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Discussione: Gli animali hanno un'anima? Hanno una vita dopo la morte?

  1. #1
    Bizzipap
    visitatore

    Gli animali hanno un'anima? Hanno una vita dopo la morte?

    Spero di non aver cercato male ma ho una domanda:
    La Chiesa Cattolica afferma, se non erro, che gli animali non hanno l'anima.
    Perchè afferma ciò?
    C'è qualche passo della Bibbia che afferma il contrario?

    Grazie!

  2. #2
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da Bizzipap Visualizza Messaggio
    Spero di non aver cercato male ma ho una domanda:
    La Chiesa Cattolica afferma, se non erro, che gli animali non hanno l'anima.
    Perchè afferma ciò?
    C'è qualche passo della Bibbia che afferma il contrario?

    Grazie!
    Sì mi pare che fu già trattato da qualche parte (ma non so dove :P)

    Comunque riporto qualcosa che scrissi riguardo l'anima e il corpo:

    Gli ebrei (o alcuni di essi almeno) comunque avevano una suddivisione triplice, e qui forse S. Paolo si rifà in certi versetti alla distinzione ebraica dell'essere umano:

    Il corpo, il Nephesh ed il Ruach

    Il corpo è il corpo fisico con ossa, muscoli, cpaelli, etc etc...

    Il Nephesh è "la vita" (significato letterle è "vita completa di un essere", in greco questo era psyche e in latino, appunto, anima) ovvero la parte spirituale degli esseri viventi che da loro la vita. Questa è presente anche negli animali e muore con il corpo. Questo termine ha molteplici significati nell'Antico testamento, da quello detto sopra, al significato di desideri e appetiti umani, al pensiero, etc...

    Il Ruach (propriamente vento, respiro, in greco pneuma e latino spiritus) ed è lo spirito immortale dell'uomo che sopravvive anche quando il corpo muore.
    La Bibbia non parla da nessuna parte di anima immortale per gli animali... e la tradizione Ebrea da loro solo un anima mortale, il nephesh che hanno anhce gli uomini (dato che anche noi siamo animali)

    Noi umani abbiamo però anche il Ruach, che è l'anima nel senso moderno, la parte immortale dell'uomo

    Perchè afferma ciò?
    È solo logico che gli animali non abbiano anima immortale.

    Gli animali, anche quelli più intelligenti, mancano di vero raziocinio e di pensiero 'trascendente', ovvero quello che rende noi umani di elevare il nostro pensiero al di sopra di noi stessi, di filosofare, porre domande sulla nostra esistenza etc... etc...

    Cosa rimarrebbe degli animali se avessero un anima immortale? Niente... poichè non hanno niente che si eleva oltre la loro propria natura materiale, ovvero non hanno un sé pensante.


    PS: non solo la Chiesa cattolica afferma che gli animali non hanno un'anima (immortale)

    Così fanno anche gli altri cristiani, gli ebrei e i mussulmani.

    Gli induisti e buddhisti invece pensano che sia immortale, ma accettano anche la teoria della trasmigrazione delle anime.
    Ultima modifica di Ismael; 04-09-2009 alle 21:05
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  3. #3
    Vecchia guardia di CR L'avatar di Isidro de Sevilla
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    Mi ricordo che risposi io.

    Sulla questione dell'anima si legga quanto dice il S. Padre:

    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tm...20e%20dintorni

    Detto questo, per Aristotele l'anima (razionale) è l'atto primo di un corpo che ha la vita in potenza, è la sostanza che realizza le funzioni vitali del corpo, ovverosia la forma (la carne è la materia).

    Tre sono le funzioni dell'anima:

    la funzione vegetativa per la quale gli esseri vegetali, animali e umani si nutrono e si riproducono;

    la funzione sensitiva per la quale gli esseri animali e umani hanno sensazioni e immagini;

    la funzione intellettiva, per la quale gli esseri umani comprendono.

    L’uomo necessita pure della perfezione inferiore che condivide con gli animali inferiori, ossia la vita dei sensi.

    Dunque, gli animali (cani, gatti, tapiri, mandrilli, bacherozzi) hanno (probabilmente) un'anima sensitiva che consente loro di avere sensazioni, ossia l'istinto.

    Ma è noto che pure l'essere umano è dotato di istinto ed è un animale (secondo S. Tommaso che riprende Aristotele è "animal rationale"), pertanto l'uomo possiede anche l'anima razionale ma condivide con gli animali di cui sopra l'anima sensitiva.

    E questo è quanto rende gli animali a noi particolarmente cari.

  4. #4
    Vecchia guardia di CR L'avatar di SignorVeneranda
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    Spero di non aver cercato male ma ho una domanda:
    La Chiesa Cattolica afferma, se non erro, che gli animali non hanno l'anima.
    Perchè afferma ciò?
    C'è qualche passo della Bibbia che afferma il contrario?

    Grazie!
    C'è un passo della Bibbia in cui Salomone prima si dà una risposta e poi si interroga (nel libro del Qohelet):
    La sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa; come muoiono queste muoiono quelli; c'è un solo soffio vitale per tutti. Non esiste superiorità dell'uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità. (Qo 3,19)
    Chi sa se il soffio vitale dell'uomo salga in alto e se quello della bestia scenda in basso nella terra ? (Qo 3,21)
    Come tutto il libro del Qohelet anche questo passo mette in discussione i fondamenti dell'esistenza e ci invita, finendo con una domanda, a dare la nostra risposta. Il passo termina con una domanda perchè l'importante è, secondo una certa saggezza , riuscire a porsi le domande giuste. Perchè questa, oggi, è una domanda giusta?
    Perchè ancora gli uomini se la pongono. E moltissimi uomini, in buona fede ma evidentemente ciechi di fronte alla diversità, come Salomone, affermano che non ci sia alcuna differenza sostanziale tra un uomo e un animale. Io per esempio conosco tanti colleghi, anche molto intelligenti, che affermano che la differenza sia solo a livello culturale.E che la differenza non sia necessariamente a favore dell'uomo.
    La Bibbia in realtà dà una risposta a questa domanda che Salomone si è fatta.
    Giobbe infatti si chiede :
    "chi ci rende più istruiti delle bestie selvatiche, chi ci fa più saggi degli uccelli del cielo?».
    e lo stesso Gesù più volte ripete :Quanto, più degli uccelli, voi valete!
    Il libro della Genesi descrivendo l'uomo e la donna come immagine di Dio ma soprattutto Gesù, assumendo la natura umana nella sua Persona divina, mostra all'uomo la sua dignità e il suo particolare destino di compagno, per l'eternità, di Dio stesso. Se Adamo nel giardino dell'Eden non ha trovato alcun essere che gli fosse simile se non ciò che era stato tratto da lui, potremmo dire che anche Dio, tra le creature della Terra, abbia pensato solo all'umanità come sua sposa dalll'eternità.
    Ultima modifica di SignorVeneranda; 18-11-2009 alle 00:35

  5. #5
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Una interessante risposta sul quesito (da: http://www.labussolaquotidiana.it/it...adiso-2633.htm):

    Ma gli animali non vanno in Paradiso


    di Antonio Giuliano
    03-08-2011



    Ma che fine fanno i nostri animali domestici? È una domanda che avrà assalito senz’altro chi ha visto morire il proprio cane o il proprio gatto. Esisterà anche per loro un Paradiso? Hanno o non hanno un’anima? Questioni spinose a cui non si sottrae il teologo domenicano, Angelo Bellon.

