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Discussione: Le nomine di Papa Francesco - ARCHIVIO ANNO 2018

  1. #911
    Saggio del Forum L'avatar di Pikachu
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    Citazione Originariamente Scritto da Lollo Visualizza Messaggio
    O.T.: Come mai mons. Aupetit è considerato arcivescovo di Paris (nome francese) e non di Parigi, mentre altri nomi vengono italianizzati?
    E' un difetto storico del bollettino, quello di non tradurre nella lingua in cui si sta scrivendo i nomi delle diocesi. Ed è un errore, perché o si seguono delle regole applicandole sempre (quindi anche per le università, i seminari, ed altri luoghi) oppure semplicemente si sta sbagliando.

    Oggi prosa elegantissima, peraltro: Ha fatto studi civili, è andato in Francia, ha fatto la Professione semplice, e poi rientrato a Mosul dove faceva l’archivista conventuale, Ha fatto gli studi di medico veterinario, già da qualche anno (curriculum minuzioso!). Che schifo di italiano. Per non parlare della diocesi di Vinh, che - nell'ordine di pubblicazione delle nomine - riceve il nuovo Vescovo prima ancora di aver perso quello in carica.


  2. #912
    Fedelissimo di CR L'avatar di I love Venice
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    Linguisticamente parlando, la norma è che se si parla di una città abbastanza conosciuta, il nome va adattato (ad es. Parigi = Paris, London = Londra, Москва = Mosca), con le dovute eccezioni anche quando esistono italianizzazioni che però risultano desuete (Bruxelles non diventa Borsella e Washington non diventa Vosintone). Se la città non ha un esonimo in italiano ovviamente è impensabile tradurla (Birmingham, Montpellier, Tokyo...). Questa, nei corsi di traduzione, è la norma di base. Tuttavia con la globalizzazione è sempre più frequente trovare toponimi che restano invariati sebbene ci sia la variante italiana; questa norma riguarda non solo la nostra lingua ma anche, per esempio, l'inglese (per cui negli ultimi anni è sempre più probabile leggere Beijing anziché Pechino o Peking, oppure Myanmar anziché Birmania / Burma).

    Fine OT.
    Viva San Marco!

  3. #913
    Saggio del Forum
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    Qualche puntualizzazione sulle nomine odierne. Purtroppo come sempre le notizie sulle nomine nelle Chiese orientali sono sempre molto lacunose (soprattutto in merito alle rinunce).

    Citazione Originariamente Scritto da Nathaniel Visualizza Messaggio
    Assenso all’elezione dell’Arcivescovo di Bosra e Hauran (Siria)

    Il Santo Padre Francesco ha concesso il Suo assenso al Rev.do Archimandrita Elias El-Debei, eletto canonicamente dal Sinodo dei Vescovi della Chiesa Patriarcale greco-melkita, per l’ufficio di Arcivescovo Metropolita di Bosra e Hauran (Siria).

    [...]Nel marzo del 2018 era stato nominato Amministratore patriarcale dell’Arcieparchia metropolitana di Bosra e Hauran (Siria).


    La rinuncia di S.E. Mons. Nicolas Antiba, BA, al governo pastorale dell'Arcidiocesi di Bosra e Hauran dei Melkiti non era stata mai pubblicata. Infatti, da varie fonti in rete, oggi risulta Vicario Patriarcale di Damasco (Damasco è la sede propria del Patriarca Melkita nel senso che è assegnata automaticamente ex officio al Patriarca). Quindi, a quanto pare, era stato trasferito a questa carica, probabilmente almeno da marzo 2018, dato che il nuovo vescovo risulta Amministratore di questa sede da allora.

    Purtroppo nella Chiesa Melkita continuano a restare vacanti l'Esarcato Patriarcale di Costantinopoli (ab illo tempore) e quello dell'Iraq (anche questo ormai da oltre 10 anni), nonché le Eparchie di Città del Messico e di San Paolo in Brasile e l'Arcidiocesi di Akka.

