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Libertà Cristiana Dottrina Sociale della Chiesa e attualità politica

 
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Vecchio 28-08-2009, 10:32   #1
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Sulle accuse de "Il Giornale" (rivelatesi poi infondate) a Dino Boffo

Boffo, il supercensore condannato per molestie


«Articolo 660 del Codice penale, molestia alle persone. Condanna originata da più comportamenti posti in essere dal dottor Dino Boffo dall’ottobre del 2001 al gennaio 2002, mese quest’ultimo nel quale, a seguito di intercettazioni telefoniche disposte dall’autorità giudiziaria, si è constatato il reato». Comincia così la nota informativa che accompagna e spiega il rinvio a giudizio del grande moralizzatore, alias il direttore del quotidiano Avvenire, disposto dal Gip del Tribunale di Terni il 9 agosto del 2004.
Copia di questi documenti da ieri è al sicuro in uno dei nostri cassetti e per questo motivo, visto che le prove in nostro possesso sono chiare, solide e inequivocabili, abbiamo deciso di divulgare la notizia. A onor del vero, questa storia della non proprio specchiata moralità del direttore del quotidiano cattolico, circolava, o meglio era circolata a suo tempo, per le redazioni dei giornali. Dove si chiacchiera, anche troppo, per tirar tardi la sera. C’è chi aveva orecchiato, chi aveva intuito, chi credeva di sapere.
Ma le chiacchiere non bastano a crocefiggere una persona. O meglio bastano, sono bastate, solo nel caso di due persone: Gesù Cristo per certi suoi miracoli e, più recentemente, Silvio Berlusconi per certi suoi giri di valzer con signore per la verità molto disponibili.
Ma torniamo alle tentazioni, in cui è ripetutamente caduto Dino Boffo e atteniamoci rigorosamente ai fatti, così come riportati nell’informativa: «...Il Boffo - si legge - è stato a suo tempo querelato da una signora di Terni destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo, noto omosessuale già attenzionato dalla Polizia di Stato per questo genere di frequentazioni, aveva una relazione. Rinviato a giudizio il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione. Precedentemente il Boffo aveva tacitato con un notevole risarcimento finanziario la parte offesa che, per questo motivo, aveva ritirato la querela...».
Dino Boffo, 57 anni appena compiuti, è persona molto impegnata. O, come si dice quando si pesca nelle frasi fatte, vanta un curriculum di rispetto. È direttore di Avvenire da quindici anni, direttore e responsabile dei servizi giornalistici di Sat 2000, il network radio-televisivo via satellite dei cattolici italiani nel mondo, nonché membro del comitato permanente dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, che detta le linee guida delle Università Cattolica del Sacro Cuore. Acuto osservatore della vita politica italiana e delle vicende che segnano il mutamento dei tempi e dei costumi, recentemente, in più d’una occasione, Boffo si è sentito in obbligo, rispondendo alle pressanti domande dei suoi smarriti lettori, di esprimere giudizi severi sul comportamento del presidente del Consiglio. E, turbato proprio da quel comportamento, è arrivato a parlare di «disagio» e di «desolazione». Persino, e dal suo punto di vista è assolutamente comprensibile, di «sofferenza». Quella sofferenza, per citare testualmente quanto ha scritto ancora pochi giorni fa, sul giornale che dirige «che la tracotante messa in mora di uno stile sobrio ci ha causato». Questa riflessione l’ha portato a esprimere, di conseguenza, più e più volte il suo desiderio più fervido, ovvero il «desiderio irrinunciabile che i nostri politici siano sempre all’altezza del loro ruolo». DA: IL GIORNALE.IT
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"Solo la carità salverà il mondo". San Luigi Orione.

Ultima modifica di Vox Populi; 28-08-2009 alle 12:22.
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Vecchio 28-08-2009, 11:57   #2
oratorio pride
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Comunicato di Dino Boffo, direttore di «Avvenire»
La lettura dei giornali di questa mattina mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente «il Giornale» di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie.

Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l’altro, si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l’operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l’immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi una vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro.

Al direttore del Giornale ora l’onere di spiegare perché una vicenda di fastidi telefonici consumata nell’inverno del 2001, e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata, la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia.

Questo la nota di Boffo

Ora alcune mie considerazioni:

1)A un cattolico dovrebbe interessare eccome se si paragona Gesù Cristo a Berlusconi.