    Benedetto XVI, che ha una predilezione per i gatti, ha ribadito di recente che per gli animali la morte significa la fine dell’esistenza. Eppure Paolo VI pare abbia detto: «Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo»…
    Non ci sarà un’altra vita per gli animali perché non hanno un’anima spirituale e immortale. Essi hanno un’anima (sono detti animali proprio per questo!), ma solo vegetativa e sensitiva. Tuttavia l’affermazione attribuita a Paolo VI ha un significato ben preciso perché nulla esiste se prima non sia stato pensato da Dio. Pertanto l’intera vicenda di ogni singolo animale si trova fissa nella mente di Dio.

    Spesso viene citata un’affermazione di Luigi Lorenzetti, teologo che su Famiglia Cristiana scrisse: «Gli animali hanno ricevuto un soffio vitale da Dio, e sono attesi anch’essi dalla vita eterna».
    Ma per i teologi non ci sono dubbi: gli animali non sono attesi da Dio e non hanno coscienza di esistere. Tuttavia esistono nella mente di Dio. E tale esistenza, al dire di San Tommaso, è migliore di quella che hanno in se stessi nel tempo presente. Infatti in questo mondo la loro esistenza è temporanea, mentre nella mente di Dio è eterna.

    Lei nega un Paradiso per gli animali. Quindi siamo destinati a non rivederli più?
    Chi va in Paradiso vede direttamente nella mente di Dio. E nella mente di Dio si vede tutto ciò che Dio ha creato, tutto ciò che Dio conserva nell’esistenza istante per istante e anche tutto ciò che Dio che avrebbe potuto creare. Per questo in Dio vedremo tutti gli animali che sono esistiti sulla faccia della terra. Li vedremo in tutto il corso della loro esistenza, anche nelle relazioni che hanno avuto con noi. Li vedremo soprattutto in rapporto a Dio e al suo piano salvifico perché anche per mezzo loro si è manifestata la Provvidenza di Dio nei nostri confronti.

    Per sottolineare l’importanza degli animali c'è chi sostiene la scelta del vegetarismo quale espressione del rispetto di tutte le creature. In particolare ci si appella al fatto che in origine all’uomo non era permesso mangiare altri esseri viventi. La Genesi allora giustifica la scelta vegetariana?
    Gli animali, in quanto creature di Dio, sono pieni della sua gloria. Dio li ha dati all’uomo perché se ne serva. Dio stesso ha consegnato delle pelli ad Adamo ed Eva come vestito (si suppone di animali!) al posto delle foglie di fico. Ma nell’epoca di pace che regnava prima del peccato originale gli uomini non mangiavano le carni degli animali. Secondo il testo sacro Dio concede questo potere solo dopo il diluvio: “Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come già le verdi erbe” (Gn 9,3). Gesù, come ogni ebreo, a Pasqua ha mangiato l’agnello. Di certo ha mangiato pesci, anche dopo la risurrezione. Per questo non è sostenibile alla luce della Sacra Scrittura la teoria vegetariana.

    Non ritiene che oggi ci sia un eccesso di “animalismo”, per cui ci preoccupiamo più di salvaguardare i cuccioli che i bimbi non nati?
    Gli animali sono un bene da custodire e da consegnare ai nostri posteri. Sono diversi i passi delle Scritture che lo sottolineano. Prendiamo il Cantico di Daniele: “Benedite opere tutte del Signore il Signore” dove si invitano tutte le creature ad unirsi con noi nel lodare il Signore: “Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli” (Dn 3,81). E il rispetto per l’ambiente, animali compresi, è senza dubbio una bella conquista del nostro tempo. Purtroppo questo rispetto talvolta viene a mancare nei confronti dei bambini nella fase della vita nascente, come avviene per l’aborto e per i tanti che in molte parti del mondo vivono in condizioni di miseria e fame. Sotto il profilo etico i bambini sono un valore assoluto e intangibile, mentre gli animali hanno un valore relativo: sono in funzione dell’uomo.

    Secondo il Catechismo «è contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. È pure indegno dell’uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini». È giusto quindi sopprimere un animale se condannato a soffrire?

    Dal momento che la vita di un animale è in funzione di qualcosa d’altro, può essere soppressa. La si sopprime lecitamente quando se ne ha bisogno per nutrirsene, per qualunque altro scopo legittimo e anche evitare il prolungarsi di sofferenze che in un animale sono del tutto prive di valore. Ma ripeto, quando in Paradiso vedremo direttamente la gloria di Dio, continueremo a contemplarla anche nelle sue creature, che rimangono eternamente nella sua mente.
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  6. #6
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Animali e Vita dopo la morte.

    Apro questo thread per la discussione sugli animali e la vita dopo la morte.

    Dato che spesso vengono poste delle domande a riguardo, cerco di evitare il caos e riunirò qui tutte le domande e risposte sull'argomento.
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  7. #7
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Risposta ad un utente che scrive questo:

    NB ho cancellato una parte del messaggio che era la solita trita polemica anticlericale e ho lasciato solo la parte più intelligente del messaggio.

    Un vero peccato che tutto il messaggio che riporto qui, sia stato alla fine solo una faziosa introduzione alle solite polemiche stupide.

    QUINDI RICORDATE: SE AVETE DAVVERO DOMANDE, PONETELE MA NON UNITELE A TRITE POLEMICHE STERILI ED INUTILI PERCHE' ALLA FINE APPARE COME SE LE DOMANDE SIANO UNA BIECA INTRODUZIONE A STUPIDE INVETTIVE.


    Ma passiamo alle domande



    Salve a tutti,scrivo in base all'articolo che ho letto in questo preciso topic:
    http://www.cattoliciromani.com/forum...so-9870p6.html

    vorrei dare una risposta... perchè secondo me molti si avvalgono di dire cose con arroganza e presunzione.Come se... sapessero... o ci fossero stati...

