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Vecchio 16-10-2009, 11:30   #1
lucpip
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IL PD e la posizione cattolica dell'on. Binetti

Pubblico di seguito un articolo preso dal Corriere sulla questione PD-Binetti. Mi piacerebbe che fosse uno spunto per aprire un dibattito franco, ma non polemico, sulla possibilità per i cattolici di fare politica in quel partito, seguendo l'insegnamento della Chiesa e del Magistero. L'on. Binetti, d'altra parte non è un cattolico qualunque, ma impegnato primanelle associazioni cattoliche (AC) con ruoli importantissimi, e solo successivamente, candidatasi al Parlamento. Secondo me inoltre dall'esito di questa vicenda si può capire quale sarà la vera identità di questo nuovo partito.

Cacciare la teodem «aliena e nemica»? Torna lo spettro del rito di purificazione

Il Pd e il rischio di mostrare un volto arcigno: ma i grandi partiti sono tenuti all’inclusività


Binetti, 66 anni, è stata senatrice, ora è alla Camera L’espulsione da un partito non è come l’estrazione di un dente: uno strappo traumatico, e poi il dolore passa. Il dolore dell’espul­sione resta: tra i protagonisti, nel partito, ma anche nell’opinione pubblica. Specie se chi viene mes­so bruscamente alla porta non si è macchiato di particolari nefan­dezze, ma ha espresso soltanto un difforme convincimento su un tema ad alta temperatura eti­ca. Un’obiezione di coscienza, co­me emerge dal caso che coinvol­ge il Pd e Paola Binetti. Non è in discussione il merito delle posizioni della Binetti: nel merito lei potrebbe avere torto marcio, ma non è questo il pro­blema (principale). Il problema è che un partito orgoglioso di por­tare da due anni a questa parte un vento di novità si sta incatti­vendo sul dilemma se «cacciare» o tollerare obtorto collo una sua parlamentare che ha più volte manifestato la sua opinione dis­senziente dal partito sulle que­stioni «eticamente sensibili».

Il problema è il torrente di insulti e di invettive che sta sommergen­do la Binetti (nel caotico mondo dei blog addirittura con punte di volgarità sessista che superano di gran lunga la rozzezza maschi­lista di Berlusconi con Rosy Bin­di). Il problema è che la diversità della Binetti viene vissuta come un affronto, una provocazione vi­vente, come il boicottaggio di un’aliena, o addirittura di un’emissaria del nemico: e que­sto è uno spettro di un passato cupo che i responsabili del Pd do­vrebbero, ora sì, «cacciare» con una certa energia. Colpisce l’accorata sincerità con cui Paola Binetti ha confidato ad Aldo Cazzullo che la intervista­va per il Corriere che lei è una cat­tolica di centro che guarda a sini­stra, che per lei l’amore per la giu­stizia sociale costituisce un impe­dimento assoluto a un suo even­tuale passaggio con la destra, che per lei persino Casini è colpevole per essersi associato alla destra lungo quasi un quindicennio. I più agguerriti nemici della Binet­ti dicono che la sua colpa non è di aver manifestato un dissenso occasionale, ma di essersi costrui­ta un ruolo di antitesi permanen­te alla linea del partito. Però la Bi­netti rivendica il Pd come casa sua, e ribadisce che mai si sogne­rebbe di entrare nella casa della destra.

Se il Pd «caccia» dalla sua casa la Binetti, sancisce l’idea che il partito non può convivere con le posizioni che la parlamentare sostie­ne con incrollabile coerenza. La Binetti dovrebbe «abiurare»? O sottomettersi a una disciplina di partito che trasforma una casa in una caserma? Gli stessi esponenti del Pd che hanno agitato il vessillo del­l’espulsione (Franceschini, non Bersani) inorridirebbero, e a ra­gione, se nel Pdl qualcuno propo­nesse di «cacciare» Fini per il dis­senso che il presidente della Ca­mera sta manifestando proprio sui temi su cui è cresciuto il «ca­so Binetti». E non per un princi­pio (pur importantissimo) di tol­leranza. Ma perché i grandi parti­ti che aspirano alla rappresentan­za del 35-40 per cento non posso­no e non devono presentare il vol­to di un monolitismo politico e culturale insofferente di ogni di­versità e di ogni articolazione. Ac­cade dappertutto, non solo in Ita­lia. I repubblicani e i democratici negli Stati Uniti contengono cul­ture a volte in netto contrasto tra loro, sono politicamente variega­ti, multiformi, polifonici: il lin­guaggio dell’espulsione da loro è sconosciuto. Anche in Europa succede così, e persino i laburisti inglesi hanno dovuto affrontare situazioni in cui il dissenso «eti­co » era sul punto di mettere in crisi il governo: ma nessuno è sta­to «cacciato» dal partito. Naturalmente si può replicare che un partito è un’associazione volontaria che prevede regole di vita interna e che chi ne sta fuori non deve interferire in affari che non lo riguardano.

