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Pensiero vs religione
Pensiero vs Religione La religione mal tollera il pensiero, il pensiero tollera la religione. Gesù Cristo compie una virata dalla religione al pensiero, perchè i suoi enunciati di base sono non teo-ontologici, ma giuridico-economici. Per esempio: l'albero si giuica dai frutti. Poi storicamente ci fu la teoresi ellenistica che ha virato dal pensiero alla religione, specificando però che il cristianesimo era la religione, quella vera. L'individuo credente è la sola cosa che interessa veramente. La fede non può essere un assenso senza sapere le ragioni dell'assenso.San Pietro a questo proposito dice esplicitamente nella sua lettera: "siate pronti a rendere ragione della vostra fede". Il padre inteso come principio di eredità. L'eredità è l'ordinamento dell'esperienza ossia il pensiero. il pensiero è ordinamento dell'esperienza. E' lavoro. L'eredità non è un implicito che deve diventare esplicito. L'eredità è un fare, un lavorare, un fare che glorifichi il Padre "...ma non la mia volontà, la Tua". Un Dio narcisistico che sdoppia l'amore in un amore basso umano e un amore alto divino, è un Dio che non interessa, è un Dio narcisistico o schizofrenico. Oppure un Dio oblativo ossessivo. Anche questo Dio non interessa. Jesus Christ superstar con una Maddalena istericona? No grazie. Cosa c'è ne faremmo di un Messia religioso? Gesù è un pensatore moderno, non un Messia religioso, egli compie una virata dalla religione al pensiero. Nella religione, il risultato (la salute) è inaffidabilmente affidato a una discutibile inferenza da predicati teo-ontologici: grandezza, onnipotenza, onniscenza, misericordia, amorosità ecc... Nel pensiero il risultato (salute) è affidato al giudizio, vale a dire un profitto. (il frutto) [Occorre un lavoro per arrivare al frutto, questo punto non piaceva molto alla metafisica greca a dir quanto schiavista] Il risultato nel pensiero è affidato a un profitto condizionato da un modo di produzione certo. Se invece di lavorare diciamo: "lo sa Lui" questo è un enunciato di religione vs pensiero che equivale a parricidio. Perchè è dissoluzione del padre come principio di eredità (ossia del frutto). Se noi non sappiamo quali sono le condizioni della salute, e non sappiamo rispetto a che cosa la religione è salute, questo rende impossibile essere credenti. Per questo con le nostre parole esperienze o giudizi dobbiamo distinguere, sapere ben distinguere, non separare, non mettere in contrapposizione. La religione è sempre religione di serve e di servi, ma c'è qualcosa di salutare in questo: chi non riconosce le catene che legano il proprio spirito, può diventare folle anche clinicamente parlando. Nell'ignoranza siamo tutti credenti coatti. Il più delle volte non sappiamo distinguere perchè non siamo liberi dal mondo e i suoi condizionamenti sociali, dall'ambiente in cui viviamo: vale a dire dalle schiavitù imposte dall'ambiente in cui viviamo imposte a me o a te, a ciascuno. Non siamo liberi, dalla moda, dai nostri hobby, non siamo capaci così di donare ai fratelli. Dobbiamo per prima ciedere al Signore di liberarci dagli idoli e da tutte le schiavitù. Perchè non sappiamo distinguere? Per colpa della mentalità comune propinata come verità per mezzo dei potenti mass media, laddove tutti pensano che la fede è un black out della ragione o pensiero, in quanto è assenso cieco... A proposito quale era la preghiera di Gesù nell'ultima cena? Cedenti coatti in quanto credenti? No grazie Un Dio serio non brandirebbe gli argomenti del mistero e dell'ineffabilità, ossia della nostra ignoranza, semplicemente perchè se fosse così sarebbe costretto a giudicarci inaffidabili nel nostro stesso affidarci. Senza sapere perchè ci affidiamo saremmo inaffidaili. E' così ci vuole l'anticristo, no? inaffidabili. E' pronto il mondo ad ammettere anche il cattolicesimo a patto che siano tutti così... inafidabili nel loro credere. Credete che Dio riempirebbe il paradiso di gente di cui non si può fidare, realizzando così un penitenziario di brutti ceffi o un manicomio? Se Dio dispone se stesso come l'Oggetto (Sommo Bene), di una consumazione infinita: in questo caso rinuncierebbe anche al suo sapere esclusivo, finendo per limitarsi a "essere". fine dell'intelletto anche divino: Uno Scimmione d'oro al posto del vecchio Vitello d'oro. Narcisismo L'idea di amore come innamoramento senza offesa per chi si innamora la prima o la seconda volta, ma questa idea narcisistica è tutt'uno con la passione dell'ignoranza. L'amore come innamoramento è una idea che propende per un istinto distinto tra umano e divino, anzichè costrutto, appuntamento costruito da un lavoro senza sudore della fronte. Padre Il diritto corrente conserva per questa parola un minimo di certezza per il buon senso con cui parla di "patria potestà" sia per il papà che per la mamma e altri ancora, senza psicologici babbismi o mammismi.L'unico significato in cui la parola padre ha senso è quello di relazione ereditaria per cui viene costituito un erede detto figlio come titolare legittimo. C'è un patri-monio. Il primo patrimonio, quello trqadizionale nonchè