    «"Fido" è morto: che ne sarà di lui?»

    una bella domanda, ahimé alquanto trascurata dalla teologia cristiana sia classica sia moderna, con pochissime eccezioni. La prima è ovviamente quella di Francesco d’Assisi (1182-1226), che secondo quanto scrive il suo primo biografo Tommaso da Celano «chiama col nome di fratello tutti gli animali, benché in ogni specie prediliga quelli mansueti». Una seconda eccezione è Albert Schweitzer (1875-1965), che riassunse la sua vita e il suo pensiero nel principio del «rispetto per la vita» in ogni sua manifestazione: «Un uomo è morale soltanto quando considera sacra la vita come tale, quella delle piante e degli animali tanto quanto quella dei suoi simili, e quando si dedica ad aiutare ogni vita che ne ha bisogno». Una terza eccezione è Karl Barth (1886-1968), che nella sua Dogmatica ha dedicato agli animali (ma anche alle piante) molte pagine estremamente suggestive e istruttive, nel quadro della dottrina della creazione, ma non solo. Queste eccezioni, purtroppo, non hanno fatto scuola. La pur bella e pregevole Encyclopédie du protestantisme pubblicata a Ginevra e Parigi in prima edizione nel 1995 e in seconda «rivista, corretta e accresciuta» nel 2006, contiene una voce sugli angeli (il che va benissimo), ma non una sugli animali e tanto meno sulle piante (il che va malissimo). Speriamo in una terza edizione ulteriormente «corretta e accresciuta» che contenga queste voci ora mancanti. La loro mancanza rivela una lacuna, per non dire un vuoto, che sta dentro di noi. Anche la Dogmatica in tre volumi di Gerhard Ebeling, peraltro eccellente, parla molto della Natura, ma non specificatamente di animali e piante. Ne parla invece il nostro lettore, con una domanda molto specifica: c’è un aldilà per gli animali? (per quelli «domestici», dice lui, ma io allargherei il discorso a tutti).

    La sua domanda però ne contiene molte altre, a cominciare da quella fondamentale della differenza tra l’uomo e l’animale, molto netta nel racconto biblico, che parla di un «dominio» dell’uomo sugli animali (Genesi 1, 28). Va però precisato che questo dominio, comunque fatale per gli animali, non comportava, all’inizio, il diritto dell’uomo di uccidere gli animali per cibarsene. Questo diritto venne affermato solo più tardi, dopo il diluvio (Genesi 9, 3). La differenza tra l’uomo e l’animale è stata espressa, tra gli altri, in termini classici da Tommaso d’Aquino il quale, pur sostenendo che Dio è in qualche modo «presente» in tutte le cose da lui create, quindi anche negli animali, afferma però che tutti gli animali, anche quelli superiori, sono «situati a grande distanza dall’immagine di Dio» (longe a similitudine divina remota), «mentre l’uomo si dice formato "a immagine e somiglianza" di Dio». La differenza, secondo la tradizione biblica, è questa, ed è grande. In altre tradizioni religiose invece, soprattutto orientali, la differenza sembra meno netta, tanto che in quelle che credono nella reincarnazione (il Buddismo e alcune correnti dell’Induismo) la differenza è così labile che l’anima dell’uomo può cadere così in basso da finire, almeno provvisoriamente, nel corpo di un animale – dottrina, questa, impensabile nel quadro del pensiero biblico.

    Detto questo, resta però il fatto innegabile – tutti lo sanno, ma non sempre lo ricordano – che l’uomo è un mammifero come tanti altri animali, è dunque anche lui anzitutto un animale. Aristotele lo definiva animale «razionale» (in greco loghikòn) e «politico» (in greco: politikòn), ma pur sempre un animale. Prima di lui già il racconto biblico della creazione aveva significativamente accostato l’uomo al mondo animale, collocando la sua creazione non in un giorno speciale riservato a lui solo, ma associandolo nello stesso giorno, il sesto, alla creazione degli animali terrestri. Prima di parlare della differenza, occorrerebbe dunque illustrare la vicinanza e comune appartenenza delle due condizioni, quella animale (che tra l’altro ha la precedenza nell’ordine della creazione) e quella umana (che segue). In questo quadro non è forse inutile riferire una considerazione di carattere generale sul rapporto uomo-animali fatta dallo scrittore francese Montaigne (1533-1592), segnalatami dal pastore Angelo Cassano di Locarno (Ticino), che ringrazio. Nei suoi celebri Essais Montaigne rimprovera all’uomo il suo orgoglio e la sua presunzione quando si arroga il diritto di giudicare gli animali: «Come può l’uomo conoscere, con la forza della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi deduce quella bestialità che attribuisce loro? Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei?». Noi li consideriamo bestie; forse anche loro ci considerano bestie. In fondo, comprendiamo poco di loro, come loro comprendono poco di noi. Perciò «bisogna che osserviamo la parità che c’è tra noi. Noi comprendiamo approssimativamente il loro sentimento, così le bestie il nostro, pressappoco nella stessa misura». Dunque, dice Montaigne, il rapporto uomo-animali non va impostato in termini di superiorità e inferiorità, ma di parità. Queste considerazioni ci introducono bene alla domanda del nostro lettore: «C’è un aldilà per gli animali?».

    A questa domanda non c’è, che io sappia, nella Sacra Scrittura, che è la nostra guida e norma nelle questioni di fede e vita, una risposta diretta ed esplicita. Ci sono però tre ordini di pensieri che consentono una risposta relativamente sicura, benché indiretta. Il primo è la creazione, il secondo è il patto, il terzo è la promessa messianica.

    1. Nella visione biblica la creazione è anzitutto creazione di animali (e piante). L’uomo viene dopo, ed è confinato sulla terra, mentre gli animali popolano anche il cielo e il mare. Come sarebbe vuoto il creato se ci fosse solo l’uomo! Non sarebbe il creato uscito dalle mani di Dio. Un creato senza animali è biblicamente impensabile. Ecco perché insieme a Noè vengono salvati nell’arca anche gli animali: questo può valere come figura di una salvezza comune. Persino il Mar Morto, secondo il profeta Ezechiele, non resterà per sempre morto e quindi senza pesci: dal Tempio uscirà un torrente che vi si immergerà rendendo le sue acque «sane» (47, 5) e quindi anch’esse popolate di animali marini (v. 9). Insomma, gli animali fanno parte integrante della creazione, e non c’è alcun motivo per ritenere che non facciano parte (in forme che, certo, non possiamo immaginare) della nuova creazione, cioè di un nuovo cielo e una nuova terra (il mare, a quanto pare, purtroppo, non ci sarà più, secondo Apocalisse 21, 1, a meno di una bella sorpresa finale; comunque ci sarà un grande fiume e acqua in abbondanza).

