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Vecchio 27-11-2009, 10:03   #1
Diaconia
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Lo zeon

Salve a tutti. Vorrei sapere da dove deriva il gesto dell'infusione dell'acqua calda nel calice eucaristico dopo la consacrazione fatta nella liturgia bizantina. Di per se è una tardizoone strana anche perchè, in occidente, un tal gesto invaliderebbe l'eucaristia. Da dove deriva?
__________________
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Vecchio 27-11-2009, 10:11   #2
Ioannes Lucas
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Perchè invaliderebbe?
Una volta consacrata è consacrata la materia sanguigna: si allungherebbe solo un po' o svanirebbe come per le ostie messe nell'acqua a sciogliere per corrompere la specie e mettere poi nel sacrario quando è il caso?
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Vecchio 27-11-2009, 10:52   #3
Diaconia
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Citazione:
Originariamente scritto da Ioannes Lucas Vedi messaggio
Perchè invaliderebbe?
Una volta consacrata è consacrata la materia sanguigna: si allungherebbe solo un po' o svanirebbe come per le ostie messe nell'acqua a sciogliere per corrompere la specie e mettere poi nel sacrario quando è il caso?
Si, forse il termine era improprio. Voglio dire che, appunto, come hai detto anche tu, "allungare" o sciogliere per corrompere le Specie nell'acqua significa fare svanire la presenza reale che persiste finchè le Specie sante sono integre. Possibile che la questione dello zeon sia collegabile alla famosa questione della consacrazione per contatto?
__________________
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Vecchio 28-11-2009, 15:50   #4
DarioE
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Ciao, nonostante io non sia un erudito, posso dirti che lo zeon è acqua bollente benedetta che ha lo scopo di ricordare al fedele che il sangue di Cristo che riceve è vivo. Inoltre, come si può pensare che la grazia di Dio sia "diluibile"? Un saluto,Ciao.
DarioE non è in linea   Rispondi citando
Vecchio 28-11-2009, 21:13   #5
Luca Dibova
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Età: 40
Rito: Bizantino
Messaggi: 58

Origine significato dello zeon

SImpatica la discussione sul "diluire",
ma la domanda è ancora senza risposta.

Il rito delle zeon (sottinteso hydor), cioè "acqua bollente"
è esclusivo del rito bizantino e consiste nell'infondere appunto acqua bollente nel calice
immediatamente prima della comunione.

Il rito risale all'XI secolo e intende mostrare a chi riceve la comunione
(clero e fedeli) che il Cristo eucaristico ) vivo.

In questo modo lo zeon è per il calice
quello che il lievito è per il pane.

Prima dell'XI secolo l'acqua bollente si versava nel calice poco prima
della processione con i doni (quello che sarebbe poi diventato il Grande Ingresso).

Nell'antichità nessuno beveva vino non tagliato con almeno un terzo di acqua
e l'acqua spesso era calda.

Se a qualcuno interessa approfondire l'argomento
vi segnalo un articolo in italiano (!!!) che mi ha fatto conoscere ub sacerdote che studia a Roma:

S. Parenti, Vino e olio nelle liturgie bizantine, in Olio e vino nell'Alto Medioevo, Spoleto, 20-26 aprile 2006, t. II (Settimane di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo LIV), Spoleto 2007, 1251-1289.

Buona domenica

Luca di Bova
Luca Dibova non è in linea   Rispondi citando
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