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Discussione: XLIII Meeting per l'amicizia fra i popoli (Rimini, 20 - 25 agosto 2022))

  1. #51
    Vecchia guardia di CR L'avatar di WIlPapa
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    Il Papa riceve don Julián Carrón. Intervista con il presidente di CL



    Benedetto XVI ha ricevuto stamani, in Vaticano, don Julián Carrón, presidente della Fraternità di Comunione e Liberazione. Al termine dell’udienza, il successore di don Giussani si è soffermato con Alessandro Gisotti sul significato di questo incontro con il Santo Padre:

    R. – Un anno dopo l’incontro di Piazza San Pietro di tutto il movimento di Comunione e Liberazione con il Papa, abbiamo chiesto di poterlo rivedere per raccontargli quello che è successo e condividere con lui i frutti di quell’incontro.


    D. – Sappiamo quanto Joseph Ratzinger prima e Benedetto XVI poi sia legato a CL e alla figura di don Giussani. Basti pensare alla rivista “Communio”... Questo, chiaramente è importante per voi…

    R. – Assolutamente! Per la nostra storia è stato molto significativo per il rapporto che don Giussani ha sempre mantenuto con l’allora cardinale Ratzinger. Noi, soprattutto adesso, sentiamo il suo Magistero decisivo per la nostra vita di movimento, per la nostra storia. Siamo sempre molto attenti a quello che il Papa ci dice, per orientarci nella nostra strada.


    D. – Sappiamo quanto Comunione e Liberazione sia impegnata nell’evangelizzazione nel mondo della cultura…

    R. – Noi siamo attenti a tutto quanto il Papa dice riguardo alla presenza culturale della fede. Per esempio, noi abbiamo apprezzato tantissimo, oltre il grande discorso di Regensburg, il recente discorso fatto a Parigi, agli uomini di cultura, che noi abbiamo distribuito a tutto il movimento. Ci siamo impegnati a presentarlo ovunque. Diffondere questa perfezione della cultura che nasce dall’appartenenza all’esperienza cristiana, che è in grado di generare un’umanità con una razionalità tutta aperta, come il Papa ci testimonia in continuazione.


    D. – Il tema dell’ultimo meeting di Rimini era “Protagonisti o nessuno”. Ecco, questo tema è particolarmente significativo in un periodo come l’Avvento, in cui aspettiamo Qualcuno, quel Qualcuno che cambia la vita di ogni uomo…

    R. – Assolutamente! Per noi questo è decisivo perché è l’incontro con l’unico protagonista della storia a rendere gli uomini protagonisti, altrimenti siamo sazi, travolti dal torrente delle circostanze, dell’ideologia, dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti, e soltanto l’incontro con Lui che - per usare una parola grata a don Giussani - “calamita” tutto l’essere, tutta l’affezione, tutta la ragione, che può veramente far sì che un uomo sia un protagonista della vita, e perciò dia un contributo reale al rinnovamento della società, un contributo per una umanità diversa.

    Fonte : RADIO VATICANA
    "Vi scongiuro, sosteniamoci in questo cammino" Card.Angelo Scola

  2. #52
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    30° Meeting per l'amicizia tra i popoli (Rimini, 23-29 agosto 2009)

    18/08/2009 14.37.21
    "La conoscenza è sempre un avvenimento": è il tema della 30.ma edizione del Meeting di Rimini, al via il 23 agosto



    Il 23 agosto, nei padiglioni della Fiera di Rimini, si inaugurerà la trentesima edizione del Meeting per l'amicizia fra i popoli. L'edizione di quest'anno, il cui tema è "La conoscenza è sempre un avvenimento", è stata presentata nel maggio scorso nella sede dell'Unesco a Parigi, poi in una serie di incontri in Brasile, all'ambasciata italiana a Washington e infine all'ambasciata italiana presso la Santa Sede a Roma. La forza trainante del Meeting, e la sua capacità di parlare a popoli, culture, esperienze completamente differenti, consiste nella costante domanda di senso che propone ogni anno, una domanda comune a tutti gli esseri umani. Rosario Tronnolone ne ha parlato con Emilia Guarnieri, presidente della Fondazione Meeting.