    2. Non solo gli animali sono benedetti da Dio, come la coppia umana, in vista della procreazione (Genesi 1, 22 e 28), ma essi sono inclusi ed esplicitamente menzionati nel Patto che Dio stabilisce con Noè, il cui simbolo è l’arcobaleno (Genesi 9, 8-17). Questo patto è «perpetuo» (v. 16) e il suo contenuto è la vita che, in tutte le sue espressioni e manifestazioni, non sarà più distrutta. Chi è nel Patto – e gli animali ci sono – non è nella morte, ma nella vita. L’uomo e gli animali sono ugualmente mortali (Ecclesiaste 3, 19-21!!), ma, in virtù del Patto, la loro morte non è definitiva.

    3. Secondo Isaia 11, 6-9 la promessa messianica è un mondo animale riconciliato al suo interno («il lupo abiterà con l’agnello») e con l’uomo («il lattante si trastullerà sul buco del serpente»). Questa promessa, che associa uomini e animali, può essere collegata con il discorso di Paolo sulla creazione che ora è «sottoposta alla vanità», cioè alla morte, e perciò «geme insieme ed è in travaglio», ma «sarà anch’ella liberata dalla servitù della corruzione», cioè restituita a una vita senza la morte dentro (Romani 8, 20-23). In questa creazione liberata, come ho detto al punto 1, ci sono anche gli animali.

    C’è dunque speranza per «Fido»? Sì, come c’è per il suo padrone e per tutti. C’è però una sottile insidia che può annidarsi nella domanda del nostro lettore e che è bene segnalare. L’insidia è di considerare l’Aldilà una sostanziale fotocopia dell’Aldiquà e il mondo futuro una semplice replica (migliorata) di quello attuale. Sarà invece un mondo nuovo, e non si insisterà mai abbastanza sulla portata di questo aggettivo. I rapporti tra le persone e quelli con gli animali non saranno più quelli odierni, ma saranno trasfigurati, cioè trasformati in rapporti completamente diversi, luminosi, trasparenti, felici, perché saranno unificati in Dio, che sarà «tutto in tutti» (I Corinzi 15, 28).


    Ai cattolici in generale...


    C'è piu' purezza nell'anima di un animale,perchè non è corrotta come quella degli uomini... quindi senza offesa,ma... hanno piu' chance di essere in paradiso loro... che gli uomini che uccidono e commettono azioni da fare venire i brividi.
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  8. #8
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    La mia risposta:
    «"Fido" è morto: che ne sarà di lui?»


    una bella domanda, ahimé alquanto trascurata dalla teologia cristiana sia classica sia moderna, con pochissime eccezioni.
    Questo è falso. La questione sull’anima animale (e quindi sul loro destino soprannaturale) è stata trattata, in maniera generale e a volte in maniera particolare.

    Questa domanda è stata ampliamente risposta dalla teologia classica, sicuramente da Tommaso, attraverso la definizione di cosa è l'anima e di come è legata agli esseri viventi.

    Definendo l'anima il resto segue.

    Dato che l'anima è la 'forma' (filosofica) del corpo, e l'anima animale non ha alcuna proprietà trascendete (al contrario di quella umana) la loro anima muore con il corpo.

    Il cristianesimo, o almeno il Cattolicesimo NON riconosce il “Dualismo Cartesiano”, e per il Cristiano anima e corpo sono rispettivamente forma e materia si una UNICA sostanza (sempre in senso filosofico), non due cose diverse come ‘utente’ e ‘computer’ come nell’esempio del dualismo moderno.


    Prima rispondo a due frasi significative:

    Aristotele lo definiva animale «razionale» (in greco loghikòn) e «politico» (in greco: politikòn), ma pur sempre un animale.


    Sì ma appunto l'accento va su RAZIONALE e non solo su 'animale', questo ci differenzia.

    L'anima umana possiede anche le qualità della anima vegetativa (delle piante) e della anima animale, ma ha anche caratteristiche sue proprie NON condivise da animali o piante.

    Altrimenti è come comparare un deltaplano ad un aereo. Entrambi sono veicoli volanti, ma l'aereo ha qualche caratteristica in più che lo rende superiore al deltaplano...

    Le differenze tra due esseri viventi con due diverse nature non sta nelle cose che hanno in comune ma nelle cose in cui si differenziano.
    Questo sembra estremamente banale dirlo, ma ovviamente non lo è, altrimenti non si metterebbe sullo stesso piano un uomo e un altro animale qualunque.


    L'animale non ha anima razionale e quindi non può nemmeno andare in paradiso perchè non può esistere quando il suo corpo è morto, dato che è proprio la razionalità ed il pensiero trascendente che sono caratteristiche propriamente immateriali, che sottolineano il fatto che l’anima umana è immateriale o ha componente immateriale e che quindi sussiste anche senza il corpo.
    Gli animali hanno invece un’anima che senza corpo non sussiste, ne ha davvero alcun motivo di sussistere senza di esso, visto che sono incapaci del pensiero trascendente che eleva l’essere materiale a qualcosa di più che cruda materia.


    C'è piu' purezza nell'anima di un animale,perchè non è corrotta come quella degli uomini... quindi senza offesa,ma... hanno piu' chance di essere in paradiso loro... che gli uomini che uccidono e commettono azioni da fare venire i brividi.
    Anche una pietra o un cactus allora. La differenza sta che l'uomo appunto è RAZIONALE ha concetto di moralità, bene e male, etc.

    Gli animali non hanno questo concetto. Questo li rende più puri? Niente affatto.

    Poi anche gli animali commettono orribili "crudeltà”. Basta vedere qualche documentario.

    La differenza è che l'uomo è autocosciente e cosciente delle conseguenze delle proprie azioni.

    ============================



    1. Nella visione biblica la creazione è anzitutto creazione di animali (e piante). L’uomo viene dopo, ed è confinato sulla terra, mentre gli animali popolano anche il cielo e il mare. Come sarebbe vuoto il creato se ci fosse solo l’uomo! Non sarebbe il creato uscito dalle mani di Dio. Un creato senza animali è biblicamente impensabile. Ecco perché insieme a Noè vengono salvati nell’arca anche gli animali: questo può valere come figura di una salvezza comune. Persino il Mar Morto, secondo il profeta Ezechiele, non resterà per sempre morto e quindi senza pesci: dal Tempio uscirà un torrente che vi si immergerà rendendo le sue acque «sane» (47, 5) e quindi anch’esse popolate di animali marini (v. 9). Insomma, gli animali fanno parte integrante della creazione, e non c’è alcun motivo per ritenere che non facciano parte (in forme che, certo, non possiamo immaginare) della nuova creazione, cioè di un nuovo cielo e una nuova terra (il mare, a quanto pare, purtroppo, non ci sarà più, secondo Apocalisse 21, 1, a meno di una bella sorpresa finale; comunque ci sarà un grande fiume e acqua in abbondanza).
    Questo indica che la 'nuova creazione' sarà anche MATERIALE, non un mero 'concetto astratto' o una mera 'condizione spirituale', come molti cercano pure di asserire oggigiorno.