    Da notare comunque la buona notizia che finalmente il Sinodo melkita è riuscito a trovare un nuovo candidato all'episcopato dopo che le tensioni degli ultimi anni (con la rinuncia forzata del Patriarca, cosa già di per sé grave) ha di fatto portato al blocco delle nuove nomine da ormai 5 anni.

    Citazione Originariamente Scritto da Nathaniel Visualizza Messaggio
    Assenso all’elezione dell’Arcivescovo di Mosul (Iraq)

    Assenso all’elezione del Vescovo Ausiliare di Babilonia dei Caldei (Baghdad)


    Trasferimento dell’Arcivescovo di Teheran dei Caldei alla sede arcivescovile di Diarbekir dei Caldei (Turchia)
    Come sappiamo purtroppo anche la Chiesa Caldea (soprattutto nel territorio proprio) non se la passa particolarmente bene.
    Fortunatamente è stata fatta la provvista per Mosul, una delle Chiese simbolicamente più importanti, dopo quasi 4 anni di vacanza.
    Decisamente sorprendente invece la nomina a Dirbekir, vacante ormai da quasi 14 anni, soprattutto perché vi è stato trasferito un vescovo alla soglia dei 74 anni...
    Continuano purtroppo a rimanere vacanti (da molti anni) le eparchie di Aqra, Il Cairo e Ahvaz. Tuttavia mi sembra che nella Chiesa Caldea si sia ormai stabilizzata l'usanza di governare le sedi dove ormai la presenza è esigua attraverso gli ausiliari di Babilonia arrivati ormai al ragguardevole numero di 4 (considerando anche vescovi di curia e visitatori vari).

    Citazione Originariamente Scritto da Nathaniel Visualizza Messaggio
    Nomina del Vescovo di Vinh (Vietnam)
    Creazione della diocesi di Hà Tĩnh (Vietnam) e nomina del primo Vescovo
    Al di là della notazione formale, già giustamente fatta, che sarebbe stato più opportuno prima comunicare il trasferimento del vescovo di Vinh e poi la nomina del nuovo vescovo e non viceversa, la creazione della nuova circoscrizione arriva proprio il giorno successivo la pubblicazione dei risultati dell'incontro tra la delegazione vaticana e quella vietnamita, in cui si annunciavano appunto accordi in merito a nuove circoscrizioni. Speriamo quindi che anche l'altra novità annunciata (la volontà di voler a breve rendere stabile la sede diplomatica vaticana) trovi presto riscontro.

    Citazione Originariamente Scritto da Nathaniel Visualizza Messaggio
    Nomina del Vescovo Coadiutore di Haarlem-Amsterdam (Paesi Bassi)
    Piuttosto anticipata come nomina, considerando che il titolare non ha nemmeno 73 anni.

  4. #914
    Cardinale Bellarmino
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    Citazione Originariamente Scritto da cisnusculum Visualizza Messaggio

    Piuttosto anticipata come nomina, considerando che il titolare non ha nemmeno 73 anni.
    Nella lettera mandata alla Diocesi da parte dell'Ordinario, specifica che è stata una sua richiesta rivolta al Papa dovuta al fatto che ormai sono 20 anni che governa quella sede (per tre anni come Amministratore e poi come Vescovo) e che ha avuto negli anni alcuni problemi di salute. Specifica che trasferirà "compiti di gestione" a lui, ma che la sua intenzione è quella di dimettersi al compimento del 75° anno.

    Fonte: https://www.bisdomhaarlem-amsterdam....chop-coadjutor

  5. #915
    Nathaniel
    visitatore
    Oggi S. E. Rev.ma Mons. Gianni Ambrosio, Vescovo di Piacenza - Bobbio, ​compie 75 anni.

