Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Cronache della Diocesi di Como - 2020

  1. #1
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    Cronache della Diocesi di Como - 2020

    Cronache della Diocesi di Como

    Anno 2020

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  2. #2
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    La Diocesi di Como - Dioecesis Comensis

    1. Territorio (Mappa dal sito diocesano)

    2. Il santo Patrono (da Santiebeati.it)

    3. Storia (da Wikipedia)

    4. Cronotassi dei vescovi (da Wikipedia)

    5. Il Vescovo (dal sito diocesano)

    6. Dati statistici (da Wikipedia)

    7. Sito diocesano
    Ultima modifica di Gerensis; 27-02-2020 alle 16:49 Motivo: Aggiunto collegamento alla mappa.

  3. #3
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    Domenica 12 gennaio 2020 in Cattedrale

    Verso l’apertura dell’XI Sinodo diocesano




    Domenica 12 gennaio 2020, “Festa del Battesimo del Signore”, alle ore 15:00, l’intera Chiesa di Como è chiamata a vivere, in Cattedrale, il solenne rito di apertura dell’XI Sinodo diocesano “Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio”.

    Si avvia, dunque, una nuova fase, che arriva dopo l’annuncio, la presentazione della modalità e del regolamento, la designazione dei 300 sinodali, la consegna dello strumento per la consultazione diffusa, lo studio e la sintesi – da parte dei sinodali – delle centinaia di risposte giunte da tutta la diocesi, l’elaborazione e l’approvazione di decine di proposizioni e la stesura dell’Instrumentum Laboris.
    Dal 12 gennaio si aprirà un nuovo capitolo, quello delle assemblee plenarie, in calendario fra Como (presso la chiesa di Sagnino) e Morbegno (complesso di San Giuseppe).
    In allegato la pagina da “Il Settimanale” del 12 dicembre 2019, a firma Enrica Lattanzi, con la presentazione, alcune norme dal Regolamento del Sinodo ed un breve excursus storico dei Sinodi finora vissuti dalla Diocesi di Como.

    http://sinodo.diocesidicomo.it/verso...odo-diocesano/

  4. #4
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    Alcune indicazioni pratiche

    12 gennaio 2020: apertura dell’XI Sinodo





    Domenica 12 gennaio, “festa del Battesimo del Signore”, alle ore 15:00, l’intera Chiesa di Como è chiamata a vivere, in Cattedrale, il solenne rito di apertura dell’XI Sinodo diocesano, Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio. Si sta mettendo a punto il programma definitivo ma ci sono già alcune indicazioni pratiche per la partecipazione, a partire dalle aree di parcheggio che, per i sinodali, saranno indicate in una comunicazione a loro indirizzata in questi giorni. L’invito è comunque quello di utilizzare il più possibile i mezzi pubblici, i mezzi di trasporto organizzati dal Vicariato di appartenenza oppure di accordarsi fra più sinodali e partecipanti per limitare il numero di auto.