2) Se un articolo simile l'avrebbe scritto repubblica probabilmente ora si farebbe fuoco e fiamme su quel giornale, visto che l'ha scritto il "il giornale(laccio)" è oro colato, nel merito ha ragione Boffo, non è stato interpellato per dare la sua versione, e questo la dice lunga sul fatto che è mancata ogni deontologia professionale (non che me l'ha aspetti da Feltri) e che si è trattato di una vero e proprio attacco (molto basso)

3) Boffo non è certo in cima alla mie simpatie giornalistiche, ma la questione non è paragonabile a quella di Berlusconi: Se è vero che le cose stanno nei termini detti da "Il Giornale" ( ho molte perplessità a riguardo) è inutile dire che si tratta di cose gravi, ma la critica a Berlusconi riguarda il fatto che è un uomo politico e che quindi deve rendere conto di quello che fà e dice all'opinione pubblica, questo non tanto riguardo a chi si porta in camera da letto, ma a palesi falsificazioni e omissioni, per non dire menzogne vere e proprie dette da Berlusconi che prima dice di non conoscere, poi dice che si forse conosce e via dicendo (e questo era gia stato ben notato da Wallace in un suo post precedente). Quindi la critica riguardo a Berlusconi riguarda il suo dovere politico e morale di chiarire alcuni sui comportamenti e parole, non quelo che fà in camera di letto, ma questo viene volutamente travisato da chi difende Berlusconi.

4) Seguendo la logica di Feltri siccome Boffo è stato condannato per molestie (e per di più è un omossesuale) non ha diritto a criticare Berlusconi, ma Feltri è un pluricondannato e ha condanne più pesanti a quelle di Boffo (per diffamazione) ergo dovrebbe asternersi da criticare Boffo.
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Vecchio 28-08-2009, 12:12   #3
Vox Populi
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Comunicato di Dino Boffo, direttore di «Avvenire»

La lettura dei giornali di questa mattina mi ha riservato una sorpresa totale, non tanto rispetto al menù del giorno, quanto riguardo alla mia vita personale. Evidentemente «il Giornale» di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: è un killeraggio giornalistico allo stato puro, sul quale è inutile scomodare parole che abbiano a che fare anche solo lontanamente con la deontologia. Siamo, pesa dirlo, alla barbarie.

Nel confezionare la sua polpettona avvelenata Feltri, tra l’altro, si è guardato bene dal far chiedere il punto di vista del diretto interessato: la risposta avrebbe probabilmente disturbato l’operazione che andava (malamente) allestendo a tavolino al fine di sporcare l’immagine del direttore di un altro giornale e disarcionarlo. Quasi che non possa darsi una vita personale e professionale coerente con i valori annunciati. Sia chiaro che non mi faccio intimidire, per me parlano la mia vita e il mio lavoro.

Al direttore del Giornale ora l’onere di spiegare perché una vicenda di fastidi telefonici consumata nell’inverno del 2001, e della quale ero stato io la prima vittima, sia stata fatta diventare oggi il monstre che lui ha inqualificabilmente messo in campo. Nella tristezza della giornata, la consapevolezza che le gravi offese sferratemi da Vittorio Feltri faranno serena la mia vecchiaia.

fonte: Avvenire
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Ultima modifica di Vox Populi; 28-08-2009 alle 12:24.
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Vecchio 28-08-2009, 12:12   #4
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CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA
Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

In merito alle accuse sollevate oggi da un quotidiano, si intende confermare piena fiducia al dott. Dino Boffo, direttore di Avvenire, giornale da lui guidato con indiscussa capacità professionale, equilibrio e prudenza.

