Leone XIIIDa Enciclopedia cattolica. Sua Santità Leone XIII, Romano Pontefice - 1878 / 1903 [edit] PAPA LEONE XIIIIl pontificato di papa Leone XIII per un secolo ha mantenuto il primato di essere stato il secondo pontificato più lungo della storia, dopo quello lunghissimo di papa Pio IX suo predecessore, durato 31 anni e 8 mesi. Gioacchino Pecci nacque il 2 marzo 1810 a Carpineto Romano (Roma) in una famiglia della piccola nobiltà, il padre Ludovico era patrizio di origini anagnine, fedelissimo al papato. Gioacchino ricevé una prima educazione umanistica presso i Gesuiti di Viterbo, in seguito nel 1824 proseguì con grande profitto, gli studi di filosofia e teologia al Collegio Romano e quelli di Diritto civile e canonico all’Università della Sapienza; perfezionando poi la sua preparazione per la carriera nella diplomazia e nell’amministrazione pontificia, all’Accademia dei Nobili Ecclesiastici (1832). Fu ordinato sacerdote nel dicembre 1837 abbastanza tardivamente e due mesi dopo nel febbraio 1838, fu nominato delegato pontificio di Benevento, dove rimase fino al 1841 operando con abilità per rafforzare la sovranità pontificia su quella città. Tutto ciò fu apprezzato dal Segretario di Stato card. Lambruschini, che nel dicembre 1842 lo propose come Nunzio a Bruxelles; nel gennaio 1843 fu consacrato arcivescovo titolare di Damietta e nell’aprile 1843 raggiunse la Nunziatura del Belgio. Re Leopoldo I e il potente cancelliere austriaco Metternich, ben presto chiesero che fosse sostituito. Nel luglio 1846 ritornò a Roma e fu nominato vescovo di Perugia; rimase in questa piccola diocesi di allora per 32 anni, in uno stato di isolamento dal governo centrale della Chiesa, nonostante che nel 1853 a soli 43 anni, fosse creato cardinale da Pio IX. A Perugia espresse le sue elevate capacità di governo e di equilibrio, specie nel difficile periodo 1859-1861, che vide l’insurrezione della città contro lo Stato Pontificio e l’annessione dell’Umbria al Regno d’Italia. Anche se distante dalle rigide posizioni del cardinale Antonelli, Segretario di Stato e dello stesso Pio IX, il cardinale Pecci era tuttavia un sincero sostenitore del potere temporale dei papi, che non gli impedì comunque di assumere una posizione moderata e comprensiva tra i rapporti della Chiesa con la società moderna. Si tenne in un costante aggiornamento sulle problematiche politiche, sociali e culturali di quel periodo di grandi sconvolgimenti per la Chiesa, l’Italia e l’Europa; tenne una fitta corrispondenza con prelati stranieri a cui esternava le sue riflessioni. Il 7 febbraio 1878 morì papa Pio IX e il successivo conclave per la nuova elezione, si svolse in una realtà storica totalmente diversa dai precedenti; lo Stato Pontificio dopo la conquista di Roma nel 1870, da parte dell’esercito italiano, praticamente non esisteva più. La Santa Sede ne ricavò una libertà dai vincoli derivanti dal governo dello Stato Pontificio e nel contempo una minore libertà d’azione, essendo diventata sottomessa alle autorità italiane; ciò si ripercuoteva anche sul conclave, che molti cardinali temevano si potesse svolgere con condizionamenti secolari. L’orientamento dei cardinali era che fosse giunto il momento di avere come papa un uomo conciliante con la nuova Italia, dopo l’intransigenza di Pio IX e del suo segretario di Stato card. Antonelli e il nome del cardinale Pecci fu presente sin dalla prima votazione; al terzo scrutinio effettuato il 20 febbraio 1878, fu eletto papa con 44 voti su 64 votanti.
Scelse il nome di Leone XIII in ricordo di papa Leone XII (1823-1829) che l’aveva aiutato all’inizio dei suoi studi e che aveva ammirato per il suo atteggiamento conciliante nei rapporti con i governi e per gli sforzi di riavvicinamento ai cristiani separati. Ci fu comunque qualche perplessità quando il nuovo papa impartì la prima benedizione all’interno della Basilica di S. Pietro e non come nel tempo della Roma pontificia dalla loggia esterna; come pure di procedere alla cerimonia dell’incoronazione nell’intimità della Cappella Sistina. La sua politica internazionale risentì abbondantemente dell’irrisolta “Questione Romana” con lo Stato Italiano; riuscì a comporre in modo soddisfacente tutta una serie di conflitti che si trascinavano dal tempo di Pio IX, con Germania, Svizzera, Repubbliche dell’America Latina, Russia, Spagna, Inghilterra, Francia, Stati Uniti, stabilì contatti con l’Impero Cinese. Continuò a reagire senza soste, contro il liberalismo laicista e i continui tentativi di secolarizzare la società; aveva orrore per la Massoneria, denunciandone insistentemente l’azione nascosta al servizio delle forze del male, ribadendo la scomunica per quei cattolici che ne facevano parte. Fu difensore della famiglia davanti all’ondata dei divorzi e avversario del socialismo, definì la legittimità delle esigenze delle libertà popolari e della libertà in generale. Nell’Anno Santo 1900 papa Leone XIII consacrò l’umanità al Sacro Cuore di Gesù; inoltre favorì il culto per s. Giuseppe, presentato come modello per i padri di famiglia e per i lavoratori.
Diede incarico a s. Giovanni Bosco, del quale apprezzava l’opera a favore della gioventù, di erigere a Roma un Tempio al Sacro Cuore di Gesù (vicino alla Stazione Termini) gestito dai Salesiani e inaugurato nel 1887. Ad ogni modo le feste giubilari che riguardarono il papa, nel 1880 il 50° di sacerdozio e il 25° dell’elezione a pontefice nel 1902-1903, come pure nell’Anno Santo 1900, videro la partecipazione alle celebrazioni, di immense folle, tanto che Leone XIII fu definito “l’uomo più popolare d’Europa”.
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