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| Humanae Litterae Veterum Sapientia, in Graecorum Romanorumque inclusa litteris |
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#1 |
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Utente Senior
Data registrazione: Jul 2008
Località: apud Augusta Praetoria Salassorum
Età: 21
Rito: Romano
Messaggi: 615
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Eucarestia e letteratura
Non so se possa essere una discussione al posto giusto (dico come sottoforum ovviamente)...
Intendevo proporre (e invitare a proporre) brani letterari (italiani e non) sulla Santa Eucarestia, meglio se poetici e non troppo noti (ma quest'ultima condizione non è affatto fondametale!) Parto da questo brano della Gerusalemme Liberata di Tasso (Gerus.Lib., XI, 14-15; siamo prima dell'infruttoso assalto alla città che precede il celeberrimo episodio di Tancredi e Clorinda). Notate come viene definita la Santa Messa, in piena Età della Controriforma, da un autore cattolicissimo. Poscia in cima del colle ornan l'altare che di gran cena al sacerdote è mensa, e d'ambo i lati luminosa appare sublime lampa in lucid'oro accensa. Quivi altre spoglie*, e pur dorate e care prende Guglielmo, e pria tacito pensa, indi con chiaro suon la voce spiega, se stesso accusa e Dio ringrazia e prega. Umili intorno ascoltano i primieri, le viste i più lontani almen v'han fisse. Ma poi che celebrò gli alti misteri del puro sacrificio: -Itene- ei disse; e in fronte alzando a i popoli guerrieri la man sacerdotal, li benedisse. Allor se 'n ritornar le squadre pie per le dianzi da lor calcate vie. *= paramenti liturgici, pianeta verosimilmente. |
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#2 |
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Moderatore
Data registrazione: Feb 2009
Località: Roma
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.118
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RICCARDO II (William Shakespeare)
TOMMASO MOWBRAY, duca di Norfolk a RICCARDO II: [..] Mio nobile signore di Lancaster, padre onorato del mio nemico, una volta vi tesi insidie per uccidervi, colpa questa che grava sulla mia anima dolente; ma prima di ricevere l'eucaristia l'ultima volta lo confessai, ne chiesi perdono esplicitamente a Vostra Grazia, e spero che me lo abbiate dato col cuore.[..] |
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#3 |
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Moderatore
Data registrazione: Feb 2009
Località: Roma
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.118
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Il Viatico di Giovanni Pascoli
Là, suonano a doppio. Si sente, qua presso, uno struscio di gente, e suona suona un campanello sul dolce mezzodì. Si sente una lauda che sale tra il fremito delle cicale per il sentiero, ove il fringuello cauto via via zittì. E passa un branchetto... Son quelli. Son poveri bimbi in capelli, poi donne salmeggianti in coro: O vivo pan del ciel!... E` un vecchio che parte; e il paese gli porta qualcosa che chiese, cantando sotto il cielo d'oro: O vivo pan del ciel!... qualcosa che in tanti e tanti anni, cercando tra gioie ed affanni, ancora non poté riporre da portar via con sé. E gli altri si assidono a mensa, ma egli ancor cerca, ancor pensa al niente, al niente che gli occorre, a un piccolo perché, nel piccolo passo, ch'è un volo di mosca, ch'è un attimo solo... Quel giorno anche per me, campane, sonate pur così, quel canto, in quell'ora, s'inalzi, portatemi, o piccoli scalzi, portatelo anche a me quel pane, sul vostro mezzodì. |
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#4 |
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Moderatore
Data registrazione: Feb 2009
Località: Roma
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.118
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LOVE di George Herbert (poeta 1593-1633) Amore mi diede il benvenuto, eppure la mia anima si ritrasse, colpevole di polvere e peccato. Ma Amore, dagli occhi veloci, vedendomi piegare dal mio primo entrare, mi si fece più vicino, chiedendomi dolcemente se mi mancasse qualcosa. "Un ospite", dissi, "degno d'esser qui." Amore disse: "Tu lo sei." "Io, lo sconoscente, l'ingrato? Oh caro, io non oso guardarti." Amore mi prese la mano e, sorridendo, rispose: "Ma gli occhi li ho fatti io." "Vero, Signore, io però li traviai: fa' che la mia vergogna vada dove merita." "E non sai tu", dice Amore, "chi assunse su di sè il biasimo?" "Allora, caro, io, ti servirò." "Siediti", disse Amore, "e gusta il mio cibo." Così mi sedetti e mangiai. |
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#5 |
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Moderatore
Data registrazione: Feb 2009
Località: Roma
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.118
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Per quanto riguarda Alessandro Manzoni : http://www.cattoliciromani.com/forum...ale-16487.html
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#6 |
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Moderatore
Data registrazione: Feb 2009
Località: Roma
Età: 54
Rito: Romano
Messaggi: 1.118
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Calderòn de la Barca (1600-1681) da Aut (XXV, 1440-1450) :
Questa mensa su cui un pane posa, adorato dai cieli e temuto dall’inferno, vi aspetta; ma occorre prima sapere chi siano i degni di prendere parte alla cena. Ne è escluso chi non ha fatto bene la sua parte, immemore della mia misericordia E di quanto ho amato l’uomo. Vengano dunque alla cena Il povero e l’anima pia: il pane spezzo per loro. |
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#7 |
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Utente Senior
Data registrazione: Jul 2008
Località: apud Augusta Praetoria Salassorum
Età: 21
Rito: Romano
Messaggi: 615
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Grazie per la bella carrellata Signor Veneranda!
![]() Molto toccante la poesia di Calderon del Barca (e bravo anche chi l'ha tradotta per noi comuni mortali): semplice e delicata, ma molto profonda! |
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