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Vecchio 03-05-2010, 09:58   #1
marina83
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Beata Elena Kafka: martire del Crocifisso

BEATA ELENA KAFKA : MARTIRE DEL CROCIFISSO
Suo padre faceva il calzolaio a Hussowitz-Brunn (Moldavia). Lì, nella sua umile casa, sesta di sette figli, nel 1894, nasce Elena Kafka. Quando comincia a parlare, la piccola è balbuziente. Ha soltanto due anni, allorché, nel 1896, la sua famiglia, tutt’altro che benestante, emigra a Vienna.
A sei anni, va a scuola, ma balbettando come non dovrebbe, la maestra con un sistema del tempo, le ordina di stare zitta per tre mesi, con la speranza di guarirla dal grave difetto di pronuncia. “La cura” riesce assai bene ed Elena è molto fiera di potersi esprimere scioltamente come la altre bambine.
Ha voglia di studiare, ma a 15 anni, è costretta a lasciare la scuola, per impegnarsi come cameriera. Ha in cuore una grandissima affezione a Gesù e vuole spendere la vita per Lui solo. Non gli piace il lavoro che fa, perché vuole servire Gesù nei malati come infermiera.

Gesù nei malati
Riesce a farsi assumere all’ospedale di Lainz, tenuto dalle Suore della Carità cristiana, una congregazione viennese. Lì esplode il suo desiderio più intenso e più intimo: farsi suora, consacrarsi a Dio. I suoi genitori si oppongono, ma Elena, con l’ostinazione che sarà sempre sua propria, non si arrende. Prega, insiste per convincere i suoi, infine scappa di casa.
A 20 anni, entra assai lieta nell’Istituto da lei amato: veste l’abito religioso e prende il nome di suor Maria Restituta, riferendosi a una giovane martire, uccisa nel 304 d.C., al tempo delle persecuzioni dell’imperatore Diocleziano.

Nel 1914, scoppia la “grande guerra”. Restituta, ancora novizia, presta il suo servizio all’ospedale di Modling, come infermiera in sala operatoria e anche come anestesista. Non c’è nulla che la intimorisca o la spaventi. Anzi, è bravissima con i feriti di guerra e sempre pronta ad affrontare le emergenze, anche le più gravi.
È ardente di amore a Gesù Crocifisso ed Eucaristico: tutta la luce e l’energia che possiede – a cascate – le vengono da Lui. Lo prega a lungo, ogni mattina nella Santa Messa, ripresentazione del suo Sacrificio, e durante il giorno, alza spesso gli occhi al Crocifisso esposto nelle camere e nelle sale operatorie.

Medici, colleghe e soprattutto i pazienti sono letteralmente affascinati dal suo stile deciso e cordiale, dalle sue capacità di risolvere ogni problema che capiti. In breve, la soprannominano “suor Resoluta”: ella ne è fiera perché questo è un onore grande al suo Gesù che crea personalità forti e dolcissime in modo che chi si consacra a Lui non fa mai voto di perpetuo abbattimento, ma trova gioia senza confini.
Al termine della guerra, suor Restituta diventa assistente volontaria di un famoso chirurgo, con il cui carattere nessuno vuole avere a che fare, ma lei lo “domina” e lo orienta tutto a servizio dei malati. Da parte sua, continua a essere sorella e madre dei sofferenti, con vera carità cristiana.

Intende amare e donarsi, a immagine di Gesù, fino a dare la vita: perché non c’è amore più grande di chi sacrifica la vita per i suoi amici. Con il passare degli anni, diventa un’istituzione, benché sia bassa di statura, e, a vederla, al primo incontro, non sembri un granché.
Impressiona per il suo buon umore, anche nei momenti più difficili.
Le chiedono: “Come fai a essere sempre così?”.
Restituta risponde alzando il dito verso il Crocifisso:
“Dipende da Lui”.
Nel 1938, i nazisti invadono Vienna. Hitler non vuole la presenza delle suore negli ospedali e ordina che sia tolto il Crocifisso dai luoghi pubblici, così come si vuol fare oggi, da parte di molti. Suor Restituta riesce a continuare, più o meno segretamente, ad assistere malati e morenti. Il nuovo chirurgo, benché sia un nazista fanatico, ha troppo bisogno della sua esperienza per permettersi di denunciarla.
Quando il Crocifisso viene tolto dall’ospedale di Modling, ella si ribella e lo riporta al suo posto. Quando viene edificata una nuova ala dell’ospedale, suor Restituta, appende di persona il Crocifisso nelle diverse camere, sapendo bene a che cosa può andare incontro.
Quello è il posto del Crocifisso!
Il suo gesto è una sfida alla falsa croce – la svastica – emblema del nazismo. Colta nell’atto di rimettere il Crocifisso al suo posto, viene denunciata alla Gestapo. Il mercoledì delle ceneri 1942, viene arrestata dalle SS, che per di più le trovano addosso un libello che definisce Hitler un dittatore sanguinario.
Viene accusata di alto tradimento. Nel carcere di Vienna, vive un Calvario lungo più di un anno. Suor Restituta si prodiga ad aiutare i compagni di prigionia – le donne incinte, i condannati nel braccio della morte – con la sua fede invincibile, il suo coraggio, il suo buon umore.

Verso la fine del marzo 1943, giunge da Berlino la condanna a morte, firmata da Bormann stesso, uno dei gerarchi del nazismo: Suor Restituta riesce a mandare il suo ultimo messaggio alle consorelle: “Per Gesù sono vissuta, per Gesù voglio morire”.
Il 30 marzo 1943, Suor Elena Restituta Kafka viene decapitata a Vienna sotto la lama della ghigliottina. Prima di porgere la testa al boia, chiede al cappellano: “Padre, mi faccia sulla fronte il segno della Croce”.
Papa Giovanni Paolo II l’ha beatificata nel 1998, come “martire del Crocifisso”.
Il 21 giugno 1998, parlando di lei nella Heldenplatz (= la piazza degli eroi) di Vienna, 60 anni dopo la manifestazione tenuta da Hitler nello stesso luogo, il Papa disse: “Grazie, suor Restituta per la tua resistenza alla moda del momento”. Poi:

“Tante cose possono essere tolte ai cristiani.
Ma la Croce come segno di salvezza non ce la faremo togliere.
Non permetteremo che la Croce venga esclusa dalla vita pubblica.
Ascolteremo la voce della coscienza che dice: bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini” (Atti 5,29).
“Cari giovani, piantate nella vostra vita la Croce di Cristo.
È la Croce il vero albero della vita”.

In questo nostro tempo in cui da molti, anche tra sedicenti credenti, si vorrebbe togliere il Crocifisso dalle case, dalle scuole, dai luoghi pubblici e persino dalle Chiese, questa umile figlia del popolo, con un’autorevolezza singolare, ci dice: “Non toccate il Crocifisso”.
marina83 non è in linea   Rispondi citando
Vecchio 03-05-2010, 10:12   #2
Servus Servorum
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Una grande figura ed un esempio quanto mai attuale!
Grazie Marina83 per averci fatto conoscere questa Beata che ha preferito sacrificare la vita piuttosto che rinnegare il Signore!
__________________
Pace e Bene!
Servus Servorum non è in linea   Rispondi citando
Vecchio 04-05-2010, 21:15   #3
marina83
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Chiedo scusa a tutti! Non mi ricordavo più che dovevo citare la fonte e sono venuta meno al regolamento! Scusate
marina83 non è in linea   Rispondi citando
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