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Offertorio

Da Enciclopedia cattolica.

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OFFERTORIO

È la presentazione delle oblate: il pane e il vino che saranno offerti dal sacerdote in nome di Cristo nel sacrificio eucaristico, nel quale diventeranno il suo Corpo e il suo Sangue. È il gesto stesso di Cristo nell'ultima Cena, “quando prese il pane e il calice”. “Soltanto la Chiesa può offrire al Creatore questa oblazione pura, offrendogli con rendimento di grazie ciò che proviene dalla sua creazione” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 4, 18, 4]. La presentazione delle oblate all'altare assume il gesto di Melchisedek e pone i doni del Creatore nelle mani di Cristo. È lui che, nel proprio Sacrificio, porta alla perfezione tutti i tentativi umani di offrire sacrifici.

[Cfr. CCC 1350]


L'offertorio nella celebrazione liturgica

L'offertorio in una Messa in rito tridentino
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L'offertorio in una Messa in rito tridentino

RITO TRIDENTINO


Ultimato il Credo, il Sacerdote dà inizio all'Offertorio, salutando i fedeli, i quali si siedono dopo che il Sacerdote ha ultimato la recita o il canto dell'Antifona dell'Offertorio che fa parte del Proprio della S. Messa.

Il sacerdote, baciato l'Altare in mezzo e congiunte le mani sul petto, si volge verso i fedeli, e allargando e congiungendo le mani dice

S - Dóminus vobiscum.

M - Et cum spíritu tuo.

S - Il Signore sia con voi.

M - E con il tuo spirito.

e dice l'Antifona, dopo di che prende la patena con l'ostia e tenendola alzata fino al petto con entrambe le mani, elevati gli occhi a Dio e subito riabbassandoli, dice:

Súscipe, sancte Pater, omnípotens aetérne Deus, hanc immaculátam hóstiam, quam ego indígnus fámulus tuus óffero tibi Deo meo vivo, et vero, pro innumerabílibus peccátis, et offensiónibus, et negligéntiis meis, et pro ómnibus circumstántibus, sed et pro ómnibus fidélibus christiánis vivis atque defúnctis: ut mihi et illis profíciat ad salútem in vitam aetérnam. Amen. Accetta, Padre santo, onnipotente eterno Iddio, questa ostia immacolata, che io, indegno servo tuo, offro a Te Dio mio vivo e vero, per gli innumerevoli peccati, offese e negligenze mie, e per tutti i circostanti, come pure per tutti i fedeli cristiani vivi e defunti, affinché a me ed a loro torni di salvezza per la vita eterna. Amen.

Fatto un segno di croce con la patena, il sacerdote depone l'ostia sul corporale. Il ministro mesce il vino e l'acqua nel calice, quindi li benedice con un segno di croce, e dice:

Deus, qui humánæ substántiæ dignitátem mirabíliter condidísti, et mirabílius reformásti: da nobis per huius aquae et vini mystérium, eius divinitátis esse consórtes, qui humanitátis nostrae fieri dignátus est párticeps, Iesus Christus Fílius tuus Dóminus noster: Qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per ómnia saécula saeculórum. Amen. O Dio, che in modo meraviglioso creasti la nobile natura dell'uomo, e piú meravigliosamente ancora l'hai riformata, concedici di diventare, mediante il mistero di quest'acqua e di questo vino, consorti della divinità di Colui che si degnò farsi partecipe della nostra umanità, Gesú Cristo tuo Figlio, Nostro Signore, che è Dio e vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

Dopo di che, il celebrante, stando in mezzo all'Altare, prende il calice, con la destra sul nodo sotto la coppa e con la sinistra alla base, lo tiene elevato, alza gli occhi a Dio, e lo offre dicendo:

Offérimus tibi, Dómine, cálicem salutáris, tuam deprecántes cleméntiam: ut in conspéctu divinae maiestátis tuae, pro nostra, et totíus mundi salúte cum odóre suavitátis ascéndat. Amen. Ti offriamo, o Signore, questo calice di salvezza, e scongiuriamo la tua clemenza, affinché esso salga come odore soave al cospetto della tua divina maestà, per la salvezza nostra e del mondo intero. Amen.