paternalistico è quello della trasmissione dei beni precostituiti: esso è passibile di usurpazione, abdicazione (Re Lear), guerra civile o pace inibitoria. Non è escluso un furto inaugurale. San Francesco aiutaci a comprendere Secondo patrimonio: quello in cui il tesoro viene costruito. Perchè composto dalla valorizzazione secondaria di un bene primario o materia prima, predisposta da un primo soggetto a un secondo. Vale a dire una partnership per il profitto in cui il possesso legittimo nell'incremento del valore (valore aggiunto) e' un modo di produzione ereditario.Beati coloro di carattere mite perchè erediteranno la terra. Ossia l'uni-verso. Verso=frutto. Ecco il senso. Il figlio è generato non immediatamente bensì col generarsi del profitto per mezzo suo. Padre è allora il nome assegnato retroattivamente all'iniziatore del processo- iniziato con la messa a disposizione della materia prima al lavoro di un secondo soggetto -per cui si è generato il figlio come erede. Non c'è Padre-eterno per stato, (Repubblica) Sia pure uno Stato (Repubblica, impero) eterno. Il posto di Padre non è come il posto di lavoro fisso dell'impiego di Stato. Il posto del Padre invece è per: atto imputabile come merito. Eterno è il posto. Non c'è la fissazione di un unico soggetto. La legge paterna è che ogni soggeto è "a immagine e somiglianza" del Padre perchè può occuparne il posto iniziante, oppure l'altro posto, senza dualismo di posti. Cioè sto descrivento una relazione. Con il posto del Padre non ci serve più la parola Dio, la parola della religione. Grazie a Gesù. Ultima modifica di Ireneo X; 25-09-2008 alle 21:26. |
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#2 |
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Vecchia guardia di CR
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Quali definizioni vengono utilizzate per “ pensiero “ e per “ religione “ ????
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#3 |
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Iscritto
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#4 |
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Vecchia guardia di CR
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Dalla risposta del post precedente penso che questo sia il posto adatto , cpsì riporta un documento m che è stato condiviso da chi lo ha proposto
Quote a TUTTI RIVOLTO A TUTTI: Sei sfaticato forse? non vuoi cercare ricercare, non vuoi sapere la storia delle cose come stanno per capirla nei suoi punti nevralgici? Non vuoi fare la fatica di studiare di più magari anxche andare ad accertare le menzogne storiche che ci propinano nei libri e nella scuola e nei giornali e nei media tutte accertate falsissime accuse alla Chiesa e oscuramenti della storia nei suoi punti evralgici come il risorgimento, niente storia tutta retorica, l'epoca delle rivoluzioni e Napoleone, 20 anni oscurati che sono alla base della conteporaneità d'Italia e del mondo. Non vuoi sapere niente solo reotirca laicista che si dipinge per bene a se stessa, ma che oscura la verità dei fatti e delle cose come sono andate, perchè i laicisti sono stati intolleranti con i cattolici hanno tentato di gettare la bara di Pio IX giù nel tevere, I LAICISTI hanno commesso fra i peggiori crimini in Italia e nel nome della tolleranza sono i primi e i più grandi intolleranti i laicisti e la storia lo dimostra se la si va a studiare bene e accertatamente! Le mie affermazioni sono tutte vere accertate, rivedute, revisionate e dimostratesi vere. La verità è che che i criminali nella storia sono i razionalisti, gli atei del novecento gli illuministi, i laicisti, questa è la verità storica, e non pensano nemmeno per un attimo di chiedere scuse mentre dovrebbero davvero ora e adesso vergognarsi pesantemente della loro storia. I razionalisti tutti del 600 erano fierissimi caciatori di streghe comprovato storicamente, forse e i mass media prropendono per l'ignoranza e quindi l'inganno. Gli atei hanno commesso i peggiori crimini della storia del mondo Prendo spunto da un articolo del Foglio del 4 dicembre del 2007 di Francesco Agnoli che esprime semplicemente la verità che nessuno vuole rendere esplicita: E’ innegabile: il Novecento, anzitutto, è il secolo dell’ateismo assoluto, ed è, non a caso, il secolo degli stermini di massa, delle guerre mondiali, e delle più grandi catastrofi umane della storia. L’ateismo così come si viene a configurare tra Ottocento e Novecento è, a ben vedere, una forma di religiosità immanente, che ha generato uno a uno tutti gli ingredienti delle dittature totalitarie: il razzismo biologico (religione della razza), il nazionalismo (religione della patria), il social-darwinismo, l’eugenetica, e il social-comunismo. Prendete questi ingredienti – accomunati tutti dalla negazione più o meno esplicita di un Dio trascendente, dell’uomo come sua creatura, dotata di un’anima immortale, e del peccato originale come limite dell’uomo – mescolateli e avrete le ideologie di morte del secolo appena concluso. Tutte incredibilmente simili. Cambiano solamente i dosaggi: un po’ meno socialismo e un po’ più razzismo ed eugenetica nel nazionalsocialismo, analoghe