    Dalle ore 14:00 alle ore 14:30 tutti i sinodali (presbiteri, diaconi, consacrati e laici) sono convocati nella chiesa di San Giacomo, dove si recheranno al punto di segreteria e provvederanno alla registrazione della presenza, con il consueto sistema elettronico (ricordare la tessera sanitaria). I presbiteri ed i diaconi sono pregati di portare il proprio camice.
    Alle ore 14:45 il Vescovo darà inizio alla processione dei sinodali verso il Duomo. L’assemblea invocherà , con il canto delle litanie della diocesi, l’intercessione dei Santi e dei Beati della nostra Chiesa.
    Alle ore 15:00 avrà inizio la celebrazione della S. Messa. Fra i momenti più significativi del rito, ci saranno l’intronizzazione dei Vangeli e la professione di fede dei sinodali, i quali, sempre processionalmente, al termine della Messa faranno ritorno nella chiesa di S. Giacomo, per alcune comunicazioni del Vescovo e la consegna dell’Instrumentum Laboris. «Il rito celebrato in Cattedrale, chiesa-madre della diocesi – spiegano dalla Segreteria del Sinodo – indica il radunarsi dell’intera comunità credente diocesana intorno al Vescovo». Alla Santa Messa saranno presenti i sinodali (sacerdoti, laici e persone di vita consacrata) e fedeli a nome dei 29 vicariati (dai 10 ai 30 a seconda della grandezza della comunità): «in questo modo tutta la Chiesa diocesana sarà rappresentata. Naturalmente nessuno di senta escluso, perché la celebrazione alla Santa Messa è per tutti».
    Durante la celebrazione del 12 gennaio ci sarà la solenne professione dei fede dei sinodali. E’ un momento particolarmente significativo, prescritto obbligatoriamente dal Codice di Diritto Canonico, per manifestare pubblicamente la fedeltà all’impegno che si sta assumendo e la piena comunione con la Chiesa e con i suoi Pastori. Nello stesso tempo si rinnova l’impegno a «conservare il segreto e la riservatezza, anche una volta lasciato il servizio, relativamente a tutto ciò che riguarda le successive assemblee sinodali». Al termine della celebrazione, in San Giacomo, i sinodali dovranno riconsegnare, in originale, il documento con la sottoscrizione della professione di fede, ricevuto per posta elettronica (non è consentita la consegna mediante delega).
    Dal 12 gennaio si aprirà, dunque, un nuovo capitolo per l’XI Sinodo della diocesi di Como, quello delle assemblee plenarie, in calendario fra Como (chiesa di Sagnino) e Morbegno (complesso San Giuseppe). Il secondo appuntamento delle plenarie è già in calendario e si svolgerà proprio a Morbegno, sabato 8 febbraio. Se dallo scorso 6 aprile ad oggi i sinodali hanno lavorato per commissioni e sotto-commissioni sulle singole micro-aree, dal prossimo gennaio tutti si confronteranno su tutto, anche se, per meglio affrontare il lavoro assembleare, verranno formate delle commissioni di studio su base territoriale, dei veri e propri “circoli minori” che, con la guida di alcuni “facilitatori” che si stanno individuando, favoriranno il confronto, l’approfondimento e il discernimento in vista degli incontri generali.
    Questi ultimi scampoli di Tempo di Avvento e il successivo Tempo di Natale saranno giorni che permetteranno a tutti di prepararsi anche all’apertura del 12 gennaio, con la preghiera e la forza dei sacramenti della riconciliazione e dell’Eucaristia.


    http://sinodo.diocesidicomo.it/12-gennaio-2020-apertura-dellxi-sinodo/

  5. #5
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    Le parole di Mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Como

    Inaugurato l’XI Sinodo diocesano nella festa del Battesimo di Gesù




    Cari fratelli e care sorelle, membri del popolo di Dio di questa santa Chiesa che è in Como, accorsi numerosi in questa nostra chiesa-madre, e voi tutti, Sinodali, che state per sigillare un impegno esigente di dedizione e di amore a Cristo e alla sua Chiesa, e voi, membri della vita consacrata, fratelli nel presbiterato, caro vescovo Dante*, amato figlio di questa Chiesa… (*Lafranconi – vescovo emerito di Cremona – ndr)