Quindi, fatto un segno di croce col calice, lo poggia sul corporale e lo copre con la palla; poi, congiunte le mani sopra l'Altare, un po' inchinato, dice sottovoce:

In spíritu humilitátis, et in ánimo contríto suscipiámur a te, Dómine: et sic fiat sacrifícium nostrum in conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi, Dómine Deus. Con spirito di umiltà e con animo contrito, possiamo noi, o Signore, esserti accetti, e il nostro sacrificio si compia oggi alla tua presenza in modo da piacere a Te, o Signore Dio.

Quindi si erge, eleva gli occhi al cielo, allarga le mani, le alza, le congiunge sul petto, e un po' curvato dice:

Veni, sanctificátor omnípotens, aetérne Deus, et +bénedic hoc sacrifícium tuo sancto nómini praeparátum. Vieni, Dio eterno, onnipotente, santificatore, e + benedici questo sacrificio preparato nel tuo santo nome.

Il sacerdote si lava le mani, dicendo:

Lavábo inter innocéntes manus meas: et circúmdabo altáre tuum, Dómine: Ut áudiam vocem laudis, et enárrem univérsa mirabília tua. Dómine, diléxi decórem domus tuae, et locum habitatiónis glóriae tuae. Ne perdas cum ímpiis, Deus, ánimam meam, et cum viris sánguinum vitam meam: In quorum mánibus iniquitátes sunt: déxtera eórum repléta est munéribus. Ego autem in innocéntia mea ingréssus sum: rédime me et miserére mei. Pes meus stetit in dirécto: in ecclésiis benedícam te, Dómine. Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto. Sicut erat in princípio, et nunc et semper, et in saécula saeculórum. Amen. Laverò fra gli innocenti le mie mani: ed andrò attorno al tuo altare, o Signore: Per udire voci di lode, e per narrare tutte quante le tue meraviglie. O Signore, ho amato lo splendore della tua casa, e il luogo ove abita la tua gloria. Non perdere insieme con gli empii, o Dio, l'anima mia, né la mia vita con gli uomini sanguinarii: Nelle cui mani stanno le iniquità: e la cui destra è piena di regali. Io invece ho camminato nella mia innocenza: riscàttami e abbi pietà di me. Il mio piede è rimasto sul retto sentiero: ti benedirò nelle adunanze, o Signore. Gloria al Padre, e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era in principio, e ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Poi, un po' inchinato in mezzo all'Altare, con le mani giunte poggiate su di esso, il sacerdote dice:

Súscipe, sancta Trínitas, hanc oblatiónem, quam tibi offérimus ob memóriam passiónis, resurrectiónis, et ascensiónis Iesu Christi Dómini nostri: et in honórem beátae Mariae semper Vírginis, et beáti Ioánnis Baptistæ, et sanctórum Apostolórum Petri et Pauli, et istórum, et ómnium Sanctórum: ut illis profíciat ad honórem, nobis autem ad salútem; et illi pro nobis intercédere dignéntur in coélis, quorum memóriam ágimus in terris. Per eúmdem Christum Dóminum nostrum. Amen. Accetta, o Santissima Trinità, questa offerta che ti facciamo in memoria della passione, risurrezione e ascensione di nostro Signore Gesù Cristo, e in onore della beata sempre Vergine Maria, di san Giovanni Battista, dei santi Apostoli Pietro e Paolo, di questi [martiri le cui reliquie sono nell'Altare], e di tutti i Santi, affinché ad essi sia d'onore e a noi di salvezza, e si degnino d'intercedere per noi in Cielo, mentre noi facciamo memoria di loro in terra. Per il medesimo Cristo nostro Signore. Amen

Successivamente, bacia l'Altare, si volge verso i fedeli, allarga e congiunge le mani, e dice:

Oráte, fratres: (e a bassa voce) ut meum ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud Deum Patrem omnipoténtem.

