Lo Staff del Forum dichiara la propria fedeltà al Magistero. Se, per qualche svista o disattenzione, dovessimo incorrere in qualche errore o inesattezza, accettiamo fin da ora, con filiale ubbidienza, quanto la Santa Chiesa giudica e insegna. Le affermazioni dei singoli forumisti non rappresentano in alcun modo la posizione del forum, e quindi dello Staff, che ospita tutti gli interventi non esplicitamente contrari al Regolamento di CR (dalla Magna Charta). O Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a Te.
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Discussione: Divenire catechista: sulla formazione dei catechisti

  1. #61
    Collaboratore di "Dottrina della Fede" L'avatar di SantoSubito
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    Alcune considerazioni a caldo, avendo appena dato una lettura veloce al testo:

    - come immaginavo, ci sarà un rito apposito. Un Rito che, ci insegna la tradizione, ha una formulazione diversa dalla benedizione "semplice" del benedizionale, e una consegna. Staremo a vedere cosa si consegnerà: la Sacra Scrittura? Ma si consegna già a lettore! Un Catechismo? Non avrebbe molto senso, a mio modesto e insulso parere, fare accenni così belli e ponderati sul kerigma e sull'annuncio testimoniale se poi al catechista consegniamo il prontuario di domande e risposte.

    - Non ho trovato una organica disamina sulla parte di ministero "tolta" al Lettore. Leggerò la conferenza stampa di presentazione, magari li trovo elementi.

    - In un "cursus", dove sarà posizionato? A questo punto spero dopo il Lettore: persona che medita la Scrittura dentro la Chiesa, che è chiamata ad annunciarla fuori (catechista) e che magari diventerà anche Accolito per portare la presenza reale di Gesù agli ammalati.

    - Le Conferenze Episcopali dovranno stabilire i criteri. Campa cavallo. Spero che siano aiutati dal Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione, che trova proprio il suo posto ora, anche liturgicamente.

    - Un auspicio, prima che una considerazione: che vengano istituiti anche i seminaristi.
    Dirige nos, Domine, ad augusta per angusta, sic itur ad astra excelsior!

  2. #62
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    Conferenza Stampa di presentazione della Lettera Apostolica in forma di “Motu proprio” di Papa Francesco Antiquum ministerium con la quale si istituisce il ministero di catechista, 11.05.2021



    [...].

    [B0288-XX.01]


    [Dal Bollettino quotidiano del: 11.05.2021 della Sala Stampa della Santa Sede, fonte. Motu Proprio: Papa Francesco, Libreria Editrice Vaticana].
    Ultima modifica di Vox Populi; 11-05-2021 alle 14:57
    «Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube cum potestate et gloria magna».
    (Luc. 21, 27).




  3. #63
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    “Antiquum Ministerium”. Mons. Russo: occasione per vivere in pienezza la ministerialità

    Il Motu proprio Antiquum Ministerium rappresenta per la Chiesa che è in Italia un invito a proseguire nella riflessione già avviata con la Lettera Apostolica Spiritus Domini sulla modifica del can. 230 § 1 del Codice di Diritto Canonico circa l’accesso delle persone di sesso femminile al ministero istituito del lettorato e dell’accolitato.

    «L’attenzione riservata da Papa Francesco alla figura del catechista ha accompagnato, sin dall’inizio, il suo Pontificato. Questo Motu proprio ribadisce e sostiene la riflessione su una prospettiva ben precisa di Chiesa che vive in pienezza la ministerialità come un dono», afferma Mons. Stefano Russo, Segretario della CEI, commentando la pubblicazione della Lettera Apostolica che istituisce il ministero di Catechista. Si tratta di un documento che valorizza e mette in luce l’azione catechistica delle comunità, che si svolge nel particolare contesto delle Chiese del nostro Paese. «Un contesto che, nonostante le ferite provocate dalla pandemia – osserva Mons. Russo – può e deve rigenerarsi per riconnettere il tessuto comunitario alla luce dell’esperienza della fede».

    È quanto aveva sottolineato, tra l’altro, il Papa il 30 gennaio scorso, nel discorso rivolto ai partecipanti all’incontro promosso dall’Ufficio Catechistico Nazionale: «Questo è il tempo per essere artigiani di comunità aperte che sanno valorizzare i talenti di ciascuno. È il tempo di comunità missionarie, libere e disinteressate, che non cerchino rilevanza e tornaconti, ma percorrano i sentieri della gente del nostro tempo, chinandosi su chi è al margine. È il tempo di comunità che guardino negli occhi i giovani delusi, che accolgano i forestieri e diano speranza agli sfiduciati. È il tempo di comunità che dialoghino senza paura con chi ha idee diverse. È il tempo di comunità che, come il Buon Samaritano, sappiano farsi prossime a chi è ferito dalla vita, per fasciarne le piaghe con compassione».

    Con questo Motu proprio, conclude Mons. Russo, «il Papa rilancia l’impegno per ogni comunità: il catechista risponde a una chiamata e lo fa per sempre. In un tempo fluido è importante avere coscienza che quel ‘sempre’ è un orizzonte di senso per una Chiesa ministeriale».


    fonte: Conferenza Episcopale Italiana
    Et tunc videbunt Filium hominis venientem in nube
    cum potestate et gloria magna.
    (Luc. 21, 27)

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