Gregorio XVIDa Enciclopedia cattolica. Sua Santità Gregorio XVI, Romano Pontefice - 1831 / 1846 [edit] PAPA GREGORIO XVIGregorio XVI, è finora l’ultimo papa proveniente da un Ordine religioso; la sua elezione avvenne dopo un lungo conclave, durato cinquanta giorni e cento scrutini, senz’altro il più lungo degli ultimi due secoli, della storia dei Papi della Chiesa Cattolica e quando fu eletto non era nemmeno vescovo. Bartolomeo Alberto Cappellari, nacque a Belluno il 18 settembre 1765, a 18 anni, nel 1783, entrò nel monastero dei camaldolesi di San Michele a Murano (Venezia), prendendo il nome di fra’ Mauro; fu ordinato sacerdote nel 1797, ricoprendo poi man mano, varie cariche nell’Ordine fondato da san Romualdo nel 1012. Nel 1799, nell’epoca della Rivoluzione Francese, pubblicò “Il trionfo della Santa Sede”, difesa del potere temporale e dell’infallibilità papale, contro febroniani e giansenisti. Trasferito a Roma nel 1814, come abate nel monastero di S. Gregorio al Celio, nel 1823 fu eletto Vicario Generale dei Camaldolesi; molto apprezzato da papa Leone XII (1823-1829), fu creato cardinale nel 1826 col titolo di San Callisto, pur rimanendo solo sacerdote e frate, secondo le possibilità permesse allora e subito dopo il papa lo nominò Prefetto di Propaganda Fide, il dicastero importantissimo, a cui fanno capo tutte le attività missionarie nel mondo. E con questo prestigioso incarico, fu candidato al conclave, seguito alla morte di papa Leone XII (10 febbraio 1829), ma gli fu preferito alla fine, per l’influsso delle Potenze europee, il cardinale Castiglioni, Penitenziere Maggiore e Prefetto dell’Indice dei libri proibiti, che prese il nome di Pio VIII (1761-1830), ma fu solo un rimando, perché papa Pio VIII, seppure non tanto anziano, era afflitto da vari mali, che lo portarono alla tomba il 30 novembre 1830, dopo solo 20 mesi di pontificato. La brevità del pontificato non diede l’opportunità di un ricambio cardinalizio, per cui i porporati che si presentarono al conclave, aperto il 14 dicembre 1830, erano praticamente gli stessi del conclave precedente, con gli stessi schieramenti dei “zelanti” e dei “moderati o politici”, questi ultimi influenzati dalle Potenze europee, specie l’Austria. Dopo 50 giorni e cento scrutini, alla fine uscì eletto un nuovo candidato proposto in alternativa; la scelta cadde sul cardinale camaldolese frate Mauro Cappellari, (al secolo Bartolomeo Alberto Cappellari), il quale accettò solo dopo essere stato convinto dal cardinale Vicario Bartolomeo Zurla, anch’egli camaldolese, che a nome del Padre Generale dell’Ordine, gli disse di accettare per la santa obbedienza; e il 2 febbraio 1831, con 32 voti favorevoli su 42 presenti, egli fu eletto 254° successore di Pietro, prendendo il nome di Gregorio XVI, in omaggio a S. Gregorio Magno, a cui era dedicato il monastero romano, del quale era stato abate. Il 6 febbraio 1831, Gregorio XVI fu prima consacrato vescovo e poi incoronato; contrariamente al suo predecessore, che aveva scelto di abitare al Quirinale, egli stabilì la sua residenza nel Palazzo Apostolico del Vaticano. Non era stato ancora insediato nella carica, che il 4 febbraio a Bologna, scoppiò un vasto moto rivoluzionario; erano state abbattute le insegne pontificie al grido di “Viva la libertà”, facendo la comparsa la coccarda tricolore. Il pontificato non cominciava bene; sebbene restio ad azioni di forza, quando tutti i Sommi Pontefici, appena eletti erano usi concedere grazie, favori e benefici al popolo dello Stato Pontificio, papa Gregorio XVI, alla fine con l’aiuto delle truppe austriache, represse i moti con