dosi di nazionalismo e un po’ meno eugenetica, nel comunismo, ovunque la politica e lo stato al di sopra di tutto, al posto di Dio. Sempre, a fondamento, un’idea, la negazione della Caduta originaria e la mondanizzazione della Redenzione: l’uomo può fare senza Dio, per costruire un mondo razzialmente puro, economicamente giusto, eugeneticamente sano, socialmente equilibrato… un mondo perfetto, divino, utopico, paradisiaco. Si vede bene, insomma, che di una fede si tratta: una fede tanto più intransigente e totalitaria quanto più concentrata sul qui e ora, e cioè esigente nell’immediato. Non c’è spazio per il perdono, dinanzi all’ingiustizia; né per la rassegnazione e la sopportazione, in quanto questi valori religiosi sottintendono una giustizia superiore, divina: il regno della giustizia è di questo mondo, e il potere si assume il compito di realizzarla, interamente. Così la gramigna non verrà separata dal buon grano, come nella parabola evangelica, alla fine dei tempi, come in ogni concezione di una giustizia trascendente, ma subito, appena possibile, dal dittatore di turno. L’uomo, per fare un altro riferimento a un dogma religioso, non solo cattolico, non è macchiato dal peccato originale, che giustifica l’esistenza dell’imperfezione, dell’ingiustizia, e quindi anche della necessità della misericordia, sulla terra, ma è chiamato alla perfezione assoluta nell’aldiquà, e può raggiungerla, a patto che l’ideologia incaricata di farlo venga realizzata politicamente, economicamente, socialmente, a qualsiasi costo. Se il paradiso è a portata di mano, infatti, non là, ma qua, sarebbe delittuoso non realizzarlo. Se il compimento del desiderio dell’uomo di Bene e di Giustizia è attuabile solo e soltanto, in toto, in questa vita, è da pazzi non perseguirlo con ogni mezzo. L’uomo, le masse ideologizzate e secolarizzate del Novecento chiedono dunque alla politica, al partito, allo stato, al dittatore, ciò che chiedevano, un tempo, a Dio, anzi di più: tutto, ma subito. La creazione del mondo perfetto, dell’“uomo nuovo”, per le ideologie, dunque, urge, incalza, preme: necessita al più presto l’eliminazione, tramite ghigliottine, gulag, lager e polizie segrete, Ovra, Gestapo, Ceka e Kgb, di coloro che ostano, che impediscono, che non comprendono, che complottano, che conducono la “controrivoluzione”, che, secondo l’articolo 58 del Codice penale sovietico, riedizione della “legge dei sospetti” di Danton, sono solo sospettati di farlo…: in una parola di quanti meritano l’inferno, anch’esso, come il paradiso, trasferito paradossalmente nell’aldiquà. E’ per questo, per fare un esempio, che la guerra – o la violenza, che è lo stesso – sempre considerata un male, per quanto talora inevitabile (guerra di difesa), diviene un bene in se stessa: il vento che spazza lo stagno, di Hegel, la guerra che porrà fine alle guerre, per alcuni interventisti italiani della Prima guerra, “la sola igiene del mondo” per i futuristi, una esigenza di natura, per i socialdarwinisti, uno splendido cozzare di popoli, per i nazionalisti, la fine del passato oscuro e l’inizio di una nuova era, per tutti i rivoluzionari, da Mussolini a Mao. Sempre per lo stesso motivo, ogni ideologia si afferma come un “mondo nuovo”, un “ordine nuovo”, un’era diversa, che data la sua origine non dall’evento salvifico della nascita di Cristo, ma, come avviene dalla Rivoluzione francese in poi, passando per il fascismo e il nazismo, dall’ascesa al potere, essa sì salvifica, dell’ideologia ateistica di turno. Al culmine del delirio, sotto l’ateissimo regime comunista di Pol Pot, causa di due milioni di morti su sette milioni di abitanti, in poco più di tre anni (1975- 1979), si arriverà a ordinare per legge non solo il rogo dei libri del passato, ma financo delle fotografie dei privati, affinché fosse cancellato anche il ricordo fotografico di come era il mondo prima dell’avvento del regime comunista dell’Angkar. In questo senso, evidentemente, la religiosità ateistica, profondamente secolare, temporale, non ha nulla a che vedere con quella autentica, che non è essenzialmente azione ma contemplazione; non manipolazione ma rispetto; non insofferenza e distruzione dei limiti ma loro riconoscimento e accettazione; non trasformazione della società, tramite una alchimistica tecnica politica, ma tramite la conversione dei cuori; non tensione alla eliminazione del male e del peccato, in generale, ma soluzione di un particolare male storico, o individuale. Ma come la religiosità trascendente è totale, nel senso che orienta tutto l’uomo, la sua anima, le sue azioni, a Dio, rimettendo ogni cosa terrena al suo posto, dalla ricchezza, al potere, al dolore, dando a ognuna il suo peso, assolutamente relativo, così la religiosità immanente è tentativamente totalitaria: avendo negato a priori l’essenza dell’uomo, l’anima, e Dio, identifica tutto l’esistente in ciò che è materiale e terreno e quindi coerentemente ritiene come soluzione di tutto la sola politica, che tutto controlla: la politica totalitaria dei regimi totalitari. Ha scritto giustamente Eric Voegelin: “Tutti i movimenti gnostici (tra cui anche comunismo e nazismo, ndr) mirano a