    Questo però NON indica che gli animali siano partecipi di questa creazione allo stesso livello in cui è l'uomo.

    Su questo:
    gli animali fanno parte integrante della creazione, e non c’è alcun motivo per ritenere che non facciano parte (in forme che, certo, non possiamo immaginare) della nuova creazione, cioè di un nuovo cielo e una nuova terra

    non ho alcun dubbio ma come ho già detto il livello di partecipazione a questa nuova creazione non è lo stesso che quello dell’essere umano.

    Questo:
    “L’uomo viene dopo, ed è confinato sulla terra, mentre gli animali popolano anche il cielo e il mare. Come sarebbe vuoto il creato se ci fosse solo l’uomo! Non sarebbe il creato uscito dalle mani di Dio. Un creato senza animali è biblicamente impensabile.

    però non è vero. Dio avrebbe potuto creare in maniera assai diversa. Forse un creato senza animali e senza uomo non è ‘immaginabile’ per alcuni, ma Dio non è limitato dalla nostra immaginazione.

    2. Non solo gli animali sono benedetti da Dio, come la coppia umana, in vista della procreazione (Genesi 1, 22 e 28), ma essi sono inclusi ed esplicitamente menzionati nel Patto che Dio stabilisce con Noè, il cui simbolo è l’arcobaleno (Genesi 9, 8-17). Questo patto è «perpetuo» (v. 16) e il suo contenuto è la vita che, in tutte le sue espressioni e manifestazioni, non sarà più distrutta. Chi è nel Patto – e gli animali ci sono – non è nella morte, ma nella vita. L’uomo e gli animali sono ugualmente mortali (Ecclesiaste 3, 19-21!!), ma, in virtù del Patto, la loro morte non è definitiva.
    Le benedizioni sugli animali non sono però eguali a quelle sull'uomo. In diversi passi biblici l'uomo è esaltato (es. nei salmi "Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato") e nella stessa Genesi il 'giardino' è dato in cura agli uomini.

    La Genesi stessa dice nella creazione:

    Dio creò l'uomo a sua immagine;
    a immagine di Dio lo creò;
    maschio e femmina li creò.” (Genesi 1,27)

    Soprattutto alla fine del sesto giorno si conclude “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.” (Genesi 1,31), questo a netta discrapanza con gli altri giorni dove era solo ‘cosa buona’ e non ‘cosa molto buona’.

    Inoltre Dio dice all’uomo:
    “Dio li benedisse e disse loro:
    «Siate fecondi e moltiplicatevi,
    riempite la terra;
    soggiogatela e dominate
    sui pesci del mare
    e sugli uccelli del cielo
    e su ogni essere vivente,
    che striscia sulla terra” (Genesi 1, 28).



    Dio anche permette all'uomo di nutrirsi di animali, nella genesi (esplicitamente dopo Noè, almeno).

    Questi passaggi indicano chiaramente una certa superiorità dell'essere umano sul resto del creato.

    L'uomo è quindi si animale, biologicamente, ma NON un animale qualunque, non in senso metafisico e teologico (ma nemmeno scientifico oserei dire).

    Quindi queste interpretazioni bibliche sono un pelino errate, perché gli autori della Bibbia certo non intendevano scrivere ciò che ci leggi tu dentro, estaendo i versi dal loro contesto, sia letterario, che storico.


    ---

    ALTRO PUNTO:

    L’Eccloesiaste dice il vero, ma non dice che l’uomo e l’animale sono sullo stesso piano.


    Secondo la Bibbia l'uomo è ORA si mortale, ma non era sempre così. L'uomo è mortale come gli animali perchè Adamo ha peccato ha mangiato il frutto proibito nonostante il monito di Dio (“Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”, Genesi 3,3).

    Dio dopo il peccato di Adamo dice questo a costui:

    “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane;
    finchè tornerai alla terra,
    perchè da essa sei stato tratto:
    polvere tu sei e in polvere tornerai!” (Genesi 3,19)

    Ora interpreta tali passaggi anche solo simbolicamente e non letteralmente (anche perchè la creazione è un racconto allegorico e non cronaca di giornale), il messaggio resta CHIARO: l'uomo non è un animale qualunque ma ha qualche caratteristica in più che il mero animale.

    Solo l'uomo, poi, nella Bibbia, è fatto a 'immagine e somiglianza di Dio' e solo all'uomo Dio 'soffia il ruach' durante la Creazione.

    3. Secondo Isaia 11, 6-9 la promessa messianica è un mondo animale riconciliato al suo interno («il lupo abiterà con l’agnello») e con l’uomo («il lattante si trastullerà sul buco del serpente»). Questa promessa, che associa uomini e animali, può essere collegata con il discorso di Paolo sulla creazione che ora è «sottoposta alla vanità», cioè alla morte, e perciò «geme insieme ed è in travaglio», ma «sarà anch’ella liberata dalla servitù della corruzione», cioè restituita a una vita senza la morte dentro (Romani 8, 20-23). In questa creazione liberata, come ho detto al punto 1, ci sono anche gli animali.
    Si chiama SIMBOLISMO.

    Il Letteralismo biblico è cosa per ignoranti e fondamentalisti, rifiutato già da Agostino e Tommaso.

    Non ogni cosa nella Bibbia va interpretata alla lettera, soprattutto nei libri profetici, che fanno ampio uso del simbolismo del tempo.

    Che ci sarà una nuova creazione, che l’uomo risorgerà con corpo alla perfezione, non c’è dubbio, ciò non significa che il cane dell’uomo risorgerà pure.

    Sarà appunto una NUOVA CREAZIONE, ma non significa che gli animali vanno in paradiso e poi risorgeranno come accadrà all’uomo


    La prima è ovviamente quella di Francesco d’Assisi (1182-1226), che secondo quanto scrive il suo primo biografo Tommaso da Celano «chiama col nome di fratello tutti gli animali, benché in ogni specie prediliga quelli mansueti».


    S. Francesco però NON intendeva quello che vuole asserire l’autore del messaggio. S. Francesco non intendeva cert oasserie che gli animali andavano in Paradiso.

    Lui, a tua differenza, non pensava con il pensiero moderno-contemporaneo, ma con un pensiero medievale (che in molti aspetti è anche superiore) e certo non avrebbe MAI E POI MAI affermato la possibilità che un animale possa andare in Paradiso.

    Per S. Francesco, come per i medievali, gli animali erano parte del creato e quindi creature di Dio, ma sapevano differenziare tra diverse specie e nature.

    Bisogna quindi essere molto cauti quando si cerca di interpretare il pensiero degli antichi o dei medievali, perchè avevano idee e concetti radicalmente differenti dai nostri.

