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Discussione: E' morto il Cardinale Jean-Marie Lustiger (1926-2007)

  1. #11
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=197873&PRINT=S


    n. 185 del 2007-08-07 pagina 26

    Lustiger, il cardinale che avvicinò ebrei e cristiani
    di Massimo Introvigne


    Dal punto di vista dell’amministrazione dell’Arcidiocesi di Parigi e della Chiesa di Francia gli storici tracceranno un bilancio in chiaroscuro dell’azione del cardinale Jean-Marie Lustiger.
    La sua lunga carriera coincide con la crisi più grave che la Chiesa cattolica abbia conosciuto in Francia: oggi solo un francese su dieci dichiara di andare a Messa almeno una volta al mese (un quarto rispetto all’Italia, metà rispetto alla media europea). Le ragioni di questa crisi sono complesse e certo i vescovi francesi non ne sono gli unici responsabili. Tuttavia, la loro azione non è sempre stata particolarmente efficace, e una lunga tolleranza verso progressismi teologici e politici di ogni genere ha creato confusione e divisioni.
    Il cardinale Lustiger non sarà però ricordato principalmente per i suoi tentativi di fare fronte alla crisi della Chiesa francese. La sua eredità appartiene alla Chiesa universale, e lo ha ben compreso Papa Benedetto XVI che ne ha valorizzato gli ultimi anni di vita chiamandolo a operare nell’ambito della Commissione della Santa Sede per le relazioni religiose con l’Ebraismo. Gli interventi sul tema del cardinale francese, nato ebreo e convertito al cattolicesimo a quattordici anni nel 1940, non hanno mai suscitato consensi unanimi né tra gli ebrei né tra i cristiani, ma hanno profondamente influenzato il magistero di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.
    Le critiche del cardinale Lustiger alla cosiddetta «teologia della sostituzione», secondo cui la «Nuova Alleanza» fra Dio e la Chiesa in Gesù Cristo ha «sostituito» totalmente «l’Antica Alleanza» fra il Signore e Israele, in qualche modo revocandola, sono diventate magistero pontificio con Papa Wojtyla e Papa Ratzinger, i quali hanno ripetutamente insegnato che le promesse divine al popolo ebraico sono «irrevocabili».
    Seguendo uno schema che risale proprio a Lustiger - e che tiene conto della filosofia di Heidegger - al modello della sostituzione se ne è sostituito nell’insegnamento cattolico un altro, secondo cui il tempo dell’orologio, quello in cui tutti viviamo, non è l’unico tempo. Ci sono altre forme di tempo, e da questo punto di vista ebrei e cristiani si muovono in tempi diversi, così che nel tempo particolare in cui vivono gli ebrei le promesse dell’Antico Testamento sono ancora valide, fermo restando per i cristiani il principio secondo cui per tutti tali promesse dovranno un giorno trovare compimento in Gesù Cristo. E poiché il tempo delle promesse di Dio, che ancora continua, per il popolo ebraico è iniziato prima, si trova proprio nel pensiero di Lustiger la radice dell’espressione «fratelli maggiori» che Giovanni Paolo II ha usato per designare gli ebrei.
    Ma c’è di più. In una conferenza tenuta in Vaticano nel 2005, Lustiger rievocava la sua stessa conversione e dichiarava l’alleanza fra cristiani ed ebrei fondamentale per «l’equilibrio del mondo».
    È perché non hanno messo in comune le loro ricchezze rispettive, in un’alleanza che non elimina le rispettive identità ma riconosce radici e obiettivi comuni, che cristiani ed ebrei non hanno sempre reagito adeguatamente alla sfida dell’illuminismo laicista - verso il quale Lustiger è stato sempre più severo negli ultimi anni -, dei totalitarismi del ventesimo secolo e del terrorismo del ventunesimo.
    Quella della necessità assoluta di un’alleanza fra ebrei e cristiani, fondata non sul relativismo ma su solide basi teologiche e dottrinali, resta la più feconda lezione che Lustiger lascia al nostro secolo.
    "All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona" (Benedetto XVI, Deus Caritas Est, 1)

  2. #12
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    Requiescat in pace.

  3. #13
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    E' morto il cardinale Lustiger

    PELLICANO scrive:

    "Mi unisco al cordoglio per la sua scomparsa.
    Qualcuno ha un'immagine del suo stemma cardinalizio?"

    Il cardinale Lustiger non aveva nessuno stemma. Alcuni anni fa il suo segretario mi scrisse informandomi, appunto, che il cardinale non avevo mai voluto lo stemma. Mi mandò anche un articolo sull'argomento. Purtroppo ora non ho il tempo di cercarlo. Quando lo trovo sarà mai premura postarlo.

    Un caro saluto
    Giacomo Danesi

  4. #14
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    che il Signore lo accolga in Paradiso....

    Eterno riposo donagli o Signore
    splenda a lui la luce perpetua
    riposi in pace
    Amen

  5. #15
    gabrielino
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    Ora contempla faccia a faccia il Dio dei suoi padri e che la santa che si festeggia oggi lo accompagni nel gaudio eterno

  6. #16
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    Mi unisco alle vostre preghiere, la Patria Celeste si arricchisce sempre più di nuove anime che pregheranno per noi.

