Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronaca dell'Arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia - 2020

  1. #31
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    ACR: Mese della Pace

    Anche quest’anno l’ACR vive il “Mese della Pace”: un tempo in cui siamo chiamati a conoscere la realtà che abitiamo con gli aspetti più belli, ma anche con quelli più difficili.

    Ma conoscere non basta, noi vogliamo lasciare il segno!

    Vogliamo mettere in atto scelte piccole ma concrete che ci aiutino a trasformare la città che abitiamo.

    Il Papa nel suo messaggio per la la 53ª Giornata mondiale della pace ci ha ricordato che occorre rinnovare «una relazione pacifica tra la comunità e la Terra, il presente e la memoria, le esperienze e le speranze» e occorre sviluppare «il bene comune della famiglia umana».

    La città è il luogo dove ciascuno può concorrere per raggiungere, accrescere e custodire il bene comune. Prima ancora che dal riconoscimento giuridico, la cittadinanza scaturisce infatti dall’essere e dal sentirsi parte di una trama di relazioni che ha come fine ultimo il bene «di tutti gli uomini e di tutto l’uomo» (Compendio della Dottrina sociale della Chiesa 164-167).

    Bisogna imparare ad abitare le nostre città e l’ambiente che le circonda. Abitare è non solo disponibilità, ma decisione di essere attenti alla realtà in cui si è inseriti perché in essa il Signore ci viene incontro e si lascia incontrare, attraverso il volto e la vita di coloro che ci vivono accanto e che possiamo riconoscere fratelli e sorelle, i cui bisogni attendono anche la nostra risposta: “Lo avete fatto a me”.

    In sintonia con gli Orientamenti pastorali diocesani, l’ACR vuole in questo mese condurre bambini e ragazzi ad abitare l’ambiente che li circonda: carico di bellezze ma nello stesso tempo di contraddizioni (vedi Sussidio diocesano Pace ACR 2020).

    Sussidio pace ACR 2020


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  2. #32
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    Incontri con la Sacra Scrittura

    Una possibilità. La possibilità. La più grande possibilità che l’Uomo ha è rappresentata dal poter parlare. La parola ci permette di aprire relazioni. Ci permette di esprimere l’infinita potenzialità che è racchiusa dentro di noi. È la cosa che più ci rende simili a Dio. Dio, infatti, parla. La Parola di Dio è creativa e creatrice. Quando Dio parla, le cose prendono vita: una vita che scaturisce dalla relazione dinamica creata dal Suo parlare.

    L’ascolto della Parola di Dio ci ridà vita come cristiani, mettendoci continuamente in discussione e impedendoci di chiuderci su noi stessi. È per questo che, ispirati dalla provocazione che il Papa ha lanciato istituendo la Domenica della Parola di Dio, abbiamo pensato di organizzare questi incontri. Tre date, il 25 Gennaio, il primo e il 15 Febbraio, per soffermarci su alcune delle grandi tematiche che attraversano Primo e Secondo Testamento e per riscoprire la bellezza e l’unicità della Parola di Dio.

    Un’occasione particolare, a cavallo tra i tempi forti del Natale e della Quaresima, che forse potrà farci appassionare a questo testo che troppo spesso come cristiani conosciamo poco e male. Ogni parola ha conseguenze. La conseguenza della Parola di Dio è luce. È vita. Siamo noi.
    di Mario Spagnuolo
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  3. #33
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    Giovedi 23 gennaio l’Arcivescovo Francesco Alfano celebra a Sorrento la Santa Messa



    Appuntamento alla Cattedrale alle 18.30 per un momento di profonda condivisione con tredici sacerdoti che hanno studiato all’Istituto sorrentino.

    Si terra giovedi 23 gennaio a partire dalle ore 18.30 alla chiesa Cattedrale di Sorrento (Via Santa Maria della Pietà, 46) la Santa Messa celebrativa del “Salvemini 2020”, il 50esimo anniversario dalla fondazione del Liceo Scientifico Statale Gaetano Salvemini al servizio dei giovani della Penisola Sorrentina e dell’Isola di Capri.

