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| La Casa del Sondaggio Sondaggi (più o meno) seri |
| Vedi risultati sondaggio: Che squadra tifate? | |||
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127 | 26,40% |
| Milan |
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90 | 18,71% |
| Inter |
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88 | 18,30% |
| Roma |
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47 | 9,77% |
| Lazio |
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11 | 2,29% |
| Fiorentina |
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16 | 3,33% |
| Altro (specificare) |
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102 | 21,21% |
| Votanti: 481. Non puoi votare in questo sondaggio | |||
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Strumenti discussione |
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#1571 | |
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Moderatore
Data registrazione: Apr 2006
Località: casa mia
Rito: Romano
Messaggi: 18.275
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http://it.eurosport.yahoo.com/090320...to-allena.html
Citazione:
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Oboedientia et Pax
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#1572 |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Mar 2010
Località: Vibo Valentia
Età: 18
Rito: Romano
Messaggi: 17
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Non tifo nessuna squadra.. Non seguo il calcio.. Una volta ero juventino ma soilo "di famiglia"
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#1573 |
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Veterano di CR
Data registrazione: Jun 2008
Località: Estero
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.150
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Povera Fiorentina. Mi dispiace davvero tanto (anche se sono juventino) perché ha fatto una grande partita ed è fuori. Quanto possono pesare certi errori arbitrali....
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Andate in tutto il mondo ad annunziare il Vangelo.
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#1574 |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Mar 2010
Località: Roma
Età: 55
Rito: Romano
Messaggi: 12
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forza inter
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#1575 |
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Veterano di CR
Data registrazione: Nov 2007
Località: Provincia Autonoma di Trento
Rito: Romano
Messaggi: 1.355
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#1576 |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Mar 2010
Località: lecce
Età: 41
Rito: Romano
Messaggi: 5
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Forza Lecce
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#1577 |
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Iscritto
Data registrazione: Aug 2008
Località: milano
Età: 62
Rito: Ambrosiano
Messaggi: 389
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INTER ormai lo sanno tutti,
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grazie a tutti voi di C.R. |
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#1578 |
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Moderatore
Data registrazione: Apr 2006
Località: casa mia
Rito: Romano
Messaggi: 18.275
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Interessante analisi di Mario Sconcerti sulle motivazioni della debacle delle squadre italiane in Champions League in questa e nelle precedenti stagioni:
In 5 perché un disastro che non è solo rossonero Quando è cominciata la crisi? Adesso lo sappiamo: il calcio italiano è in grande difficoltà. Fino alla partita di Manchester siamo riusciti a prendere ogni sconfitta come un evento a parte. Non c' è mai stata somma, solo discussioni singole. Ora di colpo tutto diventa chiaro. Che cosa ci ha trasformato? La crisi è cominciata quando il costo dei giocatori si è alzato di un ultimo 30-40 per cento. Dieci anni fa Batistuta era il giocatore più pagato e arrivava a 8 miliardi di lire. Oggi con 4 milioni di euro non si mette sotto contratto nessun grande giocatore. Ibrahimovic prende tre volte tanto. Questo aumento del costo del lavoro è arrivato su un calcio che aveva toccato il fallimento e stava uscendo da una crisi epocale. Non eravamo però noi a dettare i prezzi, erano le grandi società straniere. Per rimanere competitivi bisognava stare ai loro comandamenti. Perché le società hanno subito tutto questo? La necessità di nuovi sforzi economici è caduta su una classe imprenditoriale vecchia, ormai molto assuefatta al calcio. Gente che da anni e anni continuava a coprire i deficit con aumenti di capitale da decine di milioni. Nel tempo la cifra è diventata insopportabile perfino per Berlusconi e Moratti. Questo ha portato a una contrazione generale delle entrate e a una sparizione dei grandi giocatori. Tra il 2002 e il 2006 avevano vinto il Pallone d' oro quattro «italiani» su cinque (Ronaldo, Nedved, Shevchenko, Cannavaro). Nel 2008 tra i primi dieci c' erano solo Kaká e Ibrahimovic all' ottavo e nono posto. Nel 2009, tra i primi trenta selezionati europei solo Ibrahimovic. Dove sono finiti i giocatori italiani di livello internazionale? A tutto questo si sono aggiunte un paio di generazioni deludenti di calciatori italiani. Capita, ma da noi è stato davvero un problema grave. Tra i difensori oggi c' è Chiellini, ottimo giocatore. Dieci anni fa c' erano però Maldini, Nesta, Ferrara, Costacurta, Cannavaro. Tra i fantasisti, l' astro nascente è Candreva, altro ottimo giocatore. Dieci anni fa c' erano Totti, Del Piero e rasentavamo ancora i confini di Baggio e Mancini. Colpa di chi? Dei vivai, delle madri italiane, della globalizzazione? Un po' di tutto, ma certamente di come è cambiato il mercato. Con i diritti televisivi assicurati, l' affare per le piccole società non è più allevare giovani, ma rimanere in serie A. Per fare questo vanno meglio i giocatori esperti, anzi, gli specialisti dei ruoli. Non è più vero che i vari Chievo, Atalanta, Livorno puntano sui giovani. È vero l' opposto: di giovani veri non ne hanno più. Fra i 500 giocatori che compongono la rosa della serie A, 82 sono tra i 33 e i 40 anni, il 16,4 per cento. Mentre i ragazzi sotto i 23 anni (limite già largo) sono poco più di 40, l' 8,5 per cento. Siamo in sostanza un campionato molto vecchio che si ricicla ogni anno come il gioco delle tre tavolette. Nel frattempo, messi in soggezione dagli interessi e i costi della serie A, sono scomparsi gli altri grandi vivai naturali, la serie B e C. In che modo la rivoluzione di Calciopoli può avere influito su tutto questo? Il motivo più serio delle difficoltà italiane è quasi impronunciabile. È la cancellazione della Juve nel 2006. Non parlo qui di motivi etici, non interessa chi ha torto o ragione. Parlo di conseguenze tecniche. Tra cessioni e invecchiamento, sono stati cancellati una quindicina di grandi calciatori, danno enorme e generale. È stata poi smaterializzata la società che da ottant' anni funzionava da riferimento comune. Infine a tutte le squadre è mancato il vero avversario. Questo ha portato a non investire, a sottovalutare il rendimento. È stato come aprire un vuoto grande quanto la metà del nostro calcio. Che volenti o no, paghiamo tutti. RIPRODUZIONE RISERVATA Sconcerti Mario Pagina 62 (12 marzo 2010) - Corriere della Sera fonte: http://archiviostorico.corriere.it/2...00312050.shtml
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Oboedientia et Pax
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#1579 |
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Utente Senior
Data registrazione: Dec 2007
Località: Wonderland
Rito: Romano
Messaggi: 931
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D'accordo con Sconcerti
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Una fede che non viva di crisi è una fede senza amore, senza verità. (Mons. Bruno Forte) |
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#1580 |
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Veterano di CR
Data registrazione: Nov 2007
Località: Provincia Autonoma di Trento
Rito: Romano
Messaggi: 1.355
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Napoli - Fiorentina ...
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