recidere i legami dell’essere con la sua origine, cioè con l’essere divino e trascendente, per proporre un ordine dell’essere immanente al mondo, la cui perfezione sarebbe a portata dell’azione umana. Si tratta di modificare la struttura del mondo (avvertita come inadeguata) in maniera così radicale che da quella modifica emerga un mondo nuovo, di piena soddisfazione… Il mondo tuttavia resta quale a noi è dato e non rientra nelle facoltà umane la possibilità di cambiarne la struttura” (“Il mito del mondo nuovo”). Similmente Augusto del Noce affermava: “Per varie che possano essere le forme rivoluzionarie… il loro lato comune è la correlazione tra l’elevazione della politica a religione e la negazione del soprannaturale… alla liberazione religiosa si sostituisce la liberazione politica… il problema del male viene trasposto dal piano psicologico e teologico a quello politico e sociologico: i dogmi della Caduta e della Redenzione vengono trasferiti sul piano dell’esperienza storica” (“Il problema dell’ateismo”). Ma analizziamo brevemente il nazismo, che delle ideologie totalitarie può essere considerato, insieme al comunismo, il vertice e il compimento. Scomponiamo brevemente i fattori che lo hanno contraddistinto. Anzitutto il nazionalismo, responsabile anche dello scoppio della Prima guerra mondiale, che con i suoi dieci milioni di morti, venti milioni di feriti, mutilati e nevrotici, e sette milioni di prigionieri e dispersi, rappresenta la più grande tragedia della storia sino a quel momento, senza alcuna possibilità di confronto. Ebbene il nazionalismo è un figlio della Rivoluzione francese, antitetico alla concezione cattolica, e cioè universale, che aveva caratterizzato l’Europa dell’Antico Regime. Nel Sacro Romano Impero, infatti, popoli diversi convivevano insieme, con lingue, storie e costumi differenti, in nome della comunità di ideali religiosi: cattolico a ogni popolo e ad ogni razza. E’ a tutti noto che la Prima guerra mondiale nacque dalle frizioni tra i nazionalismi tedesco, inglese, serbo, russo, inglese… Mi limiterò, per brevità, a qualche cenno al nazionalismo italiano, che fu interpretato da personaggi assolutamente nemici della Chiesa, e di ogni religiosità, come Francesco Crispi, alla fine dell’Ottocento, e Benito Mussolini, anticlericale anarchico e socialista, ai primi del Novecento, e poi duce del fascismo, di quella concezione dello stato, cioè, per la quale “tutto è nello stato e nulla di umano e di spirituale esiste, e tanto meno ha valore, fuori dello stato” (evidente parodia laica del “Credo”). Gli interventisti, contro cui Benedetto XV si battè in ogni modo, prima con la diplomazia e poi denunciando “l’inutile strage”, furono tutti uomini delle élites, avversi alla visione cattolica dominante nel paese: il già citato Mussolini, Gabriele D’Annunzio, il socialista nazionalisteggiante Cesare Battisti, i nazionalisti Giovanni Papini ed Enrico Corradini, i futuristi di Marinetti, che predicavano lo “svaticanamento” d’Italia… Molti di questi, esattamente come nel resto d’Europa, utilizzarono il socialdarwinismo materialista per sacralizzare la selezione naturale e la lotta per la vita come legge della storia. Scrive Hagen Schulze, nel suo “Aquile e leoni. Stato e nazione in Europa”: “Alla base di tale concezione c’era la legge della natura, secondo la quale la lotta era di tutti contro tutti, la pace una illusione dei deboli, nel migliore dei casi un momento di respiro nel conflitto perenne per l’esistenza; a sopravvivere sono destinati solo gli esseri moralmente e fisicamente superiori. Per tutti i raggruppamenti politici e sociali valeva l’assioma che l’umanità non aveva come scopo la pace; ciò era vero per il concetto marxista (cioè ateo, ndr) della lotta di classe, come per l’idea nazional-popolare di un eterno antagonismo tra popoli e per la nuova ideologia emergente del conflitto tra le razze… politica vuol dire guerra, e la guerra è necessaria per bruciare i mali dell’epoca… non si tratta di una visione estremistica, ma è quanto si ricava dalla lettura di giornali e periodici, sia seri che a larga diffusione, pubblicati nell’arco di tempo tra il 1880 e il 1914 e che offrono al moderno osservatore una fonte inesauribile di dati relativi alla struttura fondamentalmente darwinistico-sociale del nazionalismo popolare del tempo nell’area anglosassone, in Francia, in Germania o in Italia. Quando, durante la guerra contro i boeri il maresciallo britannico Roberts dichiarava che la lotta spietata tra le nazioni non era altro che una necessità biologica… ciò non era che un’eco di quanto scrivevano numerosi altri autori del tempo”, spesso biologi darwinisti prestati alla politica, come ha ben raccontato il celebre paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould nel suo “I pilastri del tempo”. Per tornare in Italia, Giovanni Papini, prima che la vita lo portasse a convertirsi e a rinnegare il suo passato, sulla rivista nazionalista Lacerba, nel 1914 scriveva: “Finalmente è arrivato il giorno dell’ira dopo i lunghi crepuscoli della paura. Finalmente stanno pagando la decima delle anime per la ripulitura della terra… Siamo troppi. La guerra