    La solenne liturgia sarà presieduta dall’Arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia Francesco Alfano e concelebrata dai tredici diplomati all’Istituto che sono divenuti sacerdoti nel corso degli anni.

    La funzione sarà animata dal Coro della Cattedrale, storica formazione musicale che conta anch’essa all’interno numerosi ex studenti.

    La Santa Messa, aperta alla cittadinanza, sarà l’occasione per raccogliere tutta la comunità del Liceo del presente e del passato in un momento di profonda condivisione, dedicando inoltre un pensiero a chi ha attraversato le aule della scuola in questi primi 50 anni: docenti, studenti, dipendenti, che ora non ci sono più.

    “Una tra le cose più belle riscontrate nella preparazione di questo anniversario – dichiarano il Presidente del Comitato Organizzatore Salvemini 2020 Gianluigi Cioffi Stinca e il Dirigente Scolastico Patrizia Fiorentino – è che tanti ex studenti hanno voluto mettere a disposizione dell’organizzazione il loro vissuto, i loro ricordi, non ultimo il sapere della loro professione; mettendosi cioè al servizio della causa con ciò che sanno fare e possono raccontare. Non sono stati da meno i tanti diplomati di questi primi cinque decenni che hanno scelto, una volta terminato il loro percorso al Liceo, di servire il nostro territorio in un modo pieno, totalizzante e altrettanto formativo divenendo presbiteri, i quali con entusiasmo hanno voluto onorare questo avvenimento donandoci questo momento importante.

    Il nostro grazie va a loro, alla Curia Arcivescovile e all’Amministrazione della Parrocchia dei Santi Filippo e Giacomo in Sorrento”.

    Il programma ufficiale dell’anniversario è stato presentato nel corso della cerimonia inaugurale di sabato scorso 18 gennaio ed è ora disponibile al link: www.salvemini2020.it/programma.
    Gli aggiornamenti sul progetto o per scoprire come diventarne volontario sono disponibili sul sito internet: www.salvemini2020.it o seguendo il profilo Instagram: @salvemini2020.

    Il progetto Salvemini 2020 è reso possibile anche grazie al patrocinio delle sei amministrazioni comunali della Penisola Sorrentina e ai partner: Acampora Hotels, Fondazione Sorrento, Limoncello Capri, Macoa.

    Di seguito l’elenco dei sacerdoti concelebranti:
    don Paolo Anastasio
    don Gennaro Boiano
    don Modestino Capodilupo
    don Alfonso De Gregorio
    don Michelangelo Gargiulo
    don Francesco Saverio Iaccarino
    don Emmanuel Miccio
    don Antonino Minieri
    don Gianluigi Persico
    don Daniele Pollio
    don Salvatore Savarese
    don Mario Schisano
    don Antonio Staiano

    Salvemini 2020

    Il progetto è stato promosso ed elaborato dall’Associazione Gli Ex del Liceo Salvemini, l’organizzazione che raccoglie tutti i diplomati del liceo sorrentino, e donato all’Istituzione Scolastica, la quale lo ha da subito condiviso e fatto proprio.

    Il Salvemini 2020 non vuole essere un evento meramente commemorativo, ma anzi una fonte di ispirazione, rivolta a tutta la cittadinanza e agli studenti, per il rilancio culturale della costiera sorrentina attraverso un programma corposo di iniziative lungo tutto l’anno del cinquantennio, da gennaio 2020 a gennaio 2021.

    I soggetti istituzionali interessati dal progetto sono stati i promotori del Comitato Organizzatore Salvemini 2020, un ente di diritto privato, composto da esponenti della scuola e delle professioni e costituito al fine di poter meglio programmare e gestire le celebrazioni ufficiali.