    R. – La cosa più stupefacente di questi 30 anni è questa domanda di significato: ‘Perché ci siamo?’ La domanda ‘Perché abitiamo questa terra?’ Tarkovsky l’anno che venne al Meeting disse: “Se non avessimo più questa domanda non saremmo più degni di chiamarci uomini”. Proprio questa domanda - abbiamo sperimentato in questi trenta anni - è ciò che mette veramente insieme tutti. Non solo mette insieme, ma crea proprio un’occasione di rapporto. Perché la domanda di senso è qualcosa che è prima e al di là di ogni ideologia, prima e al di là di ogni differenza. E questo è ciò che ha portato in tutti questi anni centinaia e centinaia di ospiti, di relatori al Meeting, che continua a portare tutti i visitatori. E’ incredibile, perché è una di quelle cose cui io alle volte penso e dico: “Ma è proprio vero? Sì è proprio vero!” E’ vero che questo è ciò che interessa a tutti gli uomini.


    D. – L’edizione di quest’anno sarà inaugurata dallo spettacolo teatrale “Miguel Mañara” di Milosz. Perché questa scelta?


    R. - “Miguel Mañara” è un testo caro alla nostra storia, alla nostra esperienza, è un testo che don Giussani ci ha sempre letto e con il quale ha sempre accompagnato la nostra storia cristiana. Il “Miguel Mañara” è la vicenda di un uomo che non ha mai rinunciato al suo desiderio – “il desiderio è qui più forte e più ardente che mai”, dice lui nella prima scena – e il suo desiderio lo ha portato al peccato, alla trasgressione, alla corruzione e, in fondo lo sta portando – e questo è l’inizio del dramma – anche alla distruzione di se stesso, proprio perché questo desiderio, non avendo trovato l’oggetto suo ultimo, è diventato ormai soltanto noia, dice appunto Mañara. Sono alcuni incontri che Mañara fa nella sua vita che lo condurranno proprio a non abbandonare il suo desiderio, ma a trovare il compimento totale del suo desiderio. Quindi, è una vicenda che centra il cuore del grande tema del Meeting e che soprattutto centra il cuore del tema di quest’anno, che è: “La conoscenza è sempre un avvenimento”. Mañara conosce sempre più la verità della sua vita attraverso avvenimenti che gli accadono.


    D. – Altri importanti appuntamenti del Meeting sono le mostre. Vuole parlarci di qualcuna in modo particolare...


    R. – Le mostre del Meeting, anche quest’anno, hanno varie angolature. Abbiamo mostre d’arte, con una bellissima mostra sul ’400 italiano: “L’avventura della conoscenza” nella pittura di Masaccio, Beato Angelico e Piero della Francesca; un’altra mostra sarà sulle basiliche cristiane. E poi avremo delle mostre che invece fanno incontrare pezzi di realtà. Quest’anno il pezzo di realtà è il rione Sanità di Napoli. Avremo, quindi, mostre storiche, per esempio quella sulle “Reducciones” del Paraguay, che è stata fatta da una persona – padre Aldo Trento – che attualmente è missionario in Paraguay e che è andato lì proprio sulla spinta e sulla mossa di rifare in quei luoghi quello che i gesuiti avevano fatto al tempo delle “Reducciones”. Questi sono alcuni flash sugli eventi di quest’anno. (Montaggio a cura di Maria Brigini)

    fonte: Radio Vaticana
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  3. #53
    Bizzipap
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    Ci si vede a Rimini

  4. #54
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    Certo. Vengo anch'io, a Dio piacendo.
    Realista è chi riconosce nella Parola di Dio il fondamento di tutto. (BENEDETTO XVI)

  5. #55
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    piacerebbe anche a me andare, non ci sono mai stata, prima o poi...

  6. #56
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    Io mi sono trovato un depliant nella cassetta della posta.

  7. #57
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    22/08/2009 14.24.49
    A Rimini la 30.ma edizione del Meeting di Cl incentrato sul rapporto tra fede e conoscenza. Intervista con Giorgio Vittadini



    Prende il via domani a Rimini il Meeting per l’amicizia fra i popoli promosso da Comunione e Liberazione e giunto alla sua 30.ma edizione e che ha per titolo “La conoscenza è sempre un avvenimento”. Un tema, questo, che intende proporre una riflessione sull’uomo, sulla sua ricerca di senso e il suo rapporto con il mondo. A Giorgio Vittadini, presidente della "Fondazione per la Sussidiarietà", Luca Collodi ha chiesto qual è la sfida dell’appuntamento di quest’anno:

