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#1 |
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Veterano di CR
Data registrazione: Jun 2007
Località: Nella città del beato Nicolò Politi, eremita
Rito: Romano
Messaggi: 1.449
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Lo zeon
Salve a tutti. Vorrei sapere da dove deriva il gesto dell'infusione dell'acqua calda nel calice eucaristico dopo la consacrazione fatta nella liturgia bizantina. Di per se è una tardizoone strana anche perchè, in occidente, un tal gesto invaliderebbe l'eucaristia. Da dove deriva?
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"Tutto quel che so è che io non sono marxista" (K. Marx) |
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#2 |
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Iscritto
Data registrazione: Jul 2006
Rito: Romano (forma straordinaria)
Messaggi: 445
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Perchè invaliderebbe?
Una volta consacrata è consacrata la materia sanguigna: si allungherebbe solo un po' o svanirebbe come per le ostie messe nell'acqua a sciogliere per corrompere la specie e mettere poi nel sacrario quando è il caso?
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HAINE ET MEPRIS
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#3 |
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Veterano di CR
Data registrazione: Jun 2007
Località: Nella città del beato Nicolò Politi, eremita
Rito: Romano
Messaggi: 1.449
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Si, forse il termine era improprio. Voglio dire che, appunto, come hai detto anche tu, "allungare" o sciogliere per corrompere le Specie nell'acqua significa fare svanire la presenza reale che persiste finchè le Specie sante sono integre. Possibile che la questione dello zeon sia collegabile alla famosa questione della consacrazione per contatto?
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"Tutto quel che so è che io non sono marxista" (K. Marx) |
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#4 |
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Nuovo iscritto
Data registrazione: Nov 2009
Località: Tarquinia
Età: 25
Rito: Romano
Messaggi: 30
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Ciao, nonostante io non sia un erudito, posso dirti che lo zeon è acqua bollente benedetta che ha lo scopo di ricordare al fedele che il sangue di Cristo che riceve è vivo. Inoltre, come si può pensare che la grazia di Dio sia "diluibile"? Un saluto,Ciao.
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#5 |
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Iscritto
Data registrazione: Aug 2009
Località: Reggio Calabria
Età: 40
Rito: Bizantino
Messaggi: 58
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Origine significato dello zeon
SImpatica la discussione sul "diluire",
ma la domanda è ancora senza risposta. Il rito delle zeon (sottinteso hydor), cioè "acqua bollente" è esclusivo del rito bizantino e consiste nell'infondere appunto acqua bollente nel calice immediatamente prima della comunione. Il rito risale all'XI secolo e intende mostrare a chi riceve la comunione (clero e fedeli) che il Cristo eucaristico ) vivo. In questo modo lo zeon è per il calice quello che il lievito è per il pane. Prima dell'XI secolo l'acqua bollente si versava nel calice poco prima della processione con i doni (quello che sarebbe poi diventato il Grande Ingresso). Nell'antichità nessuno beveva vino non tagliato con almeno un terzo di acqua e l'acqua spesso era calda. Se a qualcuno interessa approfondire l'argomento vi segnalo un articolo in italiano (!!!) che mi ha fatto conoscere ub sacerdote che studia a Roma: S. Parenti, Vino e olio nelle liturgie bizantine, in Olio e vino nell'Alto Medioevo, Spoleto, 20-26 aprile 2006, t. II (Settimane di studio della Fondazione Centro Italiano di Studi sull'Alto Medioevo LIV), Spoleto 2007, 1251-1289. Buona domenica Luca di Bova |
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