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  4. #34
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    Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino

    “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino” è il titolo del primo incontro di preparazione alla Quaresima e alla Settimana Santa per le Confraternite Diocesane svoltosi martedì 21 gennaio nella Chiesa Parrocchiale dei santi Prisco e Agnello.

    Il Parroco, Don Francesco Saverio Iaccarino, ha voluto sottolineare che “ogni cammino è un pellegrinaggio fisico della fede che ha una base rappresentata dalla Parola di Dio”.




    Tutta la Sacra Scrittura è un intreccio tra il “cammino di Dio” (Avvento) e il “cammino dell’uomo” (Esodo). Ogni “cammino”, anche quello che le Confraternite vivono in Quaresima e nelle Processioni della Settimana Santa, è uno strumento per rivelare nuovi orizzonti sia su se stessi che su Dio. Don Francesco ha concluso invitando tutti a essere “costantemente in camino” citando il cammino di Abramo, nostro Padre nella fede, quello di Israele, dalla schiavitù al servizio, il cammino di Maria, Madre di Dio e infine, quello più affascinante, dei discepoli e soprattutto di Pietro fatto, come il nostro, di alti e di bassi, ma infine culminato nell’affidamento totale al Signore.








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  5. #35
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    Incontro sulla Parola di Dio



    Il prossimo 26 gennaio la Chiesa celebrerà per la prima volta la Domenica della Parola di Dio istituita da Papa Francesco con la lettera apostolica Aperuit Illis dello scorso 30 settembre.

    Per tale occasione, nella nostra Diocesi, nel giorno 17 gennaio in cui la Chiesa celebra l’annuale giornata per il dialogo tra ebrei e cattolici, abbiamo vissuto un incontro con padre Pino di Luccio, s.j., decano della sez. San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale e professore alla Hebrew University di Gerusalemme, ed il prof. Eyal Poleg, docente al Queen Mary College di Londra.

    L’incipit dell’incontro è con la lettura e la preghiera di due strofe del salmo 119, presente sia nella Tanak ebraica che nell’Antico Testamento cristiano, il più lungo di tutta la raccolta. Le strofe sono 22 come le lettere dell’alfabeto ebraico, la sua redazione definitiva risale al III sec A.C. in Giudea, scritto probabilmente durante la deportazione babilonese.

    Il primo intervento, del padre gesuita Di Luccio, ne fa l’esegesi di alcune sue parti: le strofe sono tutte una lode alla Legge Divina, ogni verso contiene termini come testimonianza, precetto, volontà, comando, promessa, parola, giudizio, via, ecc. Si sofferma sul termine Parola che trova in diverse strofe. Infine mette in relazione i concetti che si trovano nelle lettere a Timoteo quali insegnare convincere, correggere, educare con i termini del Salmo 119 e Dt 6.

    Il prof Eyal Poleg, parlando in ebraico, prende invece in considerazione il Vangelo di Giovanni, a partire dal Prologo: protagonista del vangelo di Giovanni è infatti la Parola. Il professore sottolinea che gli ebrei non leggono la Scrittura su un supporto cartaceo o digitale, come facciamo noi oggi, ma su pergamene. I Rotoli su cui viene scritta la Torah vengono conservati in un apposito armadio che si trova in tutte le sinagoghe. Dato il carattere sacro del contenuto dei rotoli, esso viene scritto a mano dai rabbini. Il prof Poleg ci ha fatto notare che scrivere sulla pergamena è come scrivere sulla carne (e la Parola divenne carne): Gesù era visto come un Libro.

    Conclude il nostro Arcivescovo, mons Francesco Alfano con un intervento riassuntivo di sintesi dell’evento.
    di Agostino Aversa






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  6. #36
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    Musica Sacra: Actio Ecclesiae ed Opus Musicum



    Carissimi,
    Vi comunichiamo che domenica 23 febbraio, alle ore 16:30, presso il teatro Karol della parrocchia Sant’Antonio di Padova in Castellammare di Stabia, vivremo un momento di incontro e di formazione rivolto a tutte le realtà corali e musicali della nostra diocesi. A guidarci sarà mons. Giuseppe Liberto, già direttore della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”.