    R. – E’ una sfida potente. La conoscenza è un avvenimento: vuol dire che il modo di conoscere non è la deduzione kantiana moderna ma è la sollevazione della realtà partendo dal proprio desiderio di verità, giustizia e bellezza che approda, per chi ha questo dono, nella fede. La fede è perciò il riconoscimento di un avvenimento presente di Dio che si è fatto uomo nella storia – e che continua a permanere – e diventa fattore di conoscenza. Non un fattore d’estraniarsi dalla realtà ma di conoscere la realtà in tutti i suoi fattori, senza tagliare nulla di quello che esiste, come invece purtroppo avviene proprio per questa riduzione di conoscenza dovuta all’ideologia moderna.

    D. – Oggi la conoscenza è per molti la scienza e l’economia...

    R. – Sì. Dopo questi anni, però, bisognerebbe ripensare a ciò, perché l’economia portata come ideologia ha fallito clamorosamente e definitivamente la sua capacità d’interpretare la realtà non nel suo ambito, ma come fattore complessivo come ha tentato negli anni scorsi. Sappiamo bene, poi, che se la scienza a servizio dell’uomo è una grandissima cosa, altrimenti – lo vediamo anche nell’ultima Enciclica – la distruzione ambientale, la violenza sull’uomo, verso la vita e altro diventano pessimi fattori. Per cui dovremmo essere più coscienti del fatto che queste sono delle fughe non in avanti ma indietro, delle non conoscenze. Esse sarebbero cose importantissime se fossero strumenti ma diventerebbero pericolosissime se fossero invece strumenti ideologici o se assomigliassero alla politica così com’era fino a prima del 1989.

    D. – Guardiamo a Papa Benedetto XVI: l’uso della ragione come può ampliare la nostra conoscenza?

    R. – La ragione, apertura alla realtà, trova nella fede il suo compimento, perché la fede – come la concepisce Benedetto XVI e come ci ha insegnato don Giussani – è proprio il riconoscimento di una presenza pertinente al destino nella realtà che usa tutta la ragione e non la dimentica; fa si che la ragione sia un’apertura a tutto e non semplicemente una misura di tutte le cose, come accade in quell’età moderna che penso sia anche filosoficamente finita.

    D. – Nel Meeting di Rimini si parla molto di storie umane. Questo è anche un altro elemento della conoscenza, cioè la testimonianza di vita?

    R. – Direi di sì. Ma è una testimonianza intesa non come un bel racconto fiorettistico bensì come un modo con cui un uomo mostra con la sua diversità umana una pertinenza alla realtà, una sua capacità di stare di fronte al reale che fa vedere che quello in cui crede è adeguato. La testimonianza, quindi, vista come un modo per vedere la verità complementare al ragionamento, all’articolazione di pensiero. Ricordiamoci che anche nostro Signore ha mostrato – prima ancora della sua Resurrezione e morte – una sua diversità umana che colpì molto e la Chiesa, con questa diversità umana, ha mostrato la sua verità. Questo non vale solo per la Chiesa ma vale per tutti: quando vediamo un uomo diverso capace di stare sulla realtà, capiamo che egli sta vivendo un qualcosa di vero.

    D. – Trent’anni di Meeting di Rimini: com’è cambiata l’Italia in questi 30 anni, è successo qualcosa di buono, nel nostro Paese?

    R. – Pensando a qualcosa di buono, credo che il nostro Paese sia uno degli ultimi in cui resiste ancora una realtà popolare con una forte presenza ideale. Questo innanzitutto per la presenza del cristianesimo come una realtà non minoritaria e quindi popolare che stimola altre realtà di base ad essere presenti nella società anche come valore ideale. La persona, con i suoi valori, con i propri legami familiari ed associazionistici – fino a quelli politici – come presenza di base, in Italia, hanno ancora un significato. Penso che in questo il Meeting di Rimini ha dato un grandissimo contributo, perché ha permesso a gente di diverse ideologie di confrontarsi ascoltandosi e di vedere come tutto il mondo può essere visto come un luogo di amicizia fra i popoli.(Montaggio a cura di Maria Brigini)

    fonte: Radio Vaticana
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  8. #58
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    sapete se in tv trasmetteranno qualche servizio sul Meeting?
    Quid est veritas? Vir qui adest

  9. #59
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    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AL 30° MEETING PER L’AMICIZIA FRA I POPOLI (RIMINI, 23-29 AGOSTO 2009) , 23.08.2009

    In occasione della 30.ma edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, che si è aperta oggi a Rimini sul tema: "La conoscenza è sempre un avvenimento", il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone ha inviato - a nome del Santo Padre Benedetto XVI - un Messaggio agli organizzatori ed ai partecipanti.

