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#21 |
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Iscritto
Data registrazione: Feb 2010
Località: BARI
Età: 59
Rito: Nessuno. Non sono cattolico.
Messaggi: 189
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Ricordiamoci solo che la Sindone non ha alcuna certezza scientifica, tutt'altro, e quindi direi che è prematuro e scorretto da parte di un medico descrivere le sofferenze patite da Gesù durante la Passione basandosi in gran parte sull'aspetto dell'uomo della Sindone.
Per il resto vorrei sottolineare che la descrizione di Barbet, che ho letto attentamente, è solo quella di ipotesi sulla quantità e qualità delle ferite: molti studi sono ancora in corso, nell'attesa che la scienza ci confermi o ci escluda che la Sindone sia o meno del XIII secolo. Ma, a titolo di curiosità, tutto è consentito. |
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#22 |
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Iscritto
Data registrazione: Aug 2008
Località: provincia milano
Rito: Ambrosiano
Messaggi: 287
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Caro net99,
scientificamente parlando la sindone non è un'ipotesi metafisica, in quanto su di essa si riscontrano tutti (proprio tutti) i traumi e le ferite desumibili dai vangeli. Non è per nulla scontato ed è bene ribadirlo: la sindone dice di un uomo con ferite (più di un migliaio) simili a quelli causabili da una flagellazione in ogni parte del corpo, con ferite frontali simili a quelle di un casco di spine, tumefazioni al volto, una larga ferita al costato, una ferita alla spalla, ferite profonde in prossimità degli arti... Non tutti i crocifissi venivano flagellati, non tutti coronati di spine, non tutti inchiodati, non tutti trafitti da un colpo di lancia, non tutti avvolti in aloe e mirra, non tutti tolti da quel sudario prima dell'inizio della decomposizione (entro 40 ore dalla morte). Invece l'uomo della sindone ricalca in ogni particolare i vangeli, il che soddisfa una probabilità infinitesima, un 1 con a denominatore tanti zeri quanti nemmeno sono stati tutti gli uomini vissuti sulla terra nei secoli in cui era usata la crocifissione! Sempre scientificamente parlando Gesù, orribilmente flagellato, ebbe la forza di trasportare una croce di una quarantina di Kg di peso, salendo un dislivello di oltre una cinquantina di metri, dalla valletta del Tyropeion alla cima del monticolo Golgotha, percorrendo meno di 400 metri dal punto più basso del percorso, quindi superando un dslivello di oltre 10% medio in salita. Te lo vedi fare una cosa del genere con un infarto in corso? Sempre scientificamente parlando, l'uscita di sangue ed acqua dalla ferita di lancia inferta a Gesù appena morto, particolare che tanto impressionò Giovanni, testimone oculare della scena, si spiega solo con una separazione di parte corpuscolata (rossa) del sangue e siero, tipica dei fenomeni spiegati benissimo da eminenti medici (consiglio soprattutto gli studi del prof. Zugibe) che l'hanno correlata con la disidratazione emorragica, il dolore e la penosissma situazione respiratoria, stante la posizione sulla croce, per tre ore, con le braccia sollevate... tutto il contrario della posizione antishock che qualunque volontario delle ambulanze consiglierebbe di assumere ad un ferito sanguinante. Il cuore di Gesù, anatomicamente e meccanicamente, ha retto al massimo delle possibilità della natura, nella perfetta sanità del Dio fatto uomo, ucciso in realtà solo dalla cattiveria degli uomini e dalla volontà di salvarci, malgrado questa cattiveria. Poi uno può pensare che i vangeli siano carta straccia, la sindone un falso medioevale e Gesù un pover'uomo, sopraffatto dalla tragicità del vivere... Ma questa non è più scienza... anzi, non ha proprio la prima qualità scientifica: constatare i fatti, senza pregiudizi. |
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#23 |
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Iscritto
Data registrazione: Dec 2009
Località: lecce
Età: 46
Rito: Romano
Messaggi: 449
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Ma perchè arrovellarsi in varie teorie medico-scientifiche?
Semplicemente, chi subiva il supplizio della croce, moriva per soffocamento, per la compressione della cassa toracica. Infatti ai condannati per accellerarne la morte si spezzavano le gambe. A Gesù, invece le gambe non furono spezzate per via della profezia.. non un solo osso.. |
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#24 |
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Vecchia guardia di CR
Data registrazione: Apr 2008
Località: Silvi Marina (TE), in Abruzzo
Età: 13
Rito: Romano
Messaggi: 2.704
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E' una discussione molto interessante, fin troppo. Vedo che molti qui 'criticano' questa discussione perchè ritengono questi temi poco importanti; secondo me è il contrario, sono utili per la crescita culturale- storico- religiosa (facciamo pure un po' scientifica
) di una persona. Certo, non è che uno si deve fare la fissa e non credere che Gesù sia stato crocifisso perchè non si sa se è morto per infarto o soffocamento, però sono solo curiosità che è bello soddisfare e discutere tra di noi .