    L’incontro vuole essere un’occasione per riflettere e approfondire il ministero musicale-liturgico, perché cresca nella sua capacità di _ “incarnare e tradurre la Parola di Dio in canti, suoni, armonie che facciano vibrare il cuore dei nostri contemporanei, creando anche un opportuno clima emotivo, che disponga alla fede e susciti l’accoglienza e la piena partecipazione al mistero che si celebra”. (Papa Francesco)_

    Alle 18:30 seguirà la celebrazione eucaristica presieduta dal nostro arcivescovo Francesco.

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  7. #37
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    Resoconto raccolta fondi Giornata Missionaria e Santa infanzia 2019



    Pubblichiamo il resoconto delle raccolte fondi effettuate nell’anno 2019 nelle parrocchie della diocesi in occasione della Giornata Mondiale Missionaria e della Santa Infanzia.

    I Versamenti eseguiti nel mese di gennaio 2020 verranno accreditati per l’anno 2020.

    20-01-16-raccoltaGmissionaria2019

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  8. #38
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    “AMARSì”: un’occasione da non sprecare!



    Dal 17 al 19 gennaio scorso si è tenuto presso la “Casa di spiritualità Armida Barelli” in Alberi il primo weekend diocesano dedicato ai fidanzati.

    La proposta, frutto della collaborazione tra il Servizio di Pastorale per Famiglia e la Pastorale Giovanile, fortemente incoraggiata dal nostro vescovo Mons. Alfano, mira ad iniziare un cammino di accompagnamento per i fidanzati che desiderano crescere nell’amore reciproco.

    Abbiamo deciso di partire da un ritiro i cui contenuti potessero essere accessibili a tutte le coppie, prescindendo dal tempo di fidanzamento che li univa.

    Il “sogno” è quello non solo di ripetere esperienze preziose come questa, ma anche di proporne nuove che, tutte insieme, possano offrire ai fidanzati possibilità importanti di formazione, preghiera, riflessione e condivisione nel tempo del discernimento fino al matrimonio.

    In questa esperienza abbiamo invitato Roberto Reis (psicologo e moderatore familiare) e Claudia Viola (psicoterapeuta) sposi e fondatori dell’a.p.s. “Amati per amare” perché ci guidassero nel primo passo.
    Nel ringraziarli di cuore per essersi messi al servizio della nostra diocesi e per l’amore che spendono per i fidanzati e le famiglie in giro per l’Italia intera, vi lasciamo la testimonianza di Salvatore e Luisa, coppia di fidanzati della nostra diocesi, che certamente saprà meglio trasmettevi tutta la Bellezza e l’Amore vissuto in questi giorni.
    Equipe Servizio di Pastorale per la Famiglia

    “Amati per amare”. Sono state queste le parole che ci hanno accompagnato durante il weekend per fidanzati ad Alberi; tre semplici parole che racchiudono tutto il senso di questa esperienza.

    Oltre ad essere il nome dell’associazione creata da Claudia e Roberto, che ci hanno guidati nella due giorni, questa frase, ad un primo sguardo scontata e banale, è invece una verità forte che abbiamo riscoperto grazie a questa occasione.

    Ad essere sinceri, quando abbiamo saputo del ritiro non ne siamo stati subito entusiasti sebbene intuivamo potesse essere un qualcosa di bello.

    Molti erano i nostri dubbi: il tempo che sembra non essere mai abbastanza nel caos della vita quotidiana; le tante preoccupazioni per il lavoro, lo studio e i nostri progetti; l’aver vissuto per molti anni, da animatori di azione cattolica, tante esperienze spirituali che ci hanno arricchito a tal punto che si è tentati di pensare che c’è ben poco da scoprire ancora.