fonte: Avvenire
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Vecchio 28-08-2009, 14:17   #5
Kirishitan
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Senza entrare nel merito della discussione, ormai chiusa (sulla qual cosa ho comunicato alla moderazione in privato ciò che penso), per scrupolo di esattezza ricordo che Il Giornale ha pubblicato il documento prodotto da un Tribunale della Repubblica Italiana. Come siano andate le cose, perciò, lo ha stabilito non Vittorio Feltri ma un giudice chiamato a farlo. I giudici possono sbagliarsi, naturalmente. L'hanno fatto tante altre volte. Ma questa non è responsabilità di Feltri, che ha solo attinto al casellario giudiziale.
Ci sono giornalisti italiani che compongono libri di cinquecento pagine per volta pubblicando e commentando gli atti pubblici dei processi contro alcuni uomini politici. Sarà consentito anche ad un quotidiano di pubblicare un documento consultabile.
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Vecchio 28-08-2009, 14:24   #6
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Originariamente scritto da Kirishitan Vedi messaggio
Senza entrare nel merito della discussione, ormai chiusa (sulla qual cosa ho comunicato alla moderazione in privato ciò che penso), per scrupolo di esattezza ricordo che Il Giornale ha pubblicato il documento prodotto da un Tribunale della Repubblica Italiana. Come siano andate le cose, perciò, lo ha stabilito non Vittorio Feltri ma un giudice chiamato a farlo. I giudici possono sbagliarsi, naturalmente. L'hanno fatto tante altre volte. Ma questa non è responsabilità di Feltri, che ha solo attinto al casellario giudiziale.
Ci sono giornalisti italiani che compongono libri di cinquecento pagine per volta pubblicando e commentando gli atti dei processi contro alcuni uomini politici. Sarà consentito ad un quotidiano di pubblicare un documento consultabile.
in effetti Feltri le citava come sentenze passate in giudicato, mentre Boffo nella replica dice altro. Quello che mi lascia perplesso è che si parla di fatti risalenti a qualche anno fa, possibile che diventino oggetto di discussione solo ora?
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Vecchio 28-08-2009, 15:12   #7
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Flash 16:06
Berlusconi: mi dissocio da attacco ad Avvenire


fonte: Corriere della Sera on line

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E' abbastanza chiaro. Visto che Avvenire si produceva in inni alla sobrietà ed espressioni di desolazione per il comportamento presunto disordinato del Presidente del Consiglio, qualcuno si è preso la briga di dire che prima bisogna sempre guardare in casa propria. E questo è vero per tutti noi.
sì, ma possibile che nemmeno i giornali della sinistra laicista, sopratutto in tempi in cui il prete pedofilo o lo scandalo sessuale che coinvolge un cattolico è un argomento di propaganda sempre ghiotto, dal 2004 ad oggi non abbiano mai parlato di questa storia? Dopotutto stiamo parlando del direttore del quotidiano dei vescovi... mi pare assurdo che radicali e compagnia cantante si siano lasciati sfuggire questa cosa!
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Comunicato del Cdr di Avvenire

Il plateale e ripugnante attacco a Dino Boffo sulla prima pagina de Il Giornale di oggi è una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano. A cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l’indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi. Un attacco personale al direttore di Avvenire ma anche un attacco alla libertà di pensiero e di stampa: esprimendo piena e affettuosa solidarietà a Dino Boffo, la redazione tutta assicura che proseguirà come al solito nel proprio lavoro di informazione puntuale dei lettori esercitando sempre e comunque il diritto di critica oltre a quello di cronaca.

fonte: Avvenire on line
http://www.avvenire.it/
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Vecchio 28-08-2009, 15:19   #10
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Citazione:
Originariamente scritto da PaoVac Vedi messaggio
Comunicato del Cdr di Avvenire



Il plateale e ripugnante attacco a Dino Boffo ¬sulla prima pagina de Il Giornale di oggi è una chiara intimidazione al direttore di Avvenire e a tutta la redazione del quotidiano. A cui Vittorio Feltri e il suo editore non perdonano l’indipendenza di giudizio e il richiamo ai valori cristiani espressi in questi mesi. Un attacco personale al direttore di Avvenire ma anche un attacco alla libertà di pensiero e di stampa : esprimendo piena e affettuosa solidarietà a Dino Boffo, la redazione tutta assicura che proseguirà come al solito nel proprio lavoro di informazione puntuale dei lettori esercitando sempre e comunque il diritto di critica oltre a quello di cronaca.

fonte: Avvenire on line
http://www.avvenire.it/
le cose sono due, o i fatti riportati da Feltri sono veri o non sono veri. Se corrispondono al vero l'Avvenire non può parlare di "attacco personale", si tratta semplicemente di verità giudiziarie, fermo restando che non inficiano automaticamente quello che Boffo ha scritto in queste settimane. Due torti non fanno una ragione, e se Boffo ha commesso dei reati non per questo Berlusconi è immune dalle critiche.

Se si tratta di invenzioni o fatti riportati in maniera errata, allora Il Giornale deve scusarsi.
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Ultima modifica di Wallace; 28-08-2009 alle 15:22.
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