’XI secolo, è scritto che il Pontefice “inchinandosi prega Dio per il perdono dei suoi peccati” trovandosi all’altare.

È, però, nel "Micrologus" di Bernoldo di Costanza (1050-1100) che si parla chiaramente di Confiteor all’interno della celebrazione della Messa. La forma era: "Confiteor Deo omnipotenti, istis Sanctis et omnibus Sanctis et tibi frater, quia peccavi in cogitatione, in lucutione, in opere, in pollutione mentis et corporis. Ideo precor te, ora pro me."

Nell’"Ordo Romanus XIV" (del Cardinal Giacomo Caetani Stefaneschi – 1311) si trova una forma di Confiteor che contiene "Quia peccavi nimis cogitatione, delectatione, consensu, verbo et opere". Durante il Medioevo il numero e il nome dei Santi di cui si chiede l’intercessione varia considerevolmente di luogo in luogo.

Nel Messale di Paolo III la formula era: “Confiteor Deo omnipotenti, B. Mariæ semper Virgini, B. Petro et omnibus Sanctis et vobis Fratres, quia peccavi, mea culpa: precor vos orare pro me".


Dal 1570 al 1969, il testo del Confiteor utilizzato nel Rito Romano fu quello fissato nel Messale di San Pio V: “Confiteor Deo omnipotenti, beatæ Mariæ semper Virgini, beato Michaeli Archangelo, beato Joanni Baptistæ, sanctis Apostolis Petro et Paulo, omnibus Sanctis, et tibi Pater [oppure vobis fratres se recitato dal celebrante]: quia peccavi nimis cogitatione verbo, et opere: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, beatum Michaelem Archangelum, beatum Joannem Baptistam, sanctos Apostolos Petrum et Paulum, omnes Sanctos, et te Pater, orare pro me ad Dominum Deum Nostrum". Questa formula era l’unica permessa per l’uso liturgico, con alcune eccezioni: i Carmelitani, i Domenicani e i Certosini potevano utilizzare il proprio Messale che prevedeva un Confiteor differente. Era, poi, privilegio di alcuni Ordini religiosi la facoltà di nominare i propri Santi fondatori.


Il Messale Romano del 1969 ha ulteriormente modificato il Confiteor. La forma approvata da Paolo VI vede soppressa l’enumerazione dei Santi ai quali confessare i peccati, lasciando la richiesta d’intercessione alla sola Vergine Maria, ai Santi e agli Angeli senza nominarli. Questa è la nuova forma: "Confiteor Deo omnipotenti et vobis, fratres, quia peccavi nimis cogitatione, verbo, opere et omissione: mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa. Ideo precor beatam Mariam semper Virginem, omnes Angelos et Sanctos, et vos, fratres, orare pro me ad Dominum Deum nostrum".

Inoltre, mentre il Messale di S. Pio V prevedeva che il Confiteor fosse recitato prima dal celebrante per il quale il popolo chiedeva la misericordia di Dio ("Misereatur tui omnipotens Deus et, dimissis peccatis tuis, perducat te ad vitam æternam") e, successivamente dal popolo per il quale il celebrante chiedeva a Dio misericordia ("Misereatur vestri omnipotens Deus…), quello approvato da Paolo VI fa recitare il Confiteor al celebrante e all’assemblea nello stesso momento, ed il sacerdote chiede a Dio misericordia per tutti i presenti ("Misereatur nostri omnipotens Deus…").