è una operazione maltusiana. C’è un troppo di qua e un troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla tavola”. Ed Enrico Corradini, interpretando la stessa concezione ateistica e socialdarwinista, sul Regno del 28 febbraio 1904, allo scoppio del conflitto russo giapponese, descriveva la guerra come “un grandioso e terribile fenomeno della natura, un cozzo di forze avverse primordiali ed eterne, irrefrenabili. E tali sono appunto le forze che conducono alle guerre le nazioni e le razze. Perciò dinanzi ad esse l’uomo civile è abolito e ritorna l’uomo sincero allo stato di natura”. I frutti del nazionalismo, già condannato da diversi Papi,inutilmente, nelle loro encicliche, avrebbe dunque portato dapprima alla guerra e poi, nel dopoguerra, al fascismo, al nazismo e al “socialismo nazionalista” di Stalin, secondo la celebre definizione di Trotzkij. L’altra componente del nazionalsocialismo fu il razzismo. Non è qui il luogo per ripercorrere una ideologia che è comunque basata, essenzialmente, sul materialismo biologico: “Sangue e suolo” era lo slogan dei nazisti, proprio a significare una prevalenza degli elementi naturali, materiali, fisici, sull’anima immortale (che veniva esplicitamente negata). Effettivamente il razzismo non era mai esistito nella storia dell’Europa cattolica, prima delle rivoluzioni culturali. Come ha ben raccontato Leo Poliakov nel suo “Il mito ariano” (Editori Riuniti), vi è una stretta correlazione tra il pensiero materialista e la genesi del razzismo; correlazione fondamentale tra negazione della comune figliolanza degli uomini, tutti creati da Dio, e l’idea che gli uomini siano invece originati da ceppi diversi, più o meno “nobili”, più o meno evoluti. Mentre lo scienziato cattolico Louis Pasteur, alla fine dell’Ottocento, rivendicava l’uguaglianza degli uomini di fronte a Dio, loro creatore, le ideologie atee sostenevano che la storia Adamo ed Eva, con le sue implicazioni logiche, e cioè la fratellanza universale in senso cattolico, era una evidente falsità, perché in realtà la scienza dimostrerebbe l’ineguaglianza delle razze in base alla misurazione dei crani, degli arti, e al tentativo di ridurre l’uomo alla sua fisicità. Basti pensare a Voltaire, il famoso “apostolo della tolleranza”. Secondo costui l’idea cattolica secondo cui l’umanità deriva tutta da Adamo ed Eva, per cui siamo tutti “fratelli”, è una emerita sciocchezza assolutamente antiscientifica. Al monogenismo biblico, che esclude di per sé qualsiasi razzismo, sostituì il poligenismo, cioè l’idea “secondo cui i diversi gruppi umani discendevano da numerosi e differenti antenati” (Francesco Maria Feltri). Il razzismo si nutrirà, anche dopo queste prime teorizzazioni, di una visione assolutamente atea, teoricamente o praticamente, della vita, una visione in cui non vi è alcuno spazio per un Dio creatore di tutti i popoli, ma solo per l’esistenza di popoli “superiori” e di popoli “inferiori”, di sangue, di luoghi, di colore della pelle, di predisposizioni naturali e genetiche e di ambienti operanti sull’uomo al di sopra della sua libertà. Lo storico Gianni Gentile, parlando dell’imperialismo, afferma: “La cultura scientifica di stampo positivistico (cioè ateo, ndr) nella seconda metà dell’Ottocento aveva elaborato una teoria delle razze, secondo la quale a ogni razza venivano attribuite diverse basi biologiche che determinavano i vari comportamenti, anche dal punto di vista morale e dei costumi. Questa impostazione pseudoscientifica consentiva di stabilire una gerarchia che poneva la razza bianca al di sopra delle altre razze”. Strettamente connessa al razzismo, troviamo l’eugenetica, che altro non è che l’antico sogno, utopico, di creare una umanità perfetta, assolutamente sana, senza macchia, che evidentemente non ha bisogno di un Dio salvatore e di una Redenzione. L’eugenetica è presente già nella Repubblica ideale, sostanzialmente comunista, di Platone, nella “Città del sole” di Tommaso Campanella, anch’essa organizzata secondo criteri comunisti; nel sogno di alcuni maghi del Cinquecento, che credevano di poter applicare la selezione adottata per i cavalli, anche all’uomo. Soprattutto, l’eugenetica moderna, riporta ancora al nome del sedicente scienziato, ateo, Francis Galton, che nel 1883 coniò la parola “eugenics”, spiegando al mondo che tramite matrimoni selettivi e sterilizzazioni forzate si sarebbe creato l’“uomo nuovo”, sano e felice. Non tanti anni più tardi Adolf Hitler, nel “Mein Kampf”, dopo aver spiegato che “lo stato, la nazione, dovrà impedire ai malati o ai difettosi” di procreare, aggiungeva: “Basterebbe per seicento anni non permettere di procreare ai malati di corpo e di spirito per salvare l’umanità da una immane sfortuna e portarla a una condizione di sanità oggi pressoché incredibile”. Del resto Rudolf Hess era solito definire il nazismo una “biologia applicata”, mentre lo studioso Lifton ha definito il nazismo come una “biocrazia”: “Il progetto nazista si ispirava a una visione di controllo assoluto del processo evolutivo sul futuro umano biologico. Facendo ampio uso del termine darwiniano ‘selezione’ i nazisti cercarono di arrogarsi le funzioni