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Rito Romano nella forma straordinaria Rito Romano nella forma straordinaria e Rito Ambrosiano antico

 
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Vecchio 01-02-2009, 20:24   #1
Aloisius Gonzaga
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Lightbulb Meditamini quod tractatis; commento alla liturgia nella F.S. FEBBRAIO-APRILE

Presentazione di questo thread





Da questo mese parte, nel forum Ecclesia Dei, l'esperimento del thread intitolato "meditamini quod tractatis". La discussione, come già suggerisce il titolo, avrà lo scopo di presentare ed esporre i tratti particolari della liturgia nella forma straordinaria (FS). In special modo, ogni mese, parleremo:
-di feste del Signore o del Santorale che meritano attenzione e che non si ritrovano nella forma ordinaria (FO)
-di celebrazioni particolari legati alla FS che si trovano in certi versi anche nella FO
-di tutto ciò che nella FS non è evidente e necessita di commento o spiegazione spirituale o storica.

Con che pretesa esporremo ciò?
Certamente scriveremo tutto questo con umiltà e grande senso di inferiorità rispetto alle grandi realtà liturgiche trattate. Faremo parlare inanzitutto la liturgia stessa, attraverso i testi, i commentari, le immagini. Poi entrerà in gioco la nostra esperienza viva della FS e soprattutto il contributo di voi lettori.

Questo thread non è dialogico, conterrà solo contributi leggibili e commentabili in un altro thread atto a soddisfare eventuali domande o curiosità. Ciò viene fatto per mantenere il thread pulito e ordinato.

Sono infine accetti ed incoraggiati i contributi particolari dei forumisti, che potranno essere inviati a noi moderatori di sezione per poi essere pubbicati nel thread in questione. La linea scelta è quella di presentare la festività o l'evento prima che questo avvenga nel calendario liturgico, quindi si raccomanda di inviare in anticipo qualsiasi vostro contributo, anche solo fotografico o di natura esperienziale.

E' vietata qualsiasi riproduzione, anche parziale, del materiale pubblicato senza previa autorizzazione degli autori.

Detto questo non possiamo che augurare buona lettura,


I moderatori di Ecclesia Dei

Aloisius Gonzaga
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Vecchio 01-02-2009, 20:43   #2
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Thread di commento
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laudetur Aloysius
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Vecchio 01-02-2009, 20:44   #3
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PURIFICAZIONE DELLA BVM
2 febbraio





di Aloisius Gonzaga
col contributo di fides et traditio e Pax et bonum



Nella forma straordinaria (d'ora in poi FS) il carattere della festa del 2 febbraio è marcatamente mariano, cosa che si deduce dall'intestazione della festa. La differenza principale che si nota con la forma ordinaria (FO) sta proprio nel “nome”, che per quanto riguarda il nuovo calendario, si trova sotto il nome di “Presentazione di Nostro Signore al Tempio”.
In realtà la festa del 2 febbraio racchiude sia la purificazione di Maria Vergine, a 40 giorni dal natale, che la presentazione di Nostro Signore al tempio.

Il tema liturgico è tutto incentrato sulla luce; è chiara la similitudine tra le candele e la luce della Rivelazione di Cristo, che è luce del mondo. La presentazione del Signore è naturalmente connessa a questo tema; il vecchio Simeone, al tempio, rivelerà Gesù come “luce per illuminare le genti”

La festa della purificazione è una delle più antiche, se non la più antica delle feste mariane. Fu celebrata a Gerusalemme fin dal IV secolo, passando poi a Costantinopoli e quindi a Roma, dove si fuse, nel VII secolo, ad una processione forse anteriore alla festa della vergine. Infine ricordiamo che la benedizione dei ceri risale al secolo X.





