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Tempo

Da Enciclopedia cattolica.

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Definito da Aristotele numerus motus secundum prius et posterius, cioè sezione di un fenomeno in senso di anteriorità e posteriorità tra le varie fasi che lo determinano. Letteralmente: misura numerica del movimento secondo il prima e il dopo. Materialmente, cioè nella sua concretezza oggettiva, il tempo non è che l'istante presente - nunc temporis - sempre incpmpleto nella continuità del movimento. E' il nunc fluens, l'istante presente nella sua fluidità concreta e non nella sua indivisibilità astratta e arbitraria. Formalmente invece, cioè nel suo concetto definito di successione dei movimenti, il tempo è in gran parte dovuto alla nostra attività conoscitiva. Si arriva così alla spartizione omogenea, e al conteggio matematico. S. Tommaso, come Aristotele, sostiene l'esistenza di un tempo reale unico in base all'uniformità dell'infllusso del motore primo su tutto il mondo corporeo. Il tempo è una dimensione caratteristica delle nature corporee: è l'atto esistenziale di queste nature, le quali sono immerse per la loro struttura metafisica - atto e potenza - nel gioco continuo delle mutazioni.