Ma questa in­differenza è possibile solo con partiti a forte caratura identita­ria, con partiti-setta che regala­no a se stessi una franchigia ex­tra- territoriale. Ma i grandi parti­ti che aspirano a governare gli ita­liani (e che addirittura, come nel caso del Pd, nascono essi stessi come una fusione di anime e di sensibilità diverse) sono tenuti a offrire di sé un’immagine acco­gliente e inclusiva, non insoffe­rente al dissenso su temi di accla­rata delicatezza etica. Se la Binet­ti dovesse essere accompagnata alla porta, sarebbe un pezzo, pic­colo, minoritario ma importante della società italiana di centrosi­nistra a essere considerato imme­ritevole di rappresentanza in quel partito. L’ansia di cacciare, espellere, buttare fuori si trasfor­ma in un rito di purificazione in cui il capro espiatorio viene sacri­ficato con un atto di imperio. È lecito sperare che il Pd non vo­glia assumere questo volto arci­gno e sospettoso, proprio all’ini­zio del suo cammino.
Pierluigi Battista
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...contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio (B.XVI)
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Vecchio 16-10-2009, 12:56   #2
Desiderio
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Il problema è abbastanza rilevante. Parlando da una posizione massimamente oggettiva, sarebbe lecito che la Binetti venisse allontanata dal PD.
Sarebbe anche meglio se la Binetti si allontanasse volontariamente.

Perché c'è un carico di responsabilità che la Binetti non ha considerato. Il popolo elegge il partito e da al partito la fiducia in base alle linee guida che il partito decide di promulgare. Il PD si è da sempre dichiarato Laico (uso il termine nell'accezione odierna) e di una certa posizione sugli omosessuali. Di conseguenza, se è accettabile la libera opinione personale, questa deve essere messa da parte di fronte alla decisione del partito. Se la decisione del partito non ti piace... beh, cambi partito...
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Vecchio 16-10-2009, 13:10   #3
sedix
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Certo che finche' il PD continua a ragionare in questo modo non c'e' modo di votarlo, si e' praticamente obbligati a votare PDL o Casini

In sostanza si e' tornati alla situazione degli anni 40-50 in cui era moralmente impossibile votare sinistra (il PCI, all'epoca, fiancheggiava i comunisti sovietici, che all'epoca mandavano i cristiani, a vagonate, a morire in Siberia). Il PD di adesso (aborto-divorzio-eutanasia-dico) non e' che sia molto da meno, sotto certi aspetti.

Non e' una bella situazione per la democrazia italiana. Il PD darebbe prova di intelligenza se lasciasse perdere (o forse e' chiedere troppo ?)
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Vecchio 16-10-2009, 13:22   #4
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Pubblico di seguito un articolo preso dal Corriere sulla questione PD-Binetti. Mi piacerebbe che fosse uno spunto per aprire un dibattito franco, ma non polemico, sulla possibilità per i cattolici di fare politica in quel partito, seguendo l'insegnamento della Chiesa e del Magistero.
A questa possibilità ha già risposto, con un categorico no, Franceschini.
Il quale Franceschini, se fosse coerente con il suo proclamato cattolicesimo, dovrebbe a questo punto auto-espellersi.
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Vecchio 16-10-2009, 14:52   #5
Alain
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E' inutile che ce la raccontiamo...la Binetti viene criticata così perché ha sostenuto la sua idea con il fatto che è un'"idea cattolica". Quando nel 2007 i comunisti brontolavano contro il rifinanziamento della missione in Afghanistan non li attaccavano così, erano tutti a parlare di dialogo; addirittura quando il governo prodi è caduto a causa della mancata fiducia di Dini, Bordon (mi pare) e i comunisti più intransigenti, hanno dato tutti la colpa a Mastella, sia pure per la sua fama di uomo-ribaltone (però anche Dini lo era), ma sarà un caso che era a capo dell'unico partito di ispirazione cattolica dell'orchestra?
Mi infastidisce che la Binetti sia così ideologicamente avversa alla destra, tanto da rimproverare a Casini il "peccato mortale" di essere stato alleato di Berlusconi: ebbene, penso che sia finita vittima della stessa intransigenza che lei chiama "amore per la giustizia sociale".

E voglio aggiungere, a onore del vero, che al pd ha sempre fatto comodo ultimamente la presenza della binetti per far vedere a tutti che nel loro partito c'era anche la "componente cattolica"; ora che finalmente è stato svelata questa componente cattolica, e che tutti hanno potuto vedere che si riduce ad una sola persona, non è più un grande vanto...

Ultima modifica di Alain; 16-10-2009 alle 14:56.
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Vecchio 16-10-2009, 15:52   #6
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Certo che finche' il PD continua a ragionare in questo modo non c'e' modo di votarlo, si e' praticamente obbligati a votare PDL o Casini

In sostanza si e' tornati alla situazione degli anni 40-50 in cui era moralmente impossibile votare sinistra (il PCI, all'epoca, fiancheggiava i comunisti sovietici, che all'epoca mandavano i cristiani, a vagonate, a morire in Siberia). Il PD di adesso (aborto-divorzio-eutanasia-dico) non e' che sia molto da meno, sotto certi aspetti.

