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Discussione: L'elevazione (ostensione delle specie eucaristiche dopo la consacrazione)

  1. #21
    Iscritto L'avatar di Andrea sagninese 1985
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    Citazione Originariamente Scritto da DOMINVS IN PRIMIS Visualizza Messaggio
    è vero, spesso il celebrante alzava l'Ostia ed il Calice molto in alto per farle vedere alla comunità.
    Una domanda, un po' off topic ... le rubriche del messale tridentino prescrivevano esplicitamente che l'Ostia venisse elevata a due mani, con una posizione delle dita ben precisa. Ora, la mia domanda è questa: oggi noto che molti sacerdoti (in primis, il mio parroco e il mio viceparroco) elevano l'Ostia con una mano sola ... i movimenti del braccio di alcuni preti mi ricordano chi innalza una bandiera o uno striscione ... ma per fortuna sono casi rari, nella stragrande maggioranza io vedo veramente uomini che agiscono 'in persona Christi'.
    C'è ancora questa 'prescrizione' nel mostrare l'Ostia? Ho consultato sul sito della CEI i documenti riguardanti l'Ordinario della S. Messa, ma mi pare si dica genericamente "solleva l'Ostia ..." senza ulteriori specificazioni. Lo so, la mia domanda sembra pedissequo e sterile rubricismo, ma in verità è solo una curiosità. Guardando alcuni video su YouTube, si vede bene come nella Messa di San Pio V si stesse attenti ad ogni singolo frammento del Pane consacrato.

    Grazie a tutti, una preghiera!

    Andrea

    PS, domenica avrò l'occasione di assistere alla celebrazione tridentina di Padre Konrad zu Loewenstein, FSSP, presso san Simon Piccolo a Venezia!

  2. #22
    Fedelissimo di CR L'avatar di arcycapa
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    Citazione Originariamente Scritto da Vox Populi Visualizza Messaggio
    Nessun Concilio ha mai obbligato a girare gli altari.
    La celebrazione "coram Deo" è ancora prevista anche nel Novus Ordo.
    Questa non la sapevo... quindi entrambi i tipi di celebrazione sono ammessi?
    Ultima modifica di arcycapa; 17-08-2007 alle 11:45

  3. #23
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Citazione Originariamente Scritto da arcycapa Visualizza Messaggio
    Questa non la sapevo... quindi entrambi i tipi di celebrazione sono ammessi?
    Certamente, sebbene molti sacerdoti ancora diffondano (spero in buona fede) la leggenda metropolitana secondo cui "il concilio ha abolito la celebrazione spalle al muro", come dicono loro.

    In San Pietro si celebrano quotidianamente decine di Messe "novus Ordo" coram Deo. Idem in altre Basiliche Romane.
    Il Papa nella sua Cappella privata, in Vaticano o a Castel Gandolfo, ha sempre celebrato coram Deo. E dicendo "il Papa" non intendo solo Benedetto XVI, ma anche Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II

  4. #24
    Moderatore Globale L'avatar di Vox Populi
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    Circa l'orientamento dell'altare, così si esprime l'Ordinamento Generale del Messale Romano:
    299. L'altare sia costruito staccato dalla parete, per potervi facilmente girare intorno e celebrare rivolti verso il popolo: la qual cosa è conveniente realizzare ovunque sia possibile.

    Molti liturgisti (o sedicenti tali) hanno arbitrariamente interpretato quel "è conveniente realizzare" (nell'originale latino expedit ubicumque possibile sit) come un obbligo. In realtà la Congregazione per il Culto Divino nel 2000 ha pubblicato una risposta a un dubbio posto in merito a quell'expedit, risposta che costituisce intepretazione ufficiale, e quindi vincolante, della rubrica (con buona pace di Padre Falsini e amici):

    Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti

    Prot. N° 2036/00/L

    Sull'orientamento dell'Altare, del celebrante e dei fedeli





    Quaesitum

    È stato richiesto alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti se l’enunciato del § 299 dell’Institutio Generalis Missalis Romani costituisca una norma in base alla quale si debba considerare esclusa, nel corso della liturgia eucaristica, la posizione del prete versus absidem.

    La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, re mature perpensa et habita ratione dei precedenti liturgici, risponde:
    Negative et ad mentem, per la quale di deve tenere conto di diversi elementi.

    Innanzi tutto occorre ricordare che il termine expedit non costituisce una forma obbligatoria, ma un suggerimento, che riguarda sia la costruzione dell’altare a pariete seiunctum, sia la celebrazione versus populum. La clausola ubi possibile sit tiene conto di diversi elementi come, per esempio, la topografia del luogo, la disponibilità dello spazio, l’esistenza di un precedente altare di valore artistico, la sensibilità della comunità che partecipa alle celebrazioni nella chiesa in questione, ecc.

    Si ricorda che la posizione versus populum sembra la piú conveniente nella misura in cui rende piú facile la comunicazione (cfr. l’editoriale di Notitiae n° 29 (1993), pp. 245-249), ma questo non esclude l’altra possibilità.
    Tuttavia, quale che sia la posizione del celebrante, è chiaro che il Sacrificio Eucaristico è offerto a Dio Uno e Trino, e che il prete principale, Sovrano ed Eterno, è Gesú Cristo. È Lui che opera attraverso il ministero del prete che presiede visibilmente come Suo strumento. L’assemblea liturgica partecipa alla celebrazione in virtú del sacerdozio comune dei fedeli, e quest’ultimo, per esercitarsi nella Sinassi Eucaristica, ha bisogno del ministero del prete ordinato.