della natura (selezione naturale) e di Dio nell’orchestrare le proprie selezioni, la loro versione della evoluzione umana”. Infine, in questa breve analisi, non si possono trascurare le radici anche socialiste, sia del fascismo, sia del nazionalsocialismo, sia, evidentemente del comunismo. Il marxismo ateo, che influenzò tutti i tre i totalitarismi, con gradazioni diverse (ma non è questo il luogo per analizzare questo punto), rappresenta anch’esso, come ha giustamente scritto Karl Löwith, una “forma secolarizzata del pensiero biblico”: “La lotta finale dei due campi ostili della borghesia e del proletariato corrisponde alla fede cristiana in una lotta finale tra Cristo e l’Anticristo nell’ultima epoca della storia, il compito del proletariato corrisponde alla missione storica del popolo eletto, la funzione redentrice universale della classe più degradata è concepita sul modello religioso della Croce e della Resurrezione, la trasformazione ultima del regno della necessità nel regno della libertà corrisponde alla trasformazione della città terrena nella città di Dio”. Cosa abbia partorito la religione atea del marxismo, lo sappiamo tutti: dalla Russia, alla Cina, alla Cambogia, al Vietnam, ai paesi dell’America latina, si parla, almeno , di cento milioni di morti, secondo cifre, quelle del “Libro nero del comunismo” assolutamente prudenziali. Robert Conquest, nel suo “Il grande terrore”, accenna a venti milioni di vittime solo durante il periodo staliniano, guerra esclusa. Gino Rocca, nel suo “Stalin”, parla di cinque milioni di morti solo nelle grandi purghe staliniane tra il 1937 e il 1938; Aleksandr Solzenitsyn parla di sessantasei milioni di morti in Russia tra il 1917 e il 1959, nel suo “Arcipelago gulag”. Per nessuna epoca della storia, prima dell’affermarsi dell’ateismo assoluto, si possono solo lontanamente pensare le stragi e le malvagità create da nazismo e comunismo, e dalle loro appendici ideologiche (razzismo, eugenetica, socialdarwinismo). E’ una evidenza storica che nessuno può negare. Il novecento ha fatto più morti ammazzati di tutti i secoli precedenti sin dall'età della pietra semai c'è stata. E sono stati gli atei comunisti , i razzisti biologici che presero spunto da Darwin cioè i nazisti, i assoni in diverse parti del mondo, i l razionalismo e i razionalismi che hanno messo la base per le dittature del novecento già negli scritti di Cartesio, Hobbes ecc... Tutte le mie afermazioni sono comprovate da studiosi di storia. E quindi le ripeto sono verissime tutte: Vorresti dire che la Chiesa è ipocrita ma forse sei tu, la Chiesa è ben al di sopra moralmente di tutti gli altri protagonisti storici, secondo la tua moralità per cui la giudici falsamente dicendo il falso, e pure secondo qualsiasi oralità di chiunque. Sono gli atei a dover chiedere scuse davvero, e anche i laicisti i razionalisti per aver creato la cultura di morte che ha ucciso molta gente. Invece la Chiesa? Fu l'inquisizione cattolica a introdurre la redazione di ogni atto processuale per ragioni di trasparenza. Se vuoi puoi andare a leggerti gli atti processuali. Mentre gli altri tribunali contemporanei all'inquisizione praticavano la tortura, l'inquisizione cattolica non la praticava. Poi ad un certo punto venne introdotta a condizione che non venisse recato alcun danno permanente all'imputato, ne fosse messo in alcun modo in pericolo di vita. Questa fu l'inquisizione. La pena di morte o del rogo era stabilita dalle autorità temporali, il re, il braccio secolare. Diocleziano stabilì detta pena (il rogo) per i catari. L'impero romano patria del diritto, e Diocleziano che non di certo era simpatizzante dei cristiani posero la pena del rogo ai catari. questi catari come quelli venuti dopo la caduta dell'impero romano, venivano da te e ti convincevano a suicidarti (consolamentum) e ti convincevano che bisognava disprezzare l'autorità dell'imperatore, che bisognava operare disordini pubblici anche gravi, e altre maleffatte simili per cui si capisce bene perchè l'impero romano abia decretato il rogo per i catari quelliche la pensavano come loro. E chi ha il coraggio di dire pensandoci bene, che il pensiero non può recare danni enormi o che non possa essere criminale? Shopenauer reo di cultura di morte e di razzismo Darwin reo di propagatore di razzismo, i suoi libri sono i libri di un razzista incallito (i libri originali di Charles Darwin) inoltre è reo di aver fornito la "base scientifica" ossia una grande scusa inesistente, al razismo biologico e al nazismo. E la teoria di Darwin non ha un solo punto che si possa dire certo ad oggi, sono tutte bufale come l'uomo di Piltdown niente di accertato niente di consistente, propagazione ideologico filosofico metascientifico di idee atee, di una natura applicabile alla società come la legge del più forte, che diventa egoismo e mancanza di buoni rapporti e viltà e odio verso il prossimo! Ecco Charles Darwin. E i si venga a dire che non ha influito negativamente sul mondo anche di oggi, e che non è reo. Oggi se fosse vivo Darwin chiederebbe scuse. Le streghe la Chiesa non le ha mai perseguitate , secondo l'inquisizione cattolica le streghe erano un