    Il Messaggio, che riportiamo di seguito, è stato letto all’inizio della Santa Messa celebrata questa mattina da S.E. Mons. Francesco Lambiasi, Vescovo di Rimini.

    MESSAGGIO DEL SANTO PADRE

    A Sua Eccellenza Rev.ma

    Mons. Francesco Lambiasi

    Vescovo di Rimini



    Eccellenza Reverendissima,



    in occasione del Meeting per l’amicizia fra i popoli, che quest’anno celebra il suo trentennale, mi è particolarmente gradito trasmettere il saluto del Santo Padre a Lei, ed a quanti hanno promosso ed organizzato tale manifestazione culturale, che in tre decenni ha già visto la partecipazione di migliaia e migliaia di uomini e donne, soprattutto giovani, e l’intervento di centinaia di relatori sulle tribune allestite nelle aule della fiera di Rimini. Aiutati da studiosi di ogni disciplina, da artisti, da autorità religiose, da esponenti del mondo della politica, dell’economia, dello sport, ci si é potuto confrontare sulle questioni e sulle istanze fondamentali dell’umana esistenza, ed approfondire le ragioni dell’essere cristiani in questa nostra epoca. Sua Santità augura che il Meeting continui a raccogliere le sfide e gli interrogativi che i tempi di oggi pongono alla fede, e rispondere ad essi facendo tesoro dell’insegnamento del compianto Mons. Luigi Giussani, fondatore del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione.

    La tematica del Meeting 2009 verte sulla conoscenza che è sempre un avvenimento. "Avvenimento" è una parola con cui don Giussani ha tentato di riesprimere la natura stessa del cristianesimo, che per lui è un "incontro", e cioè un dato esperienziale di conoscenza e di comunione. Proprio dall’accostamento tra le parole "avvenimento" e "incontro" è possibile percepire meglio il messaggio del Meeting. La riflessione gnoseologica ed epistemologica contemporanea ha portato alla luce il ruolo determinante del soggetto della conoscenza nell’atto stesso del conoscere. Contrariamente ai presupposti del "dogma" positivista della pura obiettività, il principio di indeterminazione di Heisenberg ha reso evidente come ciò sia vero perfino per le scienze naturali: anche in queste discipline, il cui "oggetto" sembra essere regolato da invariabili leggi di natura, la prospettiva dell’osservatore è un fattore che condiziona e determina il risultato dell’esperimento scientifico, e quindi della conoscenza scientifica come tale. La pura obiettività risulta perciò pura astrazione, espressione di una gnoseologia inadeguata e irrealistica.

    Ma se ciò è vero per le scienze naturali, lo è tanto più per quegli "oggetti" di conoscenza che a loro volta sono strutturalmente legati alla libertà degli uomini, alle loro scelte e alle loro diversità. Pensiamo alle scienze storiche, che si basano su testimonianze nelle quali convergono, come fattori influenzanti del loro modo di comunicare la realtà che trasmettono, le visioni del mondo di chi le ha composte e le loro convinzioni, a loro volta legate a quelle del loro tempo, le loro situazioni personali, le scelte con cui essi si sono posti in rapporto alla realtà che descrivono, la loro levatura morale, le loro capacità e il loro ingegno, la loro cultura. Lo studioso che accosta il suo oggetto dovrà dunque sceverare tutto ciò, per comprendere e valutare il significato e la portata del messaggio veicolato in un contesto d’insieme, agendo come se si trovasse di fronte ad una persona che non conosce ancora bene, ma che gli sta raccontando qualcosa che ritiene comunque importante conoscere. La conseguenza più rilevante di tale situazione è che la conoscenza non può essere descritta come la registrazione di uno spettatore distaccato. Anzi, il coinvolgimento con l’oggetto conosciuto da parte del soggetto conoscente è conditio sine qua non della conoscenza stessa. E pertanto, non il distacco e l’assenza di coinvolgimento sono l’ideale da rincorrere, peraltro invano, nella ricerca di una conoscenza «obiettiva», bensì un coinvolgimento adeguato con l’oggetto, un coinvolgimento atto a far giungere a chi interroga la conoscenza il suo specifico messaggio.