l’operato del nuovo Segretario di Stato card. Tommaso Bernetti; ci furono arresti diffusi, con processi e condanne a morte, commutate nella pena dell’esilio. Si era nei primi tempi del Risorgimento, che specie a Roma vide fra i protagonisti più assoluti, il suo successore papa Pio IX, che governò più a lungo di tutti i papi della storia (quasi 32 anni); ma toccò a Gregorio XVI affrontare i primi moti risorgimentali nello Stato Pontificio; egli non ascoltò le sollecitazioni dei sovrani d’Austria, Francia, Inghilterra, Prussia e Russia, a fare concessioni e riforme profonde; era persuaso che si trattava di pochi ribelli senza peso. L’ipotesi che da questo tipo di libertà, potesse derivare una qualche utilità per la religione, venne respinta come “somma impudenza”, senza dare ulteriori spiegazioni; egualmente il papa condannava la separazione tra Stato e Chiesa e la diffusione dei libri critici, respingendo con inusitata durezza, ogni forma di sollevazione contro le autorità legittime. Con questa enciclica e con altri interventi di magistero, di papa Gregorio XVI e poi di Pio IX, venne messa in atto una severa distinzione tra il cattolicesimo e le istanze spirituali e politiche del mondo moderno, sulla base di una linea di difesa autoritaria, che cercava di sopprimere la discussione. Il ministero petrino venne quindi coinvolto in ambiti, che spesso esulavano dalle sue competenze. Vi furono per questo, vari provvedimenti atti a controllare l’insegnamento in genere e la formazione sacerdotale in seminari strettamente dipendenti dall’autorità ecclesiastica, vari teologi europei di chiara fama, Bautain, George Hermes, soprattutto La Mennais, ebbero condannate le loro idee e tesi. Il sistema retrivo di governo, portò nel tempo una crisi totale dell’agricoltura, dell’industria e del commercio in tutto lo Stato Pontificio; il bilancio statale a partire dal 1831, andò man mano aggravandosi e per rimediare si ricorse alla pressione fiscale, contraendo prestiti all’estero e aumentando lo scontento fra la popolazione; i moti rivoluzionari ricominciarono e allora fu chiesto l’intervento dell’esercito austriaco, facente parte della Santa Alleanza, che soffocò nel sangue le rivolte nelle varie regioni dello Stato Pontificio. In campo religioso, papa Gregorio XVI impresse un vivo impulso all’azione missionaria cattolica, specie nell’America del Nord e in Inghilterra; istituì oltre 500 diocesi con vescovi, in Asia, America, Africa e Oceania. Proveniente da un Ordine religioso, favorì in tutti i modi la loro ricostituzione; soprattutto quella della Compagnia di Gesù, che con il suo Padre Generale, l’olandese Giovanni Roothaan, poté ricostituire le proprie numerose province e riprendere l’attività missionaria. Ammalato e con dolori strazianti per una forma cancerogena al naso (i ritratti mostrano un naso singolarmente appuntito e leggermente più lungo), il vecchio papa diceva pochi giorni prima di morire: “Voglio morir da frate, non da sovrano”; Gregorio XVI morì il 1° giugno 1846, dopo sedici anni di regno e pontificato, ad 81 anni. Fu sepolto in San Pietro in un grande mausoleo; non fu certamente ben visto dai sudditi, per la chiusura delle sue idee conservatrici e per la durezza di sovrano temporale di uno Stato, che si avviava lentamente al disfacimento, dopo secoli e secoli di storia; numerose “pasquinate” circolarono dopo la sua morte come epitaffio, la più dura fu “Novo Sardanapal, beato in trono, / più che di Cristo adorator di Bacco, / giacque, e ai nemici non lasciò perdono”.
Autore: Antonio Borrelli [edit] ENCICLICHE
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