fenomeno della mente, laddove si creavano quando la gente ci credeva. il più fiero cacciatore di streghe fu Jean Bodin considerato fino ad oggi il teorico dello stato moderno. Vediamo una similitudine enorme tra gli avvenimenti della rivoluzione francese e la persecuzione delle streghe di Salem per esempio. (per chi ha visto il film risulta evidente che è la stessa cosa, solo che mascherata di un contenuto ideologico o di una ossessione per il diavolo o le streghe) L'inquisizione cattolica non cacciò le streghe, la caccia alle steghe fu un fenomeno violentissimo dove vennero uccise in pochi anni arse vive o vivi moltissimi nel nord Europa, mentre nei paesi cattolici non succedevano queste cose, c'era l'inquisizione a garantire un giusto processo. L'ossessione per il diavolo provocata dagli scritti di Calvino e Lutero, provocò il fenomeno, che si congiungeva a dei fatti casuali della storia, per esempio che in quel periodo c'erano molte donne nel nord europa che non erano sposate e non erano difese dai mariti dunque ed erano facili bersagli di accuse laddove queste donne lavoravano nelle cucine venivano accusate di stregoneria, e le persone ossessionate dal diavolo che non si sentivano sicure non potendo ricorrere all'acqua santa o ai sacramente ricorrevano alle autorità, E mi si venga a dire che Calvino e Lutero non sono rei imputabilissimi di questo fenomeno violentissimo che si diede nel nord europa. Tutti i razionalisti da Cartesio a Hobes che sono tra l'altro i teorici dell'assolutismo e delle ditature del novecento, erano tutti caciatori fierissimi di streghe. E accusavano il cattolicesimo e la Chiesa di connivenza con le streghe perchè secondo questi geni l'acqua santa era stregoneria, e pure l'eucaristia, ecc... Pensateci bene. i criminali nella storia sono i razionalisti, gli atei del novecento gli illuministi, i laicisti, questa è la verità storica, e non pensano nemmeno per un attimo di chiedere scuse mentre dovrebero davvero ora e adesso vergognarsi pesantemente della loro storia. Quando si è visto che un laicista illuminsita abbia mai applicato la famosa tolleranza voltariana? Sono tutti pieni di insinuazioni insulti, pretesti per insultare e umiliare la religione e il cattolicesimo quando dovrebe essere la religione intollerante non il pensiero! Ma però si è visto piutosto il contrario nei fatti, allora c'è qualcosa che ci sfugge? Dico, si badi bene: è la religione di per se a essere intollerante verso il pensiero, il pensiero tollera la religione, ma i laicisti non tollerano tranne che le loro idee! Rivoluzione Francese criminale! L'illusione folle di una libertè come quella degli illuministi portò tutti alla follia del terrore, mai le galere di Francia furono così piene libertè, e le persone erano giudicate senza processo alcuno chiunque alla ghigliottina, ti andava bene se ti facevano un processo sommario1 così gli atei comunisti e nazisti e pure i laicisti nostrani nel sud Italia, quanti crimini orrendi hanno commesso i garibaldini nel sud, orrendi criminali, e nel nord pure i piemontesi pieni di intolleranza e poi si gloriavano di pronunciare parole come libertè fraternitè, tolleranza, mentre in genere hanno predicato bene , hanno di fatto razzolato malissimi ed èlla vista di tutti, basta ricercare e studiare e voler conoscere. Faceva bene Gesù a chiamare ipocriti i suoi detrattori, altro che ci aveva visto benissimo. Volevate la verità, no? Chi cercqa trova, dunque trovatela, io ho detto semplicemente la verità voi cosa volete continuare a dire le menzogne e le falsissime accuse storihe alla Chiesa? Ultima modifica di Ireneo X : Unquote ( spero senza errori nel taglia incolla ) |
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#5 |
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Vecchia guardia di CR
Data registrazione: Mar 2007
Località: bologna
Età: 63
Rito: Romano
Messaggi: 2.291
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Già ho ripetuto in varie occasioni cosa si deve intendere per Chiesa , quello di cui ci occupai chiama semplicemente Papato , chi vuole analizzare è bene che impari a eliminare i pore –giudizo , altrimenti tarocca la analisi . La ricerca del vero richiede metodo e miglioramento del metodo impiegato metodo che prevede il risultato cos come viene , favorevole o contrario al proprio modo Dio vedere . il metodo utilizza vari strumenti ma viene caratterizzato dal rigore scientifico . affermazioni autoreferenti sono fuori gioco . Il tono forte , la enfasi di un giornalista sono funzion Ali a fare vibrarree enozioni , ma sappiamo che la ragione intellettiva p fredda , detesta il pathos , che distorce la osservazione che dovrebbe avvenire in modo “ neutro “ Ho fatto un esercizio sulla inquisizione ne sono risultati 7 post Ma uno pubblicato per secondo è stato censurato perché conteneva dati scomodi ma evidenza e fatto reale Niente di male essendo conferma indiretta che molte volte ci si sente messi sotto accusa quando questo non avviene , tale condizione di malessere indica che …. In analisi censurare dati p npn etico prima di essere scorretto , il pratica si sta barando. La azione più semplice di barare è quella di non considerare la corresponsabilità che esiste sempre nella relazione fra una istituzione Chiesa Papato ed i suoi affiliati . Se sbaglia la Chiesa sbaglia anche l’ uomo , se sbaglia lo affiliato . sbaglia anche la Chiesa , questo legame è non scindibile , non esiste lo errore umano che scarica la responsabilità del Papato – Chiesa da quella di un suo vescovo o altro suo agente |