    Alla fine però abbiamo percepito che dietro quei post su Facebook e i messaggi d’invito c’era qualcosa in più di un semplice evento, un’occasione di crescita nella fede e nella coppia, un dono che per fortuna non abbiamo sprecato!

    Così ci siamo ritrovati a condividere questo momento insieme ad altre dodici coppie che rappresentavano un po’ tutte le fasi del fidanzamento. C’era chi era fidanzato da dodici anni, chi da pochi mesi, chi prossimo al matrimonio e chi ancora non ci pensava. Ogni coppia con la propria storia, chiamata lì a guardarsi con più calma e nel profondo per comprendere l’importanza di sentirsi amati per essere capaci di amare veramente.

    Grazie alle testimonianze di Claudia e Roberto sulle gioie e difficoltà vissute prima nel fidanzamento e poi nel matrimonio, abbiamo capito la necessità di curare la nostra autostima e individualità, cosicché nella coppia nessuno sia costretto a sobbarcarsi il peso dell’altro ma vi sia un “equilibrio” fatto di confronto e accoglienza.

    Attraverso il gioco e la riflessione abbiamo fatto esperienza del “confine” che permette di custodire “quello spazio sacro dentro ognuno di noi che è terreno solo di Dio” e che fa sì che le crepe delle nostre vite passate non siano proiettate nella nostra vita presente e futura, nei litigi e in ogni momento difficile che inevitabilmente vivremo.

    Abbiamo fatto i conti con i nostri limiti e, attraverso la Parola, la preghiera e le dinamiche esperienziali abbiamo riscoperto l’amore di Dio al di là di essi, insegnandoci che l’Amore non si ferma, non ha argini e non si può contenere perché esso è gratuito, accogliente, umile e totale.

    Ed è questo il modello al quale noi vogliamo ispirarci, vogliamo fare nostro e sul quale intendiamo progettare il nostro futuro.

    Nelle condivisioni e nei momenti di relax ci siamo confrontati con le altre coppie, con storie diverse dalla nostra ed ognuna di esse ci ha insegnato qualcosa di nuovo di cui faremo tesoro.

    Quest’esperienza, dunque, è stata per noi un’opportunità per fermarci e dedicarci del tempo in maniera differente dal solito; un momento di “silenzio” rigenerativo in cui riflettere su cose che molto spesso si danno per scontate rischiando di far cadere il rapporto in un’abitualità deleteria.

    Un momento importante per guardarsi negli occhi con uno sguardo profondo che non sempre riusciamo a scambiarci e che è poi lo stesso che ci dedica Dio.

    Quello che più di ogni altra cosa ci portiamo via da questo ritiro è, infatti, la consapevolezza che nella nostra storia non siamo soli, ma che in essa la costante è la presenza di Dio che ci è accanto per custodire e far crescere il nostro amore. Una consapevolezza che non dovremo, però, mai dare per scontata ma desiderare con intensità e cercare continuamente.

    Per tutto questo siamo felici di non aver dato ascolto alle nostre incertezze e di aver preso parte a questa esperienza che è stata per noi un momento di Grazia, di cui avevamo bisogno, e che sicuramente ci aiuterà nel continuare a costruire la nostra vita.

    Nel ringraziare chi ci ha dato la possibilità di viverla, speriamo che sia una proposta che possa ripetersi e continuare in un percorso di crescita umana e che sia accolta da tante altre coppie.

    Le occasioni belle non vanno sprecate e “AmarSì”è sicuramente una di queste!
    Salvatore e Luisa






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  9. #39
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    Mons. Alfano: Vi farò pescatori di uomini, adesso al centro ci sono gli Uomini

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  10. #40
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    Formazione Vita Consacrata, con Padre Ernesto della Corte: 11 gennaio, Vico Equense



    Lo scorso 11 gennaio, c.a., padre Ernesto Della Corte ha tenuto a Vico Equense, alla presenza di sua Eccellenza Mons. Francesco Alfano, del Vicario Episcopale per la vita consacrata, fra Antonio Ridolfi, un incontro formativo a cui hanno preso parte tutte le realtà di vita consacrata presenti nella Arcidiocesi Sorrento Castellammare di Stabia.