  7. #17
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    L'eterno riposo dona a lui o Signore, e splenda a Lui la luce perpetua. Riposi in pace. AMEN
    Benedictus Dominus Deus Israel

  8. #18
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    10/08/2007 11.59.00
    Il cardinale Poupard celebra a nome del Papa le esequie del cardinale Lustiger


    In un clima di grande commozione, si sono svolte stamani a Parigi, nella Cattedrale di Notre-Dame, le esequie del cardinale Jean-Marie Lustiger, arcivescovo emerito della città, spentosi domenica scorsa all’età di 80 anni dopo una lunga malattia. Il cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, ha presieduto la celebrazione a nome del Santo Padre. Presenti numerosi cardinali e vescovi. Al rito hanno partecipato anche il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha interrotto le sue vacanze negli Stati Uniti, e il primo ministro François Fillon. Hanno assistito inoltre alle esequie rappresentanti di altre Chiese ed esponenti dell’ebraismo: il cardinale Lustiger – lo ricordiamo - era di famiglia ebraica e si era convertito al cattolicesimo all’età di 14 anni. Nel telegramma inviato per la sua scomparsa il Papa lo ha definito “una grande figura della Chiesa francese”, “Pastore appassionato della ricerca di Dio e dell’annuncio del Vangelo”, “uomo di fede e di dialogo” particolarmente impegnato nella promozione di “relazioni più fraterne tra cristiani ed ebrei”. Il premier francese Fillon, da parte sua, ha detto che il cardinale Lustiger “ha fatto molto per il dialogo tra le religioni, ma anche per il dialogo tra Chiesa e Stato”. Ascoltiamo la testimonianza del cardinale Paul Poupard, raggiunto telefonicamente a Parigi da Giovanni Peduto:



    R. – Il cardinale Lustiger era una persona tutta d’un pezzo, una persona decisa, una persona che aveva una presenza forte anche nel fisico, nel corpo, nel volto molto aperto, nei suoi occhi penetranti. Si respirava, incontrandolo, anche prima che aprisse bocca, una presenza forte, attraverso la quale si poteva scoprire che viveva come San Paolo. “Per me vivere è Cristo”: potrei riassumere tutto così. Afferrato da Cristo come San Paolo, in tutta la sua vita di sacerdote, poi di vescovo e arcivescovo di Parigi, c’è stato sempre Cristo.


    D. - Qual è stato il suo ruolo nel dialogo col mondo ebraico, lui che era di famiglia ebrea?


    R. – E’ stato un lavoro unico, perché essendo di famiglia ebrea, da solo ha scoperto il Vangelo. Durante la guerra era ad Orléans, presso una famiglia cattolica ed un Venerdì Santo ascoltò il mistero nella cattedrale. Si fece battezzare a 14 anni. Sua madre fu deportata e morì in un campo di concentramento e fu un dramma terribile. Poi, con la liberazione, suo padre, rimasto ebreo, avrebbe voluto farlo abiurare, ma il giovane Jean Marie resistette. Per sintetizzare quello che è stato il suo atteggiamento, egli ricevette come nome di battesimo Jean Marie, ma conservò il suo nome ebreo Aron, conservando la sua doppia ed unica personalità, Jean Marie Aron Lustiger. All’inizio, naturalmente, ricordo, quando divenne arcivescovo di Parigi - ero rettore dell’Institut Catholique - ci furono delle forti incomprensioni da una parte del mondo ebreo e lui ne soffrì molto. Dopo, però, le cose si sono approfondite e lui è stato molto rispettato per il lavoro unico che ha fatto, volto ad avvicinare, con Giovanni Paolo II, “i fratelli maggiori”. E lo mostrano tutte queste testimonianze stupende dei rabbini, al momento della sua morte.


    D. - Era molto impegnato al fianco dei giovani…


    R. – Per forza, perchè lui era rimasto giovane. Appena finito il suo seminario all’Institut Catholique di Parigi fu nominato cappellano degli studenti della Sorbona, la prestigiosa università di Parigi, e visse lì degli anni stupendi a fianco dei giovani, con i quali partecipava alla Parola di Dio e al culto di Gesù in Terra Santa. I pellegrinaggi sono rimasti famosi fra tutti i partecipanti, che ne parlano ancora oggi con grande emozione. Grande vicinanza ai giovani, dunque. Tutti noi abbiamo ancora il ricordo del successo stupendo della Giornata mondiale della gioventù a Parigi, dove milioni di giovani si sono riuniti, dal centro di Parigi, nel Campo di Marte, fino alla grande celebrazione della domenica. Ricordo un Jean Marie radioso con tutti questi giovani e con il Santo Padre.


    D. - Uomo di dialogo e di verità: qual è stata la sua azione nella società francese?


    R. – Nella società francese è stato un uomo con una parola forte, sempre libera da tutte le contingenze politiche, che fossero di destra o di sinistra o altro. Ha preso sempre posizione nei grandi dibattiti della società e questo gli è valso qualche inimicizia. Ma lui non ha mai esitato a dire la sua parola forte in nome di Cristo, in nome del Vangelo e così è divenuto una figura mediatica, carismatica, sempre ricercata da tutti e ascoltata con rispetto.


    D. - Lei che ricordo personale ha del cardinale Lustiger?


    R. – Il mio ricordo personale va al primo incontro che abbiamo avuto, io giovane seminarista di Angers e lui giovane seminarista di Parigi. Era il primo incontro universitario dei seminaristi dell’Università e da allora è passato mezzo secolo. Un uomo che, nei nostri ultimi incontri, mi diceva: “Paul”, come al nostro primo incontro di mezzo secolo fa, con un grande, grande sorriso e gli occhi festosi. Poi subito la conversazione verteva sull’incontro tra fede e cultura.

    fonte: Radio Vaticana

  9. #19
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    Il Signore gli apra le porte del paradiso,
    perchè possa tornare a quella patria
    in cui non c'è morte, ma gioia eterna.(dal Messale Romano per le esequie)

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da Cardinale_Ottaviani Visualizza Messaggio
    L'elenco dei Principi della Chiesa è stato aggiornato visto la scomparsa del venerato Cardinale?
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