Non e' una bella situazione per la democrazia italiana. Il PD darebbe prova di intelligenza se lasciasse perdere (o forse e' chiedere troppo ?)
Concordo in pieno con la tua posizione.. io stesso per molti aspetti mi sento più vicino al centro-sinistra per molti temi che riguardano il campo economico e dello stato sociale.. ma come si fa a votare un partito così insensibile (per non dire intollerante, specie in alcuni suoi esponenti) ai valori cattolici?
Un partito a "vocazione maggioritaria," come dichiarano di essere, dovrebbe avere sui temi etici, rispetto per tutte le varie posizioni (questo è essere laici!!) e non sposarne una escludendone (o minacciando di escludere) chi non aderisce perchè altrimenti la laicità diventa dogmatismo areligioso e nello specifico acattolico (se non anticattolico)
Mi pare però che ormai, non ci sia occasione (dal dibattito sull'aborto al caso Englaro)che non dimostri che sia proprio questa la china su cui si sono incamminati, per cui, a meno di un deciso cambio di tendenza, per me restano invotabili..
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Vecchio 16-10-2009, 16:04   #7
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Io credo che la Binetti debba rimanere e che l'ala cattolica vada a rafforzata, perchè non è possibile che alcune opinioni tipo quella della Binetti (che tra l'altro non era contraria alla legge sull'omofobia, ma era solo perplessa sulla sua formulazione), debbano essere considerate in questo modo. Pradossalmente, l'elezione di bersani a mio avviso, rafforzerà la posizione ed il ruolo dei cattolici.
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Vecchio 16-10-2009, 16:12   #8
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Ancóra non ho capíto bene se il PD vuole essere un partito cattolico (anche senza minimamente avvicinarsi allo scopo) o il partito dell’antigoverno. Dovrebbe far pensare (io ho già pensato abbastanza) che quando uno dei suoi appartenenti mostra un minimo di considerazione del Magistero (la Binetti non è una santa, altrimenti non sarebbe stata in quel partitozzo per tutto questo tempo), si alzano polemiche e si paventa l’espulsione. Il cattolicesimo liberal-buonista sembra la soluzione adeguata per guarda-come-ruzzolo (Franceschini); perché non converte il nome in P(artito)I(ncoerente)?
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Di fronte agli imbecilli, c’è solo un modo per rivelare la propria intelligenza.
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Vecchio 16-10-2009, 16:44   #9
Desiderio
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In sostanza si e' tornati alla situazione degli anni 40-50 in cui era moralmente impossibile votare sinistra (il PCI, all'epoca, fiancheggiava i comunisti sovietici, che all'epoca mandavano i cristiani, a vagonate, a morire in Siberia). Il PD di adesso (aborto-divorzio-eutanasia-dico) non e' che sia molto da meno, sotto certi aspetti.

Non e' una bella situazione per la democrazia italiana. Il PD darebbe prova di intelligenza se lasciasse perdere (o forse e' chiedere troppo ?)
Io non sono molto d'accordo e spero di non essere tacciato come eretico per quello che sto per scrivere.
Purtroppo se non si fa avanti un partito di chiara inclinazione Cattolica e scevro di collusioni mafiose si dovrà scegliere tra due mali.

Prendiamo ad esempio i quattro problemi da te elencati: Aborto, Divorzio, Eutanasia, Dico.
Bene, di questi quattro solo due possono essere considerati urgenti: Aborto ed Eutanasia. E forse Eutanasia non molto perché si tratta di rimettere una decisione a delle persone consapevoli, divorzio e dico non mi sembrano sufficenti per compensare il disastro che si trova a destra.
In più sogniamoci che la destra attuale promuova attivamente la proibizione di anticoncenzionali o pratiche contro l'aborto. Ricordiamo che la maggior parte degli "obiettori" di coscienza delle cliniche pubbliche lo fanno solo per incassare di più nelle cliniche private.

Io credo (e so già che verrò sbranato per questo ^^') che ora come ora bisogna pensare alla salvezza del corpo e, almeno in questi tempi bui, pensare a preservare la salvezza dello spirito degli altri in un secondo stato.

Anche perché la gente non è che non ha i nostri stessi mezzi, se non condivido idee su aborto o eutanasia noi non possiamo farci assolutamente nulla. Lo scotto per queste azioni lo pagheranno dopo...
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Vecchio 16-10-2009, 16:45   #10
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Io credo che la Binetti debba rimanere e che l'ala cattolica vada a rafforzata, perchè non è possibile che alcune opinioni tipo quella della Binetti (che tra l'altro non era contraria alla legge sull'omofobia, ma era solo perplessa sulla sua formulazione), debbano essere considerate in questo modo. Pradossalmente, l'elezione di bersani a mio avviso, rafforzerà la posizione ed il ruolo dei cattolici.
Posso capire e finanche condividere quanto hai scritto, ma il punto secondo me è un altro: che identità ha, o vuole avere un partito che vuole espellere da sé una portatrice delle idee cattoliche?
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