    S. Francesco non era un hippy ecologista e la sua filosofia non va interpretata in tale maniera.




    Una seconda eccezione è Albert Schweitzer (1875-1965), che riassunse la sua vita e il suo pensiero nel principio del «rispetto per la vita» in ogni sua manifestazione: «Un uomo è morale soltanto quando considera sacra la vita come tale, quella delle piante e degli animali tanto quanto quella dei suoi simili, e quando si dedica ad aiutare ogni vita che ne ha bisogno».


    Questo non si stacca del tutto ne dal pensiero Patristico ne dal pensiero Tomista o della Scolastica, tanto per dire.

    Qui però erra nel considerare ogni vita eguale nella sua natura e dignità, non è così.

    Che però ci siano differenze di natura e dignità non significa che l'uomo non abbia il dovere di avere rispetto e fare BUON uso del creato.

    Quindi Schweitzer qui esaspera il vero pensiero cristiano, non lo eleva.



    Una terza eccezione è Karl Barth (1886-1968), che nella sua Dogmatica ha dedicato agli animali (ma anche alle piante) molte pagine estremamente suggestive e istruttive, nel quadro della dottrina della creazione, ma non solo. Queste eccezioni, purtroppo, non hanno fatto scuola.



    Che si scrivano pagine suggestive non conta niente. Conta la logica e il ragionamento.

    Conoscendo in generale il pendiero di Barth egli avrebbe fondamentalmente rifiutato la idea che un animale abbia un anima equiparabile a quella umana e che possa andare in paradiso.



    In questo quadro non è forse inutile riferire una considerazione di carattere generale sul rapporto uomo-animali fatta dallo scrittore francese Montaigne (1533-1592), segnalatami dal pastore Angelo Cassano di Locarno (Ticino), che ringrazio. Nei suoi celebri Essais Montaigne rimprovera all’uomo il suo orgoglio e la sua presunzione quando si arroga il diritto di giudicare gli animali: «Come può l’uomo conoscere, con la forza della sua intelligenza, i moti interni e segreti degli animali? Da quale confronto fra essi e noi deduce quella bestialità che attribuisce loro? Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il suo passatempo più di quanto io faccia con lei?». Noi li consideriamo bestie; forse anche loro ci considerano bestie. In fondo, comprendiamo poco di loro, come loro comprendono poco di noi. Perciò «bisogna che osserviamo la parità che c’è tra noi. Noi comprendiamo approssimativamente il loro sentimento, così le bestie il nostro, pressappoco nella stessa misura». Dunque, dice Montaigne, il rapporto uomo-animali non va impostato in termini di superiorità e inferiorità, ma di parità. Queste considerazioni ci introducono bene alla domanda del nostro lettore: «C’è un aldilà per gli animali?».
    Ciò che è interno si dimostra all'esterno.

    Il francese Montaigne si trastulla qui più su fantasia che su filosofia.

    Gli animali NON sono una scatola chiusa, come l'uomo non lo è.

    E' errato giudicare un uomo in superficie e a prima vista, ma a lungo andare le azioni esterne dell'essere umano rivelano cosa lui ha dentro.

    Ad esempio una persona può fingersi professorone dotto per un po', ma se una vera seria discussione viene iniziata subito viene sgamato.

    O uno egoista può fingersi morale e filantropo, ma al sopraggiungere delle difficoltà o quando davvero viene il momento di agire, queste persone mostrano davvero quello che sono.

    Quindi il pensiero di Montaigne come qui riproposto fallisce penosamente alla luce dei fatti.

    Tu potrai pensare che un cane sia capace di grande cogitare filosofico e scientifico, ma io lo vedo solo preoccupato a mangiare, defecare e annusarsi le parti intime... e su questo FATTO posso dire che il cane non fa affatto cogitazioni sublimi, ma vive solo di istinto.


    La Filosofia Naturale e la Metafisica non sono scienze empiriche ma nemmeno sono completamente dissociate dai dati empirici e dalle osservazioni del mondo.
    Quindi le affermazioni che facciamo devono essere, oltre che logiche, anche fondate su qualcosa di razionale.


    A questa domanda non c’è, che io sappia, nella Sacra Scrittura, che è la nostra guida e norma nelle questioni di fede e vita, una risposta diretta ed esplicita. Ci sono però tre ordini di pensieri che consentono una risposta relativamente sicura, benché indiretta. Il primo è la creazione, il secondo è il patto, il terzo è la promessa messianica.
    La scrittura però va interpretata correttamente.

    In luce a quello già detto sopra tu chiaramente leggi la bibbia con il filtro delle tue conclusioni a prioristiche, ignorando cosa DAVVERO volevano dire gli autori biblici.

    Dato che nell’Ebraismo stesso (o almeno alcune branche) gli animali possiedono una anima che muore col corpo (la cosiddetta ‘Nephesh’) mentre gli uomini possiedono oltre al Nephesh anche la Ruach (che è immortale) questo non solo illumina sul pensiero degli autori biblici (o perlomeno quello Paolino!) ma anche collega il pensiero Cristiano a quello Ebraico su cui trova radice.

    Interpretare invece la bibbia partendo da una tesi moderna, è molto errato e porta a gravi aberrazioni.
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  9. #9
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    L'utente di sopra risponde:

    Sono stato Bannato e non mi è stata data la possibilità di replicare.

    Ero Hades... forse il mio messaggio è arrivato come un insulto o qualcosa di offensivo.

    Non è cosi...


    Sono stato io a scrivere questo articolo... riportato in questo topic e non mi è stata data l'opportunità di risposta.

    topic:
    http://www.cattoliciromani.com/forum...rte-47555.html


    Ora... siccome Buonissima parte del testo da me scritto è stato tagliato,perchè si pensa che io abbia scritto tutta questa cosa soltanto per arrivare a fare trite polemiche sterili e inutili ... è falso.

    Mi avete bannato soltanto perchè ero una scomodità. io non mi nascondo... e chiedo spiegazioni... vi pregherei di fare lo stesso.Ora... dite che ho parlato male del santo padre... ma... potete dire che il santo padre vive nell'umiltà predicata da Dio e egli stesso??? Io ho viaggiato moltissimo,ho visto i paesi poveri... e ho visto l'umiltà predicata da Dio... e perdonatemi ma non la riconosco nella chiesa... Mi potete confermare che quello che scrissi (che poi è stato tagliato) è una pura bugia inventata? io non voglio fare la solita polemica, spero non mi bannerete perchè sto cercando proprio chiarezza... quindi dal mio punto di vista espongo i miei quesiti e non lo faccio per dare fastidio,ma per avere risposte.Sono trasparente e spero lo siate anche voi,senza bannare perchè secondo me in questo caso significa fuggire... e quando una persona fugge significa che ha la coscienza sporca...