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Immota Manet (motto simbolo di L'Aquila ma recentemente diventato di tutto l'Abruzzo) |
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#25 | |
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Collaboratore del forum "Preghiera"
Data registrazione: Dec 2006
Località: Latina
Età: 27
Rito: Romano
Messaggi: 8.632
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Citazione:
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Ut unum sint. Giovanni 17;21 |
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#26 |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Mar 2010
Località: Italia
Rito: Romano
Messaggi: 5
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io ho sempre creduto che Gesù morì sulla croce per soffocamento!
comunque l'argomento è molto avvincente! ;) |
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#27 |
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Iscritto
Data registrazione: Sep 2009
Località: milano
Età: 72
Rito: Ambrosiano
Messaggi: 232
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Ho letto i vari interventi e le (giuste) e molteplici risposte. Richiamo quanto da me scritto precedentemente con qualche aggiunta.
Tale ipotesi se scientificamente sostenibile, porterebbe un ulteriore contributo che scienza e fede “ vanno a braccetto” Poi ci troveremmo di fronte a Gesù , uomo tra gli uomini - con il cuore spezzato che chiede amore , comprensione e riparazione ( a S. Margherita Maria Alacoque) a tutti i fratelli in umanità. Che le profezie sono rispettate " L'insulto ha spezzato il mio cuore e mi ha fatto morire( Sal 69,21a) Che gli innumerevoli Ordine Religiosi ispirati alla devozione del S.Cuore di Gesù trovano, oltre a un fondamento mistico, anche una correlazione tra scienza e fede.
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omnia munda mundis
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#28 |
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Veterano di CR
Data registrazione: May 2007
Località: Roma
Età: 47
Rito: Romano
Messaggi: 1.394
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Scusatemi per il ritardo e per la brevità della risposta ma sono impelagata in una serie di lavori sulla Sindone che mi lasciano poco tempo per tutto. Per quanto riguarda la diatriba annosa tra soffocamento e altro vi invito a leggere l'articolo "Pierre Barbet rivisited" pubblicato sul sito ufficiale dello STURP www.shroud.com L'articolo ben corredato di immagini, anche un po' truci volendo, sottolinea come, anche se la maggior parte dei condannati morivano di asfissia secondaria allo sfinimento e all'impossibilità di drizzarsi sulle gambe per espandere la gabbia toracica, in un uomo sottoposto a torture, simili a quelle i cui segni sono evidenti sul telo sindonico, l'ipovolemia e anche la disidratazione (immaginate stare su una croce con il sole a picco visto che le crocifissioni in genere non avvenivano in notturna stile Spartacus per intenderci) sono causa di shock ipovolemico, polmone da shock e in estrema ratio anche di infarto transmurale dovuto a coagulazione intravasale disseminata (CID). Insomma anche se è ovvio che, stante le evidenze a nostra disposizione, possiamo solo fare supposizioni, gli elementi a favore di una morte dovuta a shock ipovolemico quand'anche, non possiamo escluderlo a priori, a rottura postinfaruale della parete libera del ventricolo destro sono possibilità da tenere in conto. La sicurezza, su questo come su tutto ciò che attiene la Sindone, non è possibile...e forse, detto da cattolico e da sindonologo, è meglio così.
Sul sito troverete anche un bell'articolo con autopsia virtuale dell'uomo della Sindone che vale la pena di leggere oltre alla confutazione del buffo esperimento di Garlaschelli che tanto spazio ha avuto sulla stampa nostrana. Buona lettura a tutti e scusate se sono stata ritardataria e non esaustiva. |
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#29 | ||
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Mar 2010
Località: Vibo Valentia
Età: 18
Rito: Romano
Messaggi: 17
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"Signore, vogliamo vedere Gesù!" (Gv 12,21)
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#30 | ||
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Veterano di CR
Data registrazione: Jan 2009
Località: non so
Rito: Romano
Messaggi: 1.673
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Citazione:
Circa l'ipotesi di un emopericardio post-infartuale - che è quella di cui si discute qui - vorrei citare un intervento del Redentorista, e studioso della Sindone, p. Edward Wuenschel (1898-1964), che indica la rilevanza teologica di un tale processo patologico nel corpo di Cristo: Citazione:
Cit. in E. MARINELLI, La Sindone. Analisi di un mistero, Sugarco, Milano 2009, p. 113.
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Omnia instaurare in Christo (S. Pio X) Ultima modifica di Kirishitan; 12-04-2010 alle 11:14. |
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