  6. #916
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    Citazione Originariamente Scritto da Pikachu Visualizza Messaggio
    Il mio disgusto per la nomina di Tornielli in Vaticano non è motivato, in via principale, dal suo essere non obiettivo, partigiano, ecc. Certo, questo è un elemento non trascurabile e non può non preoccupare l'istituzionalizzazione di un ruolo, già di per sé contro natura, come quello del "giornalista di parte"; d'altra parte, è inevitabile che ognuno di noi abbia le sue idee, e stringi stringi ciascuno può diventare un perfetto "partigiano" (anche solo di se stesso). Quel che però scandalizza di più, nel Tornielli degli ultimi anni, è lo zelo con cui ha imbracciato le armi contro i "nemici": dalla indimenticabile, velenosa inchiesta contro la "galassia tradizionalista" dello scorso anno, all'ignobile mitragliamento sul Card. Zen ze-kiun, passando per gli sfotto' del Card. Burke e la voglia di sangue che ha mostrato scrivendo di Mons. Viganò, Tornielli ha apportato un contributo decisivo al profondo fossato che divide "amici e nemici" di questo pontificato. Il problema quindi non sta nell'incenso: sta nella polvere da sparo, di cui in questo campo di battaglia a cui si è ridotta la Chiesa fanno ormai uso tutti, inclusi ovviamente i vari Tosatti, Magister e Thompson. Ed è per questo motivo che se un domani il Card. Burke in persona dovesse divenire Papa, sarei il primo a criticare ferocemente l'eventuale nomina di Tosatti in quello stesso posticino ricavato ieri per Tornielli.

    Fino al 2013 non ci saremmo mai nemmeno potuti immaginare uno scenario del genere. Oggi questo è diventato possibile perché, tra le eredità più fosche che lascerà questo pontificato, c'è lo sdoganamento della contrapposizione politica fino ai più alti livelli della Chiesa. Non possiamo più permetterci di rimbrottare i giornalisti se fanno volare gli stracci, quando ormai riteniamo normale un Cardinale che apostrofa come "povero uomo" un suo confratello porporato (Maradiaga di Burke, nel suo libro di due anni fa: citazione letterale), un altro Cardinale che dice di suoi tredici confratelli che "sono contro il Papa" (Wuerl ai firmatari della lettera del 2015), qualche Vescovo che da' dei vecchi citrulli a Carlo Caffarra o Joachim Meisner. Questa è una vera e propria disintegrazione della comunione ecclesiale, che il Papa non solo non prova a sanare, ma che con le sue omissioni e le sue azioni continua a fomentare. Dico azioni perché Benedetto XVI non avrebbe mai nominato un suo "giornalista sostenitore" (Messori incluso) da qualche parte in Vaticano; e dico omissioni perché soprattutto, fino al 2013, lo sconfinamento nel dibattito politico non sarebbe stato tollerato. Una sola volta Ratzinger intervenne per "rimbrottare" pubblicamente un Cardinale: quando intimò al Card. Schönborn di scusarsi per il suo attacco al Card. Sodano sulla questione del "chiacchiericcio". E dire che non solo Schönborn, nella sostanza, non aveva tutti i torti, ma che era intervenuto proprio in difesa del Papa: Benedetto XVI aveva però avvertito i rischi sul lungo termine di una simile deriva, e ritenuto prioritario sedare un focolaio di scontro interno al Collegio Cardinalizio. Meditiamo...
    Solo ora leggo il lucidissimo intervento e mi complimento moltissimo!
    Certo che se fossimo stati nel'600 saremmo allo scisma purtroppo.
    Non sempre i laici sanno interpretare al meglio la chiesa!

