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Discussione: Liturgia delle ore - Melodie per gli Inni in italiano

  1. #11
    Partecipante a CR L'avatar di OrganistaPavese
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    Citazione Originariamente Scritto da Marcianus Visualizza Messaggio
    Può darsi che alcuni siano frisiniani giacchè l'80% dei nostri canti liturgici è frisiniano...ripeto, devo chiedere al nostro organista...

    bravo, aspetto fiducioso di conoscere meglio il mediocre innario italiano....

  2. #12
    Nuovo iscritto L'avatar di Carlo Magno
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    Certo, l'ideale sarebbe ri-cantare gli inni in latino. Quelli in Italiano del Breviario sono pessimi e non si adattano ad esser cantati con nessun modulo.
    Tuttavia qualche raccolta in giro c'è: ci sono gli Inni di Migliavacca, qualcosa ha composto Zardini, l'Associazione Santa Cecilia ha pubblicato con la LDC un volume dal titolo "canto della Liturgia delle ore"; di Valentino Miserachs e Aurelio Zorzi si consiglia "Celebrare cantando i misteri della salvezza", Ediz. Carrara, e inoltre "Vesperale festivo Liberiano". Da non sottovalutare gli inni delle trappiste di Vitorchiano: ce ne sono di belli come " O trinità infinita", "La sera scende sulla tua giornata", "Nel primo chiarore del giorno", "Fu luce la prima parola" ed altri..... ove la melodia è semplice e nobile; altrettanto dicasi per i testi, per nulla paragonabili a quelli insapori proposti nel Breviario.
    Ultima modifica di anacleto; 26-09-2009 alle 21:01 Motivo: corretta denominazione ed editore libro

  3. #13
    Iscritto L'avatar di Orietur
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    Qualcosa sta facendo la diocesi di Milano. L'Ufficio Liturgico sta pubblicando tramite le ed. Carrara un ciclo di inni rivisitato metricamente. Ho visto il contributo che ha pubblicato mons. Migliavacca e devo dire che nella sua semplicità e nobile e allo stesso tempo popolarmente fruibile (segnalo l'inno di Natale).

    ciao, orietur

  4. #14
    Nuovo iscritto L'avatar di Carlo Magno
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    Citazione Originariamente Scritto da Orietur Visualizza Messaggio
    Qualcosa sta facendo la diocesi di Milano. L'Ufficio Liturgico sta pubblicando tramite le ed. Carrara un ciclo di inni rivisitato metricamente. Ho visto il contributo che ha pubblicato mons. Migliavacca e devo dire che nella sua semplicità e nobile e allo stesso tempo popolarmente fruibile (segnalo l'inno di Natale).

    ciao, orietur
    Si condivido. Pubblicato nel numero scorso delle rivista "Celebraiamo" delle Edizioni Carrara.

  5. #15
    CierRino L'avatar di anacleto
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    A mio avviso almeno gli inno dovrebbero sempre cantarsi in latino, nella melodia gregoriana (magari alternata a una polifonia, anche semplicissima).
    Nelle piccole comunità potrebbero scegliersi le melodie più semplici da adattare ogni volta a testi diversi nel medesimo metro.
    Per es., nel tempo pasquale potrebbe usarsi sempre la melodia di Aurora lucis rutilat (meravigliosa, per altro); nel tempo ordinario quella di Iesu dulcis memoria; in avvento En clara vox; a Natale l'ambrosiano Veni redemptor omnium.
    Comunque, gli inni sono veramente accessibili a chiunque abbia un minimo di sensibilità musicale.
    Per quanto riguarda la lingua, meno si canta, più risulta difficile a chi non lo conosce.

  6. #16
    Moderatore Globale L'avatar di Ambrosiano
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaudete semper Visualizza Messaggio
    Capisco la poesia e la bellezza,che peraltro condivido,degli inni in latino.Ma,ragazzuoli cari....quanti,fra coloro che cercano di cantarli ed altri che si limitano ad ascoltare,capiscono il significato del testo? Anche recentemente,il mio parroco ha voluto cantare il Te Deum,nella versione popolare,in latino. Non vi dico quello che è successo!
    Pochissima gente cantava,biascicando i termini latini più o meno come pronunciare un nuovo dialetto composto di termini bergamaschi,pugliesi e veneti. Stargli dietro poi,all'organo,è stata un'impresa funambolica. So che vi avrò tutti contro,ma,in una chiesa dove nessuno conosce la pronuncia,nè il significato di quello che sta tentando di cantare,solo per conservare la bellezza(intrinseca,in questo caso),del gregoriano....che senso ha ?
    Non cancellarlo,il Gregoriano,che ben s'intende,ma cantarlo solo dopo una buona o decente preparazione. Altrimenti....un anno o l'altro,finiremo a..."Paperissima"!
    Hai tutta la mia comprensione. Quello che non ho mai capito è perchè non si utilizzino le armonie tradizionali (gregoriane, ambrosiane o quant'altro) con traduzioni ritmiche. Scommetto che già i puristi del "o tutto o niente" arricciano il naso. Ciò però avrebbe il merito, per me infinito, di far conoscere e usare e cantare quelle melodie bellissime. La gente, non più alle prese con una lingua sconosciuta, potrebbe fare più attenzione alla musica. Poi magari col tempo si può tornare al latino, con la musica già digerita.
    Far cantare in latino il Te Deum ad un assemblea disabituata, è poi particolarmente sadico. La sua struttura è salmodica così come la melodia; e le sue traduzioni non richiedono grandi sforzi di resa ritmica.