M - Suscípiat Dóminus sacrifícium de mánibus tuis, ad laudem, et glóriam nóminis sui, ad utilitátem quoque nostram totiúsque Ecclésiae suae sanctae.

Pregate, fratelli, (e a bassa voce) perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre onnipotente.

M - Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua Santa Chiesa.

Quindi, allargate le mani, recita le orazioni segrete.



L'offertorio in una Messa nel nuovo Rito
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L'offertorio in una Messa nel nuovo Rito

NOVUS ORDO


Ultimati il Credo e la preghiera dei fedeli (o sùbito dopo il Vangelo nelle messe feriali), il Sacerdote prende la patena con l'ostia e tenendola con entrambe le mani, dice:

Benedictus es, Domine, Deus universi, quia de tua largitate accepimus panem, quem tibi offerimus, fructum terrae et operis manuum hominum, ex quo nobis fiet panis vitae.

A. Benedictus Deus in saecula.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, frutto della terra e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.

A. Benedetto nei secoli il Signore.

Poi, mesce nel calice il vino e l'acqua dicendo a bassa voce:

Per huius aquae et vini mysterium eius efficiamur divinitatis consortes, qui humanitatis nostrae fieri dignatus est particeps. L'acqua unita al vino sia segno della nostra unione con la vita divina di Colui che ha voluto assumere la nostra natura umana.

Prende il calice e lo innalza un poco, dicendo:

Benedictus es, Domine, Deus universi, quia de tua largitate accepimus vinum, quod tibi offerimus, fructum vitis et operis manuum hominum, ex quo nobis fiet potus spiritalis.

A. Benedictus Deus in saecula.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, frutto della terra, e del lavoro dell'uomo; lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.

A. Benedetto nei secoli il Signore

Poggia il calice sul corporale e prega:

In spiritu humilitatis et in animo contrito suscipiamur a te, Domine; et sic fiat sacrificium nostrum in conspectu tuo hodie, ut placeat tibi, Domine Deus. Umili e pentiti accoglici, o Signore: ti sia gradito il nostro sacrificio che oggi si compie dinanzi a te.

Poi si pone al lato dell'altare e si lava le mani dicendo:

Lava me, Domine, ab iniquitate mea, et a peccato meo munda me. Lavami, signore, da ogni colpa, purificami da ogni peccato.

Successivamente dice:

Oráte, fratres: ut meum ac vestrum sacrifícium acceptábile fiat apud Deum Patrem omnipoténtem.

A - Suscípiat Dóminus sacrifícium de mánibus tuis, ad laudem, et glóriam nóminis sui, ad utilitátem quoque nostram totiúsque Ecclésiae suae sanctae.

Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio Padre onnipotente.

A - Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio, a lode e gloria del suo nome, per il bene nostro e di tutta la sua Santa Chiesa.

Il sacerdote, con le braccia allargate, dice l'orazione sulle offerte.



La Grande entrata in una messa bizantina
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La Grande entrata in una messa bizantina

RITO BIZANTINO


Dopo la proclamazione del Vangelo, il canto della litania "ardente", della litania e del "rinvio" dei catecumeni e della litania dei fedeli, il coro esegue l'Inno dei Cherubini, durante il quale avviene l'incensazione:

Noi che misticamente rappresentiamo i Cherubini ed alla trinità vivificante cantiamo l'inno “Tre volte santo”, deponiamo ora ogni sollecitudine mondana.