    Penso di interpretare i sentimenti di ciascuno di voi, l’ammirato stupore e la gioiosa gratitudine per essere convocati qui, provenienti da ogni parte della nostra diocesi, all’inizio di questo “grande evento di rigenerazione” che è il nostro Sinodo, fortemente voluto dalla Santissima Trinità misericordia: “Annunciatori e testimoni della misericordia di Dio”.
    Ricordiamo con affetto tutti nostri fratelli anziani e gli ammalati, che ci stanno seguendo spiritualmente con le loro preghiere e le loro sofferenze, come i nostri missionari, che hanno portato in altre regioni del mondo l’esperienza di fede vissuta nella nostra Chiesa di Como. Sono incluse nel ricordo anche le sorelle contemplative, nei nostri due monasteri di clausura.
    Vorrei fare memoria innanzitutto del tempo che ci distanzia dall’ultimo Sinodo celebrato a Como e promosso da monsignor Felice Bonomini nel 1953. Da allora una vera e propria rivoluzione culturale ha cambiato il volto della nostra società e della Chiesa. Il Concilio Vaticano II ha promosso un radicale cambiamento di paradigma, ha cercato di aprire nuove strade, immersi come siamo in un pluralismo sociale e religioso, con cui in antecedenza il cristianesimo non aveva mai avuto la possibilità di confrontarsi.
    Non possiamo nemmeno far passare sotto silenzio il tentativo, poi sfumato, di celebrare un nuovo Sinodo nel 2002, durante l’episcopato di monsignor Alessandro Maggiolini. Ricordiamo oggi con affetto e gratitudine questo grande vescovo ed Egli dal Cielo certamente intercede per noi perché offriamo il nostro contributo come un fuoco che si propaga, come un roveto ardente che può contagiare questo nostro tempo.
    Ora noi tutti siamo consapevoli che con il Sinodo che oggi inauguriamo ci viene offerto dal Signore Gesù, sposo della Chiesa, un grande dono, una felice risorsa a nostra disposizione, che impegna la responsabilità di ciascuno e implica il coinvolgimento e l’adesione convinta e appassionata da parte di tutti. Abbiamo bisogno però di rivestirci innanzitutto di una “santa audacia evangelica” per fare del nostro Sinodo una pedana di lancio per proseguire avanti, in obbedienza a ciò che ci chiede il Signore e prestando una particolare attenzione ai “segni dei tempi”.
    In questi mesi in cui abbiamo preparato il Sinodo già abbiamo avuto la percezione, oserei dire la conferma, di aver inaugurato un processo che continuerà anche dopo il Sinodo, poiché abbiamo lavorato secondo uno stile di sinodalità, che, per dirla con papa Francesco, «è ciò che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio».
    La Chiesa sinodale è, innanzitutto, iniziativa dello Spirito Santo, in quanto è Lui l’attore principale del Sinodo, ma è anche il frutto della nostra comunione fraterna, meta a cui tendere costantemente, mediante le armi della pazienza, del confronto, del dialogo, della stima, del rispetto, della fiducia reciproca, della simpatia e del coraggio. Il tutto condito da una buona dose di umiltà, che permette di giungere a una esperienza diffusa e radicale della accoglienza di tutti e del perdono reciproco, senza le quali la vita della Chiesa e la sua opera pastorale si bloccherebbe.
    Paul Claudel diceva che Dio fa aprire la pagina di Vangelo che più serve in un dato periodo storico. È Dio che fa comprendere quale pagina di Vangelo oggi sia da meditare particolarmente, quali principi strutturali del cristianesimo adottare nell’ ora storica che il mondo e la Chiesa oggi vivono, quali comportamenti comunionali e metodologie partecipative siano convenienti. Con la scelta della misericordia come categoria generatrice, vogliamo restituire a Dio, il cui nome è misericordia, il suo ruolo centrale di protagonista. La misericordia diventa così la parola chiave per descrivere in maniera adeguata l’agire di Dio verso di noi.

    La misericordia diventa così l’architrave che sorregge la vita della Chiesa.

