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Humanae Litterae Veterum Sapientia, in Graecorum Romanorumque inclusa litteris

 
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Vecchio 27-02-2010, 16:26   #1
emericus
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Eucarestia e letteratura

Non so se possa essere una discussione al posto giusto (dico come sottoforum ovviamente)...

Intendevo proporre (e invitare a proporre) brani letterari (italiani e non) sulla Santa Eucarestia, meglio se poetici e non troppo noti (ma quest'ultima condizione non è affatto fondametale!)

Parto da questo brano della Gerusalemme Liberata di Tasso (Gerus.Lib., XI, 14-15; siamo prima dell'infruttoso assalto alla città che precede il celeberrimo episodio di Tancredi e Clorinda).
Notate come viene definita la Santa Messa, in piena Età della Controriforma, da un autore cattolicissimo.



Poscia in cima del colle ornan l'altare
che di gran cena al sacerdote è mensa,
e d'ambo i lati luminosa appare
sublime lampa in lucid'oro accensa.
Quivi altre spoglie*, e pur dorate e care
prende Guglielmo, e pria tacito pensa,
indi con chiaro suon la voce spiega,
se stesso accusa e Dio ringrazia e prega.

Umili intorno ascoltano i primieri,
le viste i più lontani almen v'han fisse.
Ma poi che celebrò gli alti misteri
del puro sacrificio: -Itene- ei disse;
e in fronte alzando a i popoli guerrieri
la man sacerdotal, li benedisse.
Allor se 'n ritornar le squadre pie
per le dianzi da lor calcate vie.



*= paramenti liturgici, pianeta verosimilmente.
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Vecchio 28-02-2010, 18:57   #2
SignorVeneranda
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RICCARDO II (William Shakespeare)


TOMMASO MOWBRAY, duca di Norfolk a RICCARDO II:

[..] Mio nobile signore di Lancaster, padre onorato del mio nemico, una volta vi tesi insidie per uccidervi, colpa questa che grava sulla mia anima dolente; ma prima di ricevere l'eucaristia l'ultima volta lo confessai, ne chiesi perdono esplicitamente a Vostra Grazia, e spero che me lo abbiate dato col cuore.[..]
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Vecchio 28-02-2010, 21:55   #3
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Il Viatico di Giovanni Pascoli

Là, suonano a doppio. Si sente,
qua presso, uno struscio di gente,
e suona suona un campanello
sul dolce mezzodì.
Si sente una lauda che sale
tra il fremito delle cicale
per il sentiero, ove il fringuello
cauto via via zittì.
E passa un branchetto... Son quelli.
Son poveri bimbi in capelli,
poi donne salmeggianti in coro:
O vivo pan del ciel!...
E` un vecchio che parte; e il paese
gli porta qualcosa che chiese,
cantando sotto il cielo d'oro:
O vivo pan del ciel!...
qualcosa che in tanti e tanti anni,
cercando tra gioie ed affanni,
ancora non poté riporre
da portar via con sé.
E gli altri si assidono a mensa,
ma egli ancor cerca, ancor pensa
al niente, al niente che gli occorre,
a un piccolo perché,
nel piccolo passo, ch'è un volo
di mosca, ch'è un attimo solo...
Quel giorno anche per me, campane,
sonate pur così,
quel canto, in quell'ora, s'inalzi,
portatemi, o piccoli scalzi,
portatelo anche a me quel pane,
sul vostro mezzodì.
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Vecchio 28-02-2010, 22:03   #4
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LOVE di George Herbert (poeta 1593-1633)



Amore mi diede il benvenuto,


eppure la mia anima si ritrasse,

colpevole di polvere e peccato.

Ma Amore, dagli occhi veloci, vedendomi piegare

dal mio primo entrare,

mi si fece più vicino, chiedendomi dolcemente

se mi mancasse qualcosa.

"Un ospite", dissi, "degno d'esser qui."

Amore disse: "Tu lo sei."

"Io, lo sconoscente, l'ingrato? Oh caro,

io non oso guardarti."

Amore mi prese la mano e, sorridendo, rispose:

"Ma gli occhi li ho fatti io."

"Vero, Signore, io però li traviai: fa' che la mia vergogna

vada dove merita."

"E non sai tu", dice Amore, "chi assunse su di sè il biasimo?"

"Allora, caro, io, ti servirò."

"Siediti", disse Amore, "e gusta il mio cibo."

Così mi sedetti e mangiai.
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Vecchio 28-02-2010, 22:31   #5
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Per quanto riguarda Alessandro Manzoni : http://www.cattoliciromani.com/forum...ale-16487.html
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Vecchio 28-02-2010, 22:46   #6
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Calderòn de la Barca (1600-1681) da Aut (XXV, 1440-1450) :

Questa mensa su cui un pane
posa, adorato dai cieli
e temuto dall’inferno,
vi aspetta; ma occorre prima
sapere chi siano i degni
di prendere parte alla cena.
Ne è escluso chi non ha fatto
bene la sua parte, immemore
della mia misericordia
E di quanto ho amato l’uomo.
Vengano dunque alla cena
Il povero e l’anima pia:
il pane spezzo per loro.
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Vecchio 01-03-2010, 14:22   #7
emericus
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Grazie per la bella carrellata Signor Veneranda!

Molto toccante la poesia di Calderon del Barca (e bravo anche chi l'ha tradotta per noi comuni mortali): semplice e delicata, ma molto profonda!
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