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Discussione: canone della Bibbia?

  1. #21
    Gran CierRino L'avatar di Ismael
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    Citazione Originariamente Scritto da liotiga Visualizza Messaggio
    se, come mi è sembrato di capire dagli interventi, solo con il concilio di Trento si è arrivati alla chiusura del canone, non si potrebbe ipotizzare che tale decisione abbia avuto un significato provvidenzialmente cautelativo e che oggi sia possibile ammorbidire le interpretazioni restrittive che a seguito di tale chiusura hanno prevalso nella mentalità dei cattolici? Sarebbe possibile considerare il canone tridentino come metro di misura autorevole e immodificabile per poter autorizzare altri testi? Mi è sembrato che Benedetto XVI abbia in qualche modo testimoniato di non partecipare al diffuso disprezzo per gli apocrifi citandoli a conferma delle sue asserzioni
    IL concilio di Trento ha semplicemente riaffermato e sottolineato il canone usato da quasi 1000 anni dalla Chiesa.

    Questo fu necessario a causa dei riformatori protestanti che eliminarono 7 libri dal vecchio testamento (i cosiddetti deutero-canonici).

    Sarebbe possibile considerare il canone tridentino come metro di misura autorevole e immodificabile per poter autorizzare altri testi? Mi è sembrato che Benedetto XVI abbia in qualche modo testimoniato di non partecipare al diffuso disprezzo per gli apocrifi citandoli a conferma delle sue asserzioni
    Prima però bisognerebbe trovare un nuovo testo, come un nuovo vangelo o epistola che si possa storicamente collocare nel I secolo.

    Poi bisognerebbe vedere l'autorità di questo testo. Se risale agli apostoli (o discepoli di questi) o no (il che è ancora più difficile da determinare).


    Testi così però non ce ne sono e, molto probabilmente, nemmeno esistono.

    ---

    Gli apocrifi (non parlo qui dei falsi vangeli eretici come quello di Tommaso o Giuda) non sono disprezzati, ma nemmeno furono reputati di origine ispirata dai Padri della Chiesa. Se questi hanno ritenuto opportuno non aggiungerli al canone, penso che ci si possa fidare del loro giudizio.

    Non solo: mentre esistono ben più di 30.000 copie dei vari scritti del NT (quasi 6.000 solo dei vangeli), che permette un ottimo studio comparativo di questi testi (il che aiuta anche nelle traduzioni) penso che i vangeli apocrifi non abbiano così molte copie... quindi dando anche un problema dal punto di vista della ricerca storica sulla loro affidabilità.
    Ultima modifica di Ismael; 18-12-2010 alle 09:25
    Laudo fructum boni operis, sed in fide agnosco radicem - S. Augustinus Hipponensis

  2. #22
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    Risuscito questa discussione, prendendo spunto da questo messaggio, pubblicato in un altro contesto:

    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    (...) Riporto di seguito il link al Decretum de Canonicis Scripturis del Concilio di Trento in cui veniva dogmaticamente fissato l'elenco dei libri della Sacra Scrittura:
    http://www.vatican.va/archive/bible/...script_lt.html
    Nel Canone dell'Antico Testamento ho contato 45 libri; mancano, infatti le Lamentazioni che, deduco, sono comprese nel libro di Geremia.
    E' una deduzione corretta?
    Quando sono state scorporate e considerate un libro a sé stante?

  3. #23
    Moderatore Ecumenico L'avatar di DenkaSaeba25
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    Nel Canone dell'Antico Testamento ho contato 45 libri; mancano, infatti le Lamentazioni che, deduco, sono comprese nel libro di Geremia.
    E' una deduzione corretta?
    Quando sono state scorporate e considerate un libro a sé stante?
    E' molto strano, non riesco a trovare nessuna informazione a riguardo. Anche nella LXX erano un libro a parte. Nella Bibbia Ebraica, addirittura, sono tra i Meghillot.