    E noi ci siamo già messi diligentemente all’opera, non tanto per difendere noi stessi, quasi vivessimo in una cittadella assediata, o per affermare qualche superiorità sul mondo, ma per andare incontro fraternamente a tutti coloro che vivono una “sorta di eclissi del senso di Dio”, per dialogare con coraggio con quanti attraversano una profonda crisi di fede, vivendo come se Dio non esistesse. Essi ci sfidano e ci obbligano a trovare segni e linguaggi adeguati
    per riproporre la misericordia divina, apparsa definitivamente in Cristo, non come un aspetto accessorio del Vangelo, ma il suo cuore pulsante.
    Vogliamo essere persone capaci di parlare di Dio agli uomini del nostro tempo in un modo più comprensibile, quindi non con formule astratte e disincarnate, ma con la testimonianza della nostra vita, trasmettendo il fuoco che ci anima e la bellezza della vita cristiana. La misericordia riguarda quindi anche la dimensione pubblica, visibile, storica e strutturale della comunità dei credenti. La misericordia diventa così la parola chiave per orientare la vita, la riforma e la missione della Chiesa, la colonna portante del nostro operare.
    La parola di Dio ci ha presentato oggi Gesù di Nazareth che riceve dal Padre suo l’investitura di Messia e Salvatore durante il Battesimo nelle acque del fiume Giordano, confermato dalla forza dello Spirito. Da quell’ora così importante nella vita di Gesù impariamo anche noi a comprendere quale sia la nostra relazione con Dio-Trinità e la nostra missione a servizio degli uomini del nostro tempo.
    Gesù innanzitutto si mette in fila con molta umiltà per farsi battezzare da Giovanni, il quale è sconcertato per il progetto messianico con cui Gesù si presenta. Egli non è il giudice che il Battista attendeva, ma il servo del Signore, che condivide la sorte dei suoi fratelli, sentendosi uno di loro, nella fragilità e nella debolezza, pur essendo Gesù senza peccato, perché essi imparino a non disprezzare la loro umanità quale via autentica per accedere a Dio. Gesù si sottomette al piano divino che si rivela come un progetto di umiltà e di solidarietà.
    Lo Spirito Santo, che discende come una colomba su Gesù, lo aiuta a comprendere come proprio attraverso la sua umanità possa vivere la sua missione di servo. Cristo riceve lo Spirito “come primizia della natura umana totalmente rinnovata” (san Cirillo di Alessandria).
    Il grande servizio che Gesù compie nei confronti di tutti gli uomini, suoi fratelli, è quello di aiutarli a vivere una relazione filiale con Dio, riconoscendolo Padre e quindi a rapportarsi cordialmente con gli altri, considerati come veri fratelli e sorelle. L’amore di Dio per noi non è una parola astratta, né Dio può essere considerato un padrone o un tiranno, ma un padre amorevole e misericordioso. Sulla stessa lunghezza d’onda di Cristo, noi cristiani siamo chiamati a trasmettere l’amore misericordioso di Dio, testimoniandolo nelle nostre scelte individuali e comunitarie.
    Ed ecco la voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. È Dio stesso che presenta Gesù come il figlio amato, che gli uomini dovranno seguire per poter vivere, come lui, una relazione di grande unità con Dio padre. I cristiani, proprio perché oggetto da parte di Dio padre della sua misericordia, sono chiamati a diffondere nel mondo la cultura della misericordia, così che gli uomini del nostro tempo si sentano attesi, apprezzati e amati da Dio, al di là dei loro meriti o delle loro colpe.
    Con la scena evangelica del battesimo di Gesù, Dio si presenta come famiglia trinitaria, a cui tutti gli uomini potranno accedere, sperimentando un’intimità filiale, come quella di Gesù
    con il Padre suo, in unità con lo Spirito Santo e insieme una ritrovata fraternità tra di loro a causa della stessa dignità di figli che essi hanno ricevuto.
    Condizione indispensabile perché il nostro Sinodo sia fruttuoso sarà quella di sperimentare, personalmente e insieme, una profonda intimità con la Santissima Trinità Misericordia, così che la dimensione della Misericordia, che è l’essenza di Dio, possa essere riproposta con nuovo entusiasmo e con una rinnovata azione pastorale mediante un concreto esercizio di misericordia, che è sempre unico e irripetibile. Ecco, cari fratelli e sorelle, perché è importante pregare molto, ascoltare con umiltà e parlare con coraggio, discernere ed elaborare, consentendo un buon clima di vita fraterna, capacità di indossare i panni dell’altro, al di là delle semplici buone intenzioni.
    L’instrumentum laboris, che vi verrà consegnato al termine della celebrazione, sarà solo il punto di partenza per quello che lo Spirito santo farà in noi se saremo attenti all’ascolto di Dio, che ci parla nella sua Parola, come anche negli eventi storici della Chiesa e del mondo, nello spessore del quotidiano, con grande disponibilità al sano mutamento e alla creatività.
    Faccio mie le espressioni di Papa Francesco, che invitano tutti a camminare docilmente sotto la guida dello Spirito Santo, pronti a percepire “le sue soprese”. “Ora dobbiamo consentire allo Spirito Santo di esprimersi in questa assemblea, ha aggiunto il papa all’inizio del Sinodo sull’Amazzonia, di esprimersi con noi, attraverso di noi, di esprimersi nonostante noi, nonostante le nostre resistenze, che è normale che ci siano, perché la vita del cristiano è così “.
    I nostri santi Patroni, con Maria, Madre della Misericordia e nostra Sorella, ci accompagnino con la loro intercessione e con il loro aiuto.
    + OSCAR CANTONI, Vescovo