Intanto il celebrante prega in silenzio:

Nessuno che sia schiavo di desideri o passioni carnali è degno di presentarsi, d'avvicinarsi e di servire te, re della gloria, poiché servire te è cosa grande e tremenda, anche alle stesse potestà celesti. Ma nondimeno, per la ineffabile ed immensa tua misericordia, dal momento che, senza nessun cambiamento e mutazione, ti sei fatto uomo, tu sei divenuto nostro Pontefice e ci hai trasmesso, tu Signore dell'universo, il ministero di questo incruento e liturgico sacrificio. Tu solo infatti, o Signore, imperi sovrano sulle cose celesti e terrestri, assiso sui troni dei Cherubini, tu Signore dei Serafini e re d'Israele, sei il solo santo e nei santi riposi. Prego dunque te che solo sei buono e pronto ad ascoltarmi: guarda a me peccatore ed inutile tuo servo, purifica la mia anima e il mio corpo da cattive intenzioni, e, per la virtù dello Spirito Santo, fa che io, rivestito della grazia del sacerdozio, possa presentarmi a questa tua sacra mensa e consacrare il santo e l'immacolato tuo Corpo ed il tuo Sangue prezioso. A te m'appresso, chinando il mio capo, e così ti prego. Non rivolgere da me il tuo volto, non rigettarmi dal numero dei tuoi servi, ma concedi a me peccatore ed indegno tuo servo di offrirti questi doni. Tu infatti, o Cristo Dio nostro sei colui che offre e colui che viene offerto; colui che riceve e colui che viene distribuito; a te rendiamo gloria in unione con l'eterno tuo Padre e con il tuo Spirito tutto Santo, buono e vivificante, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Mentre continua l'Inno dei Cherubini avviene il "grande ingresso": il diacono e i sacerdoti salutano il popolo con un inchino e dall'altare centrale si portano all'altare laterale, prendono da lì i santi doni e processionalmente escono dall'iconostasi e, fermatisi accanto alle porte centrali, rivolti al popolo, iniziano le commemorazioni:

Si ricordi il Signore Iddio nel suo regno del signor nostro il santissimo universale Pontefice NN. Papa di Roma, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Si ricordi il Signore Iddio nel suo regno del nostro Metropolita NN, di tutti i vescovi, sacerdoti, diaconi e monaci, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Si ricordi il Signore Iddio, nel suo regno del autorità civili, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Si ricordi il Signore Iddio nel suo regno, di tutti i fondatori di questa santa chiesa [dell'edificio in cui si celebra], in ogni tempo ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Si ricordi il Signore Iddio nel suo regno, di coloro che sono morti nella speranza della risurrezione e della vita eterna, in ogni tempo ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Si ricordi il Signore Iddio nel suo regno di voi e di tutti i cristiani, in ogni tempo ora e sempre e nei secoli dei secoli.

[Le precendenti intercessioni possono variare a seconda delle comunità che celebrano la Liturgia]

Ass. Amen. [Qui termina l'Inno dei Cherubini]

Coro: Per ricevere il re dell'universo scortato invisibilmente dalle angeliche schiere… Alleluia, Alleluia, Alleluia.

I santi doni vengono portati sull'altare e incensati, e, sùbito, ha inizio la grande litania: Il sacerdote fa diverse acclamazioni

Sac. Compiamo la nostra preghiera al Signore. -Ass. Kyrie, eleison.

Sac. Per i preziosi doni che sono stati offerti, preghiamo il Signore. - Ass. Kyrie, eleison.

Sac. Per questa santa chiesa per coloro che vi entrano con fede, devozione e timor di Dio, preghiamo il Signore. - Ass. Kyrie, eleison.

Sac. Per essere liberati da ogni afflizione, ira e preoccupazione, preghiamo il Signore. - Ass. Kyrie, eleison.

Il sacerdote prega in silenzio. Signore, Dio onnipotente, tu che solo sei santo ed accetti il sacrificio di lode da coloro che con tutto il cuore ti invocano, accogli la preghiera di noi peccatori, e fa che giunga al tuo santo altare; rendici degni di offrirti doni e sacrifici spirituali per i nostri peccati e per le ignoranze del popolo. Rendici pure meritevoli di trovar grazia presso di te, affinché ti sia accetto il nostro sacrificio, e lo spirito della tua grazia, che è buono, scenda ad abitare in noi, in questi doni qui preparati ed in tutto il popolo tuo.