    È necessario distinguere la posizione fisica, particolarmente relativa alla comunicazione tra i diversi membri dell’assemblea, dall’orientamento spirituale e interiore di tutti. Sarebbe un grave errore supporre che l’azione sacrificale sia orientata principalmente alla comunità. Se il prete celebra versus populum, cosa legittima e spesso consigliata, il suo atteggiamento spirituale deve sempre essere rivolto versus Deum per Iesum Christum, in rappresentanza dell’intera Chiesa. È la stessa Chiesa, che assume la sua forma concreta nell’assemblea dei partecipanti, ad essere tutta volta versus Deum, cosa questa che costituisce il suo primario moto spirituale.

    Comunque la si voglia giudicare, l’antica tradizione, anche se non fu unanime, prevedeva che il celebrante e la comunità in preghiera si volgessero versus orientem, punto da cui proviene la luce, che è il Cristo. Non sono rare le chiese antiche la cui costruzione è “orientata” in maniera tale che il prete e il popolo, nel corso della preghiera pubblica, si volgessero versus orientem.
    Si può ritenere che in presenza di certe difficoltà dovute allo spazio o ad altro, l’abside rappresentasse idealmente l’oriente. Oggi, l’espressione versus orientem equivale spesso a versus absidem, e quando si parla di versus populum non ci si riferisce all’occidente, bensí alla comunità presente.

    Nell’antica architettura delle chiese, il posto del Vescovo o del prete celebrante si trovava al centro dell’abside, di modo che egli ascoltava la proclamazione delle letture volto verso la comunità. Ora, questa sede presidenziale non era relativa alla persona del Vescovo o del prete, né alle sue doti intellettuali, né tampoco alla sua personale santità, ma era relativa la suo ruolo di strumento del Pontefice invisibile, che è il Signore Gesú.
    Inoltre, quando si tratta di chiese antiche o di grande valore artistico, occorre tenere conto della legislazione civile riguardante i cambiamenti e le ristrutturazioni. Un altare posticcio non sempre può essere una soluzione idonea.

    Non bisogna dare importanza eccessiva a degli elementi che nel corso dei secoli hanno subito dei cambiamenti. Ciò che rimane fermo è l’avvenimento celebrato nella liturgia: esso è manifestato attraverso dei riti, dei segni, dei simboli e delle parole, i quali esprimono diversi aspetti del mistero, senza tuttavia esaurirlo, poiché il mistero li trascende tutti. Irrigidirsi su una posizione e “assolutizzarla” potrebbe tradursi nel rifiuto di alcuni aspetti della verità che meritano rispetto e accoglienza.

    Vaticano, 25 settembre 2000.

    Jorge A. Card. Medina Estévez, Prefetto.
    Francesco Pio Tamburrino, Arcivescovo Segretario.

  5. #25
    Iscritto L'avatar di clermont
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcus Visualizza Messaggio
    Ricordo però che San Pio X esortava a contemplare l'Ostia.
    Tanto è vero che annesse alla recita a bassa voce della esclamazione: "Dominus meus et Deus meus!" una indulgenza parziale.

    Vedi, il problema è che ai tempi di S. Pio X bene o male tutti si inginocchiavano, oggi alle messe celebrate col NOM alzare gli occhi all’elevazione significa correre il forte rischio di ritrovarsi ad adorare……………..... il fondoschiena di quello davanti, probabilmente troppo impegnato a contemplare la sacralità della piega dei pantaloni per inginocchiarsi.
    ciao

  6. #26
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    non è certo colpa del Novus Ordo se c'è gente maleducata che ritiene non sia doveroso inginocchiarsi alla Consacrazione.

  7. #27
    Partecipante a CR L'avatar di S i m e o n
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    Io ho alternato comportamenti diversi.
    Da noi vige l'usanza di stare inginocchiati durante tutto il canone.
    Fermo restando ciò: prima guardavo ogni movimento delle mani del sacerdote.
    Poi ho cominciato a non guardare per niente in dirazione dell'altare.
    Poi ho cominciato a guardare durante l'elevazione.
    Adesso aggiungo: "mio Signore e mio Dio" e "sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento" ad ambedue le elevazioni.
    L'ho letto su un messalino "d'epoca" per seguire il VO.

  8. #28
    Nuovo iscritto L'avatar di summo pontifex
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    L'adorazione va fatta con lo sguardo rivolto all'ostia perchè in quel momento Cristo ti guarda e ti benedice. Siamo mendicanti e abbiamo bisogno del suo perdono, quindi non occorre abbassare la testa.

  9. #29
    Iscritto L'avatar di ministrante83
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    Citazione Originariamente Scritto da summo pontifex Visualizza Messaggio
    L'adorazione va fatta con lo sguardo rivolto all'ostia perchè in quel momento Cristo ti guarda e ti benedice. Siamo mendicanti e abbiamo bisogno del suo perdono, quindi non occorre abbassare la testa.
    D'accordo, ma terminata l'elevazione è bene abbassare lo sguardo inchinandosi contemporaneamente alla genuflessione del sacerdote.

  10. #30
    Nuovo iscritto L'avatar di summo pontifex
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    Citazione Originariamente Scritto da ministrante83 Visualizza Messaggio
    D'accordo, ma terminata l'elevazione è bene abbassare lo sguardo inchinandosi contemporaneamente alla genuflessione del sacerdote.
    Tutto sommato, dopo la consacrazione non occorre guardare l'ostia, ma continuare nella preghiera adorante.

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