    Ma traduzioni accettabili di inni famosi ne esistono molte. E sono spesso traduzioni che si usavano anche ai tempi della mia fanciullezza (anni 50) quando già cantavamo Vespri e Compieta in , udite udite, italiano. Mi ricordo ancora a memoria l'inno di Compieta:

    Del giorno giunti al termine
    o Re del mondo ascoltaci
    la tua pietà dolcissima
    il nostro sonno vigili.

    Reprìmi tosto i démoni
    i tristi sogni dìssipa;
    dal male che ci affàscina
    il corpo stanco libera.

    Gesù per noi Ti supplica,
    ascoltaci o Piissimo
    che regni in tutti i secoli
    con Lui e il Santo Spirito

    Amen.

    Cantato naturalmente nel più perfetto canto ambrosiano.

  7. #17
    CierRino L'avatar di anacleto
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    Citazione Originariamente Scritto da Gaudete semper Visualizza Messaggio
    Capisco la poesia e la bellezza,che peraltro condivido,degli inni in latino.Ma,ragazzuoli cari....quanti,fra coloro che cercano di cantarli ed altri che si limitano ad ascoltare,capiscono il significato del testo? Anche recentemente,il mio parroco ha voluto cantare il Te Deum,nella versione popolare,in latino. Non vi dico quello che è successo!
    Pochissima gente cantava,biascicando i termini latini più o meno come pronunciare un nuovo dialetto composto di termini bergamaschi,pugliesi e veneti. Stargli dietro poi,all'organo,è stata un'impresa funambolica. So che vi avrò tutti contro,ma,in una chiesa dove nessuno conosce la pronuncia,nè il significato di quello che sta tentando di cantare,solo per conservare la bellezza(intrinseca,in questo caso),del gregoriano....che senso ha ?
    Non cancellarlo,il Gregoriano,che ben s'intende,ma cantarlo solo dopo una buona o decente preparazione. Altrimenti....un anno o l'altro,finiremo a..."Paperissima"!
    Ha il senso di cantare quello che la Chiesa ha cantato per secoli. La questione, poi, della comprensione del testo è, secondo me, un falso problema.
    Forse che, per es., quando la vecchina che ha fatto la seconda elementare senza finirla recita il Credo Niceno-costantinopolitano nella messa in italiano comprende quello che dice? Forse sa che con in quella formula sta la fede della Chiesa cui lei aderisce; e ce n'è d'avanzo! Sbaglio?
    Quando canterà Veni Creator Spiritus, saprà di star invocando la venuta dello Spirito Santo. Deve necessariamente comprendere il senso, per es., dell'espressione dextrae Dei tu digitus, con relativo riferimento biblico-teologico, per pregare bene? A me non sembra.
    Non pare anche a voi? Non basterebbe una buona formazione liturgica del popolo da parte di parroci e catechisti, come proponeva il movimento liturgico ai suoi inizi?

    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Del giorno giunti al termine
    o Re del mondo ascoltaci
    la tua pietà dolcissima
    il nostro sonno vigili.

    Reprìmi tosto i démoni
    i tristi sogni dìssipa;
    dal male che ci affàscina
    il corpo stanco libera.

    Gesù per noi Ti supplica,
    ascoltaci o Piissimo
    che regni in tutti i secoli
    con Lui e il Santo Spirito

    Amen.
    Per es. a me questa versione fa sorridere - con rispetto parlando. "Reprimi tosto i demoni"?
    Ultima modifica di anacleto; 26-09-2009 alle 21:02 Motivo: uniti messaggi

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da anacleto Visualizza Messaggio
    Per es. a me questa versione fa sorridere - con rispetto parlando. "Reprimi tosto i demoni"?
    Beh, penso che anche i "noctium phantasmata" non siano poi tanto meglio. O sbaglio?