    Ecco perché la conoscenza può essere un "avvenimento". Essa «avviene» come un vero e proprio «incontro» tra un soggetto e un oggetto. Che tale incontro sia necessario perché si possa parlare di conoscenza ci fa allora guardare a soggetto e a oggetto non come a due grandezze che si possano reciprocamente mantenere ad asettica distanza al fine di preservarne la purezza; essi sono al contrario due realtà vive che si influenzano reciprocamente proprio quando vengono in contatto. L’onestà intellettuale di colui che conosce sta tutta in quella somma arte di "ospitare l’oggetto" in modo che esso possa rivelare se stesso quale veramente è, anche se non in modo integrale ed esaustivo. E l’accoglienza dell’oggetto, la disponibilità all’ascolto che caratterizza il soggetto conoscente come vero amante della verità, si può descrivere come una sorta di «simpatia» per l’oggetto. C’è qui, come molto del pensiero medievale ci ha trasmesso, una particolare forza conoscitiva propria dell’amore. "Amare" significa "voler conoscere" e il desiderio e la ricerca della conoscenza sono una spinta interna dell’amore come tale. A ben vedere, dunque, ciò stabilisce un rapporto ineliminabile tra amore e verità. La conoscenza presuppone per sua natura una certa "conformazione" di soggetto e oggetto: un’intuizione fondamentale, già condensata nell’antico assioma empedocleo, secondo il quale "il simile conosce il simile". L’evangelista Giovanni lo richiama implicitamente, laddove scrive che quando Dio "si sarà manifestato, noi saremo simili a Lui, perché Lo vedremo così come Egli è" (1Gv 3,1).

    Ci si potrebbe domandare se esista conoscenza più necessaria all’uomo di quella del suo Creatore; se ci sia conoscenza più adeguatamente descritta dalla parola "incontro", se non il fondamentale rapporto che esiste appunto tra lo spirito dell’uomo e lo Spirito di Dio. Si comprende allora perché i Padri della Chiesa abbiano insistito sul bisogno di purificare l’occhio dell’anima per giungere a vedere Dio, rifacendosi alla beatitudine evangelica: "Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio" (Mt 5,8). La razionalità dell’uomo può essere esercitata, e dunque raggiungere il suo fine proprio, che è la conoscenza della verità e di Dio, solo grazie a un cuore purificato e sinceramente amante del vero che ricerca. Purificato in tal modo, lo spirito umano può aprirsi alla rivelazione della verità. C’è dunque un misterioso nesso tra la beatitudine evangelica e le parole rivolte da Gesù a Nicodemo, riportate da san Giovanni: "Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito… dovete rinascere dall’alto" (3,6-7).

    Il Santo Padre Benedetto XVI auspica che queste parole di Cristo risuonino nel cuore dei partecipanti alla 30a edizione del Meeting di Rimini, come richiamo a volgersi con fiducia verso di Lui, ad accoglierne la misteriosa presenza, che è per l’uomo e la società sorgente di verità e di amore. Con tali sentimenti, mentre formula voti di pieno successo a codesta manifestazione, imparte a Vostra Eccellenza, ai responsabili e a tutti coloro che sono presenti una speciale Benedizione Apostolica.

    Unisco volentieri i miei auguri, e mi valgo della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio



    dell’Eccellenza Vostra Reverendissima

    dev.mo nel Signore



    Card. Tarcisio Bertone

    Segretario di Stato



    [01220-01.01] [Testo originale: Italiano]

    [B0523-XX.02]

    fonte: Sala Stampa della Santa Sede

  10. #60
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    Citazione Originariamente Scritto da Flo Visualizza Messaggio
    sapete se in tv trasmetteranno qualche servizio sul Meeting?
    Sul sito ufficiale ( www.meetingrimini.org/ ) è possibile vedere moltissimi eventi, sia in diretta che non, in questa pagina:
    http://www.meetingrimini.tv/
    Questo è la programmazione degli eventi che verranno trasmessi:
    http://www.meetingrimini.tv/theme/me...imini_2009.pdf

    Per quanto riguarda la televisione, ci saranno due speciali del Tg1, questa sera alle 23,30 e venerdì prossimo alle 23.00:
    http://www.meetingrimini.org/default...=676&id_n=8248

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