PARTICOLARITA' LITURGICHE
  1. E' una festa di II classe
  2. come nella FO la celebrazione è costituita da: a. benedizione delle candele, b. processione, c. S.Messa
  3. Il colore liturgico è il bianco, per la benedizione e la processione si indossa il piviale.
  4. Si individuano diversi tipi di processione: a. da un'altare laterale all'altare maggiore; b. dall'altare maggiore ritornando allo stesso, avviandosi dalla parte destra e arrivando a sinistra; c. partendo da una Chiesa sussidiaria e arrivando alla Chiesa dove si terrà la funzione
  5. Durante la distribuzione delle candele, chi la riceve sta in ginocchio. I fedeli la riceveranno alla balaustra.
  6. Le candele si tengono accese, durante la messa, al Vangelo e dal Sanctus al Pater Noster.

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laudetur Aloysius
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Vecchio 02-02-2009, 20:15   #4
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SAN BIAGIO E LA BENEDIZIONE DELLA GOLA
3 febbraio



di Aloisius Gonzaga

L'usanza della benedizione delle gole nella ricorrenza di S.Biagio è legata alle vicende agiografiche dello stesso, che guarì un fanciullo che stava soffocando a causa di una lisca di pesce.


PARTICOLARITA' LITURGICHE:

1. nella FS la celebrazione di S.Biagio si fa come commemorazione
2. il colore liturgico è il rosso
3. dove c'è usanza si benedicono le candele in questo giorno secondo il formulario apposito che si trova nel rituale romanum:

Citazione:
Benedictio candelarum
in festo sancti Blasii episcopi et martyris


V.
Adiutórium nostrum in nómine Dómine.
R. Qui fecit cælum et terram.
V. Dóminus vobíscum.
R. Et cum spíritu tuo.

Orémus.

Omnípotens et mitíssime Deus, qui ómnium mundi rerum diversitátes solo verbo creásti et ad hóminum reformatiónem illud idem Verbum, per quod facta sunt ómnia, incarnári voluísti: qui magnus es et imménsus, terríbilis atque laudábilis, ac fáciens mirabília: pro cuius fídei confessióne gloriósus Martyr et Póntifex Blásius, diversórum tormentórum génera non pavéscens, martýrii palmam felíciter est adéptus: quique eídem, inter céteras grátias, hanc prærogatívam contulísti, ut quoscúmque gútturis morbos tua virtúte curáret; maiestátem tuam supplíciter exorámus, ut non inspéctu reátus nostri, sed eius placátus méritis et précibus, hanc ceræ creatúram bene+dícere ac sancti+ficáre tua venerábili pietáte dignéris, tuam grátiam infúndendo; ut omnes, quorum colla per eam ex bona fide tacta fúerint, a quocúmque gútturis morbo, ipsíus passiónis méritis, liberéntur, et in Ecclésia sancta tua sani et hílares tibi gratiárum réferant actiónes, laudéntque nomen tuum gloriósum, quod est benedíctum in sǽcula sæculorum. Per Dóminum nostrum Iesum Christum Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat in unitáte Spíritus Sancti Deus, per ómnia sǽcula sæculorum. R. Amen.



Et aspergantur aqua benedicta.

Benedictio gutturae
Deinde Sacerdos duos cereos, in modum crucis aptatos, apponit sub mento gutturi singulorum, qui benedicendi sunt, ipsis ante altare genuflectentibus, dicens:

Per intercessiónem sancti Blásii, Epíscopi et Mártyris, líberet te Deus a malo gútturis, et a quólibet álio malo. In nómine Patris, et Fílii, + et Spíritus Sancti. R. Amen.
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laudetur Aloysius

Ultima modifica di Aloisius Gonzaga; 02-02-2009 alle 21:03.
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Vecchio 12-02-2009, 08:39   #5
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LA PREPARAZIONE ALLA PASQUA:
septuagesima, sessagesima, quinquagesima, quaresima



di Aloisius Gonzaga

(tratto dal "messale romano quotidiano" marietti)
Il periodo liturgico che si apre con la settuagesima e che si prolunga fino alla fine della Quaresima, si presenta come un periodo di lotta e di sforzi che dobbiamo compiere con Cristo; lotta che deve risolversi, grazie a Lui, con la vittoria Pasquale.
Il tempo di settuagesima, che apre il ciclo pasquale, tratta già quello che sarà l'argomento della liturgia di quaresima e del tempo pasquale: il passaggio dell'umanità, dallo stato di decadimento e di schiavitù in cui l'ha posta il peccato, ad una riabilitazione e liberazione che Dio solo può accordarle.