  9. #19
    CierRino L'avatar di anacleto
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    Citazione Originariamente Scritto da Ambrosiano Visualizza Messaggio
    Beh, penso che anche i "noctium phantasmata" non siano poi tanto meglio. O sbaglio?
    Be', tanto di meglio ha, per es., che la Chiesa ha cantato i noctium phantasmata per circa 16/17 secoli, dove più, dove meno. E a me non sembra una differenza da poco.

    P.S. - Spero che tu non abbia preso la mia osservazione sulla versione del Te lucis come un'offesa personale. Nel caso mi scuso molto. E' così difficile lasciar intendere il tono delle proprie parole al computer...

  10. #20
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    Citazione Originariamente Scritto da anacleto Visualizza Messaggio
    Be', tanto di meglio ha, per es., che la Chiesa ha cantato i noctium phantasmata per circa 16/17 secoli, dove più, dove meno. E a me non sembra una differenza da poco.

    P.S. - Spero che tu non abbia preso la mia osservazione sulla versione del Te lucis come un'offesa personale. Nel caso mi scuso molto. E' così difficile lasciar intendere il tono delle proprie parole al computer...
    Ma ci mancherebbe... Non hai visto la faccina sorridente?
    E poi mica l'ho tradotto io. Mi limitavo a cantarlo verso la fine degli anni 50. Pensa un po' quanto tempo fà. Comunque, anche se ero piccolo il senso lo capivo.... Non discuto che in latino sia più bello. E ci mancherebbe, è nato in quella lingua.
    Dicevo solo che si può cercare di salvare le melodie tradizionali cantando traduzioni ritmiche (magari più belle di quella che ci facevano usare) che esistono e che, facendo comprendere meglio il testo, facilitano il canto. Perchè, in quanto a quello, la melodia che usavamo era quella tradizionale.

    Citazione Originariamente Scritto da anacleto Visualizza Messaggio
    Ha il senso di cantare quello che la Chiesa ha cantato per secoli. La questione, poi, della comprensione del testo è, secondo me, un falso problema.
    Forse che, per es., quando la vecchina che ha fatto la seconda elementare senza finirla recita il Credo Niceno-costantinopolitano nella messa in italiano comprende quello che dice? Forse sa che con in quella formula sta la fede della Chiesa cui lei aderisce; e ce n'è d'avanzo! Sbaglio?
    Quando canterà Veni Creator Spiritus, saprà di star invocando la venuta dello Spirito Santo. Deve necessariamente comprendere il senso, per es., dell'espressione dextrae Dei tu digitus, con relativo riferimento biblico-teologico, per pregare bene? A me non sembra.
    Non pare anche a voi? Non basterebbe una buona formazione liturgica del popolo da parte di parroci e catechisti, come proponeva il movimento liturgico ai suoi inizi?
    Qui invece non sono d'accordo. L'affermazione della vecchina che non comprende è una presunzione personale. Io dico solo che sicuramente non intendeva quel che diceva in latino, e magari anche potrebbe non capire ciò che dice in italiano. Che son due cose diverse. Dato che c'è un possibilità che capisca, gliene va data la possibilità.
    E poi io porto spesso la testimonanza personale che mi ha dato mia madre. Aveva fatto la quinta elementare. Però spessissimo, quando l'accompagnavo il chiesa alla Messa (é morta qualche anno fa a 94 anni), mi ripeteva, e te lo scrivo in milanese perchè penso che tu possa capirlo: "Però cume l'è bèla adess la Mèsa. Capisi tut quel che ghe disi al Signur".
    E questo lo tengo come un bellissimo riconoscimto per tutti coloro che, spesso anche facendo forza a sè stessi (come il card. Colombo), hanno capito che l'abbandono del latino, pur in qualche modo drammatico come decisione, era un atto non più differibile. E te lo dice uno che la domenica si sposta per andare a seguire la Messa NO cantata in latino.

    Per tornare al canto, se faccio cantare in latino una melodia che, per la colpevole inutilizzazione da parte di chi doveva invece farla utilizzare, non si conosce più e per di più in una lingua che non si conosce, io vedo come risultato solo una probabile intortamento. Se aiuto costui togliendo di mezzo una delle due "non conoscenze", ritengo che possa dedicare l'attenzione all'altra variabile e, non dico che la canterà bene, ma penso possa arrivare alla fine. Poi, col tempo, avendo preso confidenza con la melodia, potrà più facilmente tentare anche l'esperienza del latino.
    Ultima modifica di anacleto; 26-09-2009 alle 21:05 Motivo: uniti messaggi

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