    L’incontro, che definirei chiaro e diretto, ha permesso di apprezzare le doti del relatore, il quale, con non poca enfasi, ha trasmesso agli ascoltatori tutto il suo amore per Gesù Cristo e per la sua Parola, lasciando nel cuore di ognuno un reale desiderio di approfondire la conoscenza delle scritture.

    Tema dell’incontro è stato la fraternità: come Gesù Cristo si è comportato nelle relazioni e come ha insegnato ai discepoli a relazionarsi tra di loro e con gli altri.

    Padre Ernesto ha sviluppato tale tematica partendo dalle Sacre Scritture, in particolare dai Vangeli, con l’obiettivo principale di smascherare tanti “infantilismi teologici”, così da lui definiti, che impediscono al cuore di maturare una fede adulta, responsabile, ma soprattutto attiva e partecipante.

    Nel presentare la figura di Gesù, vera e concreta nella sua umanità, è emerso la necessità di una vera conoscenza della parola di Dio e del magistero della Chiesa; tale conoscenza risulta essere determinante per poter avere una vera relazione con Cristo.

    Il rischio che potrebbe correre chi si imbatte nella conoscenza di Gesù è quello di voler separare la figura di Cristo dalle sue relazioni, quando, invece, è proprio a partire da queste che lo si conosce realmente. La conoscenza non è fine a se stessa ma suppone una sequela; imitare il maestro nella pazienza, nella benevolenza, nel perdono, che deve essere universale, – no 7 volte, ma 70 volte 7, dirà Gesù a Pietro alla richiesta di quante volte bisogna perdonare l’altro- (cfr. Mt 18-22).



    Nel ripercorrere le tappe del Natale, visto nella triplice venuta del Signore, è emerso che tutta la vita dovrebbe essere un Avvento, il quale non ci prepara semplicemente alla venuta storica di Gesù, ma al nostro incontro finale con lui, nel quale ciò che conterà sarà la qualità delle relazioni che abbiamo avuto, quanti incontri abbiamo fatto, quanto amore abbiamo saputo donare.

    Tutto il mistero del Natale si svela nella Pasqua del Signore, il legno della mangiatoia richiama il legno della Croce, in cui Gesù non ci fa semplicemente dei regali, ma ci dona tutto se stesso.

    Si sono, poi, analizzate le tre manifestazioni di Gesù, le tre epifanie; e si è detto, con santo vanto, che la befana è bella, perché Gesù si è manifestato in tutta la sua bellezza. Nel senso comune, invece, la befana è rappresentata come una vecchia brutta col naso lungo, ridicolizzando e ridimensionando il valore della festa stessa.

    La vita di ciascun uomo è contrassegnata da incontri, con Dio e con gli altri: il Natale è un incontro, la preghiera è un incontro, la Celebrazione Eucaristica è l’incontro per eccellenza.

    Spesso, però, non vengono vissuti come tali, ed anche alla Santa Messa si partecipa come spettatori rumorosi e distratti.

    In conclusione si evidenzia la necessità di rimettere al centro del proprio focus di interesse la relazione con l’altro, a partire da come Gesù stesso ha vissuto le relazioni umane.

    Nel ringraziare padre Ernesto per le sue preziose parole, con il cuore riscaldato dall’amore di Dio, attendiamo con una santa ansia il prossimo incontro che si terrà il 18 aprile.

    Nell’attesa di tale evento sarà nostra premura impegnarci in uno studio attento delle Sacre Scritture, certi che tale mezzo ci aiuterà a mantenere sempre viva la fiamma che Dio ha acceso nei nostri cuori.

    ISTITUTO DI VITA SECOLARE
    SERVI DELLA SOFFERENZA
    Teresa Maria Calabrese
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