    http://sinodo.diocesidicomo.it/inaugurato-lxi-sinodo-diocesano-nella-festa-del-battesimo-di-gesu/

  6. #6
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    Papa Francesco ha riconosciuto a dicembre il miracolo attribuito all’intercessione del religioso

    Padre Ambrosoli presto Beato




    Il missionario medico comboniano padre Giuseppe Ambrosoli sarà presto Beato. Infatti, papa Francesco, ha riconosciuto ufficialmente a dicembre il miracolo attribuito all’intercessione del religioso, l’ultimo passo che ora condurrà alla beatificazione.

    Il miracolo che gli è stato attribuito risale al 25 ottobre del 2008: una giovane donna stava morendo, nell’ospedale di Matany, nel settore nord orientale dell’Uganda. Colpita da setticemia, perso il figlio che portava in grembo, non aveva più speranze. Ma il medico che l’assisteva le pose sotto il cuscino un’immagine di padre Giuseppe e, con i parenti, pregò tutta notte “Il grande dottore”. La mattina dopo, la giovane riaprì gli occhi, era viva, era guarita. Si chiama Lucia, è tornata dalla sua famiglia. A questo punto manca solo il decreto ufficiale per la beatificazione e non dovrebbe passare molto tempo.
    Nato il 25 luglio 1923 a Ronago (Como), padre Giuseppe scelse di lasciare la famiglia e una brillante carriera di medico per dedicarsi agli ultimi. “Dio è amore, c’è un prossimo che soffre ed io sono il suo servitore”. Con queste semplici ma profonde parole aveva annunciato alla mamma e ai familiari la sua vocazione missionaria. Conseguita la laurea in medicina e chirurgia, si era recato a Londra per specializzarsi in malattie tropicali, per entrare poi a far parte della congregazione dei missionari Comboniani e il 17 dicembre 1955 essere ordinato sacerdote. Nel febbraio 1956 padre Giuseppe si imbarcò per l’Africa. Venne destinato a Kalongo, un villaggio sperduto nella savana, nel Nord Uganda (arcidiocesi di Gulu), per gestire un piccolo dispensario medico. Vi rimase fino alla sua morte, nel 1987, dando vita ad uno straordinario ospedale missionario.

    http://centromissionario.diocesidicomo.it/padre-ambrosoli-presto-beato/

  7. #7
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    Martedì 28 gennaio