Sac. Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi e proteggici, o Dio con la tua grazia. - Ass. Kyrie, eleison.

Sac. Domandiamo al Signore che tutto questo giorno sia perfetto, santo, pacifico e senza peccato. - Ass. Concedi o Signore.

Sac. Domandiamo al Signore un angelo di pace, guida fedele, custode delle nostre anime e dei nostri corpi. - Ass. Concedi, o Signore.

Sac. Domandiamo al Signore il perdono e la remissione dei nostri peccati e dei nostri falli. - Ass. Concedi, o Signore.

Sac. Domandiamo al Signore tutto ciò che è buono e vantaggioso alle nostre anime, e la pace per il mondo. - Ass. Concedi, o Signore.

Sac. Domandiamo al Signore di passare in pace e penitenza il resto della nostra vita. - Ass. Concedi, o Signore.

Sac. Domandiamo al Signore una morte cristiana, senza dolore, senza rimorso, placida, ed una buona difesa dinanzi al tremendo tribunale di Cristo. - Ass. Concedi, o Signore,

Sac. Facendo memoria della tutta santa, intemerata, benedetta sopra tutte le creature, la gloriosa nostra Signora, Madre di Dio, sempre Vergine Maria, con tutti i santi raccomandiamo noi stessi, gli uni gli altri, e tutta la nostra vita a Cristo Dio. - Ass. A te, o Signore.

Sac. Per le misericordie del tuo unigenito Figlio, col quale sei benedetto, insieme con il santissimo tuo Spirito, buono e vivificante, ora e sempre e nei secoli dei secoli. - Ass. Amen.

Sac. Pace a tutti.

Ass. E con il tuo spirito.

Sac. Amiamoci gli uni gli altri affinché possiamo confessare in unità di spirito la nostra fede. Coro: Nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, Trinità consustanziale ed indivisibile.

Sac. Le porte, le porte. Con sapienza, stiamo attenti.

E si passa alla recita del Credo, seguìto dal Prefazio e dalla Consacrazione.



RITO MOZARABICO


Terminato il Vangelo e il canto delle Laudes, il coro intona il "Sacrificium" che corrisponde all'orazione sulle offerte e fa parte del proprio della Messa. Mentre avviene

il canto, il popolo reca all'altare le offerte.

Il diacono stende il corporale sull'altare e vi pone la patena col pane, mesce l'acqua e il vino nel calice e lo pone accanto alla patena.

Il sacerdote, recita in silenzio la seguente preghiera:

Hæc oblátio panis et vini, quæ a nobis indígnis fámulis tuis tuo est impósita altário, tu, ætérne omnípotens Deus, intúere vultu placábili.

Áccipe conversatiónem nostram in sacrifícium acceptábile tuum, ut innováti per grátiam tuam mereámur tibi laudes persólvere plácitas.

Guarda con volto compiaciuto, dio onnipotente ed eterno, questa oblazione di pane e vino, collocata da noi, tuoi indegni servi, sull'altare.

Accetta la nostra vita come sacrificio degno di te, affinché, rinnovati dalla tua Grazia, siamo degni di innalzare lodi a Te gradite.


Il sacerdote si lava le mani in silenzio al lato dell'altare, dopo di che, insieme al diacono si reca alla sede dove recita '"oratio admonitionis" dopo le quali il coro acclama:

Hágios, Hágios, Hágios, Dómine Deus, Rex ætérne, tibi laudes et grátias. Santo, Santo, Santo, Signore Dio, Re eterno, a Te lode a azione di grazie.

Il diacono, a questo punto recita il "Dittico per la chiesa"

Ecclésiam sanctam Cathólicam in oratiónibus in mente habeámus, ut eam Dóminus fide et spe et caritáte propítius ampliáre dignétur.