    Ora...So benissimo che gli animali non hanno l'identica anima delle persone,ma quando terminerà tutto,tutto sarà riconciliato a Dio,ogni sua creatura. tornando al link,e premetto che scriverei in quella sezione se potessi, io mi chiedo se chi mi ha risposto abbia mai avuto un animale domestico...

    Scritto in quel topic il seguente passaggio da Ismael:
    "Tu potrai pensare che un cane sia capace di grande cogitare filosofico e scientifico, ma io lo vedo solo preoccupato a mangiare, defecare e annusarsi le parti intime... e su questo FATTO posso dire che il cane non fa affatto cogitazioni sublimi, ma vive solo di istinto".

    UN cane non pensa solamente a defecare o a mangiare... un cane riconosce il proprio padrone... ci sono casi in cui cani salvano vite umane...ed è un dato di FATTO.

    Sempre Ismael dice:

    "Poi anche gli animali commettono orribili "crudeltà”. Basta vedere qualche documentario.
    La differenza è che l'uomo è autocosciente e cosciente delle conseguenze delle proprie azioni".

    Vorrei sottolineare che quelle cose orribili sono natura di sopravvivenza allo stato brado.

    Io non ho mai visto un cane azzannare solo per sport... non ho mai visto un cane lucrare sulla propria caccia O sulle malattie altrui.Pero' ho visto cani andare sulla tomba dei padroni fino alla fine dei propri giorni... Ho visto cani che vedevano altri cani schiacciati (per colpa dell 'uomo che li "abbandona") e andavano a leccarli o a spingerli con il muso,come dire "dai alzati".




    Ora ai giorni nostri,parlando da profano,posso vedere nella gente che c'è molto male... egoismo... cattiveria... non capisco come possano avvalersi certe persone "anch'esse create da Dio" di un anima immortale e invece esseri che ci stanno vicini senza interessi ne pretese,solo per puro amore no.Eppure Dio non è amore?
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  10. #10
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    Ora... siccome Buonissima parte del testo da me scritto è stato tagliato,perchè si pensa che io abbia scritto tutta questa cosa soltanto per arrivare a fare trite polemiche sterili e inutili ... è falso.
    Le parti tagliate erano polemiche inutile e non avevano alcuna attinenza con il discorso.

    Cosa c'entra la tua polemica sul viaggio del Papa a Milano con la questione dell'anima degli animali?! Niente.

    Forse la polemica non era tua intenzione, allora se è così rimani IN-topic.

    Mi avete bannato soltanto perchè ero una scomodità. io non mi nascondo... e chiedo spiegazioni... vi pregherei di fare lo stesso.Ora... dite che ho parlato male del santo padre... ma... potete dire che il santo padre vive nell'umiltà predicata da Dio e egli stesso??? Io ho viaggiato moltissimo,ho visto i paesi poveri... e ho visto l'umiltà predicata da Dio... e perdonatemi ma non la riconosco nella chiesa... Mi potete confermare che quello che scrissi (che poi è stato tagliato) è una pura bugia inventata? io non voglio fare la solita polemica, spero non mi bannerete perchè sto cercando proprio chiarezza... quindi dal mio punto di vista espongo i miei quesiti e non lo faccio per dare fastidio,ma per avere risposte.Sono trasparente e spero lo siate anche voi,senza bannare perchè secondo me in questo caso significa fuggire... e quando una persona fugge significa che ha la coscienza sporca...
    Non sei una scomodità. A queste frivole critiche si è già risposto ampliamente.

    ANCORA: COSA C'ENTRA CON L'ANIMA E IL DESTINO DEGLI ANIMALI TUTTO CIO'?

    Ti contraddici perchè introduci un lungo discorso per poi finire su polemiche.


    potete dire che il santo padre vive nell'umiltà predicata da Dio e egli stesso
    Tu sai niente del S. Padre, di come vive, di cosa fa ogni giorno? Penso proprio di NO. Solo perchè fa viaggi pastorali ed a volte attende manifestazioni culturali non vuol dire che non è umile o che vive nello sfarzo.
    Assumi con pregiudizi non su conoscenza.


    Io ho viaggiato moltissimo,ho visto i paesi poveri... e ho visto l'umiltà predicata da Dio... e perdonatemi ma non la riconosco nella chiesa... Mi potete confermare che quello che scrissi (che poi è stato tagliato) è una pura bugia inventata?
    Quello che hai scritto era una collezione di critiche basate su anticlericalismo e pregiudizio.

    Appena il Papa fa un viaggio: subito si sputa addosso su di lui. Appena partecipa ad un evento culturale (esempio alla scala come menzioni tu), si tirano pietre.
    Ti pare normale questo? Ti sembrano critiche logiche? Non lo sono. Sono solo invettive piene di pregiudizi.


    Solo perchè alcuni membri della Chiesa vivono nello sfarzo non vuol dire che tutti lo fanno e non viol dire che il Papa viva come un re, il che non è così.


    Il Papa vive si nel palazzo apostolico, ma 90% dell'edificio è adibito ad uffici e luoghi di lavoro.
    I quartieri del papa sono un piccolo appartamento di cui 3/4 della superficie è una cappella.


    Inoltre affermavi che Milano era tutta 'bloccata' a causa del Papa. Io vivo a Milano e non ho avuto problemi. C'era ovviamente un po più di traffico del solito e hanno dovuto potenziare i mezzi.
    Eppure allo stesso tempo la città ci ha guadagnato a causa dei pellegrini di tutto il mondo. E in tempo di crisi questo può essere stato di grande aiuto ai commercianti che pure soffrono come tutti.

    Poi i viaggi apostolici e simili hanno un loro significato. Molta gente ha beneficiato spiritualmente del viaggio.

    Perchè non provi a parlare con coloro che hanno partecipato all'evento, alle loro esperienze.
    Tu giudichi dall'esterno ma non ti prendi pena di capire veramente.

    ---

    ALTRO ESEMPIO:

    Gli anti-cattolici hanno subito sputato sul Papa dopo il Terremoto in Emilia. Hanno subitro inneggiato il Dalai Lama perchè ha dato (forse) 50.000 euro.
    Hanno però nascosto il fatto che il Papa ha dato almeno 100.000 euro ai terremotati e la CEI ha dato oltre un milione di euro.

    Confrontati con i fatti, poi, gli anticlericali hanno riconosciuto il loro errore? No. Hanno solo criticato di tutto.

    Come dice la canzone 'qualsiasi cosa fai, sempre pietre in faccia riceverai'. Questa è la natura e la fallacità della solita trita polemica.
    --

    INOLTRE:

    La Chiesa Cattolica comprente oltre 1 miliardo di cattolici.