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#6 |
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Moderatore
Data registrazione: Apr 2008
Località: Ciuriddia
Età: 39
Rito: Romano
Messaggi: 3.971
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Questa è la mia fede
Credo niceno-costantinopolitano Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della sostanta del Padre; per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen NB: non penso credo Ultima modifica di Giorgio1122; 27-09-2008 alle 11:00. |
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#7 |
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Iscritto
Data registrazione: May 2008
Località: saremo
Età: 41
Rito: nessuno
Messaggi: 121
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...a me sembrava che fosse "ragione" e non "pensiero"....infatti se cambi la parola cambi tutta una serie di presupposti, primo tra tutti che l'obbedienza richiede fede, la fede non deve avere a che fare con troppe domande...perche' se fai troppe domande cominci a ricevere risposte, e con tutte quelle nuove informazioni il tuo processo mentale cambia, si evolve, inizia un percorso che richiede logicita'...
Un esempio, le ragioni della logica si esprimono con la logica, le ragioni della fede si esprimono con passione... Due logici cercano una soluzione razionale e logica, due passionari prima opoi finiscono alle mani...o peggio...la storia d' altronde insegna... Io sono tra quelli che pensano che la Sacra Scrittura vada letta con raziocinio e senso logico, cercando il messaggio di Dio e non soffermandomi sul senso letterale dei racconti... E ti assicuro che il messaggio di Dio, amore e Misericordia, e' molto piu' fruibile e limpido, scevro di tutti i pantani metafisici e improbabili che ci distraggono se leggiamo le SS attribuendo loro un valore strotico, scientifico, anagrafico o geografico... |
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#8 |
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Vecchia guardia di CR
Data registrazione: Mar 2007
Località: bologna
Età: 63
Rito: Romano
Messaggi: 2.291
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primo tra tutti che l'obbedienza richiede fede, la fede non deve avere a che fare con troppe domande... perchè se fai troppe domande cominci a ricevere risposte, e con tutte quelle nuove informazioni il tuo processo mentale cambia, si evolve, inizia un percorso che richiede logicita'... Per questa ragione si “ deve educare “ alla logica per evitare che le credenze popolari sia scambiate per fede che il quieto viveri freni la consapevolezza e coscienza che la ignoranza ostacoli il sapere che ……… << Un esempio, le ragioni della logica si esprimono con la logica, le ragioni della fede si esprimono con passione... >> Se questo avviene , quale tipo di “ fede “ abbiamo di fronte ??? << E ti assicuro che il messaggio di Dio, amore e Misericordia, e' molto piu' fruibile e limpido, scevro di tutti i pantani metafisici e improbabili che ci distraggono se leggiamo le SS attribuendo loro un valore strotico, scientifico, anagrafico o geografico..>>. Questa è esempio di opinione dovuta al fatto di fare poche domande per il timore di poco obbedire , ma forse mi sbaglio |
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#9 | |
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Moderatore
Data registrazione: Oct 2007
Località: Groningen
Età: 31
Rito: Romano
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#10 |
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Iscritto
Data registrazione: May 2008
Località: saremo
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Rito: nessuno
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Appunto...forse mi sono spiegato male...
Per arrivare alla Verita' del messaggio di Dio, non serve cieca obbedienza...anzi e' del tutto pericolosa, la storia ce lo dice, non certo io... Quando si richiede un atto di fede senza farsi troppe domande si minano le basi della fede stessa...perche' la fede e' in Dio... spesso si travisa e si chiede fede nei Dogmi, che aime' entrano a far parte della comunita' cristiana con Nicea e tutti i concili sucessivi...anche L'Ex cathedra pontificia e' una richiesta di Fede cieca ed obbediente.... altrimenti sarebbe evidente, come evidente e' quanto siano state sciocche moltissime ex cathedra dei pontefici medioevali, che invece ostinatamente hanno deviato spesso il corso della formazione della Chiesa cattolica...proprio perche' l'imposizione di obbedire senza discutere, faceva passare delle assurdita' come verita' infallibili. Come appunto sarebbe infallibile la pronuncia pontificia (ex cathedra..appunto) Ultima modifica di delfi68; 28-09-2008 alle 15:49. |
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