Ass. Præsta, ætérne, omnípotens Deus.

Omnes lapsos, captívos infírmos atque peregrínos in mente habeámus, ut eos Dóminus propítius respicére, redimére, sanáre et confortáre dignétur.

Ass. Præsta, ætérne, omnípotens Deus.

Ricordiamo nella nostra preghiera la santa Chiesa cattolica, affinché il Signore la accresca, propizio, in fede, speranza e carità.

Ass. Concedilo, Dio onnipotente ed eterno.

Ricordiamo tutti i peccatori, i prigionieri, gli infermi e i pellegrini, affinché il Signore si degni di guardarli con bontà, di redimerli, di sanarli e confortarli.

Ass. Concedilo, Dio onnipotente ed eterno.

Il sacerdote dice l'"orazione tra i Dittici" (Alia) al termine della quale, il diacono continua:

Ófferunt Deo Dómino oblatiónes Sacerdótes nostri N. N. Papa Roménsis, et réliqui pro se et pro omni clero, et plébibus Ecclesiæ síbimet consignátis, et pro univérsa fraternitáte.

Ass. Ófferunt pro se et pro univérsa fraternitáte.

Item ófferunt univérsi Presbýteri, diáconi, clérici, ac pópuli circumadstántes in honórem Sanctórum, pro se et suis.

Ass. Ófferunt pro se et pro univérsa fraternitáte.

Faciéntes commemoratiónem beatissimórum Apostolórum et Mártyrum gloriósæ Sancte Maríæ Vírginis, Zacharíæ, Ioánnis, Iacóbi, Andréæ, Acíscli, Torquáti, Fructuósi, Félicis, Vincéntii, Eulógii, Iusti et Pastóris, Iustæ et Rufínæ, Euláliæ, item Euláliæ, Leocádiæ.

Ass. Et ómnium Mártyrum.

Offrono questo Sacrificio i nostri sacerdoti, NN, Papa di Roma, e gli altri Vescovi, per sé, per tutto il clero e per le Chiese loro affidate e per la Chiesa universale.

Ass. Lo offrono per sé e per la Chiesa universale.

Lo offrono ugualmente tutti i presbiteri, i diaconi, i clerici e i fedeli presenti in onore dei Santi, per sé e per propri cari.

Ass. Lo offrono per sé e per la Chiesa universale.

Facendo memoria dei beatissimi Apostoli e Martiri, della gloriosa Santa Vergine Maria, di Zaccaria, Giovanni...




Ass. E di tutti i Martiri.

Ítem Confessórum Hilárii, Athanásii, Martíni, Ambrósii, Augustíni, Fulgéntii, Leándri, Isidóri, Bráulii, Eugénii, Hildephónsi, Iuliáni.

Ass. Et ómnium Confessórum.

Offert Ecclésia Dei sancta Cathólica pro animábus ómnium pausántium, ut eos Dóminus inter ágmina beatórum propítius collocáre dignétur. Ass. Præsta, ætérne omnípotens Deus.

Lo offrono ugualmente in memoria dei Confessori Ilario, Atanasio...


Ass. E di tutti i confessori.

Lo offre la santa Chiesa cattolica per le anime di tutti i defunti, affinché Dio si degni, benigno, di ammetterli nelle schiere dei Beati.

Ass. Concedilo Dio etermo e onnipotente.

Il sacerdote recita la "preghiera dopo i Dittici" (Post nomina) che termina con

Quia tu es vita vivórum, sánitas infirmórum, ac réquies ómnium fidélium defunctórum in ætérna sæcula sæculórum.

Ass. Amen.

Poiché Tu sei la vita dei viventi, la salute degli infermi, e il riposo di tutti i fedeli defunti, per tutti i secoli dei secoli.

Ass. Amen.

A questo punto, avviene lo scambio della pace, seguìto dalla Preghiera eucaristica.