I nomi di settuagesima, sessagesima e quinquagesima, desidignano non la settimana, ma la decina in cui cade ciascuna di queste domeniche: in latino si dice più esattamente "dominica in septuagesima..."
La septuagesima prepara alla Quaresima, di cui annuncia l'austerità e il carattere penitenziale. Il digiuno non è ancora imposto, ma il colore dei paramenti è già in viola, e i canti di gioia sono soppressi.


NOTE LITURGICHE:

1. Le domeniche del tempo di settuagesima sono di II classe e prevalgono sulle feste di II classe.
2. Si omette, fino alla veglia pasquale, il canto dell'alleluia anche in tutte le parti salmodiche
3. nelle messe del ciclo temporale si omette il Gloria, fino al mercoledì della settimana santa
4. Nelle messe della domenica e nelle messe festive e votive, l'alleluja che segue il graduale è sostituito dal tratto
5. Le ferie di questo tempo sono di IV classe. La messa è quella della domenica precedente: si dice però solo il graduale e non il tratto, si omette il Credo e, invece del prefazione della SS Trinità, si dice il prefazione comune
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laudetur Aloysius
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Vecchio 04-03-2009, 19:27   #6
Aloisius Gonzaga
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LE TEMPORA DI QUARESIMA


(from new liturgical movement)
di Aloisius Gonzaga

(tratto dal "messale romano quotidiano" marietti)
Le quattro tempora rappresentano una tradizione antica, cara alla Chiesa romana. Quattro volte l'anno, al rinnovarsi di ogni stagione, si consacravano tre giorni alla settimana: il mercoledì, il venerdì e il sabato, al digiuno e alla preghiera, per invocare da Dio le benedizioni sulla nuova stagione e sulle Ordinazioni, che si conferivano durante la veglia notturna tra il sabato e la domenica.


Le quattro tempora di primavera coincidono con la prima settimana di quaresima. Si integrano nella fisionomia generale del tempo per la scelta delle letture. Le due letture dell'A.T. ricordano oggi i quaranta giorni di digiuno di Mosè ed Elia, che preludono al grande digiuno di Cristo e al digiuno annuale della Chiesa.


(from fssp.org)

ANNOTAZIONI LITURGICHE:

1. La statio del mercoledì è a S.Maria Maggiore come ogni mercoledì delle tempora
2. La statio del venerdì è ai Santi Apostoli
3.
La statio del sabato è a San Pietro, dove si conferivano anticamente gli Ordini, preceduti da una lunga veglia notturna. Le letture della messa sono un residuo di quelle fatte un tempo durante la notte, secondo lo schema:
Citazione:
-Prima lettura: Deutoronomio 26, 12-19
(graduale)
(flectamus genua, orazione)

-Seconda lettura: Deutoronomio 11, 22-25
(graduale)
(flectamus genua, orazione)
-Terza lettura: 2 Maccabei 1,23-26,27
(graduale)
(flectamus genua, orazione)
-Quarta lettura: Ecclesiastico 36,1-10
(graduale)
(flectamus genua, orazione)
-Quinta lettura: Daniele 3,47-51
si continua subito con l'Inno: Dan 3,52-56
Orazione senza flectamus genua
-Epistola ai Tessalonicesi 5,14-23
Tratto
-Vangelo Mt: 17,1-9
Questa scaletta è prescritta nelle messe conventuali o nelle messe in cui si conferiscono gli Ordini. Nelle altre celebrazioni è ad libitum. In luogo si procede come segue:

Citazione:
-Prima lettura: Deutoronomio 26, 12-19
(graduale)
orazione senza flectamus genua
-Epistola ai Tessalonicesi 5,14-23
Tratto
-Vangelo Mt: 17,1-9
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Ultima modifica di Aloisius Gonzaga; 05-03-2009 alle 09:02.
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