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Messa votiva

Da Enciclopedia cattolica.

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MESSA VOTIVA

La Messa votiva è così chiamata dal voto di chi la celebra, di chi la domanda o della Chiesa in speciali circostanze.

Si distinguono due specie di Messe votive, cioè: quelle che concordano coll'Ufficio e quelle che da esso discordano. Le prime sono quelle che corrispondono all'Ufficio; le seconde sono le votive propriamente dette, che non hanno relazione coll'Ufficio e si celebrano nei giorni in cui sono permesse da leggi speciali.

Si distinguono ancora in solenni e private: le prime sono quelle che non solamente godono della solennità esterna dei Ministri sacri, del canto, della musica, ma che si celebrano in alcune circostanze per causa pubblica e grave; le private sono quelle che si possono celebrare per la devozione di persone o anche del Celebrante solamente, sempre quando sono permesse dalle rubriche. Queste Messe private votive si possono anche solennizzare, ma non assumono il rito della Messa votiva solenne propriamente detta se non occorrono tutte le circostanze nelle queli questa è permessa.

Requisiti per poter celebrare una Messa votiva

Tre condizioni si richiedono: 1. che vi sia una causa; 2. che la Messa si possa celebrare more votivo; 3. che il giorno in cui la si vuole celebrare, ossia la Festa o il Tempo dell'anno liturgico, lo permetta.

Causa per cui si può celebrare una Messa votiva

La causa, o il motivo, per cui si vuole celebrare una Messa votiva, può essere privata o pubblica. Causa privata è quella che riguarda una o più persone private come un individuo, una o più famiglie, ovvero la stessa persona del Celebrante. Causa pubblica è quella che si riferisce al pubblico, come tale, e sarebbe quella che interessa una comunità, una popolazione, una persona pubblica.

Quali Messe si possono celebrare in modo votivo

1. Si possono celebrare in modo votivo le Messe apposite sul Messale

2. Le Messe proprie dei Santi o dei Misteri che si trovano nel Messale, la cui rubrica indica come celebrare more votivo

3. Le Messe i cui formulari si trovano nel Commune Sanctorum

4. Le Messe dei Santi notati nel Martirologio Romano o Diocesano

Non si possono celebrare in modo votivo:

a) le Messe delle ferie e delle Domeniche;

b) le Messe dei Misteri, come quelle del Natale, di Pasqua, etc., eccetto quella della Trinità, quella dello Spirito Santo e del SS. Sacramento, di cui si hanno i formulari fra le Messe votive alla fine del Messale;

c) Le Messe dei Beati, se non si ha uno speciale indulto della S. Sede.

Nei casi speciali poi fra le Messe della B.V. non si possono celebrare in modo votivo: la S. Messa della festa dell'Assunzione, della Purificazione, dell'Annunciazione, della B.V. del Carmine, del S. Rosario, del Buon Consiglio, di Maria Ausiliatrice, della Purità, etc.

Per la Messa di San Pietro Apostolo si legge quella della Cattedra di questo Santo, e per quella di San Paolo quella della sua Conversione. Per tutti gli Apostoli si assume la Messa votiva alla fine del Messale inter votivas con l'Orazione della Festa dei SS. Simone e Giuda, omettendo i nomi.