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#141 | |
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visitatore
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Il 21 giugno il Papa l'ha benedetta, lodandone l'aspetto teologico, quindi evidentemente di pagano non c'è nulla! Nel giugno del 1921 Padre Pio rivolgendosi a mons.Raffaello Carlo Rossi dice: "Sì, eccellenza. Per la Santa Chiesa è lo stesso Dio che parla." Padre Pio sicuramente soffre quando ci allontaniamo da Dio, quando apertamente o in maniera velata critichiamo la Chiesa e quando giudichiamo duramente i ministri Dio. Quello che spetta a noi Cristiani è la preghiera, amare Cristo e farci santi, io resto è solo un di più. |
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#142 | ||
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Iscritto
Data registrazione: Sep 2009
Località: Agrigento
Età: 32
Rito: Romano
Messaggi: 193
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Citazione:
Scusa ma per fare una corona d'oro non si necessita di tanto oro quanto quello utilizzato per la cripta di padre Pio ... nel mio paese tutti gli ex-voto sono stati riutilizzati per opere di restauro delle chiese (dopo aver avuto il permesso dalla Curia) e per la Charitas Diocesana ... per quanto riguarda gli introiti del vaticano ci si ricorda ancora i tanti debiti del tezo mondo azzerati dal vaticano durante il Giubileo o i soldi dati direttamente dal Papa in persona ai paesi terremotati dell'Abruzzo ... senza contare quelli della CEI ... Per concludere secondo me avrebbero potuto utilizzare tale oro solamente in parte ed il resto magari utilizzarli per la "Casa Sollievo della Sofferenza" - ancora da completare del tutto - tanto per rimanere tra le Opere del Santo. Sicuramente a Padre Pio avrebbe fatto piacere!!! «Quest’Opera, se fosse solo sollievo dei corpi, sarebbe solo costituzione di una clinica modello, fatta con i mezzi della vostra carità, straordinariamente generosa. Ma essa è stimolata e incalzata ad essere richiamo operante all’amore di Dio, mediante il richiamo della carità. Il sofferente deve vivere in essa l’amore di Dio per mezzo della saggia accettazione dei suoi dolori, della serena meditazione del suo destino a Lui. In essa l'amore a Dio dovrà corroborarsi nello spirito del malato, mediante l'amore a Gesù Crocifisso, che emanerà da coloro che assistono l'infermità del suo corpo e del suo spirito.»(Padre Pio da Pietrelcina il 5 maggio 1957) Citazione:
Una cosa è il decoro nell'Ufficiare i Divini Misteri un'altra cosa è lo sfarzo di una cripta di 2000 metri quadri!
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Nel Cuore della Chiesa, Mia Madre, io sarò l'amore!... Amore Domini Mei, JESU CHRISTI Ultima modifica di anacleto; 25-09-2009 alle 22:33. Motivo: uniti messaggi |
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#143 | ||
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visitatore
Messaggi: n/a
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Citazione:
Citazione:
Ricordiamoci della mensa dei poveri di Foggia, che si mantiene sempre con le offerte di Padre Pio. La casa sollievo non è proprietà dei frati, ma del Vaticano, ma facciamo finta che sia gestita dai frati. L'ospedale è convenzionato con il servizio sanitario nazione. Questo significa che non può essere ingrandita a dismisura, altrimenti lo stato non rimborsa i costi di ricovero, ci sono aree dell'ospedale vuote per questo motivo. Per essere più chiari, qualche anno fa la fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, si era offerta di costruire, a proprie spese, pronta consegna completo di tutto un ospedale da 150 posti letto nel comune di Vico del Gargano, in quanto la zona nord del Gargano è sprovvista di ospedali, la regione Puglia che è competente in materia rispose che la cosa le andava bene, però Casa Sollievo doveva rinunciare ai 150 posti letto. A queste condizioni, il Vaticano ha detto no. |
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#144 |
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Iscritto
Data registrazione: Jul 2009
Località: reggio emilia
Rito: Romano
Messaggi: 433
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Leggendo questi interventi, pensavo una cosa: "Cosa direbbe padre Pio, se li leggesse?"...???