  7. #917
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    Citazione Originariamente Scritto da Pikachu Visualizza Messaggio
    E' un difetto storico del bollettino, quello di non tradurre nella lingua in cui si sta scrivendo i nomi delle diocesi. Ed è un errore, perché o si seguono delle regole applicandole sempre (quindi anche per le università, i seminari, ed altri luoghi) oppure semplicemente si sta sbagliando.
    Mah.
    Da una parte sono talmente abituato a leggere i nomi di grandi città estere traslitterati in italiano che anche a me pare strano leggere Paris, London etc... Dall'altra però ammetto di trovarmi un po' a disagio quando, su siti esteri, leggo Rome, Venice, Florence, Naples... e allora mi metto nei panni del francese che magari naviga in un sito italiano e storce il naso a leggere Parigi

    A parte le impressioni soggettive, va detto che non esistono regole fisse tant'è che noi italiani scriviamo e leggiamo senza problemi i nomi originali di molte città estere e se ci capitasse di leggere nel 2018 Nuova York probabilmente scoppieremmo a ridere. E anche per i nomi propri di personalità illustri; parliamo correntemente della regina Elisabetta, del principe Carlo ma a nessuno d noi verrebbe in mente di chiamare Guglielmo ed Enrico i figli di quest'ultimo, così come nessuno, riferendosi ai Capi di Stato di USA e Russia, li chiamerebbe Donaldo Trump o Vladimiro Putin.
    Passiamo al Vaticano: chi, parlando del nome proprio dell'attuale Pontefice e del suo predecessore ora emerito, li chiamerebbe Giorgio Mario Bergoglio o Giuseppe Ratzinger?

    Come dicevo sopra, non ci sono regole fisse e quindi il bollettino non sbaglia scrivendo Paris né scrivendo Parigi, ma concordo con te sul fatto che ci vorrebbe un minimo di uniformità. O si italianizza tutto oppure si lascia tutto nella lingua originale.
    Venit Ioannes Baptista praedicans in deserto Iudaeae et dicens:
    «Paenitentiam agite; appropinquavit enim regnum caelorum».
    (Matth. 3, 1-2)

  8. #918
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio

    Come dicevo sopra, non ci sono regole fisse e quindi il bollettino non sbaglia scrivendo Paris né scrivendo Parigi, ma concordo con te sul fatto che ci vorrebbe un minimo di uniformità. O si italianizza tutto oppure si lascia tutto nella lingua originale.
    Il fatto però è che alcuni nomi sono scritti in altri alfabeti, dunque sono necessariamente da traslitterare.
    "Non quod ego volo, sed quod tu" (Mc 14,36)

  9. #919
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    Il fatto però è che alcuni nomi sono scritti in altri alfabeti, dunque sono necessariamente da traslitterare.
    In questo caso non c'è altra scelta, a meno di pubblicare bollettini in greco, arabo o cirillico ma non mi sembra il caso
    Venit Ioannes Baptista praedicans in deserto Iudaeae et dicens:
    «Paenitentiam agite; appropinquavit enim regnum caelorum».
    (Matth. 3, 1-2)

  10. #920
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    Ricordo che ne avevamo già parlato anni fa senza trovare risposta, però ripropongo comunque una questione: tra i Cardinali ordinari di Diocesi straniere che compiranno 75 anni nel 2019 vi sarà il Card. John Njue, Arcivescovo Metropolita di Nairobi, il quale risulta nato nel 1944 ma pare non siano noti giorno e mese.
    Il sito ufficiale dell'Arcidiocesi di Nairobi, così come quello non ufficiale ma autorevolissimo di Salvador Miranda riportano semplicemente born in 1944. Così è anche per la biografia ufficiale del porporato sul sito della Santa Sede (inglese; italiano); se però apriamo l'elenco alfabetico dei porporati sul medesimo sito viene troviamo un 31-12-1944, che presumo sia una data convenzionale, altrimenti sarebbe stata riportata anche da altri siti, in primis quello dell'Arcidiocesi della quale è Ordinario.

    Secondo voi mi conviene inserire tale data nella tabella che verrà pubblicata a inizio anno o qualcuno è a conoscenza di dati più precisi?
    Venit Ioannes Baptista praedicans in deserto Iudaeae et dicens:
    «Paenitentiam agite; appropinquavit enim regnum caelorum».
    (Matth. 3, 1-2)

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