    Incontro di formazione con don Vittorio Conti





    E’ in programma martedì 28 gennaio, presso il Seminario di Como, il terzo incontro di aggiornamento per il clero. Si continuerà la riflessione sul tema della paternità sacerdotale, affrontata
    questa volta sotto l’aspetto psicologico e spirituale. I due precedenti interventi – rispettivamente di padre Marco Rupnik e del prof. Mauro Magatti – si erano invece soffermati sull’aspetto teologico/pastorale e su quello socio/culturale.
    A guidare la riflessione sarà don Vittorio Conti, docente di psicologia e sacerdote della diocesi di Milano. Don Vittorio ci aiuterà a riflettere sul tema della paternità sacerdotale a partire da una provocazione valida per tutte le età: cosa lascio dietro di me? Quale eredità posso consegnare a chi verrà dopo di me? L’incontro avrà inizio alle 9.30 con la preghiera dell’Ora Media, e si concluderà con il pranzo delle ore 13.00.
    Ricordiamo la necessità, per motivi organizzativi, di comunicare la propria presenza al pranzo telefonando alla portineria del Seminario (al numero 031 507714), dal lunedì al venerdì in orario di ufficio.


    http://www.diocesidicomo.it/incontro-di-formazione-con-don-vittorio-conti/

  8. #8
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    1 febbraio a Sondrio, 2 febbraio a Como con il Vescovo Oscar

    Giornata Mondiale della Vita Consacrata





    Il 2 febbraio, Festa della Presentazione del Signore, si celebra la Giornata Mondiale della Vita Consacrata. La Festa della Presentazione, come si legge nel Messale Romano è «Festa delle luci (cfr Lc 2, 30-32) ed ebbe origine in Oriente con il nome di “Ipapante”, cioè “Incontro”. Nel secolo VI si estese all’Occidente con sviluppi originali: a Roma con carattere più penitenziale e in Gallia con la solenne benedizione e processione delle candele popolarmente nota come la «candelora». La presentazione del Signore chiude le celebrazioni natalizie e con l’offerta della Vergine Madre e la profezia di Simeone (Lc 2, 33-35) apre il cammino verso la Pasqua».
    Nel “Caerimoniale Episcoporum” si ricorda che «In questo giorno i fedeli corrono incontro al Signore, portando lumi e acclamando a lui, insieme a Simeone che riconobbe Cristo “Luce per illuminare le genti”. I fedeli siano dunque educati – è la raccomandazione – a camminare in tutta la loro vita come figli della luce, perché devono offrire a tutti la luce di Cristo, diventando essi stessi lumi ardenti nelle loro opere».
    Al numero 1 dell’Esortazione Apostolica “Vita Consecrata”, si legge che «La Giornata della Vita consacrata viene celebrata nella festa in cui si fa memoria della presentazione che Maria e Giuseppe fecero di Gesù al tempio “per offrirlo al Signore” (Lc 2, 22). La Presentazione di Gesù al Tempio costituisce così un’eloquente icona della totale donazione della propria vita per quanti sono stati chiamati a riprodurre nella Chiesa e nel mondo, mediante i consigli evangelici, “i tratti caratteristici di Gesù vergine, povero ed obbediente”». «Alla presentazione di Cristo si associa Maria – scrisse san Giovanni Paolo II nel Messaggio per la I Giornata della Vita consacrata, ventiquattro anni fa –. La Vergine Madre, che porta al Tempio il Figlio perché sia offerto al Padre, esprime bene la figura della Chiesa che continua ad offrire i suoi figli e le sue figlie al Padre celeste, associandoli all’unica oblazione di Cristo, causa e modello di ogni consacrazione nella
    Chiesa». Sabato 1 febbraio, alle ore 18.00, nella Collegiata di Sondrio e domenica 2 febbraio alle ore 17.00, nella Basilica Cattedrale, il Vescovo monsignor Oscar Cantoni, presiederà la Santa Messa Pontificale in occasione della Festa della Presentazione del Signore, giornata per la vita consacrata. Sono invitati a partecipare alla celebrazione, in modo particolare, tutte le espressioni
    della vita consacrata: i religiosi e le religiose, i membri degli Istituti secolari, delle società di vita apostolica e dell’ordo virginum, insieme a tutto il popolo di Dio. Si prega di giungere per tempo per occupare i posti e prendere parte alle necessarie prove di canto. Il ritrovo è previsto: a Sondrio alle ore 17.45 in Collegiata di sabato 1 febbraio. La processione partirà da piazza Campello (lato torre campanaria). I sacerdoti che intendono concelebrare portino camice e stola bianca. A Como alle ore 16.30 di domenica 2 febbraio nella chiesa di San Giacomo, luogo di partenza (alle 16.45) della processione. I sacerdoti che intendono concelebrare portino il proprio camice. Troveranno la casula in San Giacomo.