L'unico pensiero che mi viene è che di sicuro lui ha sempre obbedito alla volontà e alle disposizioni della Chiesa, anche se il più delle volte, nei suoi confronti, sono state incomprensibili (e aggiungo: ingiuste). Nel fare questo, ha voluto dare un insegnamento anche a noi.....!!!! Che ne pensate??? |
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#145 | |
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visitatore
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#146 | |
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Iscritto
Data registrazione: Sep 2007
Località: pozzuoli
Età: 57
Rito: Romano
Messaggi: 134
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#147 | |
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Iscritto
Data registrazione: Sep 2009
Località: Agrigento
Età: 32
Rito: Romano
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Citazione:
Benedire non significa Approvare! Sai si benedicono anche luoghi di lavoro come le sale di Bingo e/o Casinò ma questo certamente non significa che si approva l'operato che ivi si svolge ... specialmente quanto si rischia di finire come gioco d'azzardo ![]()
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Nel Cuore della Chiesa, Mia Madre, io sarò l'amore!... Amore Domini Mei, JESU CHRISTI |
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#148 | |
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Iscritto
Data registrazione: Sep 2007
Località: pozzuoli
Età: 57
Rito: Romano
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#149 | |
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visitatore
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«Questi mosaici sono una lezione magistrale di teologia». Queste sono le parole del Papa. Questo non significa che i mosaici devono piacere, i gusti sono gusti, significa solo che, il Capo della Chiesa non solo non riscontra errori, ma li indica quale fonte di insegnamento. |
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#150 |
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visitatore
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L'oro degli ex voto
nella cripta di San Pio Rupnik, l'artista gesuita autore dei mosaici: "Il suo messaggio si rivela nella mia opera". L'intero complesso è la rappresentazione della teologia cristiana. «Questi mosaici sono una lezione magistrale di teologia». Così si è espresso papa Benedetto XVI il 21 giugno scorso visitando e benedicendo lo straordinario ciclo di mosaici che ricopre interamente la rampa e la cripta della nuova Chiesa di San Padre Pio a San Giovanni Rotondo. La Chiesa, ideata dall'archistar Renzo Piano, è un complesso monumentale articolato. Il sagrato con gli ulivi di Puglia e l'acqua a simboleggiare il Giordano, il battesimo. Le aree dell'incontro e della preghiera. Le volte e le vetrate, una cittadella del sacro per il frate con le stimmate, pensata - se verranno superate le numerose resistenze della popolazione locale - per accogliere definitivamente l'urna col corpo glorificato di san Pio da Pietrelcina. La Chiesa inferiore, nella sua struttura, aveva però un non so che di freddo e opaco. Geniale è stata quindi l'idea di affidare ad un celebrato maestro, il gesuita sloveno Marko Ivan Rupnik, il progetto di ridare vita al cemento e di farlo rifiorire coprendolo di milioni di tessere colorate di argilla. Il risultato è sorprendente. Ottanta metri di rampa e una delle cripte più capienti del mondo ricoperte interamente di mosaici. Ciò che era impermeabile allo spirito è diventato un capolavoro dell'arte musiva contemporanea. La materia si è come trasfigurata, è diventata uno scrigno, una grandinata suggestiva di immagini, un tabernacolo. Siamo di fronte a quella che potremmo definire la «Cappella Sistina del Gargano». «È un pezzo di cielo» pare abbia esclamato papa Ratzinger. Sì, «è un pezzo di cielo», è l'impressione di chi scrive. E la stessa emozione la proveranno i devoti dell'umile fraticello stigmatizzato venuti, in ben sei milioni, nell'ultimo anno della esposizione del corpo del santo. Esposizione o ostensione che si concluderà oggi. In questa intervista, padre Rupnik, ideatore dei mosaici, spiega le ragioni di un'opera che ha impegnato, per oltre un anno, 15 persone di diverse nazioni del Centro Aletti di Roma. Un laboratorio stupefacente di creatività e di passione. Che ne sapeva, lei, maestro Rupnik, di san Pio da Pietrelcina? «Sono venuto spesso a San Giovanni Rotondo e, dopo l'affidamento dell'incarico da parte dei Frati Minori Cappuccini, ho studiato per mesi le fonti francescane, gli epistolari di Padre Pio, la pittura dei santi secondo gli stilemi romanico, gotico, bizantino. L'arte liturgica non è un'arte per se stessa, è un'arte che ha una missione precisa. In questo caso doveva parlare a milioni di pellegrini, di devoti di san Pio». E così si è inventato negli ottanta metri della rampa, grandi riquadri dedicati alla vita di san Francesco e di san Pio. Quasi a confronto e in dialogo. «Sì. Il pellegrino quando arriva in un santuario vuole arrivare il più presto possibile alla tomba del santo che si vuole venerare per chiedere intercessioni o grazie, o per pregare e ringraziare. La fretta nasconde un sottile inganno spirituale. Arrivare fisicamente vicino al santo può suscitare emozioni momentanee ma non incide nella vita. Da qui la necessità di un percorso propedeutico. Occorre entrare in comunione spirituale coi santi per capire che siamo chiamati a trasformarci. Con loro noi già abbiamo attraversato il muro della morte e siamo messi in comunione con la vita di Dio». Bello. Ma non so come la gente giudicherà la cripta. È interamente coperta d'oro. Argilla rivestita d'oro. «Si tratta dell'oro degli ex-voto, circa dieci chili, che sono stati trasformati in sottilissime lamelle. Il colpo d'occhio è emozionante. Nella cripta c'è il Cristo della gloria e il Cristo della storia. Fra i due si estende il manto della santità di Dio. L'oro è il simbolo della santità di Dio che si estende sul mondo. Cosa vede san Pio nella gloria di Dio? Un santo non può che essere immerso in questa luce. La cripta è il tentativo di raffigurare il luogo di chi vive nella santità di Dio». Diciamo che è una sorta di Paradiso. Quello che lei ha voluto raccontare, attraverso la materia, è che in Dio vivremo in una luce spirituale intensissima. Lei pensa che Padre Pio, vissuto sempre in povertà francescana, sarebbe stato felice di essere trasportato qui? «Guardi, ho trovato una frase di Padre Pio del 1915 illuminante: "Confidate e sperate nei meriti di Gesù e così anche l'umile argilla diverrà oro finissimo da risplendere nella reggia del re dei cieli". È quasi il commento alla mia opera e all'opera dei miei collaboratori. L'amore per l'uomo non è competitivo con l'amore di Dio. Se a Dio si dà, si riceve. Per questo, in ogni secolo, magari fra un mare desolato di casupole, si sono erette cattedrali. La gente viveva in povertà o miseria ma voleva la casa di Dio splendida. Entrando in Chiesa la gente voleva avere una anticipazione di paradiso. È l'emozione che trasmette questa cripta». L'arte del mosaico è bidimensionale. Non ci dà nè prospettiva nè profondità. «È vero. Ci dà però la presenza. Tutta la materia si concentra nel volto, nei volti. Come il bambino che cerca, prima di tutto, il volto della madre. Della persona che ama di più. Un'arte vera, l'arte liturgica, deve suscitare non solo ammirazione, anche devozione. Ci spinge sui sentieri della bellezza, quindi della verità e della bontà». Giuseppe De Carli 23/09/2009 http://iltempo.ilsole24ore.com/2009/...gli_voto.shtml |
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