    Edit: ho trovato un testo che asserisce che durante il Concilio di Trento il testo di Geremia comprendeva anche le Lamentazioni e Baruc. Però non so nulla in più.
    Securus iudicat orbis terrarum

  4. #24
    Campione di Passaparola di Cattolici Romani L'avatar di Gerensis
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    @DenkaSaeba25: Grazie, per ora. Può, forse, trattarsi di una "dimenticanza" del sito della Santa Sede; poiché a proposito di Geremia dice Ieremias cum Baruch, magari gli è sfuggito et Lamentationibus (o Threnis) . Attendiamo altre notizie.

  5. #25
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    Citazione Originariamente Scritto da Gerensis Visualizza Messaggio
    @DenkaSaeba25: Grazie, per ora. Può, forse, trattarsi di una "dimenticanza" del sito della Santa Sede; poiché a proposito di Geremia dice Ieremias cum Baruch, magari gli è sfuggito et Lamentationibus (o Threnis) . Attendiamo altre notizie.
    Non credo. Anche il Denzinger (cfr. DS 1502), riportando il testo del Tridentino, non menziona esplicitamente le Lamentazioni.

  6. #26
    Iscritto L'avatar di Giancrisostomo
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    Avrei una domanda puramente accademica riguardo due ipotesi che oserei dire impossibili: se venisse scoperto un nuovo testo biblico veramente autentico e ispirato o se ci si rendesse conto che un testo finora considerato apocrifo sia in realtà frutto di ispirazione divina e contenga il messaggio della Rivelazione, sarebbe possibile inserirlo nel canone? Perché più volte ho sentito dire che ormai il canone è chiuso e non può essere ampliato.

  7. #27
    Vecchia guardia di CR L'avatar di westmalle
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    Come si fa a dimostrare che questo nuovo testo è divinamente ispirato?
    Il riconoscimento viene dalla Tradizione, non c'è una procedura per stabilire queste cose.

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Giancrisostomo Visualizza Messaggio
    Avrei una domanda puramente accademica riguardo due ipotesi che oserei dire impossibili: se venisse scoperto un nuovo testo biblico veramente autentico e ispirato o se ci si rendesse conto che un testo finora considerato apocrifo sia in realtà frutto di ispirazione divina e contenga il messaggio della Rivelazione, sarebbe possibile inserirlo nel canone? Perché più volte ho sentito dire che ormai il canone è chiuso e non può essere ampliato.
    Il fatto che un testo sia definito apocrifo non significa che per forza debba avere contenuto in dissonanza con la fede. Ci sono testi apocrifi molto interessanti per lo studio e che possono anche contenere elementi edificanti. Altri, invece, sono permeati da dottrine eretiche o presentano contenuti di scarsa rilevanza. Il Canone biblico è chiuso ed è stato il Concilio di Trento a mettere la parola fine alla questione: "Sessione IV, 8 aprile 1546, Decretum de libris sacris et de traditionibus recipendis". Tuttavia, bisogna evitare di pensare che il canone biblico si sia fissato semplicemente per un provvedimento giudico da parte della Chiesa. Noi abbiamo determinati testi nel canone biblico e non altri, perché la Chiesa nel suo cammino storico, ma soprattutto all'interno della Sacra Liturgia, ha continuato a leggere determinati tasti ritenuti fondamentali per la fede ed ispirati, abbandonandone allo stesso tempo altri. Questo processo di cernita non è frutto esclusivo di un "progetto a tavolino", ma si lega strettamente alla crescita del popolo cristiano. Anche se per assurdo si scoprisse da qualche parte una "lettera perduta di s. Paolo" e si potesse confermare al 100% che l'autore sia l'apostolo Paolo, come ad esempio la famosa "Lettera ai Laodicesi" di cui si sa poco o nulla (Col 4,16: "E quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che venga letta anche nella Chiesa dei Laodicesi e anche voi leggete quella inviata ai Laodicesi"), non per questo tale lettera entrerebbe di diritto nel canone biblico. Sarebbe di certo una grandissima scoperta storica e potrebbe aiutare a comprendere meglio la visione teologica di s. Paolo, come anche potrebbe avere contenuti edificanti per il cristiano, ma non verrebbe mai e poi mai considerata un testo ispirato, perché non ci è stata tramandata come tale. Per comprendere questo discorso bisogna sempre tenere in luce il significato profondo della Sacra Tradizione.
    "Introibo ad altare Dei, ad Deum qui laetificat juventutem meam..."

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