    Comprende oltre 1 milione di 'dipendenti' tra vescovi, sacerdoti e laici.

    Esiste da 2000 anni.

    Comprendi la MOLE ENORME della Chiesa? E' OVVIO che non tutto quel miliardo di persone sono santi. E' ovvio che tutto quel milione che lavora direttamente per la Chiesa non è sempre santo.

    Gesù aveva 12 apostoli, 1 era ladro e traditore... e ti ricordo che fu scelto da Cristo stesso IN PERSONA!!!

    Ora la Chiesa è composta da più di 12 persone e non sono scelte direttamente qui sulla terra da Cristo in persona, dato che Cristo siede alla destra del Padre.

    Lo Spirito Santo guida la Chiesa, ma alcuni uomini RIFIUTANO lo Spirito.

    Rileggiti Matteo 13,24-30:

    24 Un'altra parabola espose loro così: «Il regno dei cieli si può paragonare a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. 25 Ma mentre tutti dormivano venne il suo nemico, seminò zizzania in mezzo al grano e se ne andò. 26 Quando poi la messe fiorì e fece frutto, ecco apparve anche la zizzania. 27 Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: Padrone, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene dunque la zizzania? 28 Ed egli rispose loro: Un nemico ha fatto questo. E i servi gli dissero: Vuoi dunque che andiamo a raccoglierla? 29 No, rispose, perché non succeda che, cogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. 30 Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Cogliete prima la zizzania e legatela in fastelli per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio».
    Così nel mondo e così anche la Chiesa. Nella Chiesa il demonio cerca pure di seminarci la zizzania, e quella sono le persone malvage.
    Alla fine Dio giudicherà.

    Non sta però a te strappare il grano assieme alla zizzania e rovinare il raccolto.


    io non voglio fare la solita polemica, spero non mi bannerete perchè sto cercando proprio chiarezza... quindi dal mio punto di vista espongo i miei quesiti e non lo faccio per dare fastidio,ma per avere risposte.Sono trasparente e spero lo siate anche voi,senza bannare perchè secondo me in questo caso significa fuggire... e quando una persona fugge significa che ha la coscienza sporca...
    Dato che sono oramai avvezzo alle polemiche dei protestanti anti-cattolici e oramai le conosco a memoria, lasciami un po di scetticismo.


    Il punto fondamentale è che la tua polemica finale non aveva NIENTE A CHE FARE con tutto il discorso sugli animali e la loro sorte.

    Questa è incoerenza totale, che indica o incapacità di concentrazione su un singolo discorso o malizia.

    Avevi iniziato un discorso su un topic e hai concluso con invettive su una cosa che non aveva niente a che fare.
    Ora questo è assai losco a mio parere. Giudica tu.

    Pensa se io scrivessi in un forum protestante chiedendo qualcosa di serio (es. sulla vita di Lutero) e poi finissi con una proslissa serie di invettive che non c'entrano niente con il discorso che ho iniziato.

    Sii tu giudice di te stesso.

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    RITORNIAMO IN TOPIC ora


    Ora...So benissimo che gli animali non hanno l'identica anima delle persone,ma quando terminerà tutto,tutto sarà riconciliato a Dio,ogni sua creatura. tornando al link,e premetto che scriverei in quella sezione se potessi, io mi chiedo se chi mi ha risposto abbia mai avuto un animale domestico...
    Devi spiegare meglio cosa intendi con 'riconciliato a Dio'.

    Anche le pietre e gli atomi sono 'creature' (creature non viventi ma comunque creature).


    Vorrei sottolineare che quelle cose orribili sono natura di sopravvivenza allo stato brado.

    Io non ho mai visto un cane azzannare solo per sport... non ho mai visto un cane lucrare sulla propria caccia O sulle malattie altrui.Pero' ho visto cani andare sulla tomba dei padroni fino alla fine dei propri giorni... Ho visto cani che vedevano altri cani schiacciati (per colpa dell 'uomo che li "abbandona") e andavano a leccarli o a spingerli con il muso,come dire "dai alzati".
    Beh il lucrare richiede un certo livello di intelligenza che i cani non hanno. Inoltre il lucro non è in se stesso malvagio, ma dipende grandemente da come viene fatto e soprattutto di che uso si fanno dei guadagni.

    Che i cani possano poi provare un certo grado di emozioni è dovuto alle loro capacità cognitive animali, che consente loro di avere una anima 'sensitiva' ovvero con una certa capacità per certi sentimenti come paura o affetto o aggressione.
    Quindi anche i cani hanno una loro 'psicologia', dato che sono dotati di un cervello che ha certe prorietà.

    Questo pero NON vuol dire che gli animali provino davvero AMORE nel senso più stretto dekka parola. L'amore NON è un sentimento, ma un atto di volontà, più propriamente un atto trascendente.

    Qui sta la differenza tra affetto (ovvero affettuosità, attrazione sessuale, etc) e Amore vero e proprio che è qualcosa che dipende solo dagli ormoni ma dipende dalla ragione.

    Uno dei più gravi problemi oggi è proprio la mancanza del differenziare tra 'affetto animale' (che è presente anche nell'essere umano) e Amore.


    Inoltre al cimitero non ci vanno solo i cani. Sui morti e i feriti non piangono solo i cani.

    Ora ai giorni nostri,parlando da profano,posso vedere nella gente che c'è molto male... egoismo... cattiveria... non capisco come possano avvalersi certe persone "anch'esse create da Dio" di un anima immortale e invece esseri che ci stanno vicini senza interessi ne pretese,solo per puro amore no.Eppure Dio non è amore?
    1- Esiste anche gente buona.

    Tu commetti la fallacia di selezionare i tuoi dati. Osservi solo ciò che appare buono nei cani e cattivo negli uomini.

    Eppure ci sono persone che commettono grandi atti di bontà pure.

    2- Non si può essere così facilmente giudice degli altri senza magari conoscere la loro storia, la loro sofferenza, i loro sacrifici.

    Molte persone timide ad esempio, appaiono superve e altezzose, ma non perchè sono superbe ma perchè hanno paura di mostrare i loro veri sentimenti o hanno difficoltà a relazionarsi.

    Magari la persona che ritieni egoiste non è malvagia come tu pensi.

    3- A differenza dei cani abbiamo un LIBERO ARBITRIO. Il cane si comporta di istinto seguendo i suoi affetti animali. Non può davvero compiere alcuna scelta morale perchè non ne ha la capcità.
    Se un cane sbrana un uomo per qualche motivo, non sentirà rimorso ne capirà il perchè del suo errore (al massimo capirà che ha fatto un errore se viene punito).

    L'uomo invece decide. E può decidere se fare il bene o il male.

    Chi fa il male ed è malvagio non andrà in paradiso (come anche affermano le scritture)
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

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