    Don Simone Piani, maestro delle celebrazioni liturgiche
    Testo pubblicato anche su Il Settimanale #4 del 23 gennaio 2020
    Leggi anche il Messaggio scritto dal nostro Vescovo ai consacrati per la Giornata della Vita Consacrata

    http://www.diocesidicomo.it/giornata-mondiale-della-vita-consacrata/



  9. #9
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    Se il Signore non costruisce la casa


    Gli Uffici Amministrativo ed Arte Sacra-Beni culturali della Diocesi di Como promuovono anche per il 2020 una serie incontri formativi per parroci consigli per gli affari economici tecnici delle parrocchie dal titolo “Se il Signore non costruisce la casa”. Gli incontri sono due e sono dedicati a “Analisi del consumo energetico e riscaldamento dei beni parrocchiali. Proposte e riordino della contrattualistica” ed a “Amministrazione della parrocchia: SipaNet e rendiconto economico” e si terranno secondo il seguente calendario:

    • a Como presso il Seminario Vescovile (via Baserga 81) dalle ore 9.30 alle ore 12.00 il 5 febbraio 2020 con “Analisi del consumo energetico e riscaldamento dei beni parrocchiali. Proposte e riordino della contrattualistica”.
    • a Sondrio, presso oratorio Sacro Cuore (via Aldo Moro) dalle ore 9.30 alle ore 12.00 il 12 febbraio 2020 con “Analisi del consumo energetico e riscaldamento dei beni parrocchiali. Proposte e riordino della contrattualistica”.

    Gli incontri dedicati ad “Amministrazione della parrocchia: SipaNet e rendiconto economico”, che avrebbero dovuto tenersi a Como il 22 gennaio ed a Sondrio il 29 gennaio sono stati rinviati a data che verrà comunicata in seguito.
    PER ISCRIVERSI CLICCARE QUI

    Per informazioni: Coordinamento pastorale (tel. 031.0353550); e-mail: coordinamentopastorale@diocesidicomo.it).
    http://www.diocesidicomo.it/se-il-signore-non-costruisce-la-casa/



  10. #10
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    Giornata di spiritualità per coppie di sposi PARLERO’ AL TUO CUORE


    DOMENICA 8 MARZO 2020
    Il Vescovo Oscar invita le coppie di sposi per una giornata di spiritualità guidata dai coniugi Davide e Nicoletta Oreglia della Diocesi di Mondovì, presso il Collegio Gallio di Como.
    L’accoglienza è prevista per le 9, la conclusione verso le ore 16. Alle ore 12 ci sarà la S. Messa in Cattedrale.
    E’ prevista l’animazione dei figli con argomento a tema.
    Possibilità di pranzo al costo di 5,00€ (cadauno – fino ad un massimo di 180) oppure di pranzo al sacco.
    Termine iscrizioni: sabato 29 febbraio 2020.
    Chi vuole può dare una mano all’animazione della S. Messa partecipando alle prove aperte del coro Unanimae che si terranno lunedì 24 febbraio in oratorio a Socco e domenica 1 marzo in chiesa parrocchiale a Grandate, sempre alle 21. A questo link potete trovare i brani per la S. Messa: https://www.unanimae.it/extra/2020-03-08/
    Per maggiori informazioni: tel 031 0353518, oppure e-mail ufficiofamiglia@diocesidicomo.it
    http://www.diocesidicomo.it/parlero-al-tuo-cuore/

Permessi di Scrittura

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